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Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| ARTE : teoria dell'arte : L'Arte alleata preziosa della Fede , di Papa Giovanni Paolo II |
Papa Giovanni Paolo II
L'ARTE ALLEATA PREZIOSA DELLA FEDE
Agli artisti cristiani in congresso - Città del Vaticano
(Roma) - 1986
Cari artisti e amici.
1. Sono onorato dalla vostra visita, e la vostra presenza qui oggi mi commuove.
Vi ho chiamati amici perché mi sento molto affine a voi e ho una grande stima
per gli artisti. Sono profondamente grato alla Società Internazionale degli
artisti cristiani che ha lavorato cosi diligentemente per organizzare questo
Congresso che ha invitato a Roma architetti, pittori, scultori, poeti,
scrittori, musicisti e coloro che sono impegnati nel teatro o qualsiasi altra
attività artistica.
Desidero anche esprimere la mia gratitudine al Pontificio Consiglio per la
cultura per il suo concreto sostegno a questo sforzo. E' quindi con immensa
gioia che vi do il benvenuto, cari amici provenienti dal mondo intero, che state
tenendo il vostro incontro nella bella chiesa di Santo Stefano Rotondo a Roma.
Ho appreso con piacere che nello stesso luogo avete allestito una mostra dei
vostri lavori d'arte per questa occasione.
2. Sono felice di incontrarvi perché vedo in voi dei veri benefattori
dell'umanità. Voi portate al mondo una pienezza e una elevazione spirituale
attraverso la contemplazione del bello. La vostra visita alla Sede di san Pietro
ha valore di testimonianza alla Chiesa, che ha sempre favorito le arti, formato
generazioni di artisti e ispirato opere d'arte che hanno arricchito la cultura
mondiale. Sono profondamente convinto, sulle linee date da papa Paolo VI agli
artisti nella Cappella Sistina nel 1964, che è necessario far rinascere
l'amicizia tra la Chiesa e gli artisti che, per varie ragioni, si è raffreddata
nei tempi moderni. Perché allora non desideriamo consolidare quell'amicizia? E
questa è la fondamentale ragione: tra l'arte che voi esprimete con la vostra
attività e la fede, alla quale noi diamo testimonianza per mezzo del nostro
ministero, esiste una naturale relazione, una profonda affinità, una
meravigliosa possibilità di collaborazione. Sia l'arte che la fede esaltano la
grandezza dell'uomo e la sua sete di infinito. Gli artisti e la chiesa trovano
che essi possono condividere la stessa idea di uomo, la stessa speranza, al di
là dei gravi pericoli che pesano sul suo futuro. Si, l'uomo moderno è seriamente
spaventato, non solo dalle armi nucleari e dai disastri ecologici, ma persino
dal materialismo pratico e dall'indifferenza religiosa. Come dissi durante la
mia visita alla Scala di Milano (21 maggio 1983), "E' necessario praticare
un'ecologia dello spirito che sia al servizio dell'uomo".
Gli artisti cristiani possono aiutare la Chiesa a far amare Dio nella sua
bellezza e bontà infinita. Infatti è questa mancanza di amore che rende la
Chiesa e i cristiani instancabili nel loro servizio alla verità e alla bellezza.
L'uomo ha bisogno di Dio perché è stato creato da Dio e fatto per Dio. L'uomo
non puo fare a meno di Dio, in Dio solo è la sua salvezza. La missione dei
cristiani è precisamente questa: aiutare l'umanità a riscoprire Dio.
3. Cari artisti e amici, voi siete chiamati a un servizio che eleva,
arricchisce, consola lo spirito umano, aiutando l'uomo a raggiungere Dio. Questa
è la sublime missione dell'arte, che non è senza analogia con la missione della
Chiesa. Inoltre il tema del vostro Congresso mi sembra molto opportuno: "La
Chiesa ha bisogno di artisti". Sono sicuro che come artisti cristiani conoscete
chiaramente la mutua assistenza che la Chiesa e gli artisti, la fede e l'arte
sono chiamati a darsi a vicenda. Più che mai il mondo nel quale viviamo ha
bisogno di valori spirituali, valori che il vostro lavoro aiuta a comunicare.
Come affermava il Concilio Vaticano II (8 dicembre 1965) nel suo messaggio agli
artisti, "il nostro mondo ha bisogno del bello per non sprofondare nella
disperazione".
4. Sta sviluppandosi tra la Chiesa e gli artisti un'amicizia nuova, dopo un
periodo di una certa incomprensione. Ne è chiara testimonianza l'opera e il
magistero dei miei predecessori e del Concilio Vaticano II, che con la
costituzione sulla sacra liturgia pose le fondamenta per un più fecondo rapporto
con gli artisti. Altro segno eloquente dell'inizio di un'epoca nuova di
collaborazione è la collezione di arte religiosa moderna dei Musei Vaticani.
Anche al giorno d'oggi la fede puo ispirare gli artisti e aprire orizzonti
sconfinati alle loro intuizioni. Da parte sua la Chiesa, che ha sempre favorito
le arti e il loro nobile servizio, incoraggia in particolar modo l'arte sacra,
la quale è autentica quando si ispira e in modo degno esprime "una nobile
bellezza piuttosto che una mera sontuosità". In una società segnata da una
tecnologia a volte disumanizzante e da un edonismo consumistico, voi, cari amici
artisti, siete chiamati a testimoniare un amore profondo per la verità del mondo
e dell'umanità. Creando opere che svelino l'alta vocazione dell'uomo, fatevi
interpreti magistrali e sinceri della trascendenza. L'arte vera aiuta a cogliere
il mistero della realtà spirituale, facilitandone la comprensione, che
arricchisce ed eleva l'uomo conducendolo a un gaudio intenso. L'artista,
pertanto, non solo è in grado di soccorrere l'uomo contemporaneo, non di rado
ferito e privato della sua dignità, ma anche di fornire l'antidoto al
materialismo e al culto dei moderni idoli, producendo opere artistiche, le quali
riverberano con chiarità e armonia la fonte sorgiva dell'essere.
5. In una realtà sociale che muta vertiginosamente, sappiate cosi svelare l'uomo
a se stesso e ricordargli le fondamenta della sua grandezza, la sua capacità di
conoscere la verità assoluta e di elevarsi alla contemplazione del Creatore
ammirando la bellezza della natura. Auspico, poi, che la vostra arte
contribuisca a celebrare la fraternità che unisce gli uomini e li raccolga in
una sorta di "ecumenismo culturale", il quale superi tutte le frontiere, le
differenze e le divisioni. Vi esorto, altresi, a comunicare all'uomo
contemporaneo la speranza che non muore, i valori che non declinano, tenendo
desta un'inquietudine salutare, una domanda di significato. In tale prospettiva
la vostra arte è una diaconia ai fratelli e una preziosa alleata della fede,
perché fa comprendere agli uomini e alle donne del giorno d'oggi che il non aver
fiducia nella Chiesa significa giungere, in tempi più o meno rapidi, a non
riporre speranza alcuna nell'uomo. Da parte sua la Chiesa non esita affatto nel
riconoscervi la libertà creativa necessaria per la realizzazione di opere, che
esprimano contenuti originali e significati inediti, mediante una grande
molteplicità di tecniche e una ricca varietà di forme espressive. La fedeltà nel
servire la vocazione spirituale dell'uomo favorisce un'immensa libertà, che
unisce il coraggio alla saggezza. Auguro poi che la vostra arte conduca a una
nuova epifania della fede e divenga scuola di umanità, perché quando essa è
autentica "contribuisce - come dissi agli artisti in Belgio - a risvegliare la
fede assopita. Apre il cuore al mistero dell'altro. Eleva l'anima di chi è
troppo deluso o abbattuto per sperare ancora" (20 maggio 1985).
6. Cari artisti e amici, alla luce dell'esperienza artistica e spirituale del
Beato Angelico, che ho voluto proclamare vostro patrono, sappiate percio
sviluppare alla luce della fede un'arte vera, rendendola anche un valido
strumento di promozione umana e di evangelizzazione. I nostri contemporanei non
di rado hanno bisogno di questa luce e di questo calore. Fate vibrare nell'animo
loro non solamente l'emozione di una intuizione estetica, ma anche i giudizi e
le convinzioni religiose che vi animano. Diverrete in tal modo testimoni
dell'Assoluto, messaggeri della verità e dell'amore, benefattori dell'umanità,
che potrà conoscere Cristo, il quale - come insegna san Tommaso - è bellezza
suprema per splendore di divinità, per luce di giustizia, nitore di verità e
forza di comunicazione. Vi accompagni e sostenga sempre la mia apostolica
benedizione, che di vero cuore imparto a voi e a quanti vi sono vicini negli
affetti e nel lavoro.
Saluto molto cordialmente nella loro lingua tutti i partecipanti di lingua
tedesca presenti oggi. Mi ricordo con particolare gioia dell'incontro avuto con
gli artisti nella Herkulessaal a Monaco nel novembre 1980, occasione per una
migliore comprensione delle Chiesa e dell'arte al servizio dell'uomo. Questo
spirito di coscienza e responsabile partecipazione possa essere nuovamente
rafforzato e ulteriormente approfondito dall'incontro odierno.
Data : Martedi 14 Ottobre
1986
Fonte : www.clerus.org/bibliaclerusonline/IT/ccl.htm