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 ARTCUREL  GIOVANI : arte : Manifesto dei "Giovani Poeti d'Azione"

  

MANIFESTO DEI

" GIOVANI POETI D'AZIONE "

 

 

Il I° Manifesto-Programma dei Poeti d'Azione nasce per necessità impellente, in un momento d'esaltazione febbricitante - nel quale - attorno alle gesta dei Poeti d'Azione, tutto sembrava vorticare dinamicamente e tutto si condensava naturalmente in una suprema sintesi di lucido pensiero tagliente. Riteniamo questo Manifesto redatto nel mese d'agosto '96, ancora valido, anche se attualmente ne stiamo elaborando una integrazione e un ampliamento-approfondimento che, radicalizzando ancora di più i presupposti originali, aggiunga ulteriori motivazioni alle scelte perseguite allora. Il Manifesto è frutto di una sintesi e in quanto tale non va letto superficialmente, ma va compreso per quello che vuole comunicare "fra le righe", solo così si può evitare di fraintenderne, come spesso è accaduto sollevando improprie e sciocche obiezioni, l'autentico messaggio.

 

 

Manifesto - Programma
del Movimento Giovani Poeti d'Azione



È da considerarsi quello fondato da Alessandro D'Agostini un Movimento rivoluzionario, perché nella storia della poesia italiana non è mai esistito un Movimento riconosciuto e organizzato che abbia pensato la poesia tra la gente e per la gente.
Sfidiamo qualunque critico, qualunque professore, qualunque intellettuale a dimostrare il contrario, cioè a dimostrare che non siamo stati noi. i primi a portare la poesia nei pub, nelle discoteche, nelle piazze; e non per caso o per vanità, ma per un preciso progetto poetico.
Dopo anni di poesia schifosamente elitaria, volutamente e inutilmente incomprensibile, noi portiamo avanti una poesia diretta che tenda alla chiarezza, ovvero, ci sforziamo affinché possa riuscire a lanciare messaggi a più livelli

Noi, in quanto e POETI D'AZIONE dichiariamo:

- di non amare il verso regolare, ma di studiarlo
- di non amare il sentimentalismo, ma di accettare il sentimento se sincero
- di avversare le attuali correnti neo-ermetiche a nostro avviso non solo superate, ma addirittura nemiche del progresso, ma di non dimenticare l'insegnamento fondamentale dell'ermetismo: l'efficacia data dalla sintesi espressiva e da noi perseguita
- di odiare Io snobismo, senza essere i poeti della massa
- di non amaro il silenzio, ma l'urlo; non la luce tenue del tramonto d'autunno, ma il sole abbagliante d'agosto - di non essere favorevoli alla violenza, ma alla violenza espressiva nell'arte
- di non cantare la normalità, ma la pazzia, non la depressione, ma l'esaltazione, non la "carineria", ma l'aggressività - Rispettiamo comunque tutte le forme di sofferenza, ma nell'arte prediligiamo quel dolore dia sfocia nella forza della reazione, che attraverso la parola in poesia si fa tuono sulla terra di indifferenza teso a scuoterla, che si fa violento turbine contro le disuguaglianze, l'ingiusto e i sempre numerosi nemici dell'arte e la libertà d'espressione, oggi appannaggio di poche categorie dominanti potere cnltural-politico-economico)
- di ritenere giusta una risposta forte e compatta da parte degli artisti verso l'indifferenza (chi è indifferente verso di noi Poeti d'Azione automaticamente diviene nostro nemico!)

Che l'arte si imponga all'attenzione della realtà senza tregua, senza remore, senza pietà!

Inoltre dichiariamo:

- di voler recuperare il terreno perduto dalla poesia nei confronti della musica cominciando col contrastare nelle piazze con la nostra presenza quella delle chitarre
- di voler recuperare il terreno perduto dalla poesia nei confronti della narrativa e pretendere da parte del mondo editoriale e dai media un trattamento paritario fra narrativa e poesia - la poesia non è la " Cenerentola" delle arti, bensì la regina!
- di considerare i grandi mezzi di comunicazione assolutamente necessari si fini della nostra rivoluzione - è nostro compito quello di servirci di tutti i mozzi di comunicazione possibili prendendo coscienza degli strumenti del loro linguaggio per poi servircene e piegarli allo scopo della diffusione del nostro messaggio poetico; non sono i media a darci spazio, siamo noi i loro conquistatori!
- IL POETA D'AZIONE NON SUBISCE LA REALTÀ: LA SCUOTE!

Infine i Poeti d'Azione
- non sono apolitici ma rivendicano il primato della poesia sulla politica
- sono antiscolastici ed antiaccademici, perché la scuola fa i funerali alla poesia, l'università sistema la sua bara nella fossa
- non vanno confusi con i futuristi, perché i futuristi sono il passato, noi siamo il futuro

detto questo, i nostri scopi sono:

personali…
- riuscire a dare al movimento il riconoscimento che gli spetta a livello nazionale
- pubblicare la nostra antologia con un grande editore che la distribuisca a livello nazionale

altruistici…
- dare realmente spazio, possibilità di dialogo e confronto a tutti quegli artisti che si riconoscono nella nostra "azione", perché altrimenti rimarrebbero nell'anonimato a causa di un mondo culturale chiuso, arrogante e quindi sostanzialmente ignorante
- distruggere in maniera totale quel luogo comune per cui la poesia sia noiosa o accessibile soltanto a pochi
-adoperarsi affinché alla poesia sia riconosciuto non il primato, ma almeno un ruolo importante nell'altrimenti piatta esistenza di ogni essere umano
 

Roma, redatto in data 22/08/1996
da Alessandro D'Agostini, Alessandro Perrotta
 


W La Poesia!
W La Libertà! W I Poeti d'Azione!

 

 


 

Appendice al Manifesto-Programma
del Movimento "Giovani Poeti d'Azione"


- B R E V I A R I O D ' A Z I O N E -

(a cura di Alessandro D'Agostini)

 

Che l'artista sia la fucina dei valori e suo instancabile diffusore e difensore oltre l'indifferenza, l'incomprensione, la generalizzata ostilità, nemici da combattere con caparbietà e costanza, non lasciandosi sopraffare, anzi, attaccandoli da ogni fronte in modo inaspettato e di sorpresa; perché la "verità" che è bellezza nell'opera d'arte, la forza del sussulto, dello stordimento e l'estasi da essa dati, non soltanto possono, ma devono avere la meglio sulla terra. Il non lottare per questo presuppone l'accettare in cuor nostro di piombare nelle fauci spalancate delle rinnovate forme di medioevo e imbarbarimento.

Il Movimento "Giovani Poeti d'Azione" non è una semplice unione di poeti ed artisti, ma qualcosa di più, oserei dire una "religione" in quanto appartenervi presuppone "fede in esso".

Il Poeta d'Azione non ama il sapere in quanto tale, ma come mezzo da utilizzare per il progresso della propria arte e quindi per il proprio progresso. - Il Poeta d'Azione non si limita a leggere un testo, ma lo "vive" e lo mette in pratica sempre confrontandone e stabilendone la validità ed il messaggio che esso porta nella realtà contemporanea, contingente e individuale.

La vera arte è sovversiva

La vera arte tradisce sempre le aspettative

Le scelte estreme più facilmente lasciano il segno

 

 

 


 

Per approfondimenti sul movimento artistico "Giovani Poeti d'Azione" vai al sito : www.poetidazione.it

 


 

Fonte : www.poetidazione.it