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 ARTCUREL  GIOVANI : religione : i giovani e l'amore nella Chiesa Cattolica

  

I giovani e l'amore nella Chiesa Cattolica

-Tratto da:
"Varcare la soglia della speranza" di Papa Giovanni Paolo II



..se in ogni epoca della sua vita l'uomo desidera affermarsi, trovare l'amore, in questa (nell'epoca della giovinezza) lo desidera in modo ancor più forte. Il desiderio di affermazione, comunque, non deve essere inteso come una legittimazione di tutto, senza eccezioni.
I giovani non lo vogliono affatto: sono disposti anche ad essere ripresi, vogliono che si dica loro si o no. Hanno bisogno di guide, e le vogliono molto vicine. Se ricorrono apersone autorevoli, lo fanno perché le avvertono ricche di calore umano e capaci di camminare insieme con loro lungo i percorsi che stanno seguendo.

Appare chiaro quindi, che il problema essenziale della giovinezza è profondamente personalistico. La giovinezza è proprio il periodo della personalizzazione della vita umana. E' anche il periodo della comunione. I giovani, sia ragazzi sia ragazze, sanno di dover vivere per gli altri e con gli altri, sanno che la loro vita ha un senso in quanto diventa un dono gratuito per il prossimo. Di qui hanno origine tutte le vocazioni: sia quelle sacerdotali o religiose, sia le vocazioni al matrimonio e alla famiglia. Anche la chiamata al matrimonio è una vocazione, un dono di Dio.Mai dimenticherò un ragazzo, studente del politecnico a Cracovia, che tutti sapevano aspirare con decisione alla santità. Aveva questo programma di vita. Sapeva di essere stato "creato per le cose più grandi", come si espresse una volta San Stanislao Kostka. E, al tempo stesso, non aveva alcun dubbio che la sua vocazione non fosse né il sacerdozio, né la vita religiosa. Sapeva di dover essere un laico. Lo appassionava il lavoro professionale, gli studi in ingegneria. Cercava una compagna di vita e la cercava in ginocchio, nella preghiera. Non potrò scordare il colloquio in cui, dopo uno speciale giorno di ritiro, mi disse:
"Penso che proprio questa ragazza debba essere mia moglie, che è Dio a darmela". Quasi non seguisse soltanto la voce dei propri gusti, ma prima di tutto la voce di Dio stesso. Sapeva che da Lui viene ogni bene, e fece una scelta buona. Sto parlando di Jerzy Ciesielski, scomparso in un tragico incidente in Sudan, dove venne inviato a insegnare all'università, e il cui processo di beatificazione è stato già iniziato.

Questa vocazione all'amore è naturalmente l'elemento di più stretto contatto con i giovani. Da sacerdote mi resi conto molto presto di ciò.
Sentivo quasi una sollecitazione interiore in questa direzione. Bisogna preparare i giovani al matrimonio, bisogna insegnare loro l'amore. L'amore non è cosa che si impari, e tuttavia non c'è cosa che sia così necessario imparare! Da giovane sacerdote imparai ad amare l'amore umano. Questo è uno dei temi fondamentali su cui concentrai il mio sacerdozio, il mio ministero sul pulpito, nel confessionale, e anche attraverso la parola scritta. Se si ama l'amore umano, nasce anche il vivo bisogno di impegnare tutte le forse a favore del "bell'amore".

Poiché l'amore è bello! I giovani, in fondo, cercano sempre la bellezza nell'amore, vogliono che il loro amore sia bello. Se cedono alle debolezze, assecondando modelli di comportamento che ben possono qualificarsi come uno "scandalo del mondo contemporaneo" (e sono modelli purtroppo molto diffusi), nel profondo del cuore desiderano un amore bello e puro. Questo vale tanto per i ragazzi che per le ragazze.

In definitiva i giovani sanno che nessuno può concedere loro un tale amore, all'infuori di Dio. E, pertanto, sono disposti a seguire Cristo, senza badare ai sacrifici che ciò può comportare!


 

 

 

 


 

 

FONTE : http://www.ecoverbum.it/messaggi2002/8.htm