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 ARTE :  pittura :  Bruno Ceccobelli , artista del simbolismo spirituale

 

   Bruno Ceccobelli

 artista del simbolismo spirituale

Urrà, 1988, tecnica mista su legno (aperto e chiuso)

Urrà, 1988, tecnica mista su legno (aperto e chiuso)

  

                bruno ceccobelli   

Bruno Ceccobelli nasce a Todi nel 1952 . Compie gli studi frequentando l’Accademia di Belle Arti di Roma, città dove tiene la sua prima mostra personale alla galleria Spazio Alternativo.  Nel 1977 espone per due volte allo spazio autogestito dagli artisti La Stanza di Roma.

La sua ricerca, inizialmente di tipo concettuale, giunge ad un’astrazione pittorica che, attraverso il recupero del "ready – made" e una manipolazione dei mezzi tradizionali dell’arte, approda ad un vero simbolismo spirituale. Dopo la prima collettiva in Austria, nel 1980 partecipa alla Biennale de Jeunes di Parigi.

In questi anni espone alla Galleria Ugo Ferranti di Roma (1981) e successivamente da Yvon Lambert a Parigi (1981) e da Salvatore Ala a New York (1983). Espone alla Galleria Sperone di Roma nel 1984, anno in cui è presente alla Biennale di Venezia nella sezione "Aperto".  Nel 1986 torna ad esporre alla Biennale di Venezia nella sezione "Arte e Alchimia".  Del 1988 è una triplice esposizione a New York presso la Jack Shainman Gallery, a Roma presso il Centro di Cultura Ausoni e a Madrid, presso la galleria Mar Estrada. Sempre nel 1988, al Caffè Florian di Venezia, presenta 777 opere di piccole dimensioni formanti un’unica installazione.  Nel 1989 espone a Parigi (Yvon Lambert), Londra (galleria Mayor Rowan) e a Barcellona (da Thomas Carstens).

Gli inizi degli anni novanta vedono il suo approdo al mercato tedesco: espone alla Hilger Galerie di Francoforte (1990), alla Hilger Galerie di Vienna (1993), alla Galerie Tribold di Basilea (1991) e alla Galerie Holtmann di Colonia.  Vengono allestite ampie personali nel 1993 al Museum Centre Saydie Bronfman di Montreal e alla Galleria d’arte Moderna di Rimini.   Dopo aver presentato le sue opere all’Istituto di Cultura Italiana a Malta e alla Galleria BMB di Amsterdam, nel 1995 ha una personale alla galleria Kouros di New York, mentre nel 1996 è alla Quadriennale di Roma.  Dal 1998 è rappresentato in Canada presso due gallerie: alla Galleria Han di Montreal e alla Art - Core Gallery di Toronto.

Nel Marzo 2000 ha una grande personale al Museo d’Arte Contemporanea di Riccione.  Nel 2001 torna in Germania, a Colonia dove è ospite della Galleria Binz & Krämer; in seguito è in Austria presso la Contemporary Art Gallery a Villach.  Celebra i suoi venti anni di esposizioni in Olanda nel 2002 con una mostra nella Galleria B.M.B. con la quale lavora in esclusiva.  Nel 2003 esce il volume "Color Bellezza", selezione dei suoi scritti curata da Nicola Micieli; inoltre presenta la personale "Classico Eclettico", presso il Museo Archeologico di Villa Adriana a Tivoli.

 

Work in progress, Lago del Turano, 1971

Work in progress, Lago del Turano, 1971

 

Causa in uovo, 2001, tecnica mista su legno 

Causa in uovo, 2001, tecnica mista su legno

 

 

ANGELO DI PERIFERIA , di don Giuseppe Billi

Bruno Ceccobelli viaggia, soprattutto, alla periferia della civiltà, e raccoglie bocconi di storia.

Sì, proprio di storia. Non frammenti dilapidi incise, né selezionando materie nobili (ma chi decide la "nobiltà" dell’esistente?). Le sue sono reliquie del presente, le cose minime gli ultimi brandelli del mondo, oggetti che domani si perderanno se non c’è qualcuno che - subito - ha compassione di loro ("cum-patire"): prodotti con una bellezza finta, "creati" per finire prima possibile, destinati alla distruzione, già perduti… prima di averli amati, prima ancora – addirittura - di averli pensati come figure possibili, pre-anime almeno. Carte, cartoni, tessuti, foglie, legni, latte, plastiche: è il campionario dello scarto, la limatura del brutto? No; è solo ciò che si era incollato all’effimero, al perituro, cioè all’inutile e poi rifiutato. Ed ecco Bruno Ceccobelli, l’angelo, il "missus" divino. La differenza con tutti gli altri artisti che affondano le mani nelle discariche del mondo, è enorme, assoluta. Loro cercano la provocazione e l’enfasi per oscure interiezioni di una vite morta.  Per lui sono sempre frammenti scivolati dalla mano di Dio; lui vi soffia sopra con un bacio d’amore, ed essi rivivono. Lui vi stende sopra la sua variopinta coltre umana, il vello d’oro morbidamente ricamato, dolcemente sospeso.  Soprattutto, Ceccobelli, per un progetto che gli è cresciuto nel cuore, a tutto, al grande come al piccolo e lacerato brandello di vita sparso ai margini delle strade, fa ritrovare un senso per "nuovi cieli e nuove terre" (2Pt. 3,13), per nuovi spazi, per rinnovate e pure simbologie, alcune - ed è qui la sigla di Bruno, alta, originale, intrisa di Spirito - di diretta elevazione religiosa. Perché un truciolo, un legno raccattato, un brandello di tessuto, una vecchia serratura arrugginita, non possono riabilitarsi per segnalare all’uomo che non c’è la sorte segnata della discarica, ma una possibile risalita celeste, una capacità di gemito verso l’alto, o un soffio d’amore, un brivido soprannaturale, comunque di vita?  C’è chi continua a definire l’arte di Ceccobelli un residuo di stinta piacevolezza artificiale, un abile saccheggio di umori e sapori di apocalisse.  No, bisognerebbe non avere più né occhi né cuore.  Bruno Ceccobelli è un innamorato, un ostinato, inguaribile cercatore di palpiti di bellezza negli angoli più sperduti del mondo. È un salvatore, un redentore di periferia (quella periferia per cui tutti ci siamo marginalizzati); è un inviato speciale perché niente vada perduto o si rassegni all’inconcludenza; all’oscurità, alla fine.  Ed è quasi naturale sentire, ora, come il più adeguato commento si possa ricavare da un brano biblico (si tratta, davvero, di una lettura autentica, perché Bruno stesso ci testimonia il suo ricorso alla purezza assoluta della Scrittura): "Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato" (1 Cor. 1, 27-28).  Tocca all’artista, al vero artista, dare dignità e bellezza a ciò che Dio ha scelto e sceglie continuamente, anche se il mondo non conosce, anche se il mondo calpesta, anche se il mondo butta lontano da sé. L’artista ce lo riporta vicino.  (tratto dal Catalogo "Vìola", Galleria d’Arte Astuni)

Chiari sedimenti, 1988, tecnica mista su legno

Chiari sedimenti, 1988, tecnica mista su legno

 

 


 

Fonte  : www.brunoceccobelli.com