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 ARTCUREL  GIOVANI : cultura : informazione e comunicazione nella prospettiva del beato Giacomo Alberione

  

 Giovanni Tonelli

Informazione e comunicazione nella prospettiva del Beato Giacomo Alberione

 

          

"...E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: 'Gloria a Dio nel più alto dei cieli e Pace in terra agli uomini che Egli ama'..." (Lc 2, 13-14)

"...Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il Vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto..."  (Mc, 14, 8-9)


"Annuncio", "Messaggio", "Misericordia", "Vangelo", "Pace". Questi termini, apparentemente così diversi, sono in realtà profondamente uniti tra loro da una parola, che, come un'invisibile connettore, li collega tutti: la parola "Comunicazione".
Nella Teoria generale del Diritto s'insegna che la differenza tra la "diffusione" e la "comunicazione" di un atto è che mentre nella prima ipotesi si porta un determinato dato alla conoscenza di una collettività indeterminata di soggetti, nella seconda lo si porta a conoscenza di un determinato soggetto o di uno specifico e determinato gruppo di soggetti.
Ebbene, con l'annunzio del messaggio evangelico avviene la stessa cosa, in quanto il Vangelo non viene meramente diffuso o divulgato, ma comunicato. Inoltre, il XX° Secolo ha conosciuto un'evoluzione senza precedenti del progresso tecnico-scientifico nel campo delle comunicazioni e della società dell'informazione.
Tale evoluzione ha consentito il superamento, nel settore delle comunicazioni e dell'informazione, di quei limiti spazio-temporali esistenti dagli albori della storia umana, ed il raggiungimento di un sistema di comunicazioni di massa impensabile solo fino a pochi decenni prima.
Il progresso tecnologico applicato ai mezzi di comunicazione ha in ultima analisi creato una vera e propria industria, in virtù della quale si è potuto rielaborare la materia prima, il dato, trasformarla, e rappresentarla nelle più svariate forme: il telegrafo, il telefono, la stampa, la radio, la televisione, la musica, le arti figurative, il cinema, e infine, considerando anche la rapida evoluzione della società dell'informazione, il computer e Internet.
Ci si può legittimamente chiedere come si collega tutto ciò alla prossima ventura beatificazione del Ven. Giacomo Alberione.
Dalla Redenzione dell'umanità, avvenuta attraverso la morte e Risurrezione di Gesù, ad oggi, molti miliardi di uomini hanno calcato il suolo di questa Terra, probabilmente decine o addirittura centinaia di miliardi. Nonostante ciò, il messaggio del Vangelo non è diretto a una massa indistinta o indeterminata di soggetti, non è una chiamata vaga, generica ed informe, bensì una chiamata ad personam cioè personale, che riguarda tutti gli uomini e allo stesso tempo ciascun uomo, considerato nella sua identità di persona creata da Dio a sua immagine e somiglianza, dotata di intelligenza, conoscenza, e libera volontà, e collocata in un preciso contesto storico, spaziale, e temporale.
Dunque, il messaggio del Vangelo è comunicato a tutti gli uomini e contemporaneamente a ciascun uomo singolarmente ed individualmente considerato.
Con lo sviluppo tecnologico prodottosi nel XX°secolo era oramai pressante la necessità di porre l'industria dei mezzi di comunicazione al servizio della Chiesa ed arrivare così ad una ulteriore fase di capillare comunicazione del Vangelo a livello globale.
Proprio questo intuì Don Giacomo Alberione, che, ispirandosi al carisma dell'Apostolo delle Genti e prendendo come modelli purissimi Gesù Divin Maestro e Maria Regina degli Apostoli, fondò la Famiglia Paolina, della quale fu anche il Primo Maestro, con lo scopo di attuare la missione affidatagli dall'Altissimo, cioè quella di "vivere e dare al mondo Gesù Cristo, Via, Verità, e Vita".
A questo scopo, Don Alberione decise di mettere al servizio della comunicazione del Vangelo tutti quei mezzi che il progresso della scienza e della tecnica aveva ed avrebbe generato, a cominciare dall'editoria: a tale proposito, sublime fu la similitudine che il Primo Maestro fece, basandosi sulla radice etimologica del verbo latino "edere" = dare alla luce, tra l'atto di Maria, che "Edidit Salvatorem", dette alla luce Cristo, e l'operatore sociale che, attraverso i moderni mezzi della comunicazione, comunicando il Vangelo agli uomini, continua ad "edere", cioè a dare alla luce Cristo.
Inoltre, Don Alberione fu un pioniere ed un precursore anche per un altro motivo: fu tra i primi, se non il primo, a comprendere che i mezzi della comunicazione utilizzati come strumenti al servizio del Vangelo, avrebbero dato un importante ed insostituibile contributo a diffondere nel mondo la Pace.
Infatti, poiché il messaggio del Vangelo è per antonomasia un messaggio di Pace, in quanto il cuore stesso del Vangelo è la riconciliazione tra Dio e gli uomini, portata da Gesù Cristo, attraverso la sua morte e Risurrezione, Don Alberione comprese che mettere i mezzi di comunicazione al servizio della diffusione del Vangelo avrebbe significato da un lato, glorificare Dio e, contestualmente, avrebbe portato tra gli uomini la sola vera Pace, quella che promana da Gesù Cristo Risorto, Unico e Solo Re della Pace.
Ciò in quanto la Pace è il frutto principale della nuova, indelebile ed eterna alleanza stipulata tra Dio e gli uomini per meriti del sacrificio compiuto da Gesù Cristo, che attraverso la Sua morte in Croce ha redento il mondo.
Come accennato prima, la Provvidenza Divina ha concesso il dono della beatificazione del Ven. Alberione, che avverrà nella Domenica in Albis del 27 aprile 2003.
A questo proposito, un altro fondamentale aspetto da considerare è che Don Alberione verrà beatificato proprio nella Domenica della Divina Misericordia: questo fatto costituisce una grazia specialissima che Dio ha voluto concedere all'anima ed alla persona di Don Alberione.
Come si sa, la Divina Misericordia costituisce, probabilmente insieme a quella di Fatima, la più importante rivelazione privata del XX° secolo.
In breve, una suora polacca, Maria Faustina Kowalska (1905-1938) in una raccolta di scritti oramai molto famosa ("Il Diario di Suor Faustina"), racconta i dialoghi che ella avrebbe avuto con Gesù Cristo in persona, a lei presentatosi come "Re della Misericordia".
Nel "Diario" Suor Faustina racconta che Gesù le avrebbe manifestato la Sua Volontà di diffondere nel mondo il culto della Divina Misericordia, attraverso l'istituzione di una Festa della Divina Misericordia, e la recita di alcune preghiere che Egli stesso le avrebbe dettato.
Anche se non è stata ancora riconosciuta la soprannaturalità degli avvenimenti e resta fermo che tutte le cosiddette "rivelazioni private" non costituiscono materia di fede, per cui nessuno è tenuto a credervi, e dunque sono lasciate alla libera adesione di ciascuno, tuttavia almeno tre elementi fanno propendere per la massima serietà, fondatezza, ed attendibilità delle affermazioni di Suor Faustina: l'avvenuta canonizzazione di Suor Faustina, proclamata santa da Giovanni Paolo II nella Domenica in Albis del 30 aprile 2000; l'avvenuta istituzione, con decreto pontificio, della Festa della Divina Misericordia come Festa liturgica, proprio nella Domenica in Albis, secondo la volontà di Gesù; infine, ma non meno importante, il fatto che il "Diario" sia tuttora pubblicato dalla "Libreria Editrice Vaticana".
Comunque, al di là di tutte le questioni, prendendo come modello Don Alberione, Apostolo della Comunicazione moderna, integerrimo lavoratore, e uomo di speranza e di preghiera, ringraziamo il Signore per tutti i doni che ci fa e preghiamo sempre affinché Don Giacomo Alberione, Venerabile e prossimo venturo Beato, e tutti i Beati ed i Santi del Paradiso (in particolare la B.V.Maria Regina degli Apostoli e Madre di Misericordia, San Michele Arcangelo, San Giuseppe, Santa Maria Maddalena, S.Ignazio da Loyola, S.Teresa d'Avila, e S.Faustina Kowalska, che sono i santi patroni per l'intercessione presso la Divina Misericordia) continuino ad intercedere per noi e veglino su di noi per tutto il cammino della nostra vita.
Un Saluto e un Abbraccio a Tutti Voi
Giovanni Tonelli

 

 


 

Brano tratto da una riflessione del dott. Giovanni Tonelli sul ruolo avuto da Don Giacomo Alberione in questa attuale civiltà dell'informazione .