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Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| ARTE : Poesia : Maria Luisa Grimani , Poesia Visiva |
MARIA LUISA GRIMANI
Poesia Visiva
Autoritratto semiologia
della memoria (1979)
"Trovare consolazione nelle parole di un poeta, essere travolti dalla suspense di un racconto, raccogliere i sottili suggerimenti costruttivi di uno scrittore. Così nascono le mie immagini, quadri fatti con parole, con segni, con colori , trascrizioni di un qualche cosa che inevitabilmente diventa altro." Maria Luisa Grimani


4 Segni
QUADRI PER UNA BIBLIOTECA
"Le bolle di sapone che questo
bimbo
si diverte a staccare da una cannuccia
sono traslucidamente tutta una filosofia..
Chiare, inutili e passeggere come la Natura,
amiche degli occhi come le cose,
sono quello che sono
con una precisione rotondetta e aerea,
e nessuno, neppure il bimbo che le libera,
pretende che siano più che non sembrino."
Ecco forse questi versi di Fernando
Pessoa, autore molto amato dalla Grimani, ci danno la misura poetica di un
itinerario creativo che vuole puntare alla rappresentazione senza tralasciare
meticolose cuciture dello spazio, del tempo, dei concetti. La rappresentazione,
l'immagine risulta da una perlustrazione, che nulla tralascia e che in questo
febbrile agitarsi trova l'emozione lirica trasudata dai testi amici.
Le creazioni pittoriche di Maria Luisa Grimani non sono fantasmi usciti dagli
scrigni di grandi scrittori (non privi di un ironico spessore esoterico) sono
figure che non appartengono più agli scritti, camminano da sole, ma un filo
sottile e resistente le tiene legate a quelle parole, a quelle scansioni
poetiche.
Maria Luisa Grimani con la sua pittura ci insegna a leggere in modo nuovo, a
leggere per creare figure volando con esse oltre testo e oltre cornice.
Mario Cossali
(1999, Rovereto)

Una piccola Trilogia, un cammino artistico svelato.
di Maria Luisa Grimani
Percorsi semplici in continuo dialogo con la complessità.
Un lavoro che mi è costato molto tempo e molto sacrificio: una piccola trilogia sulla mia intera opera.
Dal gioco degli scacchi, ai giochi di parole-immagini, dalla musica alla danza, dal macro al micro cosmo, da Occidente a Oriente.
Un mondo visto sì in maniera personale ma che potrebbe essere il mondo di ognuno di noi.
Sono tre libretti costruiti a mano: il primo è la scoperta di un metodo di lavoro, il secondo percorre tutta la mia ricerca sul testo poetico come immagine e il terzo si ispira alla musica ed alla gestualità occidentale oltre che allo Zen nelle arti.
Cofanetto contenente: tre libretti pensati, scritti e realizzati a mano da Maria Luisa Grimani.
La copertina di ogni libretto è diversa ed unica.

Il Testo poetico come immagine
formato 21x15, anno 2004
Un percorso grafico-pittorico nel mondo della poesia.
“Guardo le mie opere ispirate alla poesia, nate le prime nel 1977, e solo ora che voglio raccontarne la storia mi accorgo che nella loro semplicità, nell’essenzialità del segno, esse nascondono una rete fitta di pensieri, di letture, di sentimenti, di intenti. Dipanare questa rete, ripercorrere il lungo e complesso cammino, oltre ad essere una sfida, mi appare come un dovere. In un mondo dove la materialità del vivere spesso divora la spiritualità dell’essere, la poesia ci eleva in una dimensione universale.” Maria Luisa Grimani
stralcio dal libretto “Il testo poetico come immagine”
I “Natali”
Quando arriva l’atmosfera natalizia avverto sempre una spiacevole sensazione di inquinamento.
Da bambina per me esisteva il Natale con il presepio e l’albero e all’Epifania arrivavano i regali e la calza della Befana, poi le feste finivano.
Il Natale era la festa della famiglia, della nascita di Gesù Bambino, delle tavolate, dei profumi delle arance , dei fichi, delle noci e dell’uva passa e del gioco della tombola. Era l’andare a Messa tutti insieme e intonare canti natalizi.
Oggi, i miei nipoti festeggiano Santa Lucia, Babbo Natale, Gesù Bambino, la Befana, vedono grandi magazzini strabocchevoli di giocattoli, convivono con armadi pieni di giochi e non so quale idea si siano fatti del Natale. Le strade sono illuminate con festoni, i negozi luccicano, la corsa al regalo si fa frenetica. Tutti sembrano voler concentrare in quel periodo il desiderio di trovare l’oggetto che mostri il loro affetto alle persone care, quasi a rimediare a un vuoto che durante l’anno si è creato per una vita caotica che ci allontana da amici e parenti. In certi casi questa frenesia diventa solo un’espressione di conformismo. Sganciarsi da questo meccanismo non è facile e chi è povero ed emarginato, in quei giorni lo è ancora di più.
Ecco perché ho scelto di preparare una poesia per ogni Natale: per ritrovare nei versi dei poeti i significati profondi e reconditi della Natività. Versi che traduco in immagini, ideogrammi di un pensiero che condivido con il poeta.
Pensieri e visioni che ci costringono alla riflessione, alla meditazione, forse alla preghiera.
Nel 1982 inizio i miei “Natali” con la poesia di Ungaretti scritta durante la prima guerra mondiale. Una riflessione dolce-amara che mi sembrava molto lontana ma che oggi purtroppo ritorna attuale.
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.
prosegue con le immagini e i testi delle poesie dedicate al Natale .
E’ NATALE
E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.
Madre Teresa di Calcutta

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Mariae Verkündigung
Nicht daß ein Engel eintrat (das erkenn) erschreckte sie. Sowenig andre, wenn ein Sonnenstrahl oder der Mond bei Nacht in ihrem Zimmer sich zu schaffen macht, auffharen -,pflegte sie an der Gestalt, in der ein Engel ging, sich zu entrüsten; ....... Nicht daß er entrait, aber daß er dicht, der Engel, eines Jünglings Angesicht so zu ihr neigte; daß sein Blick und der, mit dem sie aufsah, so zusammenschlugen als wäre draußen plötzlich alles leer und, was Millionen schauten, trieben, trugen, hineingedrängt in sie: nur sie und er; Schaun und Geschautes, Aug und Augenweide sonst nirgends als an dieser Stelle -: sieh, dieses erschreckt. Und sie erschraken beide.
Dann sang der Engel seine Melodie
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L’annunciazione di Maria
Non perché un angelo entrò ebbe paura: Come altri, quando un raggio di sole o la luna di notte invade la loro stanza non sobbalzano – lei non si stupiva delle sembianze in cui appariva un angelo ............. Non perché entrò, ma perché piegò l’angelo, un volto da giovinetto su di lei, così vicino, che il suo sguardo e quello che lei alzò a sua volta si scontrarono come se tutto a un tratto fosse vuoto intorno a loro, ed il guardare e il fare di milioni penetrato in loro: soltanto lei e lui; guardare e guardato, occhio e delizia dell’occhio se non qui in nessun luogo: vedi questo fa paura. Ed ebbero entrambi paura.
Poi l’angelo cantò la sua melodia
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Stralci dalla lettera del Cardinale Martini dal titolo: “Quale bellezza salverà il mondo?”
Triuggio, 30 agosto 1999
……
“In questa ricerca, talora sofferta proprio per la molteplicità dei temi e la difficoltà di collegarli in maniera convincente, sempre più mi è entrata nel cuore la domanda che Dostoevskij, nel suo romanzo L’idiota, pone sulle labbra dell’ateo Ippolit al principe Myskin. “E’ vero, principe, che voi diceste un giorno che il mondo lo salverà la ‘bellezza’? Signori - gridò forte a tutti - il principe afferma che il mondo sarà salvato dalla bellezza… Quale bellezza salverà il mondo?”. Il principe non risponde alla domanda (come un giorno il Nazareno davanti a Pilato non aveva risposto che con la Sua presenza alla domanda “Che cos’è la verità?”: Gv 19,38). Sembrerebbe quasi che il silenzio di Myskin - che sta accanto con infinita compassione d’amore al giovane che sta morendo di tisi a diciotto anni - voglia dire che la bellezza che salva il mondo è l’amore che condivide il dolore…
……..
Ma anche l’arte è un annuncio della Bellezza che salva. “Ogni autentica ispirazione racchiude in sé qualche fremito di quel ‘soffio’ con cui lo Spirito creatore pervadeva fin dall’inizio l’opera della creazione. Presiedendo alle misteriose leggi che governano l’universo, il divino soffio dello Spirito creatore si incontra con il genio dell’uomo e ne stimola la capacità creativa. Lo raggiunge con una sorta di illuminazione interiore che unisce insieme l’indicazione del bene e del bello e risveglia in lui le energie della mente e del cuore rendendolo atto a concepire l’idea e a darle forma nell’opera d’arte. Si parla allora giustamente, se pure analogicamente, di ‘momenti di grazia’, perché l’essere umano ha la possibilità di fare una qualche esperienza dell’Assoluto che lo trascende (Giovanni Paolo II, Lettera agli artisti, n. 15).”
testo tradotto in immagine da Maria Luisa Grimani usando lo scorcio di una scultura in Second Life http://sarimagiha.wordpress.com
Fonte: sito ufficiale dell'artista Maria Luisa Grimani www.marialuisagrimani.it ; e-mail : mlgrimani@gmail.com
vedi anche i blogs dell'artista :
www.marialuisagrimani.it/blogs/blog-padiglione.html
http://sarimagiha.wordpress.com/
http://mlgrimani.wordpress.it blog dove Maria Luisa Grimani racconta il percorso artistico del suo “ Libro che suona che canta che balla ”.