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 ARTCUREL  GIOVANI : religionele sentinelle del mattino

  

Le Sentinelle del Mattino

" il Portale dell'Evangelizzazione di Strada "

Dalla pastorale del “venire” e dell’”attirare” (che sovente porta ad un abbassamento di qualità di proposta), si passa a quella dell’”andare”. I membri della comunità vanno verso i loro vicini e amici per portare loro l’annuncio evangelico. Li incontrano nell’ambiente di lavoro e di divertimento. Con il loro comportamento suscitano delle domande e s’interrogano su cosa fare perché tutti arrivino a conoscere Gesù .


 

 

 

 

La nostra spiritualità è il Battesimo
Le Sentinelle del Mattino non sono un movimento, nè un gruppo o una spiritualità. Sono dei semplici giovani che hanno deciso di impegnarsi nella Chiesa per l'evangelizzazione degli altri giovani con un progetto chiamato: "Progetto Sentinelle". Il Progetto Sentinelle raccoglie e coordina giovani di movimenti, associazioni, singoli ragazzi e ragazze provenienti da diverse Diocesi, ma che condividono il desiderio di una comunione profonda per evangelizzare con il mandato della Chiesa. Il progetto non segue una specifica spiritualità perchè cerca solo di aiutare a vivere il proprio Battesimo: il primo annuncio ai giovani è l'urgenza del nostro tempo. Poi verrà la catechesi e la crescita nella fede. Se, infatti, non c'è chi avvicina i giovani lì dove sono e non parla loro di Gesù, come potranno credere?

Giovani per i giovani
I giovani delle "Sentinelle del mattino", come ragazzi e ragazze impegnate in questo specifico progetto di pastorale di annuncio, si sono organizzate a Verona a partire dal Centro di Pastorale Giovanile e sono state inizialmente coordinate da don Andrea Brugnoli, un prete diocesano ordinato nel 1992.

Apostoli ovunque
Nel 1998 a Verona sono iniziate le prime esperienze di evangelizzazione per le strade e i locali delle piazze veronesi, in risposta all’invito che il Papa ha rivolto ai giovani durante le giornate mondiali della gioventù: «giovani, voi stessi siate i primi apostoli degli altri giovani!».

Con lo spirito delle GMG
L’esperienza delle Sentinelle del mattino è cresciuta in questi anni attraverso corsi e scuole di evangelizzazione, serate di evangelizzazione “Una luce nella notte”, missioni, momenti di preghiera e di ritiro. I giovani coinvolti hanno scoperto la gioia di testimoniare Cristo e si sono impegnati ad essere “sentinelle del mattino”, come il Papa ha chiesto loro durante il giubileo dei giovani a Tor Vergata, nell’agosto 2000.

In questi ultimi mesi, le sentinelle sono cresciute: alle ultime missioni di Riccione, di Massa Carrara, di Brescia e di Loreto, esse provenivano da tutta l’Italia e persino dall’estero: un popolo nuovo che si ritrova ad ogni “tam-tam” per evangelizzare.
 


Evangelizzatori per il nuovo millennio
Questo “popolo nuovo” è stato descritto in modo mirabile da un libro "profetico" che P. Daniel Ange ha scritto nel 1981, prima che ci fossero delle giornate mondiali: «I santi dell’anno 2000, perché massacrarli?».

 

Ecco alcune parti del testo, presi dal terzo capitolo (clicca sull'immagine per leggerle):


 
I santi dell'anno 2000: perchè massacrarli?
Un testo "profetico" di P. Daniel Ange


 

Se manca chi annuncia, come crederanno? Il dolore di Paolo per i molti che non hanno ancora conosciuto quale bellezza di vita è venuto a portare il Figlio dell’Uomo, sollecita anche le nostre Parrocchie. Non basta la sola testimonianza delle nostre energie spese per la pecora rimasta nell’ovile, ma ci vogliono veri e propri evangelizzatori di strada: giovani che siano capaci di rincorrere, come Filippo, Etiopi in viaggio sulle nostre piazze. Affiancare come per andare ad Emmaus, accogliere l’adultera, farsi invitare da un Zaccheo solo curioso.

Non vogliamo portarli ai nostri gruppi stanchi, ma, al contrario, crediamo che anche un giovane scapestrato possa diventare un grande santo, vivendo la sua fede nelle sue notti e sulla sua panchina. Le nostre debolezze gli riveleranno quel Gesù che solo lo salverà. Forse sono proprio le nostre Parrocchie a dover essere evangelizzate, risvegliando un coraggio missionario che spesso è venuto meno.

 

Nel 2002 abbiamo vissuto nella nostra Diocesi un “corso di evangelizzazione di strada” per formare alcuni giovani delle nostre comunità ad un nuovo genere di “animazione”, fuori dai luoghi formali della catechesi. Cosa dire? Come avvicinarsi alle persone? Con quali finalità? Con quali risultati? Come suscitare il coraggio dell’annuncio?

Forse avete avuto anche voi la terribile tentazione, qualche volta, di volervi avvicinare ad un gruppo di giovani scapestrati, di quelli che stanno sui motorini davanti alle nostre chiese, per annunciare loro che la cosa più bella che possa capitare ad un uomo è l’aver conosciuto Cristo e che con Lui la vita è tutta un’altra cosa. Quanto si perdono, senza di Lui! Ma quanta paura! E poi, che cosa dire? Mi accetteranno? Chi sono io per dire loro qualcosa? Le mie prime esperienze in tal senso sono accadute a Roma, in un liceo statale, e sul piazzalone de La Sapienza, enorme e mostruosa città di studenti, avvicinando i giovani che stavano là a chiacchierare per delle ore…. È stata un’esperienza esaltante, che mi ha fatto capire quanto sia bello e quanta gioia infonda l’annuncio diretto ed esplicito del Vangelo del Signore.

È nato, così, a partire da ottobre un corso di evangelizzazione e una commissione apposita: ogni martedì sera si sono incontrati circa 35 giovani provenienti da tutta la Diocesi, per riflettere insieme, aiutati da esperti, su cosa significa evangelizzare, cosa bisogna dire, a chi ci si rivolge, ecc… Il corso è stato diviso in due parti: una prima teorica, quasi un brevissimo corso di teologia dell’evangelizzazione, e una seconda più pratica, per sperimentare dal vivo che cosa significa avvicinare i giovani di strada.

 

Per evangelizzare sulla strada si richiede innanzitutto che la comunità cristiana senta che il territorio non sono dei confini toponomastici, ma delle persone concrete, che vivono, perdono tempo, lavorano, soffrono e gioiscono vicino a noi. Se noi non andiamo, chi annuncerà loro il Vangelo? Per fare questo non basta la semplice testimonianza di vita ogni battezzato: se gli apostoli non avessero aperto bocca con franchezza sulle piazze, saremmo ancora qui ad adorare Apollo e Giove. Le nostre comunità possono scoprire, quindi, che al loro interno ci sono dei giovani che si rendono disponibili per questo tipo di animazione, non nei gruppi formali, ma, appunto, sulla strada. Il corso ha cercato appunto di risvegliare questa vocazione ecclesiale: uomini e donne che sappiano raccontare la propria fede, la propria esperienza di salvezza, di gioia, di liberazione incrociando la gente lì dove si diverte e spende tempo. Lo scopo, allora, non è quello di portare in Parrocchia le pecore disperse, ma di far loro incontrare Gesù. Noi crediamo che anche un giovane con l’orecchino e vestito grunge possa diventare un grande santo. Sarà lui, poi, capace di inventare una nuova forma di vita cristiana, adatta al suo essere testimone in discoteca o al pub.

Nei giorni prima di Pasqua, 24 giovani del corso si sono “esercitati” avvicinando ragazzi sulle strade di Borgo Roma, un quartiere periferico della città, dentro il quale opera una Parrocchia. Dopo la Pasqua hanno affiancato i giovani della Comunità di evangelizzazione di Chiara Amirante, una ragazza romana che ha dedicato la sua vita a portare Cristo in mezzo ai tossici, prostitute, travestiti, criminali di strada.

Ma sono soprattutto i ragazzi cosiddetti “normali” che il corso ha voluto raggiungere. Non sono più lontani di quelli che frequentano i nostri gruppi, ma forse sono i più disponibili ad ascoltare una Parola nuova, quella di Cristo.

L’iniziativa del Corso di evangelizzazione è stata poi presentata durante il forum dei giovani di Verona davanti al Vescovo.

 

 

 


 

 

FONTE : http://www.sentinelledelmattino.org