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 ARTE :  poesiaRosarita De Martino , la poesia che incontra l'Amore

 

ROSARITA DE MARTINO

la poesia che incontra l'Amore

( Si può inviare un messaggio o commento all'Autrice al seguente indirizzo e-mail: lilumar@alice.it  )

 

 

 

LUCE

 

Oggi, ricami d'infinita luce

squarciano

tenebre d'insignificanza

e mi ritrovo, o Dio,

in Tua presenza.

 

 

 


 

 

 

ADORAZIONE

 

Mistero d'amore

oscuro, infinito

Tu Dio nascosto stai

in piccolo spazio.

 

Ognuno di noi

ti parla

ti aspetta.

 

Vuoto è il mio cuore

d'amore.

 

Stasera

allagalo di luce

riempilo di carità

riscaldalo di speranza.

 

 

 


 

 

 

LA PAROLA DI VITA

 

Dalla nuova torre di Babele,

costruzione fatua di orgoglio,

parole insane

precipitano impazzite

nella valle dell’insignificanza,

ma luce travolgente

squarcia

l’oscurità infinita,

la parola di vita

scende sulla terra:

è Natale !

 

 

 


 

 

 

CAPODANNO 2007

 

Mi affaccio alla finestra

del mio cuore,

e, dal prato del tempo

un bimbo appare:

anno novello,

dono di ore,

giorni di pace.

Nuova perla adorna

la collana della vita

donata da Te, o Dio,

che sei l'Amore.

 

 

 


 

 

 

LA CREAZIONE DI MICHELANGELO

 

Impresso nella tela eterna

contemplo il particolare

delle due mani che si cercano,

si sfiorano, infine si toccano.

L'una è immensa luce creatrice,

l'altra, piccola opaca carne,

ma già vibrante di vita.

Ecco tu, altero uomo, ti sollevi

e Dio compiaciuto

ti accarezza di eterno riso.

 

 

 


 

 

 

PIETRE   (GV, 1-11)
 

Ecco la donna avanza incerta

accerchiata da turba urlante di farisei

affamati di facile giustizia.

Intorno intorno rabbia aumenta

paura risponde e la donna nasconde

il bianco viso nel rosso mantello,

mentre i piedi affondano

negli aguzzi sassi.

Ora improvviso si smorza, tace

il vociare della folla

e l’aria vibra di sfavillio di luce.

Il palmizio offre ombra amica

e i piedi scivolano su rilucente terra.

Chino su dorata sabbia,

Gesù scrive attento

ma concitata domanda

lo raggiunge, lo ferisce:

“Maestro, la legge di Mosé ordina di lapidarla,

Tu che ne dici?”

La sentenza di morte è affidata

a pietre acuminate.

La sentenza di vita

è affidata a bianche perle di perdono.

La Sua voce imperiosa rimbomba

da monte a monte

da fiume a fiume

da mare a mare

“Chi di voi è senza peccato

scagli la prima pietra”.

Ondeggia, borbotta, mormora

l’eccitata turba dei farisei

e lenta si allontana.

Le pietre acuminate

formano inutile catasta.

La donna salva

beve acqua di luce

dagli occhi del Maestro.

 

 

 

 


 

 

 

PASQUA
 

Ieri ti guardavo,
Crocifisso, corpo lacerato,
groviglio contorto di dolore.
Oggi Ti guardo,
sfolgorante Corpo di luce,
vibrante di vita,
mistero sconfinato del tuo Amore,
a noi offerto dolorante;
a noi ridato sfavillante,
nella Gloria della Resurrezione;
certezza unica di fede.

 

 

 


 

 

 

GRAZIE, O MARIA!

 

Nel primo natale della storia,

ti adorna il Padre

di eterno riso

e madre ti rende

del Verbo, nostro Signore,

che prende umana carne.

Grazie, o Maria!

E sotto il tuo sguardo di luce,

cresce Gesù fratello

di affamati e oppressi.

E pane di vita dona

alla gente avida di pace.

Ma ecco, folla inferocita,

venduta a potere infame,

lo insulta, lo condanna a morte.

E tu, Madre, con Lui percorri

la dolorosa via.

Soffri strazio di chiodi

acuti, perforanti

su carne da Te amata.

Grazie, o Maria!

 

 

 


 

 

 

SORRISO CHIARO

(per i 50 anni di sacerdozio di P. Salemi)

 

Laggiù nell'Africa lontana,
bimbi neri festeggiano
il tuo sorriso chiaro.
Nell'oscurità luminosa della fede
avanzi lieto
indossando l'azzurra collana
della gioia.
E così accendi,
in cuori stanchi,
fuochi spenti di speranza.
Sempre accogli povertà infinite
di pane, di salute, di paure.
Il tuo sacerdozio ,
nel tempo,
si rinnova in donazione nuova.

 

 

 

 


 

 

 

CONTINUITA’

 

La statua di don Bosco brilla di pace,

nel verde chiostro della chiesa,

che oggi accoglie mostra di pittura.

Cammino cauta, ammirando

icone bizantine rilucenti

in barbaglio dorato.

Improvviso uno sguardo festoso

mi sorprende, mi capta, si avvicina

e con giovane voce mi chiama:

“Maestra Rosarita!”.

Si riaprono vetrate di speranze,

ecco,  mi ritrovo d’incanto

fra i banchi della scuola.

Un mormorio noto risento,

rivedo bimbi intenti

a ricamar parole.

Giuseppe dai miei occhi beve

acqua di luce.

Oggi uomo lo rivedo,

e, come me, allora,

cura, ama, figli non suoi.

Così nel tempo continua

la misteriosa generazione della gioia.

 

 

 


 

 

 

VENDEMMIA

 

Di mano in mano corrono

ceste di uva profumata

e s'intrecciano sorrisi.

La  vigna generosa

regala grappoli maturi.

Ferve il lavoro

traboccano di uva

i fusti colorati.

Il sole di Sicilia accarezza

i tralci.

I pampini, rossicci, vividi,

s'incendiano alla luce.

Mi fermo, vedo i fratelli

e "vendemmio" sazia

il rosso fiore della gioia.

 

 

 

 


 

 

 

I DUE ALBERI

 

Cammino nel vialetto solitario

ed ecco laggiù il verde appare.

Avanzo  e, pur tra tanta gloria,

incontro albero brullo,

inaridito, accartocciato.

Perplessa mi fermo,

lo accarezzo attenta

e improvviso sussulto

mi percuote.

Sotto ruvida scorza

freme nuova gemma.

Ma l’albero di mia vita

avrà fioritura nuova di speranza?

Ora ala di vento

sfiora il mio viso.

Respiro aria di luce.

Ti invoco, o Dio,

sicuro faro al porto di mia vita.

 

 

 

 


 

 

 

FESTOSA FEDE

 

A noi arriva prete novello

da chiesa africana

luminosa di gioia.

Fresca amicizia

sgorga dai suoi occhi neri

e canta in rivoli

di fresca acqua canterina,

che riempie di festosa pace

l’arido pozzo di mia vita.

Raccolgo perle di sorrisi,

riluce collana di mia fede.

 

 

 

 


 

 

 

PROFUMO

 

Biancore di rose,
musica lieve
mi trascinano fuori
da sepolcro di paure,
da scompiglio di pensieri.
Festose squillano campane
nel mio cuore,
e mi guardo intorno:
lunga è la via ancora
ma già fiori di speranza
dondolano lievi al vento
del tuo Amore.

 

 

 

 


 

 

I DUE GIARDINI

Apro il balcone al nuovo sole
e rivedo il mio giardino,
da erbacce è infestato:
estirpo e taglio
ed ecco riappare l'incanto di rose
prima soffocato.
Dentro il mio cuore
ristagna una palude.
Rabbia, rimpianto, paura.
Esito, avanzo, mi fermo,
ritorno, vinco, infine ritrovo
l'azzurra acqua del perdono
e dalle radici della speranza,
rinasce il bianco fiore della pace.
Ride, canta, rifiorisce
il giardino del mio cuore.

 

 

 

 


 

 

 

PERDONO (Lc. 7,36-8,3)

 

Tu Gesù, in umiltà d'Amore

siedi a tavola

e Simone dottoreggia

di leggi antiche,

di precetti nuovi.

Ma lontano, mormorio

turba quiete di sua casa.

Tu donna, calpestata, usata,

avanzi cauta tra folla ostile.

Stringi trepida vaso di prezioso unguento

usato per riti intriganti

di profano amore,

vuoto di pace.

Gesù trepido ti aspetta,

lieta tu inventi

nuovo rito di Amore sacro:

spargi sui piedi santi

lacrime e unguento

che asciughi

tenera, con improvvisata

tovaglia di tua chioma.

Incroci il suo sguardo di luce

che ti inonda.

Dall'arcobaleno di perdono

raccogli perle colorate

per la nuova collana

di tua vita.

 

 

 

 


 

 

 

IL MIO GRAZIE

 

Ti vedo, o Dio nel fiore del campo

risplendi nel suo sguardo amico

che mi circonda,

vincendo brume di paure.

Ora libera corro in spazi di cielo.

Ascolto lo sciabordio delle onde

pulsanti sulla scogliera lavica.

Contemplo l'arcobaleno

filigrana di luce,

mentre tremula una goccia,

iridescenza di mille colori,

si dondola lieve

su una foglia di limone.

Io, goccia di vita,

mi getto nell'oceano...

del tuo Amore !

 

 

 

 


 

 

 

SANTA MARIA DEGLI ANGELI

 

Profumo di pane

salato di gioia

respiro avida.

Nelle tue viuzze, o Assisi,

gente generosa

mi regala perle di sorrisi.

Con fatica lieve salgo

scale pianeggianti.

E la basilica appare,

spazio infinito di eternità.

Musica silenziosa mi canta dentro

in arcobaleni di preghiere.

Nel silenzio sacro

la Porziuncola brilla,

piccola di spazio,

immensa di speranza.

Con Te, Francesco, intono

il mio canto d'amore

fresco come acqua canterina.

 

 

 

 


 

 

 

GRATUITA'

 

Sull'arpa del tempo

lievi tintinnano

fili rilucenti di speranza.

Tua presenza amica

mi rassicura.

Ascolto:

vibrano i violini

dell'anima

che respira rugiada

di pace nuova,

dono gratuito

di amicizia sacra.

 

 

 

 


 

 

 

COMPAGNIA

 

E arriva Agosto

con afoso caldo.

M’investe

silenzio opprimente

di giorno senza voci.

Mi perdo

in strade deserte.

Mi attacco al telefono

ma metallica voce

stridula ripete:

“Lasciate un messaggio

siamo partiti”.

Manto di solitudine

tetro mi avvolge.

Ma ecco improvviso

trillo canoro

mi scuote.

Un passero solitario

resiste e Ti loda, o mio Signore,

in suo linguaggio lieto.

E mi ritrovo

e Ti ritrovo, o Dio:

Tu non sei in ferie.

La Tua Presenza Amica

già vibra lieve

nei caldi spazi dell’anima.

 

 

 

 

 


 

 

 

RINASCITA

 

Oggi, ricami d'infinita luce

squarciano

tenebre d'insignificanza

e mi ritrovo, o Dio,

in Tua presenza.

 

 

 

 


 

 

 

MILLE OCCHI VERDI … PIANGONO

 

Ti guardo,         

uomo cacciatore,

mentre ti circonda

eccitata muta di cani.

E tu guardingo ti apposti,

avanzi, ti fermi.

Orgoglioso di tuo potere insano,

ora prendi la mira

e  spari

a piumini canterini,

a piccoli indifesi animali.

Restano nidi abbandonati,

tane sotterrate.

Impietriti di dolore,

ti guardano mille occhi verdi.

Il bosco grida in suo linguaggio

muto.

Ma tu, ebbro di scempio,

eserciti un tuo diritto noto:

calpesti, imbratti,

lasci spine di morte.

Poi fiero riempi il tuo carniere

e non capti il lamento arcano

della natura violentata.

 

 

 

 


 

 

 

MELODIA ETERNA

 

Ti cerco, o Dio,

nell'ordine dell'universo

e nella bellezza fiorita.

Attonita capto

Tua presenza amica

nel suo sguardo

ridente,

nella musica verde

del bosco,

nel silenzio melodico

del cuore.

 

 

 

 


 

 

 

ABBANDONO

 

Il bimbo farfuglia

parole di gioia.

Sicuro si affida

a braccia paterne.

Non io.

Paura, tensione

bloccano

mio cammino di fede.

Attonita

m'interrogo.

Vorrei anch'io

affidarmi

alle tue braccia

di Padre

come tenero

bimbo vezzoso.

 

 

 

 


 

 

 

VENERDI' SANTO

 

Ora le folle
deluse,
sole,
non palpitano più
di vita,
di speranza.
Prive sono di Tua presenza amica.
Alberi scheletriti
gridano al cielo
arcano dolore.
Dispersi,
avvolti in manto
di nera paura,
piangono
i tuoi discepoli.
Venerdì Santo
mistero sconfinato
di dolore,
ma già preludio .

 

 

 


 

 

 

PASQUA 2008

 

Nell' oggi di mia storia,

fiume di gioia

impetuoso sgorga

dai caldi spazi dell' anima.

Arriva la Tua Pasqua.

Noi celebriamo

la Tua pazzia di Dio,

che ha rivestito

nostra umana carne

afflitta da bufere

di paura;

ma risorta con Te

a speranze di vittoria,

risalgo il monte della poesia

e vi ritrovo

la mia acqua canterina,

che pace offre

ad arcane inquietudini.

 

 

 

 

 


 

 

 

TU, O DIO, SEI TRINITA'

 

Noi atomi d'infinito,

smarrito il tuo sigillo di figli,

privi di Tua gioiosa Compagnia,

ci perdiamo in solitudini siderali,

in deserti di speranze,

ci imbattiamo amareggiati

in finestre chiuse di fraternità.

Ma ecco improvviso alito

di Tua Presenza Amica

ci pungola lieve, veloce,

irruento, potente

e, come i vinti

alla mercé dei vincitori,

dai caldi spazi dell'anima

Ti invochiamo, o Trinità,

Tu sei un Dio al plurale,

Misericordia di Padre,

Redenzione di Figlio,

Santificazione di Spirito Santo.

Pacificati ci immergiamo

nell'oceano del Tuo Amore.

 

 

 

 


 

 

 

ASSISI

 

Sola,

chiusa in manto d'insignificanza,

cammino fra frettolosa, ignara folla.

Ma ecco, da dietro una vetrina,

Francesco la tua immagine amica

mi sorride da carta patinata.

Mi fermo e le mie mani deluse

stringono ancora valigia

di speranza vuota.

Corre ora trepido

il treno di mia vita.

Visione di pace mi sorprende,

nuova.

Lassù, in filigrana di luce,

superba di splendore,

Assisi appare.

 

 

 

 


 

 

 

PENTECOSTE 2008

 

Ancora stupefatti

ti rivedono

i tuoi discepoli spauriti sigillati insieme

nel cenacolo delle loro paure.

Attraverso chiuse sbarre

entri

nella prigione del loro cuore

e con vento di speranza

li liberi,

li salvi

e, generoso,

consegni loro

li chiavi del Tuo Regno.

 

 

 

 


 

 

 

ANELITO

 

Io, atomo d'infinito,

dagli abissi dello spazio,

dalla sabbia del tempo,

Ti chiamo o Dio,

rispondimi...

col Tuo eterno sorriso.

 

 

 

 


 

 

 

ARMONIA

 

Su sfondo bianco

troneggia la Tua croce

dagli abissi dello spazio.

Mistero sconfinato

di dolore...

Su sfondo scuro

canta il Tuo presepe:

Mistero sconfinato

del Tuo Amore.

 

 

 

 


 

 

 

LOURDES

 

Immenso dolore,

immensa gioia

si armonizzano

in perenne

miracolo d'amore.

 

 

 

 


 

 

 

TRIONFO  E... CONDANNA

 

Con vesti intrise di egoismo

con sandali chiodati di perché

arrivo nella tua Terra Santa.

Immane folla mi circonda.

Resisto, avanzo, mi fermo,

da mie lontananze d’ amore

mi raggiunge profumo noto

di Tua Presenza.

Alla fine dell’ assolata via,

ti intravedo, Maestro di pace.

Avanzi cavalcando l’ umile

asinello e mi coinvolge grido

di folla festosa: “Osanna al Figlio di Davide,

benedetto colui che viene

nel nome del Signore”.

Ora uno sfolgorio di luce

mi investe, mi scuote, mi acceca,

mi turba, mi interroga.

Ma ecco il vocio si spegne

e improvviso vento di bufera

tetro mi percuote.

La folla, istigata dal potere,

da osannante diventa

inferocita e Ti condanna.

“A morte, a morte, sia crocifisso!

E ancora Ti vedo, sfigurato Dio.

Sulle Tue spalle poggia

il dolore del mondo:

l’ infame commercio della droga,

il nero della guerra,

l’ incendio doloso del bosco,

che ora piange cieco

dei suoi mille occhi verdi

e sa che l’ uomo ha ucciso

la speranza.

 

 

 

 


 

 

 

ETERNO PADRE

 

Uccelli in cielo

sfrecciano veloci,

li seguo

libera e felice.

L'Etna brilla

di bellezza eterna

e il mare freme

in spumeggianti onde.

Il vigneto verdeggiante

mi circonda

complice di gioia.

Mi ritrovo innestata

ancora in Te

mia "Vite",

ancora in Te

Padre ritrovato

di eterno amore

inondato.

 

 

 

 


 

 

 

E MI SORPRENDI

Nell’oggi di mia storia

ritorno

in silenzi ineffabili di chiesa

con mani impaurite,

riarse da vento di bufera

e, ancora avvolta

da solitudini d’Amore,

decisa riaccendo

con nuove attese

la mia lampada spenta.

Al suo tremulo chiarore

appare

nuova strada di mia vita.

E mi sorprendi ancora,

o mio Signore.

 

 

 

 


 

 

 

RISPOSTA

 

E ora suona melodie nuove

l’ arpa del tempo.

Dagli abissi

infiniti

del silenzio

irruento sale

canto di preghiera.

E mi ritrovo immersa

in fiume di speranza.

 

 

 

 


 

 

 

SUL FILO DELLA FEDE

 

Farfuglio di parole,

groviglio di perché

sono io.

E vago in deserti di città

scalo monti di egoismo

Riempio valli

 di insignificanza.

Improvviso, liberante,

atteso,

nel mio cielo

brilla il bianco filo

di mia fede.

Trepida ne svolgo

il gomitolo luminoso

Respiro

arcobaleno di speranze

E mi ritrovo figlia,

o mio Signore,

sicuro Faro

al porto di mia vita.

 

 

 

 


 

 

 

TRIONFO E... CONDANNA

 

Con vesti intrise di egoismo

con sandali chiodati di perché

arrivo nella tua Terra Santa.

Immane folla mi circonda.

Resisto, avanzo, mi fermo,

da mie lontananze d’ amore

mi raggiunge profumo noto

di Tua Presenza.

Alla fine dell’assolata via,

ti intravedo, Maestro di pace.

Avanzi cavalcando l’ umile

asinello e mi coinvolge grido

di folla festosa: “Osanna al Figlio

di Davide, benedetto colui che viene

nel nome del Signore”.

Ora uno sfolgorio di luce

mi investe, mi scuote, mi acceca,

mi turba, mi interroga.

Ma ecco il vocio si spegne

e improvviso vento di bufera

tetro mi percuote.

La folla, istigata dal potere,

da osannante diventa

inferocita e Ti condanna.

“A morte, a morte, sia crocifisso!

E ancora Ti vedo, sfigurato Dio.

Sulle Tue spalle poggia

il dolore del mondo:

l’infame commercio della droga,

il nero della guerra,

l’incendio doloso del bosco,

che ora piange cieco

dei suoi mille occhi verdi

e sa che l’ uomo ha ucciso

la speranza.

 

 

 

 


 

 

 

CI SEI ANCORA

 

Sul mio cielo

scendono

arabeschi di stelle .

E cantano in note

di speranza .

Ritorno

nella tua campagna

odorosa di mentastro.

La tua giovinezza

ride fra gli alberi.

Al pozzo verde

attingo

vortici di gioia.

 

 

 

 


 

 

 

UTOPIA

 

Convivialità,

comunione,

dialogo

siete tre mattoni,

impastati di speranza,

necessari per costruire

tra popoli diversi

la cattedrale

della pace

 

 

 

 


 

 

 

ANNIVERSARIO SACERDOTALE

di  P. Egidio Calderone

( 21/09/1985 – 21/09/ 2008)

 

Mi fermo estatica a

contemplare il mare

nel piccolo spazio

del porticciolo

di Ognina.

E, con l’azzurra

visione nel cuore,

entro nel santuario.

Mi avvolge il bianco

candore dell’altare.

Ti vedo, sei radioso

e mi avvicino

in ordinata fila

per baciare le tue

giovani mani,

oggi per noi consacrate.

Mi regali la perla

profumata del tuo sorriso

che depongo nel prato

del mio cuore.

Oggi, come ieri lontano,

mi ritrovo con il tuo

nuovo popolo,

in nuova chiesa antica

e ancora in ordinata fila,

arrivo all’ altare

e silenziosa vi depongo

la bianca perla

della gioia che tu,

in paterna amicizia,

mi hai donato

un ieri lontano.

 

 

 

 


 

 

 

SEMI NOVELLI 

 

Lieve, leggiadra,

filigrana di pioggia

volteggia

nel cielo mattutino.

Gioia respirano

piante assetate

Bianca pace,

dentro mi rinasce

nuova.

E acqua di preghiera

bagna aride zolle

di mia vita

pronta per coltivare

semi novelli

di speranza.

 

 

 

 


 

 

 

CANTO DI PACE

 

Campanelle delicate,

sfilacciate in ricami di bianco,

in vostro linguaggio

cantate la pace.

 

 

 

 


 

 

 

E TI GUARDO, O DIO

 

E arrivo
da mie lontananze siderali.
T' incontro ancora,
o misterioso Dio,
che stai racchiuso
in Ostia consacrata.
Tu, in immensità d' amore,
ti doni a noi.
Candore di gigli
Ti circonda tenue.
Bianca tovaglia
Ti sostiene.
Da lampade accese
sorride tenue luce.
Dentro mi farfuglia
tumulto di pensieri.
Ma ecco,
il tuo silenzio ineffabile
mi afferra con luce di pace.
Ora festoso m' inonda
tintinnio di gioia.

 

 

 

 


 

 

 

SORGENTE ANTICA

 

Ricca di anni,

ma povera di pace,

ritorno a mia sorgente antica.

Respiro silenzi

di chiesa amica

e risento profumo

di fratelli

e, sfolgorante di luce,

Ti ritrovo, o Dio,

in Ostia consacrata.

Lucerne accese

Ti sono compagnia.

Mi canta dentro

improvvisa

musica incantata,

che sbriciola

neri macigni

di solitudine.

Paura più non mi atterra.

 

 

Catania, 22/02/2009

Parrocchia Natività del Signore.

 

 

 


 

 

 

IL TABOR

 

E Tu Maestro avanzi

con agil passo

verso l' alto monte,

ridente di verde vita.

Dietro di Te, affannati

con peso di domande,

arrancano i tuoi discepoli.

Ma, ecco, Ti raggiunge

calda, possente,

paterna voce,

che Ti ammanta di luce,

in gloria sacra

di Trasfigurazione ...

Attoniti, trepidi

ora esultano i tuoi discepoli

e proclamano che Tu sei

il Messia a lungo atteso.

Ma ignorano ancora

il tuo dolorante

cammino della Croce!

..............................

Noi, nell'oggi della storia,

dimentichi di Tua presenza amica

e di nostra divina figliolanza,

viviamo trasfigurati,

disincarnati di umanità.

Con immane rabbia

ci contendiamo

pozze stagnanti

di sesso, di potere, di denaro.

Ma l'inquinata acqua

non spegne

nostra sete di pace,

non sazia

nostra atavica

fame di gioia!

 

 

 

 


 

 

 

BEATITUDINE

 

Dalla fonte dell' essere
zampillano,
ridono
pensieri di luce,
che cantano silenziosi
in mare di mia preghiera.

 

 

 

 


 

 

 

VOCE  AMICA

 

In alba di mattino,

tu, Maria, donna afflitta,

sconsolata

al terzo giorno

di sua crocifissione

risali sentiero già noto

per arrivare

al suo sepolcro.

Ma aperto lo trovi,

privo di pietra

rotolata via.

Stupore, dubbio, paura

ti entrano in cuore

già vuoto di Sua

Presenza amica.

Il Maestro, già risorto,

ti guarda trepido,

ma tu non lo riconosci

avvolta ancora

in velo di pianto.

Commosso  Gesù ti chiama:

“Maria!”

Interrogativa lo guardi.

Ma ecco la sua voce nota

ti canta in cuore

sinfonia di gioia,

che avanza,

corre

da monte a valle,

da fiume a mare

diventando  fremito di speranza

per ogni uomo della terra.

 

 

 

 


 

 

 

NUOVA  PARTENZA

 

Scintillano

arcobaleni di preghiere

nei tuoi verdi occhi di prato

avvezzi a frequentare

il Cielo.

Vi salgo e ne capto

filo colorato.

Svelta l’annodo

a barca di mia vita,

 che traballa incerta

tra onde di paura.

E sicura riparto

in libertà di pace.

 

 

 

 


 

 

 

...E SCORRE IL FIUME

 

Sull’arpa del tempo
volteggiano lievi
fili di speranza.
Sul mio albero,
adorno di preghiera,
sbocciano fiori di luce:
sono i pensieri.
Con la memoria del cuore
rivedo l’Etna,
immenso candore di gloria.
Nel bosco di Milo
mi riscaldano i colori autunnali.

Ora la sua mano amica
stringe forte la mia
e giovinezza mi rifiorisce dentro,
fresca, profumata.
... e il fiume scorre,
respiro calura estiva,
mentre onde di mare
sussultano
sulla nera scogliera di Acitrezza.
E scorre il fiume della vita
e va verso di Te
infinito, eterno Amore.

 

 

 

 


 

 

 

ARSURA

 

Oggi

ruota del tempo

mi smeriglia ruvida.

Resisto

mi scuoto.

Da solitudini siderali

riparto.

Mi inerpico

su appigli di speranze.

Trepida affido

a macina di preghiera
la mia vita.
Contemplo
cattedrali di silenzi.
E il muto mio grido
Ti raggiunge, o mio Signore,
Ecco mi folgora
luminosità di luce.
Ardita afferro
lembo di Tuo mantello
e si spegne
la fiamma di mia arsura.

 

 

 

 


 

 

 

FOLGORAZIONE

 

Nel labirinto

del mio cuore,

improvviso,

inatteso,

si riaccende

un raggio di luce.

Riverbera,

brilla,

illumina,

irrora di speranza

latebre dell'anima,

cantando lieve

in fiume di certezze.

Mi  ride dentro

presenza di Dio.

 

 

 

 


 

 

 

BREZZA DI LUCE

 

Insieme andiamo verso l'infinito
slittano i passi sugli aguzzi sassi
ma ecco bellezza mi sorprende
lì sull'ultima scogliera
sospesi siamo fra cielo e mare.
Lo sguardo spazia
in trasparenti onde di gioia
e il mare... ride.
Di lato un anfratto vedo
e fra nere laviche pietre
brilla cristallina verde acqua
che, in rilucenti granelli di luce,
diventa pace e rasserena il cuore.
Incrocio il suo azzurro sguardo
sintonia di fede corre fra noi,
e siamo già in preghiera.
Padre nostro che sei sul mare
e il vento porta il nostro grazie al cielo.
Un silenzio azzurro ci avvolge e ci ristora.

 

 

 

 


 

 

 

FONTE PERENNE

 

In ridente pineta,

in spazio di Cielo

letizia di fede

mi sorprende lieve.

Musica silenziosa

mi canta dentro

in note di preghiera.

L’ anima sazia

beve acqua di luce

alla fonte perenne

del Tuo Amore!

 

 

 

 


 

 

 

LIBERAZIONE

 

Nell’ oggi di mia storia

improvvisi,

insistenti

mi martellano

lontani

pensieri d’amore .

Ora corrono,

si inseguono

infine

si ingarbugliano

in grate di ricordi.

Ma festoso,

inatteso

rintocco di campane,

sfiora,

 placa,

ferma,

i martelli dell’ anima

che, come farfalla spensierata,

volteggia e si riposa

nel prato verde

di mia fede.

 

 

 

 


 

 

 

MARIA

 

Giovane donna,

passo di danza,

occhi di luce

avanzi lieta

per la lunga via.

Tre perle Ti adornano

preziose:

povertà, castità, obbedienza.

Per te sorride il Padre

Raggio d’amore santo

Madre ti rende

Di Figlio, nostro Signore.

Tu, o Maria, sei per noi

Icona di speranza eterna.

 

 

 

 


 

 

 

MI APRI ?

 

Mi percuote

brivido inatteso,

lampo di desiderio,

assenza di Tua presenza amica.

Gravida di macigno d'egoismo,

con brocca vuota di luce,

con bastone tarlato di speranza,

con contorti fili di fede,

ecco riparto.

Mi attende ripida salita,

avanzo, mi fermo,

attraverso valli d'insignificanza,

scalo monti di orgoglio.

Lacera arrivo

alla Tua tenda.

Mi apri, o Mio Signore?

Arabesco tremolio di stelle

rischiara la mia tenda.

 

 

 

 


 

 

 

RESPIRO

 

Ansante ritorno
da irta salita.
Acqua di fede
disseta mia vita.
Fulgore di luce
m’ inebria di gioia.
Respiro
Tua Vita.

 

 

 

 


 

 

 

L’ ALBERO DELLA MIA VITA

 

Ferma, sull’ amaro
monte dell’ orgoglio,
rumino cupi pensieri,
che mi precipitano
in pantano d’ insignificanza.
Improvviso incontro
Il tuo sorriso amico
che risveglia
mia speranza di riscatto.
E riparto
e cammino
in cerca dell‘ albero di mia vita.
Lo ritrovo, infine,
decisa ne poto il ramo sterile
del rancore
e v’ innesto la talea
del perdono.
D’ incanto sbocciano
fiori bianchi di pace
che riportano
pensieri di luce.
Dentro mi rifiorisce
giovinezza lontana
che diventa arcobaleno
di nuove speranze.

 

 

 

 


 

 

 

LA CANZONE DEL SILENZIO

 

Sfumano in lontananza
rombi di motori cittadini
e arrivo infine alla Tua Casa.
Avida respiro
l'arcano profumo
di silenzio
che mormora fra gli alberi.
L' orchestra improvvisata
degli abitatori dell'aria
ora placa lo stridio
di impensabili catene.
Volteggiano in alto
nuvole bianche di pace.
Con volo ardito di pensiero
l' afferro
e percepisco
l'improvvisa certezza
che il cielo sostiene
peso di terra.

 

PIME (Mascalucia)
23-27 Giugno 2009

 

 

 

 


 

 

 

ISOLA E CONTINENTE

 

Sosto serena
nell’isola incantata
del mio cuore,
ma improvviso,
impetuoso
un mare di preghiera
lievemente
mi sospinge
nel continente
dell’ umanità.

 

 

 

 


 

 

 

L’ ANFORA

 

Ho svuotato la mia anfora

dall’ acqua putrida

del rimpianto,

l’ho purificata con balsamo

di perdono.

Finalmente essa è vuota!

Ora trabocca

di acqua di luce.

Privo di sterpaglia è

Il giardino del mio cuore!

Improvvisi,

ma attesi

ruscelli di grazia

m’ inondano

e si materializzano

in fiume di preghiera.

 

 

 

 


 

 

 

IL PERDONO DELLA PORZIUNCOLA

 

Giunta da lontananze di perdono

con un cesto ricolmo

di spine di rancori,

salgo incerta scale di Tua Casa.

Fra folla sconosciuta

mi sfiora saio di fraticello

che sollecito si gira, si ferma,

mentre il suo giovane sorriso

tintinna in note di preghiera.

Capto suo messaggio arcano,

mi fermo, l’ ascolto,

mi ascolta.

Depongo pesante macigno

di rancore e ricevo

dalla sua benedicente mano

la piuma del perdono.

Ora pacificata

contemplo la Basilica incantata.

Ecco laggiù

In bellezza di gloria

la Porziuncola appare,

piccola di spazio

ma immensa di speranza.

Acqua di gioia

spegne la mia sete!

 

29/07/1980 – 29/07/2009

 

 

 

 


 

 

 

PIENEZZA

 

Libera da gravami di pensieri

volteggio in spazio di mio cielo.
Lieve mi accosto
al bianco altare
e le mie mani unite

simili a culla di accoglienza

ti ricevono
in ostia consacrata
che ora, quale nuvola di luce

riempie la mia vita.
Sazia di grazia
respiro in te,

o mio Signore!
Bevo  il tuo eterno sorriso
e mi raggiunge
tintinnio di pace!

 

 

 

 


 

 

 

APPRODO

 

Oggi, nella mia provvisorietà,

aguzzi scogli di pensieri

assalgono insistenti

la navicella di mia storia,

che ondeggia incerta

nel mare della vita.

Mi scuoto e, ancora

tremante di paura,

afferro il timone.

Con ardito cuore

lo dirigo nel faro

di tuo sorriso amico.

Ti trovo infine

e sollecito mi regali

attento ascolto

che sgretola

catasta ingombrante

di tormenti.

La navicella di mia vita

scivola ora leggera

in mare di certezze.

Mi rifugio

in approdo di pace,

o mio Signore!                  

 

 

 

 


 

 

 

CANTO  D’ AMORE

 

Un rosso papavero prepotente
irrompe, sul bordo della strada,
un uccello regala al mondo

la sua melodia
sfiorando lieve il tetto di mia casa.

Un bimbo rinfresca l'aria calda
col suo riso argentino
mentre un tramonto d'oro
incendia il cielo di rosso fuoco.
La sua mano amica stringe forte la mia
e il cuore ascolta,
rassicurato, in pace.

Nel sacro silenzio del bosco di Milo
noi tre insieme calpestiamo
le foglie accartocciate
e gioia mi nasce dentro:
fresca e profumata.

Fra i verdi rami della pineta
intravedo l'Etna immensa
bianco-vestita di candida neve.
Svelta ricerco la pura fonte
della mia "acqua canterina"
e infine la trovo.
Fra le nubi dorate,
Ti vedo e Ti parlo o mi' Signore,
con musica silenziosa di preghiera
eseguita con note di eterno canto.

 

 

 

 


 

 

 

COMUNIONE

 

Padre e fratello di mio lungo cammino,

ti cerco nella lontana,

antica, nuova tua chiesa

e d’ incanto ritrovo

il tuo azzurro sorriso di cielo.

Mi ristora profumo di fede,

che scende sui candidi gigli,

sui veli di bimbe festose,

su madri gioiose,

su te … radioso.

Ora perle di sorrisi

arrivano a me,

formando collana rilucente

di pace e di fraternità.

E nella mia grande mano

lieve si appoggia l’Ostia

in una rinnovata

" Prima Comunione ".

 

 

 


 

 

 

CONVERSIONE

 

Nei campi della Galilea
tu, Maddalena, donna usata, calpestata,
comprata con vile denaro,
con il cuore in tumulto avanzi
ancora ignara della vicina pace.
Davanti a te immensa folla
ferma i tuoi passi.
Da lassù, in bianche vesti,
Gesù, il Maestro, parla.
Ed ecco, prima lieve, poi chiara,
la sua voce ti raggiunge,
si smorza il tuo tormento

in musica di silenzio.
Profumo di pane caldo ti inebria
e, fresco di gioia, arriva a te
sbriciolandosi in un arcipelago di croste.
E la tua vita è purificata
da perle di sorrisi.

 

 

 


 

 

 

E VERRAI ANCORA

 

Nell' oggi
di mio faticoso cammino,
la mia arpa di pensieri
vibra in luce d' attesa,
perché ancora T' incontrerò
quale promessa
di nuove speranze,
quale rifugio
sereno di pace,
quale spazio
di eterna bellezza,
o mio Dio!

 

 

 

 


 

 

 

… E IMPROVVISAMENTE

 

… e improvvisamente mi fermo

abbracciando il silenzio.

Mi perdo in spazio

di preghiera.

Ed ecco, lenzuolo di luce

ricopre

povertà di mia fede,

che ora rivive

in eterna giovinezza.

Quale vetrata

al sole dell’ amore

oggi

la mia vita riluce.

 

 

 

 


 

 

 

INCONTRO

 

Fuori, il mondo è avvolto
in un turbinio di odio.
Ma io, insieme ai fratelli cari,
stasera, nella veglia santa
Ti contemplo,
o silenzioso, misterioso Dio!
Immenso sei eppur racchiuso
in una bianca ostia,

molecola di pane,
Ti offri al mio sguardo,

e io al tuo, e pian piano
il miracolo si compie.
Ora son sola con Te,
pur nella folla tanta,
la Tua luce bianca
mi si espande dentro,
e mi inonda di azzurra gioia.
Riposo in Te e percepisco
la Tua presenza amata
e soavemente
ne respiro la frescura!

 

 

 

 


 

 

 

LA DRACMA PERDUTA

 

Cerco, ricerco,

tra carabattole

di mia casa,

la mia dracma perduta.

Il mio rabbioso cuore

fa avvizzire

fiore di speranza.

Mi fermo,

riguardo

i miei illusori possessi.

Improvviso,

impensabile pensiero

mi afferra,

mi vince.

Decisa riaccendo

lampada di perdono.

Si frantuma

l’amara catena

di rancore.

Risplende il mio cielo

di pacificata luce

 e ritrovo,

inattesa,

la mia dracma smarrita.

 

 

 

 


 

 

 

E RISALI ANCORA

 

Dal pendio del pensiero

rotola la botte del mio cuore.

Intatta arriva

in nostro antico spazio di pace.

Risento sapore di mentastro

mentre lassù l’Etna ride

in suo linguaggio eterno.

Avida ricerco

il frizzante vino

di tuo sorriso amico.

Ma stordita mi fermo.

La botte del tuo cuore,

perforata

da tarlo d’insignificanza,

lacerata

dal banale quotidiano,

traballa, si svuota,

cade

non più sostenuta

dai tuoi cardini di gioia.

Cauta mi accosto

al tuo spinoso

recinto dei perché

e, con ferite mani

ne sciolgo i nodi.

Ora esausta guardo

l’azzurro sopra di noi

e con ardito cuore

da sola volo in alto,

Verso l’infinito.

Afferrati, o amico,

al mio filo di preghiera

e risali ancora.

 

 

 

 


 

 

 

NON E' NATALE

 

E luci accattivanti

luccicano ai “Portali”,

panettoni passano

in cartoni argentati.

Stridono

carrelli strapieni.

Ma non è Natale!

Albero sradicato

da terra amica

aspetta inerme

addobbo preparato.

Per strada scorrono

macchine impazzite

che si urtano, si scontrano

e uomini inferociti

scendono

scambiandosi

minacce di avvocati.

Le insegne auguranti

Immobili

mandano messaggio muto,

che non arriva al cuore.

E la gente spende

denaro grondante

di amara fatica.

Ora, dietro addobbata vetrina,

l’enorme pupazzo di rosso velluto

Ammonisce:

“Prego non toccatemi,

ma comprate!”

Il freddo cartellino mi sventola in viso,

ma nessuno può comprare l’amore!

 

 

 

 


 

 

 

LA CASCATA DELLE MARMORE

 

Assetata di gioia

cammino in strada di mia vita.

E improvvisa mi appari,

o perla di cascata.

Sei incastonata in brillio

di verde,

che tu stessa nutri.

Dall’alta rupe

saltelli irruenta

in polifonia di suoni,

in caleidoscopio

di colori generati

da tuo candore di spuma.

Con ardito sguardo

ti raggiungo,

ti abbraccio,

ti posseggo.

Ora sei solo mia,

o eterna bellezza!

Tua forza possente

mi capta, mi avvolge,

mi placa

e si trasforma

in mio fiume

di pace.

 

 

 

 


 

 

 

RITROVO IL NATALE

 

Mi aggiro nella città,

mi abbagliano

ammiccanti insegne,

m'inseguono nordici pupazzi,

ma manca la certezza del Natale.

Confusa mi fermo,

mi scuoto

e con volo di pensiero

mi salvo.

Imboccando

i tornanti del tempo

raggiungo il mio paesello

arroccato su sicura

roccia di fede.

Nella notte santa

m'inebria di pace

nenia di zampogna.

Vedo la mia gente

stipata

in luce di chiesa.

Con forza di preghiera

ne spingo la vetusta porta,

si colmano le mie valli di sfiducia,

appendo mia razionalità

a stelle di meraviglia

e, indossando mantelli

di gratuità,

Ti guardo mentre, Tu Bimbo,

appari in statuina di cera.

Ora tenero riposi

nella culla del mio cuore

quale Signore di mia vita.

E ritrovo il mio Natale!

 

 

 

 


 

 

 

SORELLA ACQUA

 

Francesco  canta di te

sorella acqua ,

chiamandoti  umile,

preziosa e casta.

E tu accogli i rifiuti

di nostri umani corpi

accaldati e stanchi

regalandoci  sollievo

di frescura.

Ora, incastonata

in fonte battesimale,

diventi per noi lavacro

di vita  eterna!

 

 

 

 


 

 

 

IL PARALITICO  (Lc. 5, 17-26)

 

Ristretto

in assolata casa

Tu, Maestro Gesù,

spargi

la Tua Parola di vita,

mentre la gente

si accalca intorno

attenta, numerosa.

Ma tu, uomo paralitico,

inchiodato al tuo lettuccio

invano attendi

il sospirato incontro.

Ma ecco, improvviso si ode,

martellio di sassi,

schianto di rami

sradicati via

da tegole spostate.

Ora, sul tetto assolato

brilla grossa apertura.

La robusta corda di fede

dei tuoi amici cari

ti depone

in Sua presenza santa.

Gesù incrocia

il tuo muto sguardo

e con imperiosa voce afferma:

“Ti sono rimessi i tuoi peccati “.

Si agita, mormora, critica

la turba ipocrita dei farisei.

Ma Tu, Maestro compassionevole,

comandi:  “Alzati e cammina”.

Ora tu, guarito, Lo segui

lungo la  tua - sua  strada.

     (19/01/2010)

 

 

 

 

 


 

 

 

VERSO EMMAUS  (Lc. 24, 13-35)

 

Già bruma la mia e la vostra sera
e voi, discepoli delusi, avanzate
con stanco passo,
con afflitto cuore.
Muta vi raggiungo
con ali di preghiera
e ascolto
vostro dialogare.
Ora vedo un ignoto pellegrino
che premuroso
si accosta a voi
e interroga
mia e vostra vita
priva di manto di speranza,
priva di bastone di fede,
ma la sua voce chiara
scuote
mio e vostro torpore.
Improvvisamente
raggio di Sua luce,
raggio di Sua pace
dissolve
I vostri e i miei pensieri impauriti
sciogliendo
grumi di perché.
Ora i vostri occhi risorti
incrociano
quelli del Maestro,
che spezza con voi e per voi
il Pane di Vita,
che sazia vostra
e mia fame d’ amore.
Pacificata
mi accosto al bianco altare
e il sacerdote depone
in culla di mia mano
l’Ostia consacrata.

 

 

 

 


 

 

 

LA MADONNA DELLE LACRIME

 

Oggi contemplo il tempietto
mentre vi cantano intorno
gigli in candore di pace.
La preziosa tovaglia
intarsiata di ricami,
paziente opera
di femminili mani,
freme in attesa
di Tuo reliquiario.
Ritrovo manto di mia fede fanciulla
e trepida l’ indosso.
Mi rivedo nel mio paesello montano,
odoroso di mentastro.
Le roselline selvatiche
abbarbicate ai muri
gridano bellezza.
Io bimba,
con furtivi piedini,
m’infilo in lunga processione
ed ebbra di gioia,
già treccine sciolte,
ricerco
il tuo ondeggiante
simulacro, o Madre,
ma sventolio d’ azzurro lo nasconde.
Mi fermo incerta.
Trepida ti cerco,
ma ecco giovane sorriso sacerdotale
mi richiama in spazio di mia chiesa,
sostenendo
con mani robuste di fede
il tuo reliquiario,
e umile ti rinnova, o Maria,
l’offerta di sua vita.
Ora, o Madre,
brillano le tue lacrime
e improvvisamente
diventano per noi
perle di sorriso.

 

 

 

 


 

 

 

PARTENZA

 

Mi opprime

afa cittadina

che alimenta

tumultuosi pensieri.

Ma ecco che sollecita,

paterna

la tua voce amica

mi indica

nuovo spazio di vita,

incantato di silenzio.

Parto,

ricercando

leggerezza spenta

e arrivo

in oasi di pace.

Mi sorridono

alberi amici,

mi ristorano

sguardi di fratelli.

Mi placo.

Improvvisa mi afferra

lama di Tua Luce,

che brucia il mio groviglio

di pensieri

e nelle mie mani perdonate

riluce il colorato filo

della pace.

 

 

 

 


 

 

 

IL NUOVO CANTIERE

 

Oggi,

insidiate da sabbie mobili

di rimpianti

traballano

le fondamenta di mia casa

e precipito in buche di perché

e impaurita annaspo.

Ma ecco un raggio di luce

mi raggiunge trepido, deciso,

bruciando putridume di ferita.

Riparto

con scarpe chiodate di fatica,

e finalmente arrivo

in nuovo cantiere

di mia storia.

Con forza di preghiera

acquisto purificato sguardo.

Ora vedo mattoni colorati

di speranza

e svelta li accatasto

legandoli con malta di perdono.

Vi unisco cemento di fraternità

e così rafforzo

le fondamenta di mia casa

che riluce di giovinezza ritrovata.

 

 

 

 


 

 

 

TRAMONTO 

 

Improvviso

mi avvolge

profumo campagnolo

Intessuto da libertà

di voli canterini.

Mi capta, da lassù,

la rossa palla di fuoco

e umile ne ascolto

la silente voce.

Barcollo,

resisto

e finalmente,

sostenuta

da cerchio d’amore

di fratelli,

volteggio sicura

in Tuo spazio di luce.

 

 

 

 


 

 

 

M'INNALZO

 

Il fiume di parole

si placa,

si smorza

imbrigliato

da diga di silenzio.

E finalmente

odo la Tua voce,

che avanza

in tintinnio

di pace.

 

 

 

 


 

 

 

LA MIA VERDE ROTONDA

 

E arrivo

da vita cittadina,

indossando ancora

il mio logoro vestito

intessuto da frettolosità

d’amore,

da vuoti di speranza.

Ma trepida ti cerco

tra ricami di fogliame,

tra silenzi ineffabili

di cielo

e m’inonda

nuvola di luce.

Mi perdo,

Ti perdo,

ma ecco ritorno

e Ti trovo

in ostia consacrata.

Ora mi ricopri

con la bianca camicia

della pace.

 

 

 

 


 

 

 

SACERDOZIO, DONO DI DIO

 

Pensosa guardo oggi

la mia pattumiera che trabocca

di catene di egoismo

di dubbi di perché

di grumi di solitudini

di spine di rancore

di ruggine di rimpianti.

Soffoco, mi alzo.

cammino.

Da lontananze siderali

rientro in spazi di chiesa

e cerco te, ministro di Cristo

e finalmente ti trovo.

Premuroso mi offri

attento ascolto

che sgretola catasta

ingombrante di tormenti

e dalla tua benedicente mano,

ricevo l’acqua del perdono,

che spegne mia arsura.

Ora, insieme ai fratelli,

mi accosto al bianco altare

e tu, sacerdote, nostro pastore,

proclami la sua Parola di vita

e Cristo ci doni in Ostia consacrata

che sazia nostra fame d’amore

aprendo la via dell’ eterna gioia !

Tu, sacerdote, sei ponte

fra noi e Dio

eppure sei nostro fratello

che abbracci la Croce

ancora di salvezza,

fiume di redenzione

certezza di Resurrezione !

 

 

 

 


 

 

 

FATICA IMMANE

 

E Ti cerco, o Signore,

lungo i sentieri tortuosi

dei miei umani smarrimenti

e mi accorgo che

il mio persistente egoismo

non ti permette di compiere in me

le grandi cose promesse.

Non mi affido a Te?

Vedo che la mia smania

di fare previsioni e conti

fa abortire,

dentro di me,

il tenero arboscello

della meraviglia, che si chiude

alle Tue imprevedibili,

impensabili sorprese.

Io, ancora ostinata,

provo a rinchiuderti

nel ristretto recipiente

dei miei desideri.

Ma improvviso, inatteso

un limpido sguardo,

sorriso di cielo

vibrante nella voce

di mille silenzi

mi scuote.

Attenta

io ascolto …

Si scioglie gelo

di Tua assenza

e Ti ritrovo quale

compagno di cammino.

Mi scendono dentro

lievi, rassicuranti

falde di pace.

Termina mia fatica immane.

Ritrovo le ali leggere

del Tuo Amore, o Dio!

 

 

 

 


 

 

 

IL TUO SORRISO

 

E’ libero come volo d‘uccello,

è limpido come montano ruscello,

è radioso come sole nascente,

è amorevole come sguardo paterno,

è fresco come riso di bimbo.

Il tuo giovane sorriso

è vela di fede

nel mare di mia vita.

Trepida l’afferro

e mi lascio trasportare

dentro le vicinanze vertiginose

di Dio.

 

 

 

 


 

 

 

SUL PONTE

 

Ferma sul ponte di mia vita,

guardo

mio intrigante fiume

irruento di paure,

di rimpianti

che mi tormentano

con impossibili ritorni.

Mi soffocano

gravami di pensieri.

Ma ti cerco ancora,

o Signore di mia vita,

con rinnovata

incapacità di volo.

E quale gallina razzolo

in limitato cortile

di mia casa.

Ma inatteso

sguardo sacerdotale

mi riconcilia a Dio.

Indosso ali di speranza

e, quale aquila veloce,

riprendo ardito volo

verso “Tuoi” spazi di luce.

 

 

 

 


 

 

 

QUATTRO PASSI INTORNO ALL'ANIMA

 

Sola a Catania passeggio

in ristretto spazio cittadino,

frenetico m’ investe

rombo di motori.

Accanto mi sfrecciano

macchine veloci.

Mi estraneo e attenta

mi rifugio in mio spazio

di pace.

Con filo colorato di pensiero

mi arrampico

nell’infinità

del cielo.

Trepida immergo

la spugna di mia vita

in sua vibrazione di luce,

in suo sfolgorio di colori:

arancio, rosa, azzurro lieve.

Ora nuvole spumeggianti,

in rifrangenza d’oro,

mi sostengono

complici di gioia.

A lungo vi dimoro,

l’ anima s’ immerge

in trasparenza di bellezza,

ma improvviso mi raggiunge

riso di bimbo.

Pacificata ritorno a terra

ora la spugna di mia vita,

è grondante di acqua

di eternità,

solo per aver fatto

quattro passi intorno

all’ anima.

 

 

 

 


 

 

 

PATERNITA' DIVINA (Lc. 15, 11-32)

 

Reduce dagli effimeri

prati del piacere,

con passo incerto,

con deluso cuore,

ritorna il figlio

a sua paterna casa.

Tu, o padre trepido,

scruti l’orizzonte

attendendo il suo ritorno.

Ecco, lo vedi:

è lacero, smarrito,

gli corri incontro

chiudendolo

nel tuo paterno abbraccio

e lo ricrei “tuo figlio”

donandogli

l’anello d’oro

e la ricca veste del perdono.

 

 

 

 


 

 

 

IL FRATELLO MAGGIORE  (Lc. 15, 11-32)

 

Il fratello maggiore

stanco di soma di fatica,

dai campi ritorna

in sua ricca, paterna casa.

Ma ecco che improvviso

vocio di suoni, di canti,

di festa lo blocca

in su la soglia.

Esitante chiede ai servi

il perché di tanta gioia.

“E’ tornato tuo fratello” –

rispondono eccitati.

Impietrito da insana rabbia,

d’amara delusione,

accusa il padre

di peso d’ingiustizia

elencando

le sue scrupolose prestazioni,

insieme alla doverosa permanenza

in casa avita.

Il padre esce fuori,

lo guarda,

gli sorride

e tenero lo abbraccia,

ridonandogli il posto

sacro di figlio

nell’ampio spazio del suo cuore.

 

 

 

 


 

 

 

L'ANNUNCIAZIONE

 

Nella tua festa, o Maria,

ritrovo sotto l' altare

la tela del Beato Angelico a me cara.

Vedo che la colonna di tua casa

è sostenuta

da forza di cielo.

Contemplo il tuo viso verginale

che s' imporpora al saluto

dell' Arcangelo Gabriele.

Ti avvolge il fulgore

di sua perlacea luce

e l' aria si ferma trepida

in attesa del Tuo "SI' ".

Tu, docile al divino volere

lo pronunci

con cuore fanciullo.

Esplode scintilla di grazia

fra Dio Parola e

Tu Silenzio,

fra Dio Voce e

Tu Accoglienza.

Così il Tuo "FIAT"

s' innesta nel delta

dell' Eterno Amore e

in te, o Maria,

s' incarna

Nostro Signore.          

 

 

 

 


 

 

 

LE TRE PERLE

 

Staziono delusa

sul mio monte di orgoglio,

mentre vento gelido

sferza mia nudità di fede,

non più adorna

delle smarrite perle

del credere, dell’amare,

dello sperare.

Ma ecco voce di preghiera

mi raggiunge attenta

ricoprendomi

di azzurro

manto di umiltà.

Trepida lo indosso.

Trasformata,

perdonata,

amata

respiro luce

in sorrisi di fratelli,

che mi riconsegnano

le tre perle colorate.

Ritorno in pace di pensieri

e libera intono

giovane canzone

d’amore.

 

 

 

 


 

 

 

IL MIO CANDELABRO

 

Sul monte di mia vita

riluce, in vivida fiammella,

il mio candelabro,

ma un gelido,

irruento vento di bufera

l’investe,

lo scuote,

lo precipita in valle solitaria

ed ora giace inerte

in tempo di mia storia.

Ma ecco improvviso,

inatteso

un noto suono

di campana

lo risolleva,

richiamandolo

a prati nuovi di speranza.

Ora fraterne presenze

ravvivano fiammella

di mia fede ritrovata

e il tuo sorriso chiaro

m’inonda di pace.

In luce di certezze

si espande dentro di me

limpida

l’azzurra gioia.

 

 

 

 


 

 

 

PREGHIERA PER IL PADRE SPIRITUALE

 

Signore Gesù, ti affido il mio Padre Spirituale.

Fa’ che io lo consideri sempre come un ponte da attraversare per arrivare a Te e mai come un albergo in cui sostare.

Tu, o Spirito Santo, illumina la sua mente e il suo cuore perché sappia guidarmi con responsabilità paterna e sappia discernere il progetto d’amore che, fin dall’eternità, Tu, o Dio, hai voluto per me.

Fa’ che lui, quale tuo ministro sia sempre attento alle “cose di lassù” e così sappia indicarmi l’urgenza e la priorità del cielo rispetto alle cose della terra, impregnate di provvisorietà.

Fa’, o Signore, che la mia obbedienza di figlia sia gioiosa e continua e fa’ che il suo “ascolto” di padre sia attento e sereno.

Fa’ che entrambi, pur nella diversità dei ruoli, possiamo conquistare il mondo della santità e ritrovarci insieme un giorno a godere della presenza della Tua Comunità: la Trinità beata.

Grazie Gesù per il dono del sacerdote che ti rende visibile in mezzo a noi, Tua Chiesa. Amen

 

 

 

 


 

 

 

CORSA TRA LE NUVOLE

 

Nel Tuo cielo di cobalto

Corrono nuvole veloci.

Appaiono in candore di spuma,

scompaiono,

si perdono

in raggi dorati.

Ora le inseguono uccelli

in libertà di volo

ed io, ardita,

indossando ali di poesia,

le raggiungo.

M’innalzo

respirando la bellezza del creato

che assaporo

con il mio cuore fanciullo.

 

 

 

 


 

 

 

INFINITO AZZURRO

 

Oggi, fiaccata da calura estiva,

ingombra da peso di pensieri,

avanzo sulla lunga riva

e già m’interrogano

i due azzurri di cielo e di mare,

che si confondono

in unica armonia.

Estasiata raccolgo

sale di perdono

e si placano

i miei tumultuosi pensieri.

Ora, biancore di spuma,

complice di gioia,

mi sorride

ed io, molecola di finito,

m’immergo

nel Tuo infinito azzurro.

 

 

 

 


 

 

 

MATERNITA'  RITROVATA

 

E ancora cammino

su strade solo mie

ignorando tua materna presenza.

Ma ecco, mano amica

mi offre tuo volto

incastonato

in prisma di vetro,

che già scintilla per me

in ritrovata fede.

Ora percepisco Tua dolcezza

di Madre,

tua ubbidienza di figlia

al Suo volere santo.

Il mio cuore,

d’amore assetato,

esulta di gioia

e ti possiede

e mi possiedi

donandomi

il nome sacro di “figlia”.

 

 

 

 


 

 

 

DAVANTI A TE

 

La mia ragione

sicura, caparbia,

si ribella ostinata

davanti al Tuo Mistero.

Tu, infinito eterno Dio,

Ti offri a noi

Imprigionato

in briciola di pane,

ma il mio cuore innamorato

ricerca Tua Presenza santa.

Ora pacificata Ti rapisco

e ardita Ti trasporto

nei caldi spazi dell’anima,

dove esultante intono

la mia canzone d’amore.

 

 

 

 


 

 

 

RITROVAMENTO

 

Cammino,

brivido di freddo

nel mio cuore.

Primi ricami del tempo

sul mio viso.

Scintillano

anonime luci natalizie

che cantano la festa,

eppure manca il festeggiato.

Ma ecco tra folla immane

improvviso

mi sorprende

sorriso di bimbo,

che mi offre

sua corda di speranza.

Sorpresa l’afferro

e respiro profumo d’infanzia

mentre, in certezza di fede,

ritrovo il mio presepe.

Contemplo , o Bimbo Divino,

la potenza disarmata

e disarmante

del Tuo Amore.

In luminosità di pace

accanto a Te

Ridono

fiori colorati

E ritrovo

la mia gioia,

che, quale tenera rugiada,

si posa sul mio viso

in luce di giovinezza

ritrovata.

 

 

 

 


 

 

 

IMMACOLATA

 

Entro in luce

di mia chiesa.

Oggi Ti fanno festa

sette girasoli

che, intrecciati

a rosso bagliore di rose,

ridono in Tua presenza

nel loro breve fulgore

di bellezza.

Io, inebriata

capto il fiore eterno

dei Tuoi operosi silenzi

e respiro lieve

in oasi di preghiera.

Guida Tu, o Madre,

la mia ascesa.

 

 

 

 


 

 

 

CORONA DI ROSE

 

Sei filo splendente di luce

fluente di grazia,

che scorre lieve fra le mie mani

intessute di materia.

Sei  scarpa chiodata

di speranza

per affrontare

il cammino della vita.

 

 

 

 


 

 

 

LA DANZA DELLA VITA

 

Oggi, nel prato di mia vita,

ondeggia

l’albero della speranza.

Lo guardo estatica

e sollecita vi annodo

fili colorati di preghiera.

Ecco, improvvisi danzano

I frutti del Tuo Amore,

o Dio!

M’inonda

pioggia di grazia,

frescura di pace

sul mio viso.

 

 

 

 


 

 

 

PAESAGGIO DELL’ANIMA

 

Captata

da raggio di preghiera,

in leggerezza di pensieri,

entro

nel paesaggio dell’anima.

Mi accompagna

Il faro del tuo sacerdotale ascolto

che guida la mia ascesa.

Ritrovo

la montagna del perdono

e pacificata ne contemplo

la cima conquistata.

Ora, mormorio lieve

di ruscello di fede

attira mio limpido sguardo.

Dentro vi ridono

volti di fratelli.

Sazia m’immergo

in soavità di pace.

 

 

 

 


 

 

 

LA TUA CORDA

 

Caparbia, sicura

scalo montagne di mia vita,

ma ostacolo improvviso

blocca la mia ascesa.

Tu m’intravedi

stanca, impaurita

e sollecito mi lanci

la tua corda amica.

La vedo, l’afferro

e rassicurata

riprendo la mia scalata,

respirando

dentro spazio di cielo

ritrovato.

 

 

 

 


 

 

 

PATERNITA' SACERDOTALE

 

Spine di paura,

chiodi di perché

depongo

nel tuo giovane cuore sacerdotale.

Tu, attento,

premuroso,

mi ascolti

e comprendi

mie umane miserie,

intrecciate

in amaro groviglio,

che tu, o sacerdote,

sciogli

con benedicente mano.

Mi ridai forza

per mio cammino

in rinnovata

giovinezza di fede.

Mi alzo lieta,

libera,

pacificata.

Mi attende

eucaristico incontro.

 

 

 

 


 

 

 

VERSO EMMAUS

 

Già bruma la mia e la vostra sera

e voi, discepoli delusi, avanzate

con stanco passo,

con afflitto cuore.

Muta vi raggiungo

con ali di preghiera

e ascolto

vostro dialogare.

Ora vedo un ignoto pellegrino

che premuroso

si accosta a voi

e interroga

mia e vostra vita

priva di manto di speranza,

priva di bastone di fede,

ma la sua voce chiara

scuote

mio e vostro torpore.

Improvvisamente

raggio di Sua luce,

raggio di Sua pace

dissolve

i vostri e i miei pensieri impauriti

sciogliendo

grumi di perché.

Ora i vostri occhi risorti

incrociano

quelli del Maestro,

che spezza con voi e per voi

il Pane di Vita,

che sazia vostra

e mia fame d’amore.

Pacificata

mi accosto al bianco altare

e il sacerdote depone,

in culla di mia mano,

l’Ostia consacrata.

 

 

 

 

 


 

 

 

LA MIA CERTEZZA

 

Oggi appaiono

i primi incerti ricami del tempo

sul mio viso,

mentre dentro mi cantano

in freschezza giovani pensieri.

Esco.

Mi rapisce lo splendore

dell’Etna innevata

ed io ardita la raggiungo,

felice la possiedo.

Ora, dentro di me,

conservo il suo candore

e riparto.

Incontro

giovane padre che sostiene

amato peso di neonato,

il piccolo mi regala sua innocenza

con i suoi incantevoli

occhi di cielo.

Ecco, su bordura di marciapiede,

un improvviso cespuglio

di margherite gialle

ridono in bellezza.

Ardita la rubo e ne adorno

la collana di mia vita.

Respiro gioia.

Sento la Tua Presenza santa.

Signore Tu sei la certezza

di mia vita,

che Tu rinnovi  ogni giorno

con la luce

del Tuo Amore.

 

 

 

 


 

 

 

FATICOSA SCALATA

 

Nell’oggi della storia,

dimentichi di Tua Presenza amica

e di nostra divina figliolanza,

con immane rabbia,

ci contendiamo

pozzi stagnanti

di sesso,

di potere,

di denaro,

ma l’inquinata acqua,

salata di contese,

aumenta nostra arsura.

Ma ecco raggio di sole

ci afferra,

c’interroga

deciso

e pentiti scaliamo

la montagna del perdono

con doloranti piedi,

con scorticate mani.

Improvviso accanto

ci ristora

limpido ruscello

d’ acqua zampillante

di vita eterna.

 

 

 

 


 

 

 

SICURA PRESENZA

 

Oggi, improvvisa

nuvola nera,

gonfia di pioggia,

ricopre di buio

la stella di luce,

che scompare

perdendosi lontano.

Mi rifugio

nel cielo di mia vita

e ricerco il mio sole

e ti ritrovo, o Dio,

quale sicura presenza

d’amore.

 

 

 

 


 

 

 

SCALATA

 

Oggi, la potenza

impotente del rimpianto

investe

la montagna di mia vita,

che ancora rumina

cumuli di ricordi

marchiati

da impossibili ritorni.

Inatteso suono di campane

mi scuote

e si scioglie

grumo di tormenti.

Ascolto.

Dentro di me

si materializzano

le tue parole,

fili di speranza,

che accompagnano

mia nuova scalata.

 

 

 

 


 

 

 

LE NOTE DEL SILENZIO

 

Mi travolge il silenzio

assordante della vita,

ma ecco ricerco

oasi di chiesa.

Mi fermo,

ascolto.

Il mio cuore

vibra,

esulta,

riposa

avvolto da eterne

silenziose

melodie di pace.

 

 

 

 


 

 

 

IL DONO

 

Mi sveglia

festoso suono

di campane.

Sollecite  rispondono

quelle del mio cuore.

Il nuovo giorno,

intatto di speranza,

inizia.

E’ il dono

del Tuo Amore.

 

 

 

 


 

 

 

MISTERO SACERDOTALE
 
Ti guardo nella nostra messa
e incontro tuo fraterno
sguardo di pace.
Ogni giorno tu paghi
con l’offerta di tua vita,
il faticoso prezzo
del mistero sacerdotale
e diventi motivo di speranza
per tutti i poveri di Dio,
per tutti i poveri di salute,
per tutti i poveri di speranza.
Sei tu sacerdote l’umile,
ma solerte scopritore
della luce sepolta
nei cuori degli uomini,
tuoi fratelli in Cristo.

 

 

 

 


 

 

 

VEGLIA EUCARISTICA

 

Ancora vibrante

di tumulto di pensieri,

arrivo in spazio di preghiera.

Mi fermo.

Mi ritrovo in pace di silenzio.

Nel cielo del mio cuore

si accendono stelle di luce

che vibrano,

corrono,

scoppiettano

in esultanza di gioia.

Rassicurata ascolto

il canto inatteso

del Tuo Amore, o Dio.

 

 

 

 


 

 

 

IL MIO VELIERO

 

Circondata

da sorriso di fratelli

tolgo

il gravame di pensieri

dal mio veliero,

che libero scivola

in sicuro mare di preghiera.

Mi rifugio,

nell’assordante silenzio

del mio cuore

e Ti raggiungo, o Dio.

Mi rispondi

con Tue parole d’amore.

 

 

 


 

 

 

LA PREGHIERA

 

E’ goccia di rugiada

che ristora fiore inaridito.

E’ gioia di bimbo

che sorride alla vita.

E’ sguardo d’amico

che sostiene la salita.

E’ bastone di speranza

che sostiene la fatica.

E’ candore di monte innevato.

E’ fuoco d’amore rinnovato.

E’ dono di grazia ritrovata.

 

 

 


 

 

 

LUCE D’AMORE

 

Sulla roccia del tempo

lieve si posa

la colorata farfalla

del pensiero

e mi vibra dentro

certezza

di Tua Presenza,

o Dio.

 

 

 


 

 

 

GIOVEDI’ SANTO

 

Le lunghe scalinate

dell’altare della Reposizione,

in drappeggio di veli,

in candore di rose e di gigli,

attendono Te, Gesù,

imprigionato in ostia consacrata.

Ecco mani sacerdotali

Ti trasportano su scale di fede,

ove brillano le sette lucerne,

simboli di doni dello Spirito

e dei Sacramenti.

Ora le fiammelle,

tremule di luce,

spandono intorno

soffio di vento

e si muove lieve

il dorato drappo,

che adorna bellezza

di Tua Madre santa,

che apre a Te e a noi

Sue braccia d’amore.

 

 

 


 

 

 

TEMPESTA DI PENSIERI

 

Improvvisa,

violenta

tempesta di pensieri

mi raggiunge insidiosa

e prepotente mi afferra,

precipitandomi

in vuoti di speranza.

Ma attenta voce amica

mi scuote,

mi solleva

e mi accompagna

dentro spazi di luce.

Mi lascia.

Io mi ritrovo, o Dio,

al riparo delle tue ali.

Respiro dentro

infinità di silenzio.

 

 

 


 


 

GIOVEDI’ SANTO 2013

 

Oggi mi avvio verso l’altare

della Reposizione.

Guardo.

Vedo che in preziosa teca

è custodito il Tuo Corpo Santo

donato a noi in Ostia consacrata.

Di sotto, al centro dell’altare,

spicca un angelo dorato

che sostiene un cesto

di bianche rose

e di candide inflorescenze.

Contemplo estatica.

Dall’alto scendono rametti

di verde, rilucente edera

che vuole simboleggiare

la speranza.

Due lunghe scale

abbellite di candore

di bianchi veli

indicano il faticoso

cammino della fede.

Sopra luccicano sette candelieri

che raffigurano i Sacramenti

che Tu, o Signore,

tramite il sacerdozio,

hai donato a noi,

Tua Chiesa.

Bevo luce di pace,

bevo acqua di gioia.

Tra la folla tanta

vince il raccoglimento

e riesco a percepire

il fresco abbraccio

del Tuo silenzio,

o mio Dio.

 

 

 


 

 

 

PASQUA 2013

 

Scintille di luce

e candore di gioia

fanno ressa

dentro il mio cuore

in festa.

Si fermano un attimo.

Ora, in sazietà di pace,

ripartono

in scia luminosa

per incontrarsi

con sguardo di fratelli.

 


 


 

 

 

 

PER TE NOSTRO “PASTORE” FRANCESCO

 

Ricami del tempo

sul mio viso,

ma giovinezza di fede

dentro il cuore.

Quale novello Francesco

da lontano a noi sei venuto

e il “Suo Volere”

ti ha accompagnato.

Ti raggiunga la mia

filiale preghiera

incastonata nell’esultanza

della Chiesa catanese.

Nei tuoi occhi

che parlano di cielo

e nel tuo sorriso chiaro

vediamo brillare

le tre perle preziose

del nostro cammino:

la rossa perla della fede,

la verde perla della speranza

e la bianca perla della carità,

che guarisce i poveri di salute,

i poveri di affetti

e che sfama i poveri di pane

e i poveri di Dio.

Grazie!

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Leggi anche dell'Autrice Rosarita De Martino la Raccolta di Poesie pubblicata su ARTCUREL :

 

"Dalla Ricerca all'Incontro" , raccolta di poesie di Rosarita De Martino  

 

 

 

 


 

 

 

"Nell'arte è l'uomo che loda Dio, nella Natura , invece, è Dio che loda se stesso!" Rosarita De Martino

 

 

Note biografiche

 

            

Rosarita De Martino ha vissuto la sua prima giovinezza (dal 1948 al 1960) nel paesello di Canolo (RC) in un clima culturale ricco di fermenti religiosi e politici ispirati ai racconti di Guareschi. Si è diplomata nell’Istituto Magistrale di Locri (RC) nel 1960. Ritornata a Catania, patria dei suoi genitori nel 1962, ha iniziato ad insegnare nella scuola Maria Montessori di Catania, dove, per ben 38 anni, ha profuso la sua passione di educatrice, realizzando un dinamico rinnovamento professionale e spirituale, che la poetessa racconta nel libro autobiografico “Storia di una chiamata”, che si trova pubblicato nel sito Artcurel.it/Itinerari/Rubriche Autori. Ha partecipato a diversi concorsi letterari nazionali, dove ha conquistato i primi posti. Le poesie vincitrici sono state pubblicate in diverse antologie e nella rivista letteraria “Il Convivio”. Rosarita ha scritto inoltre un libro edito “Incontro- Vangelo in versi”.

 

 

Alcuni testi di Rosarita De Martino sono accessibile dalla scheda sull'Autrice nella webpage Rubriche Autori di ARTCUREL :  Rubriche Autori 

 

 


 

Fonte :  si ringrazia Maria (Margherita), l'amica dell'Autrice Rosarita De Martino, che ha gentilmente inviato la documentazione per questo articolo alla Redazione di ARTCUREL .

 

Chi vuole contattare l'Autrice Rosarita De Martino può scrivere al seguente indirizzo e-mail:  lilumar@alice.it   

 

Fonte Immagine :  "Incontro" , disegno di Giuseppe D'angelo (amico dell'Autrice Rosarita De Martino).

 

Per chi vuole approfondire sulle poesie di Rosarita De Martino , può visitare i siti :

www.scrivi.com/cerca_autore.asp?nome=Rosarita 

www.poesieracconti.it/community/utenti/lilium

www.altramusa.com   

www.versieprosa.com     

www.neteditor.it  

www.scrivi.com 

www.poesieracconti.it 

www.alidicarta.it