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| ARTCUREL GIOVANI : religione : le sentinelle del mattino |
Le Sentinelle del Mattino
" il Portale dell'Evangelizzazione di Strada "
Dalla pastorale del “venire” e dell’”attirare” (che sovente porta ad un abbassamento di qualità di proposta), si passa a quella dell’”andare”. I membri della comunità vanno verso i loro vicini e amici per portare loro l’annuncio evangelico. Li incontrano nell’ambiente di lavoro e di divertimento. Con il loro comportamento suscitano delle domande e s’interrogano su cosa fare perché tutti arrivino a conoscere Gesù .



La nostra spiritualità è il
Battesimo
Le Sentinelle del Mattino non
sono un movimento, nè un gruppo o una spiritualità. Sono dei semplici giovani
che hanno deciso di impegnarsi nella Chiesa per l'evangelizzazione degli altri
giovani con un progetto chiamato: "Progetto
Sentinelle". Il Progetto Sentinelle raccoglie e coordina giovani di
movimenti, associazioni, singoli ragazzi e ragazze provenienti da diverse
Diocesi, ma che condividono il desiderio di una comunione profonda per
evangelizzare con il mandato della Chiesa. Il progetto non segue una specifica
spiritualità perchè cerca solo di aiutare a vivere il proprio Battesimo: il
primo annuncio ai giovani è l'urgenza del nostro tempo. Poi verrà la catechesi e
la crescita nella fede. Se, infatti, non c'è chi avvicina i giovani lì dove sono
e non parla loro di Gesù, come potranno credere?
Giovani per i giovani
I giovani delle "Sentinelle del mattino",
come ragazzi e ragazze impegnate in questo specifico progetto di pastorale di
annuncio, si sono organizzate a Verona a partire dal Centro di Pastorale
Giovanile e sono state inizialmente coordinate da
Apostoli ovunque
Nel
Con lo spirito delle GMG
L’esperienza delle Sentinelle del
mattino è cresciuta in questi anni attraverso corsi e scuole di
evangelizzazione, serate di evangelizzazione “Una luce nella notte”, missioni,
momenti di preghiera e di ritiro. I giovani coinvolti hanno scoperto la gioia di
testimoniare Cristo e si sono impegnati ad essere “sentinelle del mattino”, come
il Papa ha chiesto loro durante il giubileo dei giovani a Tor Vergata,
nell’agosto 2000.
In questi ultimi mesi, le
sentinelle sono cresciute: alle ultime missioni di Riccione, di Massa Carrara,
di Brescia e di Loreto, esse provenivano da tutta l’Italia e persino
dall’estero: un popolo nuovo che si ritrova ad ogni “tam-tam” per evangelizzare.
Evangelizzatori per il nuovo millennio
Questo “popolo nuovo” è stato descritto in modo mirabile da un libro "profetico"
che P. Daniel Ange ha scritto nel 1981, prima che ci fossero delle giornate
mondiali: «I santi dell’anno 2000, perché massacrarli?».
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Ecco alcune parti del testo, presi dal terzo capitolo (clicca sull'immagine per leggerle):
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Se
manca chi annuncia, come crederanno? Il dolore di Paolo per i molti che non
hanno ancora conosciuto quale bellezza di vita è venuto a portare il Figlio
dell’Uomo, sollecita anche le nostre Parrocchie. Non basta la sola testimonianza
delle nostre energie spese per la pecora rimasta nell’ovile, ma ci vogliono veri
e propri evangelizzatori di strada: giovani che siano capaci di rincorrere, come
Filippo, Etiopi in viaggio sulle nostre piazze. Affiancare come per andare ad
Emmaus, accogliere l’adultera, farsi invitare da un Zaccheo solo curioso.
Non vogliamo portarli ai
nostri gruppi stanchi, ma, al contrario, crediamo che anche un giovane
scapestrato possa diventare un grande santo, vivendo la sua fede nelle sue notti
e sulla sua panchina. Le nostre debolezze gli riveleranno quel Gesù che solo lo
salverà. Forse sono proprio le nostre Parrocchie a dover essere evangelizzate,
risvegliando un coraggio missionario che spesso è venuto meno.
Nel 2002 abbiamo vissuto nella
nostra Diocesi un “corso di evangelizzazione di strada” per formare alcuni
giovani delle nostre comunità ad un nuovo genere di “animazione”, fuori dai
luoghi formali della catechesi. Cosa dire? Come avvicinarsi alle persone? Con
quali finalità? Con quali risultati? Come suscitare il coraggio dell’annuncio?
Forse avete avuto anche voi la
terribile tentazione, qualche volta, di volervi avvicinare ad un gruppo di
giovani scapestrati, di quelli che stanno sui motorini davanti alle nostre
chiese, per annunciare loro che la cosa più bella che possa capitare ad un uomo
è l’aver conosciuto Cristo e che con
È nato, così, a partire da
ottobre un corso di evangelizzazione e una commissione apposita: ogni martedì
sera si sono incontrati circa 35 giovani provenienti da tutta la Diocesi, per
riflettere insieme, aiutati da esperti, su cosa significa evangelizzare, cosa
bisogna dire, a chi ci si rivolge, ecc… Il corso è stato diviso in due parti:
una prima teorica, quasi un brevissimo corso di teologia dell’evangelizzazione,
e una seconda più pratica, per sperimentare dal vivo che cosa significa
avvicinare i giovani di strada.
Per
evangelizzare sulla strada si richiede innanzitutto che la comunità cristiana
senta che il territorio non sono dei confini toponomastici, ma delle persone
concrete, che vivono, perdono tempo, lavorano, soffrono e gioiscono vicino a
noi. Se noi non andiamo, chi annuncerà loro il Vangelo? Per fare questo non
basta la semplice testimonianza di vita ogni battezzato: se gli apostoli non
avessero aperto bocca con franchezza sulle piazze, saremmo ancora qui ad adorare
Apollo e Giove. Le nostre comunità possono scoprire, quindi, che al loro interno
ci sono dei giovani che si rendono disponibili per questo tipo di animazione,
non nei gruppi formali, ma, appunto, sulla strada. Il corso ha cercato appunto
di risvegliare questa vocazione ecclesiale: uomini e donne che sappiano
raccontare la propria fede, la propria esperienza di salvezza, di gioia, di
liberazione incrociando la gente lì dove si diverte e spende tempo. Lo scopo,
allora, non è quello di portare in Parrocchia le pecore disperse, ma di far loro
incontrare Gesù. Noi crediamo che anche un giovane con l’orecchino e vestito
grunge possa diventare un grande santo. Sarà lui, poi, capace di inventare una
nuova forma di vita cristiana, adatta al suo essere testimone in discoteca o al
pub.
Nei giorni prima di Pasqua, 24
giovani del corso si sono “esercitati” avvicinando ragazzi sulle strade di Borgo
Roma, un quartiere periferico della città, dentro il quale opera una Parrocchia.
Dopo la Pasqua hanno affiancato i giovani della
Ma sono soprattutto i ragazzi
cosiddetti “normali” che il corso ha voluto raggiungere. Non sono più lontani di
quelli che frequentano i nostri gruppi, ma forse sono i più disponibili ad
ascoltare una Parola nuova, quella di Cristo.
L’iniziativa del Corso di evangelizzazione è stata poi presentata durante il forum dei giovani di Verona davanti al Vescovo.
FONTE : http://www.sentinelledelmattino.org