ARTCUREL: Arte, Cultura e Religione

 (Art , Culture and Religion)

   www.artcurel.it   ---  info@artcurel.it    ---  prima pagina                                                

 ARTCUREL  GIOVANI : varie : Tendopoli San Gabriele

                        

   TENDOPOLI  SAN GABRIELE

 

Foto Tend 

 

Molto spesso i giovani vagano sul prato della vita senza meta, portando con loro scomodi compagni di viaggio.
Il loro zaino è pieno di disagi, turbamenti, contraddizioni, instabilità…
Vivono in uno stato di perenne incertezza, di confusione, di idee e di movimento, ciò provoca un malessere che li conduce a una profonda insoddisfazioni.
Il grido del loro cuore urla chiarezze, certezze, soluzioni appaganti al problema della vita.
C'è nostalgia di qualcosa, ma soprattutto Qualcuno.
Nel frastuono di una società consumistica, che dice di godere del proprio tempo libero teso alla soddisfazione dei bisogni più immediati, questa voce è soffocata.

È possibile che nessuno ascolta?
Ci vorrebbe un grande cuore!

  

C'è il santo dei giovani di Abruzzo: S. Gabriele dell'Addolorata. Lui è sensibile alla richiesta di aiuto dei giovani.
Il mezzo sono i suoi confratelli: i P. Passionisti, vestiti con una tonaca nera e con uno stemma a forma di cuore sopra di essa.

Finalmente si è trovato il cuore!
 

Tendopoli 2003 

L'origine della Tendopoli non è segnata da un atto costitutivo, ma come tutte le cose vissute accadono mentre si vivono e fanno storia mentre si sviluppano. L'anno che segna l'inizio dell'esperienza è il 1980. Diversi fattori hanno favorito la nascita e la crescita della Tendopoli. Il terreno in cui l'esperienza ha posto le radici è stata la festa dei giovani al Santuario di S. Gabriele che si celebrava fin dal 1976, in un solo giorno. Il secondo fattore determinante alla gestazione dell'esperienza, fu il servizio pastorale che P. Francesco Cordeschi aveva svolto nei primi anni di sacerdozio: le missioni al popolo.
In quegli anni si era venuta chiarificando in lui la convinzione, condivisa anche da altri confratelli, che accostare i giovani nei giorni delle missioni era abbastanza facile, come semplice era pure creare entusiasmo e attese. Ci si rendeva conto che molti parroci, seppur validissimi, non avevano possibilità concrete per continuare a seguire i giovani che si rivelavano durante la missione. Con il passare degli anni il problema si pose a livello di coscienza "fino a che punto è lecito suscitare aspettative se poi non si possono seguire i giovani?" Spesso si entrava in crisi di fronte alle domande di alcuni giovani: "Bella la missione ma ora che partite tutto torna come prima!"  Un terzo elemento che ha dato fisionomia alla Tendopoli sono state due esperienze vissute dal P. Francesco nel 1979 e nel 1980: il pellegrinaggio a Czestochowa e l'esperienza dei tre mesi in Palestina. Da queste due esperienze si percepì con molta chiarezza l'esigenza di impostare il lavoro con i giovani nella più assoluta precarietà e essenzialità, perché Dio si percepisce meglio nella dura lotta e nella fatica. La precarietà come deserto per recuperare la bontà del Signore diventerà l'anima della dell'esperienza.
Un elemento non trascurabile a livello spirituale furono le parole che il Papa indirizzo ai giovani: "Dovete creare nel concreto della vostra parrocchia spazi di preghiera e riconciliazione". Queste parole sembravano una chiara risposta a quello che si cercava in sintonia con l'insegnamento di S. Paolo della Croce: meditare la Passione del Signore.

Foto Tend 

Scenario bellissimo e inconsueto. Ad agosto attorno al santuario è un variopinto fiorire di tende da cui sbucano i giovani, freschi e sorridenti venuti per stare vicino a Gabriele. Ogni anno piantano qui il cuore e le tende per un'esperienza di fede. Gabriele li invita all'ombra del gigante, il Gran Sasso, li conquista, li tiene svegli anche di notte. Sotto le stelle e su una collina trasformata in Tendopoli meditano, pregano, cantano. Cercano il senso della propria vita. Sono giovani ricchi di preghiera, impastati di riflessione e silenzio.
I giovani dialogano sopratutto con Dio e con Gabriele, scendendo nel profondo del loro cuore. Sostano per riflettere sulla propria vita, per sentirsi amati da Dio. Per quattro giorni la tenda diventa la loro precaria abitazione.
Piantano la tenda vicino a Gabriele che sentono come primo tendopolista. La sua chiesa, il suo santuario è la prima tenda che si adagia tra tende sorelle. Lontani dal chiasso delle città, appartati dal vociare confuso della folla, si tirano fuori dai normali interessi.
Si staccano dal rumore dello stereo per aprirsi alla meditazione, passano dalla frenesia del fare alle mani alzate verso il cielo in atteggiamento di preghiera e di gioia. Nell'era della comunicazione ci si accorge che prima di ogni altra cosa occorre ascoltare e sopratutto ascoltarsi per non essere storditi dal bombardamento di parole grandi, ma vuote, mute anche se assordanti.

Foto Tend

Per questa esperienza vengono giovani da tutta Italia, ogni anno la capacità ricettiva del santuario è chiamata a sostenere una prova sempre più dura. Ogni anno registra un nuovo record di presenze. Tappa fondamentale del cammino è stata la visita del Papa il 30 giugno 1985 al Santuario: i giovani della Tendopoli organizzarono l'accoglienza del Papa e lo stesso manifesto. L'evento tuttavia più importante, perché inatteso, è stata la lettera che il Santo Padre ha inviato il 21 Luglio 1988, in essa si legge: "La Tendopoli rinnovi nello spirito i giovani e li ricarichi di energie spirituali, come avvenne per i tre fortunati discepoli del monte Tabor e sia loro di sostegno nella vita quotidiana in seno alle rispettive famiglie, come pure nell'ambito delle parrocchie, dei luoghi di lavoro e di studio"  

Foto Tend

I tendopolisti respirano a pieni polmoni Dio e la santità. Restano in silenzio e in ascolto di Dio, per imparare a parlare con Lui e di Lui. Gabriele li ha chiamati ed accolti, li guida su questo camino con il suo fascino. La gioia scorre abbondante nell'arco dell'intera esperienza: ne hanno bisogno per poter comunicare una volta tornati a casa a tutti coloro che sembrano mangiare noia, a chi si appoggia alle illusioni. Vicino a Gabriele nella durezza della tenda ritrovano le coordinate della propria vita che scoprono arida e assetata finché non diventa tenda di Dio, l'unico capace di far fiorire il deserto e far scaturire acqua viva dalla roccia.
Ricchi di questa esperienza saranno lievito di rinnovamento e creeranno spazi di riconciliazione in famiglia, in parrocchia, a scuola, nel luogo di lavoro. Ripartono con l'impegno della meditazione quotidiana personale e comunitaria e di un serio lavoro per la propria formazione cristiana.

 

 

 


 

Fonte : www.tendopoli.it