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Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| ARTCUREL GIOVANI : cultura : Il "Re degli strumenti" vince ancora , di Domenico Morgante |
IL "RE DEGLI STRUMENTI" VINCE ANCORA
MONOPOLI (BA), Corso di organo presso la Scuola Media "Galilei"
di Domenico Morgante

Per prima in Italia - com'era accaduto già altre volte in passato per altri
Progetti (si ricordi soltanto il "kolossal" didattico "Antiqva Res Pvblica Mater"
del 1999, di cui scrissi la colonna sonora originale) - la Scuola Media "G.
Galilei" di Monopoli ha istituito un Corso di Organo, con programmazione
didattica triennale, rivolto agli alunni interni all'Istituto, affidandomene la
docenza.
L'idea, "rivoluzionaria" per l'Italia (non certo per altri Paesi nordeuropei,
dove la situazione degli studi organistici è assai più evoluta e razionalmente
strutturata), nasce da una intelligente sollecitazione della Confederazione
Organistica Italiana (di cui sono membro sin dalla fondazione) che, nell'autunno
scorso, lanciò l'iniziativa di divulgare la cultura legata al mondo dell'Organo
nella Scuola italiana (a partire da quella di base) con quella che è stata
chiamata la "Settimana Organistica nelle Scuole".
In quella circostanza (ottobre 2004) svolsi un ampio Seminario per varie Classi del nostro Istituto (seguito da circa 200 alunni) sull'organo storico "De Simone" costruito nel 1762 per la Chiesa di Santa Teresa e successivamente collocato in Cattedrale in seguito allo smantellamento, agli inizi del XIX secolo, del Convento dei Teresiani. Già da quel Seminario - in cui ebbi modo di illustrare l'organo nelle sue varie componenti foniche e meccaniche, evidenziandone appieno l'indubbio fascino e la coinvolgente singolarità - emerse con una certa evidenza l'interesse che il "re degli strumenti" (secondo una ben nota definizione barocca del Diruta) riesce ancora oggi a suscitare, grazie anche alla "mediazione" della mia ormai quarantennale esperienza sul duplice versante organistico e organologico, nei giovanissimi che, come è noto, mostrano naturale familiarità con forme ed espressioni musicali fondate essenzialmente sulla chiassosità, piuttosto che sull'espressività, e sul parossismo della reiterazione mutuato da certa musica tribale spogliata però di quel fascino ancestrale (complice l'elettronica.) ch'è tipico delle manifestazioni sonore squisitamente etniche (ad ogni livello).
Con
delibera unanime e criticamente motivata del Collegio dei Docenti in data 22
novembre 2004 (sotto l'ideale "patrocinio", dunque, di Santa Cecilia, Patrona
della Musica e dei Musicisti.) veniva quindi avviato il nostro, come dicevamo,
"pionieristico" Corso di Organo, che andava armoniosamente (è proprio il caso di
dire.) ad affiancarsi alle altre Classi di Strumento musicale (Pianoforte,
Chitarra, Clarinetto, Flauto) già presenti da vari anni nella nostra scuola
(istituzionalmente ad Indirizzo Musicale), nonché alla generale progettualità
musicale d'Istituto (penso specificamente alle varie attività realizzate
nell'ambito del Laboratorio di Canto Corale). Va detto che la stima reciproca
tra i Docenti impegnati nei vari insegnamenti musicali, la ferma volontà
(vissuta in alcuni casi come un'autentica forma di missione) di divulgare la
nobile Arte dei suoni a qualsiasi livello, il consenso di moltissimi Colleghi di
varie discipline, nonché la presenza di un Dirigente Scolastico sensibile alla
Musica e determinato a farne un autentico punto fondante dell'offerta formativa
(già di per sé ricca di stimoli di vario tipo: si pensi ai numerosi Laboratori
di creatività e di approfondimento), hanno facilitato ogni cosa, cosicché si può
ben dire che il nostro Corso di Organo, in termini pedagogico-didattici, ormai
"navighi a gonfie vele".
I problemi sono soltanto (come di consuetudine.) quelli di natura economica,
poiché l'esiguità dei fondi a disposizione dell'Istituzione scolastica non ci ha
permesso di poter acquistare uno strumento da gestire in piena autonomia (anche
una piccola consolle da studio avrebbe risolto qualche problema) e quindi
svolgiamo parte delle nostre lezioni, in base a una convenzione, sull'organo "F.
Zanin", un ottimo strumento integralmente meccanico realizzato in questi ultimi
anni, collocato nella Chiesa del Sacro Cuore (lo stesso, per intenderci, di cui
si serve il locale Conservatorio di Musica per le sue attività didattiche).
Il gruppo classe è attualmente formato da 12 alunni che seguono con ammirevole
puntualità e dedizione tutte le lezioni (bisettimanali) sia di Teoria e
Solfeggio che di pratica strumentale (organistica). Vorrei sottolineare con una
punta di (legittimo) orgoglio professionale che gli alunni si sono subito
appassionati "persino" allo studio delle regole teoriche e della divisione,
materie che tradizionalmente vengono svolte dagli studenti di musica con slancio
assai contenuto (.). Di assoluto rilievo - sul piano, direi, squisitamente
epistemologico - mi pare poi il fatto che i nostri alunni abbiano la possibilità
di studiare l'organo classico senza passare attraverso la "tappa obbligata" (ma
soltanto per l'Italia, dove i programmi musicali sono obsoleti e interamente da
riformulare) del Pianoforte, strumento notoriamente lontanissimo dall'Organo sia
sul piano tecnico che su quello espressivo, ma che continua (sempre e
soprattutto in Italia.) a costituire il sostrato tecnico su cui fondare gli
studi organistici (nonché quelli clavicembalistici).
Dopo ormai almeno quattro decenni di "rinascita" degli studi sulla musica pre-romantica grazie all'opera, sia teoretica che pragmatica, di Musicisti del calibro di Gustav Leonhardt, Luigi Ferdinando Tagliavini (entrambi miei indimenticabili Maestri) e Nikolaus Harnoncourt (per citarne soltanto alcuni), duranti i quali si è assai ben capito il principio dell'irrinunciabilità, pena la mistificazione, di un approccio di tipo storicistico e propriamente filologico all'interpretazione dei fenomeni musicali prodotti nei vari secoli che precedono il Romanticismo (anche se l'approccio di tipo "colto" e non meramente "meccanicistico" andrebbe applicato alle espressioni artistiche di qualunque epoca e ambito culturale), appare assai "bizzarro" (ma è solo un eufemismo) il fenomeno che vede ancora oggi gli studenti italiani di organo e di clavicembalo studiare obbligatoriamente questi due strumenti sulla base di una "solida" tecnica pianistica. Sarebbe come dire, per assurdo e altresì spostando la prospettiva in altri ambiti culturali, che la Lingua latina sia figlia dell'Italiano o che la pittura di Raffaello dipenda da quella di Picasso.
Eppure
questi sono aspetti più che evidenti della logica formativa attuata ancora oggi
in campo musicale nel nostro Paese, fenomeno che induce gran parte dei nostri
giovani musicisti a continuare (ma dovrei dire a "ricominciare") i loro studi
presso le varie Accademie internazionali di perfezionamento musicale.
Poter cominciare a studiare l'organo, e per di più per un intero triennio, in
una prospettiva filologicamente corretta, e per questo più che mai
autenticamente europea, mi pare un traguardo piuttosto ambito di cui la Scuola
Media Statale "G. Galilei" di Monopoli può oggi ben vantarsi, come peraltro
hanno avuto modo di sottolineare ampiamente i Maestri Mauro Pappagallo e Paolo
Bottini, rispettivamente Presidente della Confederazione Organistica Italiana,
con sede in Pescara, e Segretario dell'Associazione Italiana Organisti di
Chiesa, con sede in Reggio Emilia, nelle lettere ufficiali di sostegno alla
nostra iniziativa didattica scritte a nome dei rispettivi sodalizi artistici e
inviate all'indirizzo della Preside Galizia.
Il nostro
Corso di Organo, per spontanea iniziativa della succitata A.I.O.C., è altresì
indicato, in un'apposita pagina di Internet, come "modello" nazionale a cui
ispirarsi per la creazione di analoghe esperienze educative, dove per di più
l'azione didattica (come tenni a puntualizzare nella Relazione tecnica di
presentazione del Corso al Collegio dei Docenti) è concepita in una proficua
prospettiva di tipo autenticamente interculturale (ebbi modo di ricordare a
tutti come l'Organo, per la sua stessa natura, si configuri come il più
interculturale tra gli strumenti) e di interazione col territorio di
appartenenza (studio degli strumenti presenti sul campo; attività da svolgere
nelle Parrocchie da parte dei giovani studenti).
Si può dire, in conclusione, che il "Re" degli strumenti abbia vinto ancora una
volta la sua battaglia, forte però della voglia di "combattere" (sempre con
mezzi pacifici e non violenti, s'intende.) di chi ha fatto dello studio di un
certo tipo di musica e di un certo tipo di cultura un'autentica ragione di vita.
Fonte :
NOTIZIE ORGANISTICHE - settembre 2005
ASSOCIAZIONE ITALIANA ORGANISTI DI
CHIESA
via Emilia all'Ospizio n.62 - 42100 REGGIO nell'EMILIA
tel. 0522.555.392; fax 0523.82.56.17
M° Renato Negri, presidente (cell. 339/3940620)
M° Paolo Bottini, segretario (cell. 328/8123619)
conto corrente postale n. 10485423
sito internet http://www.organisti.it
p.e.: info@organisti.it
fonte foto : www.conservatorio.latina.it/images/organo-03.jpg ; www.iec.csic.es/~miguel/images/Organo2.jpg