| ARTCUREL:
Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| ARTE : architettura : marcello d'olivo |
MARCELLO D'OLIVO
Architettura organica sperimentale (1921-1991)

Marcello D'Olivo è uno dei maggiori protagonisti
dell'architettura italiana del dopoguerra ed uno dei massimi esponenti
dell'architettura organica sperimentale . Nel 1950 fece parte dell'A.P.A.O. ,
l'Associazione Per l'Architettura Organica fondata da Bruno Zevi .
Teorico della costruzione di una "nuova città" in grado di comporre il dissidio
tra architettura e natura, interprete assolutamente originale della lezione di
Le Corbusier , Frank Lloyd Wright e particolarmente Alvar Aalto , pittore di
spicco e intellettuale "a tutto tondo", il friulano Marcello D'Olivo è stato un
maestro che ha segnato la storia facendo scuola a livello nazionale e
internazionale. Padre del "circus", grande edificio circolare, e della
celeberrima "pianta a spirale" di Lignano Pineta, D'Olivo ha operato su scala
mondiale: dalla Giordania all'Australia, dal Congo all'Arabia Saudita.
Villa Spezzotti a Lignano Pineta ( 1957 )
Per Marcello D'Olivo l'architettura è una continua ricerca e sperimentazione di interazione attiva tra natura e tecnologia, nel tentativo di omologare quest’ultima con lo studio delle leggi genetiche e morfologiche della natura stessa.
"...Abbiamo dimenticato..." - scriveva Marcello D'Olivo su "Discorso per un’altra architettura" - "...l’osservazione naturale e gli insegnamenti che ne possono scaturire. Impegnamoci dunque a guardare più da vicino e più attentamente, con l’aiuto tecnologico e scientifico a nostra disposizione, ciò che esiste già in natura e con una garanzia di vita di alcuni milioni di anni... Il vegetale come singolo organismo, il bosco come insieme di organismi vegetali, i mutui scambi tra mondo vegetale e mondo animale, possono essere opportunamente osservati, studiati e logicizzati fino a divenire elementi validi per nuove soluzioni nel campo dell’architettura e dell’urbanistica, finite oggi in un veicolo cieco?...".
Biografia di Marcello D'Olivo, pittore e architetto

Marcello D'Olivo nasce a Udine il 27 febbraio 1921 da
Giuseppina Del Toso e Antonio, pittore decoratore. Conseguita la licenza
elementare nel 1932, abbandona la scuola ed è assunto come garzone e vetrinista
in una cooperativa alimentare. Ripresi gli studi, consegue da privatista la
licenza media nel 1939, a 18 anni, e nel 1942 il diploma al Liceo artistico di
Venezia. Qui frequenta Giuseppe Cesetti, docente dell'Accademia di Belle Arti,
che influenza la sua attività di pittore. Le figure equestri, i tori, i paesaggi
mitici cari a Cesetti diventeranno motivi ricorrenti nella pittura di D'Olivo.
S'iscrive alla Facoltà di Architettura di Venezia nel 1942, compagno di corso di
Gianni Avon, Bruno Morassutti, Edoardo Gellner, Angelo Masieri. Frequenta di
rado le aule universitarie, ma è soprattutto l'insegnante di Scienza delle
costruzioni, Carlo Minelli, a incidere nella sua formazione scolastica. Segue
anche le lezioni di fisica all'università di Padova, dove conosce Giorgio
Salvini. Nel febbraio 1947 si laurea in architettura.
Dopo una breve collaborazione con Gianni Avon e alcuni impieghi nello studio di
Provino Valle, è assunto dall'impresa edile Rizzani di Udine come calcolatore
dei cementi armati.
Inizia nel 1950 i lavori per la realizzazione del Villaggio del Fanciullo a
Opicina, che lo pone all'attenzione della critica nazionale. Bruno Zevi coglie
nell'opera un superamento dell'architettura razionalista, e giudica la mensa del
villaggio uno dei risultati più maturi della tendenza organica in Italia.
Nel 1952 incontra a Milano Leonardo Sinisgalli, con cui instaura un fecondo
rapporto intellettuale. Sinisgalli vede in D'Olivo l'architetto nuovo del
panorama italiano, che opera all'interno della cultura tecnologica e incontra
l'idea di una "estetica delle macchine" inseguita dallo stesso Sinisgalli.
Nello stesso anno riceve anche l'incarico per il piano di lottizzazione di
Lignano Pineta. Il tracciato stradale viene risolto in una spirale euclidea che
s'inserisce in perfetta armonia nel paesaggio naturale, mentre i servizi sono
raccolti in una lunga costruzione, "il treno", che dal centro della spirale
arriva al mare.
Nel 1955 progetta le città satelliti di Roma e Canberra, mentre nel 1957,
vincendo il concorso per il restauro della cupola di Omar a Gerusalemme, inizia
i rapporti professionali con il Medio Oriente. Nei due anni successivi progetta
la città universitaria di Ryad e realizza l'ospedale Mouasher ad Amman.
Tra il 1959 e il 1963 è impegnato nella realizzazione del villaggio di Manacore
nel Gargano e con il "brutalista" Gusmay vince un premio In/Arch 1964. Nel 1960
inizia la progettazione dello Zipser a Grado, un'interessante interpretazione
dell'Unité di Le Corbusier, la cui opera, insieme con quella di Wright, resta un
riferimento costante nel lavoro di D'Olivo.
Lavora tra il 1962 e il 1963 con Ludovico Quaroni al progetto per un centro
turistico al Lido di Classe di Ravenna. Nei grandi edifici semicircolari di
D'Olivo, i "circus", la critica ha sempre visto la continuazione della ricerca
formale iniziata da Quaroni nel 1959. Ma quelle stesse figure compaiono
nell'opera di D'Olivo già dal 1957. La primogenitura del "circus" va dunque
ascritta a favore di questo protagonista non ufficiale dell'architettura
italiana del dopoguerra. Dello stesso periodo è il progetto per la Cité des Arts,
complesso museale a Dakar, commissionato da Lèopold Senghor, poeta e presidente
del Senegal.
Nel 1965 si trasferisce a Roma, dove costituisce una società con un'impresa
edile. Nello stesso anno inizia la progettazione della capitale del Gabon,
Libreville. Tra il 1965 e il 1975 è attivo in molti Paesi dell'Africa: Congo
Brazzaville, Camerun, Sierra Leone, Togo, Zaire, Algeria e Libia. In Italia
costruisce l'ospedale ortofrenico a Potenza (1965-1968).
Pubblica nel 1972 "Discorso per un'altra architettura", testo cardine del suo
pensiero che verrà aggiornato nel 1978 (con prefazione di Argan). In questo
scritto, e nel successivo "Ecotown-Ecoway", D'Olivo teorizza la costruzione di
una "nuova città", formata da elementi a grande scala e in grado di comporre il
dissidio tra architettura e natura.
Nel 1978 e nel 1982 partecipa alla Biennale di Venezia.
Riceve nel 1979 da Saddam Hussein l'incarico di realizzare il Monumento al
Milite Ignoto a Baghdad, concluso nel 1982, con il quale vince nel 1983 il
premio Convention Européenne de la Construction Métallique.
Nel 1986 ha in programma di trasferirsi negli Stati Uniti, organizza una
personale a Los Angeles, ed elabora una nuova versione della torre alta un
chilometro pensata nel 1960 per il concorso Fermi Memorial di Chicago. Conclusa
la mostra, rientra a Udine, e tra il 1986 e il 1991 realizza l'ultima opera
architettonica, un complesso scolastico a Gorizia.
Negli ultimi anni si dedica maggiormente alla pittura. Nel 1991 realizza due
grandi dipinti, "Naturzerstörung" (conservato a Udine nella sede Crup) e "Chernobyl",
moderno "Guernica" rimasto incompiuto.
Muore a Udine il 24 agosto 1991.
Fonte :
- http://www.comune.udine.it/d_olivo/d_olivo.htm
- http://www.lignano.org/scuola.media/friul-art/d'olivo.htm