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  EDITORIA E RECENSIONI LIBRI : " Il visibile parlare " : l'immagine come espressione della fede, di don Giuseppe Villa 

 

 

 

" IL VISIBILE PARLARE "

l'immagine come espressione della fede

 

di don Giuseppe Villa

 

 

 

                           

 

 

                   

Dalla Prefazione di Mons. Mario Delpini

Don Giuseppe ha percorso i secoli e le discipline molteplici: è stato mosso dalle domande di una riflessione impegnativa, dall’erudizione di una vasta informazione, dall’affetto per una terra che è diventata la sua terra a motivo del ministero che gli è stato affidato. Ma più profondamente è stato insieme condotto e attratto da un’ammirazione e da un cruccio.

L’ammirazione è per le espressioni della fede che nei secoli si è fatta immagine, poesia, musica, teologia e perciò si è fatta vita, preghiera, amore. L’impressionante varietà dei dati raccolti in questa ricerca è lì a documentare non solo la pazienza della ricerca, ma la sorpresa della scoperta, la riconoscenza per un dono ricevuto, il rischio di un’ipotesi interpretativa. Il cruccio è per quell’urgenza di comunicare che inquieta i cristiani del nostro tempo. Sono stati mandati per un annuncio: ma chi li ascolta? Hanno ricevuto l’incarico di essere luce: ma chi li vede? Attestano la bellezza della rivelazione: ma dov’è la gioia? Si comprende quindi che anche le pagine sono  state scritte per un atto di ministero, per l’obbedienza alla missione ricevuta.

 

 

Presentazione del libro

Sabato 19 novembre 2011 ore 15.30 , Chiesa Parrocchiale di San Pietro, Treviglio

ore 15.30 Saluto e introduzione di Francesco Chiari, Presidente della comissione culturale Decanato di Treviglio

ore 15.40 Testimonianza di Mons. Mario Delpini, Vescovo Ausiliare di Milano

ore 16.00 Testimonianza di Mons. Giovanni Buga, Prevosto a Treviglio

ore 16.15 Testimonianza del Prof. Trento Longaretti

ore 16.30 Intervento dell’autore Don Giuseppe Villa

Durante l’incontro sarà in distribuzione il libro

 

 

Don Giuseppe Villa, vicario della Comunità Pastorale della Madonna delle Lacrime di Treviglio e residente nella parrocchia di San Pietro, presenta questo suo libro, “IL VISIBILE PARLARE”, un ricco volume a colori che vuol raccogliere le diverse forme artistiche della comunicazione umana, con particolare attenzione alle parole e alle figure della trasmissione della Fede.

Il lavoro è stato eseguito con la consulenza di esperti locali e alcune pagine del testo sono state pubblicate in anteprima sul settimanale cittadino, “Il Popolo Cattolico”. L’opera è composta di 576 pagine a colori di cm 24 x 16,5. Esso è arricchito da quasi 400 figure, una cinquantina delle quali è a pagina intera e da un gran numero di poesie. Ogni capitolo riporta una bibliografia aggiornata e l’ultimo una bibliografia ragionata. A fine testo si trovano i nomi che ricorrono più spesso nei capitoli, ai fini di una consultazione più puntuale e veloce.

 

 

 

 

 

PRIMA PARTE

L’ampia parte storica vuole essere una rassegna di immagini e parole-versi con il contributo di autori del passato, dall’Alto Medioevo fino ai giorni nostri con la poesia di Giovanni Paolo II.

Le singole parti, come quelle a cui si riferiscono le immagini e le parole della zona-pieve-decanato di Treviglio, costituiscono isole nel flusso della narrazione, in sé compiute. Vi si trovano tra l’altro:

* testi e iconografia relativi alla Madre di Dio

* testi e iconografia dei monaci dell’Alto Medioevo; miniature mozarabiche del Beatus di Liebana e dell’Escorial, Rabano M.

* la controversia iconoclastica e il Concilio di Nicea II

* testi e iconografia di San Martino; la disseminazione plurisecolare dell’Impero dì Occidente e d’Oriente prima e poi per tutto il Medioevo fino al ’700. Il travaso iconografico sulle

figure di S. Ambrogio e S. Alessandro

* parole e immagini delle origini di Treviglio e del territorio dell’Insula Fulcheria:

* l’antica pieve di Palazzo Pignano e di Canonica

* le figure delle Madonne lignee del Basso Medioevo

* la Scolastica e la solida parola dell’Agape Divina di Anselmo

* Dante e il suo “Visibile parlare” tra la pittura e poesia del Trecento

* la narrazione agiografica di Jacopo da Varagine, ispiratore plurisecolare dell’arte

* testi e immagini delle Confraternite

* il Polittico di S. Martino: lo stato delle conoscenze attuali, modi antichi e nuovi di ammirare il Polittico, il restauro e l’esposizione a Firenze e Vicenza nel 2011

* il pathos dell’iconografia devozionale: le statue di Mazzoni e Del Maino

* le teorie rinascimentali dell’arte su parole e figure: Leonardo

* la legislazione ecclesiastica sull’iconografia religiosa

* le prime parole ed immagini dell’Angelo Custode: San Francesco di Sales

* parole e figure della devozione moderna alla Madonna, con particolare riferimento al Santuario della Madonna delle Lacrime di Treviglio: Montalto e la Novena

* il XX secolo, con le nuove forme d’arte, le varie correnti poetiche e figurative, tra cui: R.M. Rilke, C. Rebora, il Neorealismo di Olmi, Turoldo, l’espressionismo di T. Longaretti, gli scritti di E. Hillesum, E. Dickinson, W. Szymborska e le poesie di Karol Wojtyla.

Di ciascuno di questi ultimi viene presentato l’itinerario artistico con la documentazione iconografica e poetica. Il capitolo riguardante Longaretti comprende anche un’ampia documentazione e lettura del grande mosaico della Chiesa di San Pietro di Treviglio; il tutto con la verifica e suggerimenti dell’autore stesso.

 

 

SECONDA PARTE

La seconda parte del testo mette in evidenza lo stato dell’arte attuale, le costanti e le piste aperte dell’arte e della nuova trasmissione della fede. Il ripensamento in corso è assai ampio e coinvolge tante forme del sapere che di norma procedono secondo criteri di priorità, che, al momento, richiedono una nuova sistemazione. Il testo riporta le questioni aperte e in corso d’opera, nonché la documentazione bibliografica del dibattito pluridisciplinare. La storia bimillenaria ha messo in evidenza che la parola (poesia) è come la pittura, “Ut pictura poësis”, ma in tale simbiosi la parola, oggi, soffre una specie di castigo che a volte lascia presagire una sorta di accanimento a tutto vantaggio delle immagini che, a loro volta, subiscono una costante proliferazione nel rincorrere una bellezza che sembra sempre più lontana, inaccessibile e invisibile.

A fronte di tale situazione, l’autore suggerisce di percorrere quanto era risuonato all’inizio del secolo scorso col programma di “tornare alle cose” (1), alla “percezione sensibile” (2), al “pathos” (3) e l’“ethos” (4) che esse suscitano. La migliore tradizione cristiana vi aggiunge una singolare modulazione vissuta da Gesù che è la “compassione” (5), la quale “sfonda” l’anonima indifferenza. Il sentire di Gesù sta su una scala di partecipazione a ciò che la eccede, l’Agape Divina (6). Tra l’eros e l’Agape c’è una continuità costituita da Colui che vi presiede nella sua eccedenza e ne mostra una bellezza che unisce “ethos” e “pathos”. Questi momenti, coniugati nella seconda parte del libro, costituiscono l’ossatura portante di un “pensiero estetico”, le ragioni di una pratica cristiana della vita, nonché della trasmissione della Fede.

 

 

 

 

Componenti della Commissione Culturale

Prof. Francesco Chiari, presidente,

Sig.re Gabriella Quaini, Carmen Taborelli, Prof. Gabriella Blini

Prof.ri Giuseppe Accinelli, e Battista Regonesi,

Ing. Ermanno Pasinetti e don Giuseppe Villa

 

 

 

 


 

 

Fonte :  la Redazione di Artcurel ringrazia don Giuseppe Villa che ha cortesemente inviato il 10/11/2011 la documentazione per l'articolo.