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 ARTE :  architettura : Architettura e Democrazia Organica , di Frank Lloyd Wright

 

Frank Lloyd Wright

 

ARCHITETTURA E DEMOCRAZIA ORGANICA  

 

 

Al convegno del FORUM della NEW YORK HERALD TRIBUNE dedicato al tema della ricostruzione post-bellica, Frank Lloyd Wright, nella seconda sessione "Il diritto di essere se stessi", ha pronunciato davanti ad un foltissimo pubblico e attraverso la radio americana, il seguente discorso:

 

La democrazia e l'architettura, se sono organiche, non possono essere due cose separate. Né la democrazia, né l'architettura possono essere imposte, forzate in alcun modo. Ambedue vengono dal di dentro, spontaneamente.  In architettura, come in democrazia, questo processo organico costituisce un fatto nuovo solo perché la natura intima dell'uomo è ancora nuova all'umanità, e la democrazia è una ricerca di una forma organica.

La democrazia non è tanto una forma - anche se noi potessimo trovarla - o un metodo politico - anche se fossimo capaci di costruirlo - quanto una profonda fede nell'indistruttibile diritto dell'uomo ad essere se stesso. Questa fede è l'essenza naturale dell'umanità e costituisce perciò il solo fondamento si curo ad una costruzione creativa.  Per ciò che riguarda lo stato, è la stessa cosa.  Solo l'uomo che ha rispetto per se stesso sa rispettare gli altri, è capace di aver fede nell'umanità e perciò di costruire un governo.  In mancanza di queste sane fondamenta umane, nessun governo può elevarsi al di sopra della servilità e dell'odio segreto.  La sicurezza collettiva è un'illusione se non ha come premessa questo fondamento; l'internazionalismo, senza questa premessa, è solo coercizione.

I codici umani non servono altro che a ostacolare, espropriare e punire quando perdiamo di vista il modo di vivere naturalmente come costruiamo, e di costruire naturalmente come viviamo.

Sfortunatamente per noi e per la natura della democrazia di oggi, l'architettura ufficiale ed erudita è ora, data l'educazione accademica, del tutto inorganica. E' fatta secondo codici, e il nostro modo di vivere è perciò schiavo e senza principi. Come può la vita di un uomo seguire una linea se egli non la lascia sorgere e decorrere dall'interno?  Un codice democratico deve essere formulato in modo da completare, non da limitare l'uomo.

La massa di uomini cui apparteniamo si autodefinisce democrazia pur tradendo l'idea coraggiosa che la fonte animata di ogni vita ispirata scaturisce dall'individuo. L'altra massa degli uomini è ossessionata dall'idea codarda di ricoverarsi sotto uno stato supremo ove non esiste alcuna responsabilità individuale.

Per superare e vincere false idee, opere cattive e uomini violenti, la democrazia deve soltanto pensare a se stessa, ergersi sul suo terreno, costruire il suo corso, il corso naturale od organico.  Se noi fossimo veramente una democrazia, questa violenta divisione tra gli uomini sarebbe risolta, e non ci sarebbero più avversari.

La struttura che la democrazia deve apprendere è di essere vivente, un genere di struttura che nasca dalla vita nel suo aspetto migliore e sia per la vita migliore.  Il carattere organico è, di per se stesso, un sano fondamento sociale : una struttura integrale od organica che cresce dalla terra nella luce secondo il processo naturale della vita dell'uomo sulla terra, il metodo di costruire per mostrare l'uomo a se stesso come se stesso elevato.

La vera architettura della democrazia sarà l'esternamento di questa intima visione dell'uomo come Cristo lo vide, dall'interno - non un animale o un insetto, ma un'anima vivente. La vita umana non può crescere che sull'indipendenza dell'individuo come tale - l'indipendenza dell'individuo, la sua libertà di essere veritiero con se stesso! E poiché ciò non può essere imposto, non può essere nemmeno standardizzato.

La forza è futile. Non può organizzare nulla. Nemmeno la scienza ci può aiutare oggi. La scienza ha posto miracolosi strumenti nella nostra cassetta di arnesi, di mezzi, ma nessuna scienza ci potrà mai mostrare come usare questi strumenti per l'umanità.  E' soltanto l'architettura organica o naturale, la filosofia intima, e una religione vivente - non quelle istituzionali (sto parlando del cuore e degli istinti più originari dell'uomo) - soltanto queste tre cose,  l'architettura organica, una filosofia interna e una religione vivente possono rendere la vita di nuovo creativa, rendere gli uomini sicuri come debbono essere, e far sì che il governo sia anche tollerabile.  Queste tre cose abbisognano l'una dell'altra in questa ora cruciale come non mai nel passato.  Alla luce di queste tre ispirazioni organiche, rivissute e vive, potremmo costruire una democrazia organica.

Qui in America, se noi solo scoprissimo il modo di usare questa nostra vasta e buona terra, usarla per costruire con essa e su essa, una cultura nativa verrebbe a noi da questo amare la nostra terra e dal permettere ad essa di amarci.  Una grande integrità !  L'integrità di cui manchiamo.

Non abbiamo nessuna ragione qui in America di imitare una piccola nazione industriale confinata in una piccola isola come l'Inghilterra, la cui unica risorsa è la manifattura. La nostra intera nazione, da confine a confine, da costa a costa è un retroterra negletto di questa striscia costruita dall'est.  Un arco meraviglioso di espressione individuale ci aspetta se noi scopriamo la nostra terra. Perché le case sono tutte simili in tutta l'America? Perché pensiamo debbano essere così? Perché, come popolo, siamo stati inibiti così presto? Perché costruiamo secondo codici. Talora penso che siamo nati, che viviamo, che moriamo secondo i codici. Dateci libertà!

Lasciamo che l'ispirazione venga a noi in una via naturale. Perché piantare ancora gotico oxfordiano nelle distese dell'Oklahoma? Non imitiamo ancora. Se costruiamo nel deserto, lasciamo che la casa conosca il deserto, e che il deserto sia orgoglioso della sua casa, facendo sì che la casa sia un'estensione del deserto.  Così, quando sarete nella casa, il deserto vi apparirà come un'estensione della vostra casa.  lo stesso pensiero, lo stesso sentimento è valido per qualunque costruzione, dovunque la costruiamo.  Gli edifici organici appartengono sempre alla terra, e si ergono per la vita vissuta in essi. Essi non sono soltanto sul terreno, ma del terreno. Materiali nativi per una vita nativa, dove esistono, sono meglio di plastici che devono essere portati da lontano. Secondo le circostanze, ambedue possono essere ugualmente desiderabili.

E questa idea che sembra aver invaso il nostro paese secondo la quale l'architettura è una cosa, l'architettura del paesaggio un'altra, e l'architettura degli interni una terza, è assurda.  Nell'architettura organica tutte e tre sono una cosa.

Sia che la struttura sia la vita, o un edificio o uno stato, perché comprare ancora delle mostruosità?

Guardate Washington. C'è lì un solo edificio integralmente democratico, cioè organico, un edificio sinceramente devoto alla natura del suo scopo?  Burocrati sono lì a lavoro. Come possono lavorare in quei chilometri di cave di marmo erette per soddisfare una megalomania che è tanto insaziabile quanto insignificante?

Se non vi basta, rivolgetevi a Mosca. E' un caso simile. Una nuova civiltà, incapace di trovare un modo di costruire proprio, riproduce smodatamente gli edifici di un modo di vita che ha negato. Hanno distrutto i grandi alti soffitti, gli alti candelieri, le statue pornografiche disposte sulle grandi terrazze.  Solo che ora vogliono soffitti ancora più alti, cinque candelieri dove prima ce n'era uno solo, e voglion ciò dappertutto, anche nella metropolitana!

Se non vi piace Mosca, guardate Londra!  Affondata nelle sue tradizioni, dove è impossibile vedere la luce del giorno - parte del suo charme, naturalmente. se guardate altri edifici in altri paesi, troverete la stessa degradazione dovunque. Dal punto di vista della democrazia, li troverete appestati, ciascuno e tutti militaristici, le loro colonne allineate come soldati sull'attenti che minacciano lo spirito umano, gli opposti assi maggiori e minori dell'architettura classica - la vera crocifissione.

Un edificio democratico sta a riposo, è calmamente disteso. Un edificio democratico, ripeto, è per gli uomini, appartiene a loro. E' di scala umana, affinché gli uomini e le donne ci vivano e ci si sentano a casa loro.

Non c'è da meravigliarsi se noi siamo legati dalle cose come erano, e dobbiamo combattere per slegarci dalle cose come sono.

Se dobbiamo costruire un edificio per le Nazioni Unite, noi non potremo costruire per un'idea indefinita altro che qualcosa di indefinito. L'attuale tentativo delle nazioni di trovare un'intesa è un segno positivo. questo tentativo è buono; ma ho l'impressione che dovremo commettere degli errori, che non potremo giungere ad una soluzione ideale tutto d'un tratto.

Io so che quando la sede delle Nazioni Unite sarà costruita, dovrà essere un posto moderno, altamente spirituale, di grande riposo; un edificio senza pretese, che abbandoni ogni simbolismo, che abbia l'integrità del carattere organico in se stesso, un esempio di grande fede nell'umanità.  Fate che l'aula delle assemblee sia un posto di grande riposo, una costruzione senza pretese, libera da ogni viziato simbolismo, avente l'integrità del carattere organico, un esempio di grande fede nell'umanità.  Che l'aula delle Assemblee sia una stanza piena di luce ed aperta al cielo (avrà l'influenza di un buon auspicio). Che non nasconda ignobili timori, che non condivida le ipocrisie cresciute in altre parti da altre tradizioni. Come l'essere umano, sarà profetico: la sua base sulla terra, il suo destino nell'universale.

Se le Nazioni Unite avranno successo, ciò dipenderà da ciascuno di noi qui dove siamo, nelle cittadelle della democrazia, nelle nostre case. Noi amiamo chiamarle nostre; vogliamo vivere lì una vita di fraterno amore e di piena responsabilità individuale. Ma vogliamo vivere come individui potenti, che aspirano all'immortalità, che credono in se stessi e perciò negli altri, che lottano per le cose che sembrano migliori come mezzi di vita e come fini di vita.

Quando l'architettura organica potrà costruire per una vita democratica in modo organico o naturale, noi americani riacquisteremo nobiltà. La nostra sensibilità creativa imparerà da questa giusta architettura a vedere un uomo nobile come un uomo, un mattone che è un mattone, il legno bello come è il legno (non falsificato da qualche pittore demente).  Vogliamo che una copertura viva come una copertura, vogliamo usare l'acciaio come acciaio, e vogliamo che il vetro riveli la sua miracolosa vita.  Per mezzo dell'architettura, vedremo lo spazio interno vivere come la realtà di ogni edificio.  Impareremo che la più grande carenza della nostra civiltà è la bellezza dell'integrità organica e che questa bellezza è la più alta forma di moralità.  Quando la democrazia costruirà, costruirà secondo il metodo organico, e l'edificio di ogni uomo - come il governo da lui scelto - sarà benigno.

Se amiamo la democrazia, il modo di farla è di esserla. Io non vedo nessuna lotta per la libertà.  In una democrazia c'è solo libertà.

 

 

       


 

FONTE : dalla rivista Metron , N°13, Ed. Sandron, Roma, 1947 .