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 ARTE :  architettura : Aldo Loris Rossi

 

ALDO LORIS  ROSSI

Esplosione centrifuga organica dello spazio architettonico   (1933)              

                

“ … La realizzazione della ‘città prossima ventura’ post-industriale deve tendere alla convergenza tra economia ed ecologia e coincidere con la prospettiva di una nuova frontiera ecopolitana …pacificazione tra esosfera e tecnosfera … oggi il ‘diritto alla qualità estetica’ è un’esigenza inderogabile almeno pari agli altri diritti dell’uomo … i nuovi interventi di ristrutturazione delle aree urbane si configureranno come ‘frammenti metropolitani’ eco-compatibili , cioè come organismi spaziali polifunzionali , ad autosufficienza energetica e , al limite , produttiva … essi saranno organicamente inseriti nella città e nel territorio , in equilibrio con l’ambiente e coerenti con uno sviluppo economico sostenibile … in tale prospettiva emerge in tutta la sua vitalità e attualità l’insegnamento dell’Architettura Organica  fondata sul paradigma della natura , dalla quale si sono sviluppate le recenti ricerche dell’architettura e dell’urbanistica bioclimatica … “    Aldo Loris Rossi  

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  Casa del Portuale , Napoli (1968-1980)

 

Aldo Loris Rossi è nato a Napoli nel 1933.  Si iscrive, ma non frequenta, la facoltà partenopea: è sostanzialmente un autodidatta, si forma studiando e fotografando con taglio critico le opere dei maestri del Movimento Moderno.

Negli anni della prima contestazione studentesca, fra il 1950 e il 1960, frequenta artisti e letterati e partecipa alla redazione di riviste d'opposizione politica e intellettuale. Sin dalla formazione e poi come professionista e docente universitario, si è posto in condizione di volontario isolamento dall'ambiente accademico napoletano; viceversa ha sempre tenuto contatti e relazioni culturali con gruppi di avanguardia. 

La sua ricerca protesa verso il futuro, privilegiando l'aspetto dionisiaco dell'iter progettuale e assegnando gli unici ruoli di protagonisti allo spazio e alla vita che in esso si svolge, lo ha posto in una condizione di isolamento rispetto all'ambiente accademico ancora legato al trilite, al telaio, alla griglia ortogonale, al mimetismo storicistico, al facciatismo, allo spazio statico e normato, insomma alle forme ipocrite del razional-classicismo e a quelle inumane del razional-funzionalismo.

Il suo linguaggio architettonico coniuga morfologie organiche, passionalità espressionista e ascendenze futuriste e costruttiviste.

Fin dalle prime opere Aldo Loris Rossi dimostra di aver compreso pienamente la lezione di Wright , senza accontentarsi però di facili manierismi. Concentrando l'attenzione sull'opera più matura e più visionaria del maestro americano ma senza trascurare gli apporti delle altre avanguardie (espressionismo, futurismo, neoplasticismo, costruttivismo), elabora opere fra le più originali dell'intero panorama architettonico contemporaneo, basate sull'esplosione controllata della scatola edilizia e sullo sviluppo centrifugo delle costruzioni a partire da un nucleo resistente centrale, mediante matrici geometriche generalmente circolari.

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Edificio pubblico , a Bisaccia (AV)

Nel corso della sua carriera l'architetto si è mosso fra tre grandi temi senza separarli mai completamente: l'utopia radicale delle macrostrutture, l'attenzione alla dimensione territoriale e paesaggistica, la concretezza realizzativa in contesti anche storici.

Nonostante importanti riconoscimenti internazionali, la cultura architettonica italiana ha spesso sottovalutato gli esiti della sua ricerca. Non ha compreso la complessità del metodo di Rossi , la sua volontà teorica, le strategie di una ricerca sempre protesa verso orizzonti nuovi e sperimentali.

Fra le opere più importanti si segnalano l'Edificio per i Portuali a Napoli, l'ipotesi "Città-Struttura", modello teorico di un insediamento a sviluppo verticale per 250.000 abitanti, il progetto per il recupero del Rione Terra a Pozzuoli.

 

 

 

 


 

Fonte :  http://web.tiscali.it/aldolorisrossi  

Aldo Loris Rossi , La concretezza dell'utopia , a cura di Massimo Locci , Universale di Architettura (testo & immagine), Torino, 1997.