ARTCUREL: Arte, Cultura e Religione

 (Art , Culture and Religion)

   www.artcurel.it   ---  info@artcurel.it   ---   prima pagina                                                                   

 ARTE :  musica : centro " tempo reale " , fondato da Luciano Berio

 

Centro " TEMPO REALE "

fondato da Luciano Berio

                     
              

Tempo Reale , fondato da Luciano Berio nel 1987, è un centro di ricerca, produzione e didattica musicale sostenuto dalla Regione Toscana, dal Comune di Firenze, dalla RAI-RadioTelevisione Italiana e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’attività del centro mira alla produzione di lavori musicali che utilizzino nuove tecnologie informatiche.

I principali campi di interesse sono la spazializzazione del suono, l'elaborazione numerica dei segnali in tempo reale ed il restauro e la riedizione di opere storiche di musica elettroacustica analogica. 


 

Luciano Berio

A colloquio con Luciano Berio

 

L'esperienze di questi ultimi venti anni negli Stati Uniti e in Europa permettono di collocare in una prospettiva musicale ricca e complessa il lavoro degli istituti impegnati a sviluppare l'assimilazione delle nuove tecnologie musicali e del trattamento numerico del suono al pensiero e ai comportamenti musicali della nostra cultura.

 

Come sempre, più il tempo passa, più facile diventa rintracciare le radici storiche del divenire musicale e constatare la priorità e la forza anticipatrice delle idee sui mezzi e sulle tecnologie. E' in questa prospettiva di consapevolezza storica e musicale che va visto il lavoro di Tempo Reale, centro impegnato in ricerche musicali e tecnologie molto avanzate.


Il pensiero musicale si è sempre valso di strumenti e di mezzi in continua evoluzione. Come il pensiero architettonico ha potuto assimilare e valersi di materiali diversi (si pensi alla "rivoluzione" del vetro e dell'acciaio), così la musica si è valsa - dall'inizio degli anni Cinquanta - di nuovi mezzi sonori che hanno certamente avuto una certa influenza sulle concezioni acustico-musicali di quegli anni ma che erano stati a loro volta suggeriti da un bisogno quasi spasmodico di analisi dell'esperienza musicale. Non è un caso, infatti, che le arcaiche apparecchiature elettroacustiche di quegli anni erano tutte strumenti di misura e di analisi. Accanto alla musica strumentale e vocale si è così fatta l'esperienza della musica elettroacustica e della musica elettronica. Questa veniva prodotta in studi specializzati (famosi erano quelli della Radio di Colonia, di Milano, di Parigi e della Columbia University di New York), dove i processi sonori venivano controllati in maniera continua (analogica) e sostanzialmente empirica. Oggi, com'è noto, con l'ingresso dell'informatica nella musica e con l'uso dei calcolatori, i processi sonori vengono invece controllati soprattutto in maniera numerica. Le applicazioni dell'informatica alla musica sono praticamente infinite; esistono nel mondo migliaia di studi e di istituti che si specializzano in campi diversi ma contigui della ricerca e della produzione musicale legati, appunti, all'informatica e alle nuove tecnologie digitali. In questi centri il calcolatore non vuole diventare uno strumento musicale (non vuole cioé sostituirsi a un'orchestra, anche se la simulazione è oggi resa possibile da tecnologie digitali spesso utilizzate nel campo della musica commmerciale) ma un mezzo che permette al compositore di gestire l'insieme e l'interazione dei suoi strumenti (acustici e digitali), di penetrare con grandissima precisione nei processi acustico-musicali e di estendere le possibilità espressive degli strumenti e della voce. Si pensa spesso che le nuove tecnologie debbano soprattutto servire a produrre suoni nuovi, perché la musica ha bisogno di suoni nuovi. Io penso invece che i suoni nuovi non siano così importanti. I suoni non invecchiano come invece invecchiano le idee. In letteratura non è poi così importante inventare storie nuove quanto piuttosto creare organismi concettuali capaci eventualmente di generare storie. Negli studi che fanno uso di tecnologie molto avanzate, non si tratta tanto di inventare nuovi suoni e situazioni sonore inedite quanto, piuttosto, di definire e sviluppare organismi concettuali capaci di generare processi musicali nuovi eventualmente segnalati, appunto, da suoni nuovi. Dunque, non è corretto opporre le nuove tecnologie ai mezzi strumentali e vocali tradizionali. Da un punto di vista operativo ci possono essere differenze anche enormi, ma da quello concettuale le due dimensioni sono complementari fra loro - posto che la loro evoluzione sia sempre garantita da ragioni musicali. E' proprio l'interesse per questo rapporto complementare fra le due dimensioni che spinge il Centro Tempo Reale a sviluppare le possibilità di interazione (in tempo reale) fra esecuzione dal vivo e sistemi digitali programmati. In una simile prospettiva gli orizzonti di ricerca, di produzione e, implicitamente, delle attività pedagogiche del Centro Tempo Reale sono necessariamente vasti e complessi. Per esempio c'è un terreno - quasi una terra di nessuno - che merita di essere esplorato; riguarda l'ascolto. Sappiamo che, concretamente, la strategia dell'ascolto può essere una dimensione interna al processo musicale, commisurata alla complessità delle relazioni percettive che l'opera è in grado di suscitare. La musica pensata per essere eseguita da mezzi strumentali e vocali convenzionali tendeva e tende tuttora a implicare situazioni d'ascolto collettivo più o meno standardizzate (sala da concerto, teatro, auditorio, ecc.). Le nuove tecnologie musicali, invece, non tendono a imporre un luogo ideale d'ascolto, di solito legato a criteri permanenti di aggregazione collettiva. Il Centro Tempo Reale è particolarmente impegnato nella definizione e nella realizzazione di spazi acustici flessibili, inediti e, per così dire, virtuali. Ma si propone anche di occupare musicalmente - cioé conquistare alla musica - spazi reali non concepiti originariamente per esecuzioni musicali: piazze, strade, chiostri, palazzi, vallate ecc. La spazializzazione del suono costituisce l'aspetto forse più nuovo e stimolante di questa ricerca.

Luciano Berio

 

 

 


 

Fonte : http://www.centrotemporeale.it