| ARTCUREL:
Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| ARTE : storia dell'arte : pre-arte e origine dell'arte |
MUSEO DELLE ORIGINI DELL'UOMO
Genova (Italia)
Direttore Pietro Gaietto

PREMESSA
Il sito del Museo delle Origini dell'Uomo è stato fondato nel 1999 con lo scopo
di far conoscere l'arte del Paleolitico e le attività spirituali degli ominidi,
con esclusione dei dipinti zoomorfi in grotta del Paleolitico superiore.
L'arte del Paleolitico, secondo le attuali datazioni assolute, occupa un periodo
di tempo che corrisponde al 99,52% di vita dell'umanità; cioè da 2.500.000 a
12.000 anni fa, il che significa, che in 2.488.000 anni si è formata e
consolidata una vasta tipologia artistica costituita da sculture litiche, e una
religione con varia tipologia, che insieme costituiscono le fondamenta dell'arte
e delle religioni dei successivi periodi, cioè da 12.000 anni fa ad oggi.

FIG. 1) JACQUES BOUCHER DE PERTHES (1788-1868)
è giustamente definito in Francia
il "padre della preistoria". Ha fatto ricerche sulle industrie, sugli scheletri,
e soprattutto sull'arte, ma sull'arte non è stato capito.
In questo dipinto, non è raffigurata l'uniforme di un accademico del tempo, ma
quella di un dirigente delle dogane dell'Impero francese, che è stato il suo
lavoro, prima di dedicarsi all'archeologia.
A Boucher de Perthes è stata dedicata la prima sala del Museo delle Origini
dell'Uomo.
Questo sito è dedicato alla memoria di otto valorosi ricercatori dell'arte del
Paleolitico inferiore e medio, che per le loro opinioni hanno sofferto continui
attacchi in nome della scienza ufficiale. Questi grandi sono : J. Boucher de
Perthes, E. Harroy, A. Thieullen, W.M. Newton, J. Dharvent, Ph. Héléna, A.
Juritzky, W. Matthes.
INTRODUZIONE
Il sito del Museo è stato rinnovato nella primavera del 2002.
In questa nuova versione sono state introdotte :
1) Sculture del Paleolitico inferiore e medio raccolte dai più noti ricercatori
dell'800 e del '900.
2) Sculture raccolte da noti ricercatori del passato, ritenute false, e che
fanno parte degli errori della ricerca, che sono stati fatti anche da
ricercatori di utensili e da ricercatori di fossili umani.
3) Sculture raccolte negli ultimi due anni, che sono entrate nella collezione
del Museo.
4) Sculture scoperte in Africa e in Israele, in siti che ne hanno permesso la
"datazione assoluta".
5) Una nuova impostazione della tipologia, che si basa su otto civiltà
artistico-religiose del Paleolitico, che hanno prodotto esclusivamente scultura
litica.
6) Da questa tipologia sono state escluse l'arte "astratta" applicata
all'abbellimento degli utensili litici; l'arte "figurativa" applicata agli
utensili su osso del Paleolitico superiore, e le incisioni "astratte" su osso,
cioè l'arte "decorativa" del Paleolitico inferiore, medio e superiore.
7) I dipinti in grotta del Paleolitico superiore, non sono trattati, ma
analizzati marginalmente.
8) Le linee dell'evoluzione artistica sono collegate alle religioni, con
parametri dall'inizio del Paleolitico fino ai nostri giorni, e comprendono il
mondo intero; cioè un ordine mondiale dell'arte rappresentativa di soggetti di
uso religioso.
LA VECCHIA TIPOLOGIA DELL'ARTE
Dalle scienze geologiche nasce l'uso di dare il nome delle località in cui sono
stati reperiti utensili tipici. Quindi, le varie industrie litiche vengono
classificate con nomi come Acheuleano da Saint Acheul; Maddaleniano dalla grotta
di La Madeleine, a Tursac (Dordogna), ecc.
Per un uso consolidato della scienza ufficiale, le opere d'arte paleolitica
hanno la stessa denominazione culturale degli utensili. Per esempio, la statuina
femminile di Berekhat Ram (Fig.
8,1) è definita acheuleana, mentre l'incisione zooantropomorfa su ciottolo
di La Madeleine (Fig.10,3)
è definita maddaleniana.
Nelle prime due tipologie della scultura del Paleolitico inferiore e medio (Gaietto
1974, 1982) veniva seguito l'uso della scienza ufficiale, tuttavia, mettendo in
evidenza (1982) che vi erano tipi di arte con tradizioni differenti, che
convivevano in territori differenti. Per esempio, la scultura di El Juyo (Fig.9,9)
che raffigura in vista frontale mezza testa umana unita a mezza testa di felino,
ha la datazione assoluta di 14.000 anni, ed è attribuita dagli scopritori al
Maddaleniano. Questa scultura è stata reperita all'imboccatura di una caverna di
fronte ad un altare costituito da un monolito del peso di quasi mille
chilogrammi, che recava ancora offerte sacrificali, che si può definire il più
antico tempio all'origine dei templi storici. La scultura di El Juyo, quindi, è
contemporanea ai dipinti zoomorfi in grotta del Maddaleniano, ma non è
maddaleniana, e l'ho classificata nella civiltà newtoniana, di cui di seguito
darò la definizione.
La Civiltà maddaleniana e la Civiltà newtoniana, 14.000 anni fa, avevano due
tradizioni diverse nell'applicazione artistica (la prima la pittura, la seconda
la scultura), nei soggetti raffigurati, e, di conseguenza anche nella religione;
due tradizioni che sono continuate sino ad oggi.
Con il susseguirsi delle scoperte di arte, la vecchia tipologia è ormai
inefficace a permettere dei chiarimenti nel caotico campo degli studi dell'arte
paleolitica.
LE RAGIONI PER L'ATTUALE TIPOLOGIA DELL'ARTE
1) Sculture di teste umane, a cui si aggiungerà il corpo nel corso del
Paleolitico.
2) Sculture di teste di animali, a cui si aggiungerà il corpo nel corso del
Paleolitico.
3) Sculture di teste di ibridi di uomo e di animale.
4) Sculture di teste bifronti di uomo e di uomo, cioè unite per la nuca.
5) Sculture di teste bifronti di uomo e di animale, cioè unite per la nuca.
6) Sculture di teste bifronti di animale e di animale, cioè unite per la nuca.
7) Sculture di teste di animale con corpo umano.
8) Sculture di teste umane con corpo umano femminile e nudo, dette "Veneri".
Questi tipi di scultura raggiungono il numero di otto tra i 400.000 e i 200.000
anni, ed erano suddivisi tra Acheuleano medio, e Clactoniano medio, ma erano pur
sempre troppi per i riti di culto di civiltà così antiche; quindi, nell'attuale
tipologia, li ho suddivisi in otto (ipotetiche) civiltà artistico-religiose, in
quanto questi tipi sono presenti nell'arte post-paleolitica, sia singolarmente,
sia in piccoli abbinamenti, in tutto il mondo, fino ai nostri giorni.
Ovviamente, le sculture sono migliorate nella fattura, negli ultimi 5.000 anni,
con le nuove tecnologie dell'arte (legno dipinto in Oceania, marmo in Grecia,
bronzo in India, ecc.).
Con l'assegnazione dei tipi alle civiltà artistico-religiose è stata abolita la
distinzione tra sculture acheuleane e sculture clactoniane, in quanto non era
sicura, ma neanche utile per un approfondimento delle indagini.
Nelle sculture, la distinzione tra acheuleano e clactoniano si basava, per l'Acheuleano,
su una certa simmetria, come si riscontra nei bifacciali (amigdale), e anche per
le sculture ricavate da ciottolo; mentre per il Clactoniano si basava su
sculture non simmetriche, e anche ricavate da frammenti di roccia.
Nei giacimenti di superficie, dove i manufatti acheuleani e clactoniani sono
misti, è difficile, anche per gli utensili su scheggia, distinguere quelli
acheuleani da quelli clactoniani.
Resta valida, invece, nel reperimento di manufatti dell'Acheuleano e del
Clactoniano, la distinzione in fasi : antica, media e recente, dovuta alla
tecnica di lavorazione, e allo stato fisico, cioè all'usura dovuta agli eventi
naturali.
Per stabilire gli abbinamenti di sculture paleolitiche presso un unico popolo
nello stesso tempo, sarebbe utile trovare sculture di differenti tipi in uno
stesso sito, e che questo sito potesse fornire la datazione assoluta. Purtroppo,
gli unici due siti del Paleolitico inferiore (Olduvai Gorge e Berekhat Ram) con
datazione assoluta, hanno fornito una sola scultura.
Il sito di El Juyo (Paleolitico superiore) ha fornito una sola scultura, ma
questa era abbinata ad un altare in pietra squadrata del peso di quasi 1000 kg.,
che è stato trasportato appositamente nella caverna. Questo monolito, quindi,
collega la scultura zooantropomorfa bifronte di El Juyo alla civiltà dei
costruttori di megaliti antropomorfi, prima, e ai menhir e ai dolmen, dopo; e
quindi si differenzia dalla civiltà dei pittori maddaleniani, che non hanno
lasciato traccia di lavorazione di monoliti.
L'ATTUALE TIPOLOGIA DELL'ARTE
L'arte rappresentativa religiosa, nelle epoche post-paleolitiche, ha fatto
grandi progressi, basti vedere le sculture e i dipinti degli Egizi, dei Greci,
dei Romani, di Michelangelo, di Raffaello, di Leonardo da Vinci, ecc., ma questa
arte, per bella che sia, rappresenta sempre la "divinità".
Delle religioni paleolitiche e protostoriche, cioè della "parola" (invisibile),
non possiamo sapere niente. Il collegamento della "parola", cioè della religione
all'arte, lo abbiamo dalle scritture antiche e moderne, e dagli studi degli
etnologi, che sono collegabili all'arte paleolitica attraverso parallelismi
tipologici. Cioè, noi sappiamo che Giano bifronte dei Romani era una "divinità";
sappiamo che il bifrontismo in tutto il mondo, in epoche storiche, raffigura e
rappresenta la "divinità", quindi, anche le sculture antropomorfe bifronti del
Paleolitico erano certamente rappresentazioni di "divinità".
Nascita, sopravvivenza, e progresso dell'arte, si devono attribuire alla
religione, che ne è la committente.
La cronologia è strettamente legata alla tipologia, ed al momento attuale è la
seguente :
| Paleolitico inferiore,da 2.500.000 a 200.000 = durata 2.300.000 anni = 92,00% | Paleolitico medio,da 200.000 a 40.000 = durata 160.000 anni = 6,40% | Paleolitico superiore,da 40.000 a 12.000 = durata 28.000 anni = 1,12% | Dal Mesolitico ad oggi,da 12.000 ad oggi = durata 12.000 anni = 0,48% |
Totale= 2.500.000 anni = 100,00%
I tipi di sculture litiche del Paleolitico inferiore sono numerosi, ma sono
stati classificati in otto tipi fondamentali, e attribuiti a otto diverse
civiltà artistico religiose, che prendono il nome da otto importanti ricercatori
di arte del Paleolitico inferiore e medio.
Per esempio, la Civiltà perthesiana prende il nome da Jacques Boucher de Perthes
(1788-1868), e nella sua tipologia ci sono le prime sculture che raffigurano
teste umane singole senza collo; poi sono seguite da teste umane con il corpo;
ma la testa umana prosegue in parallelo alla testa con corpo.
Le civiltà artistico-religiose del Paleolitico sono :
- Civiltà perthesiana
- Civiltà matthesiana
- Civiltà juritzkjana
- Civiltà héléniana
Nel Paleolitico inferiore la scultura di queste quattro civiltà è di piccole
dimensioni, e trasportabile comodamente da una sola persona. Alla fine del
Paleolitico inferiore, nel Musteriano, attorno ai 50.000 anni fa, ci sono anche
sculture che raffigurano teste più grandi del reale, che possono pesare anche 40
kg., e che, quindi, è pensabile abbiano avuto una collocazione fissa, anche se
trasportate da lontano. In questo periodo è probabile che compaiano i primi
menhir antropomorfi, cioè quelli che raffigurano tipi neanderthaliani.
Nel Paleolitico superiore, da una di queste civiltà, forse la Civiltà
juritzkyana, nasce la pittura zoomorfa in Europa, e la pittura zoomorfa e
antropomorfa in Africa e Australia, ed è un'arte ambientale, con opere anche di
grandi dimensioni.
La scultura antropomorfa, con la religione che comporta, confluisce nelle prime
civiltà urbane, mentre la pittura zoomorfa con la propria religione prosegue
nell'etnografia.
Le altre civiltà del Paleolitico inferiore, forse più importanti nell'aspetto
religioso, sono :
- Civiltà harroyana
- Civiltà newtoniana
- Civiltà dharventiana
- Civiltà thieulleniana
Dai tipi delle raffigurazioni scolpite, vi è certezza che non vi è confluenza
nelle civiltà del Paleolitico superiore con pittura zoomorfa.
Alla fine del Paleolitico inferiore, nel Musteriano, attorno a 50.000 anni fa,
come si è già detto prima, ci sono anche sculture che raffigurano teste più
grandi del reale, che possono pesare anche 40 kg., e che, quindi, è pensabile
abbiano avuto una collocazione fissa.
Nel Paleolitico superiore compaiono i primi menhir antropomorfi e zoomorfi,
alcuni bifronti, ma è probabile che alcuni siano musteriani, che costituiscono
la prima forma di arte ambientale, unitamente alla scultura rupestre. Queste
civiltà si sono diffuse nel mondo, anche se, per scarsità di scoperte, non
conosciamo i luoghi di partenza.
Per esempio, la Civiltà thieulleniana a cui sono attribuite le "Veneri", la
troviamo nel Paleolitico (inferiore, medio e superiore), nel Neolitico del
bacino del Mediterraneo; e nel 1° millennio a. C. in Messico la troviamo
associata ai tipi della Civiltà harroyana, in quanto la Veneri hanno la testa
con due facce (Fig.
8A7) oppure hanno due teste (Fig.
8A9), cioè all'attributo femminile della divinità, si aggiunge l'attributo
maschile del dio. Con le prime civiltà urbane in Medio Oriente, la Venere
diventa "dea della fecondità", e poi "dea madre", e verrà raffigurata seduta.
Successivamente in scultura verrà raffigurata seduta e con il figlio tra le
braccia. Il tipo più antico è una scultura fenicia.
PRE-ARTE E ORIGINI DELL'ARTE
Oggi, dopo tutte le scoperte fatte, possiamo soltanto dire, che l'arte e le
industrie del Paleolitico inferiore sono all'origine dei successivi periodi
preistorici e storici. Infatti, nei primi 1.500.000 anni di vita dell'umanità il
progresso dell'arte e delle industrie è stato talmente modesto, da essere
irriconoscibile persino per alcuni studiosi della materia. E non si può
sicuramente attribuire il termine "origine" ad un manufatto, in un arco di
1.500.000 anni!
Sono in molti ad essere scettici sulle datazioni di milioni di anni
dell'evoluzione culturale umana, proprio perchè c'è un'evoluzione quasi
inesistente. Comunque, queste datazioni portano scompiglio negli studi tra
l'Africa e il resto del mondo, e non giovano allo studio dell'arte e delle
industrie.
Per le industrie è opinione diffusa tra gli studiosi, che si pongono il
problema, che la costruzione sia conseguenza dell'uso precedente del trovato
fatto; cioè l'uomo prima di fare utensili, per squartare animali, usava già
pietre o schegge di pietra. Quindi la costruzione degli utensili è una
conseguenza del trovato fatto, e un perfezionamento di questo, e non potrebbe
essere altrimenti, in quanto non può essere inventato lo strumento del bisogno,
se non esiste il bisogno.
Lo stesso processo del trovato fatto con le industrie, si è verificato anche con
l'arte; ma mentre non sono stati trovati reperti sicuri di pietre usate dagli
ominidi prima della fabbricazione degli utensili, per il trovato fatto (pre-arte),
che precede l'arte, esiste un importante reperto in Sud Africa.
Si tratta di un ciottolo antropomorfo, ritenuto casuale dagli studiosi, che un
australopiteco avrebbe trasportato della caverna di Makapansgat facendo un
percorso di 4,8 km.
Sul ciottolo (Fig.2) è visibile la faccia di un ominide, e sul retro la faccia
di un australopiteco, cioè due facce di ominidi.
Questo ciottolo antropomorfo è probabile che derivi da una zona dove gli
"scherzi di natura" di questo tipo sono frequenti, dato che gli studiosi non vi
hanno trovato traccia di lavorazione.
Questo ciottolo, quindi, rappresenta la pre-arte, in quanto anticipa nel
"trovato fatto" il bisogno degli ominidi di avere immagini, che poi verranno
prodotte con la scultura per i riti di culto.

FIG. 2 Disegno di un ciottolo antropomorfo. Sul retro del ciottolo c'è una
seconda immagine, che assomiglia al volto di un australopiteco. Questo ciottolo
a due facce dagli studiosi è ritenuto casuale, ma è stato usato da un
australopiteco, come se fosse una scultura, e quindi si deve ritenere la prima
forma conosciuta di PRE-ARTE, cioè l'uso del trovato fatto prima della
fabbricazione di sculture antropomorfe o zoomorfe per riti di culto.
Reperita da W.I. EITZMAN nel 1925.
Misure : non le conosciamo, forse circa 7 cm. di altezza.
Provenienza : Makapansgat (Valley of the Northern Province, South Africa)
Datazione assoluta : 3.000.000 anni (Dart) e 2,5 - 2,9 milioni anni (Bednarik)
Reperto studiato da Raymond Dart, Mary Leakey, Robert G. Bednarik
(Disegno ricavato da un disegno di Bednarik)
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Fonte : http://www.museoorigini.it