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 CULTURA : bioetica : ADVM , Associazione Difendere la Vita con Maria

 

ASSOCIAZIONE DIFENDERE LA VITA CON MARIA

L'Associazione Difendere la Vita con Maria è sorta in risposta all'appello del Santo Padre nell' Evangelium Vitae:

"Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia a favore della vita. Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita." (EV 95).


Ed "è urgente una grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero. Con iniziative straordinarie e nella preghiera abituale, da ogni comunità cristiana, da ogni gruppo o associazione, da ogni famiglia e dal cuore di ogni credente, si elevi una supplica appassionata a Dio, creatore e amante della vita" (EV 100).

Per questo il lavoro dell'Associazione si svolge su tre livelli:


La formazione

Tutta l'attività dell'associazione si ispira ad una visione cristiana della vita, in sintonia con l'insegnamento e le indicazioni del Magistero della Chiesa.

L'Associazione vuole promuovere una mentalità a favore della vita e diffondere i valori del rispetto e della dignità dell'essere umano fin dal concepimento.

In particolare intende perseguire lo statuto dell'embrione umano e la necessità di riconoscerne la dignità anche dopo la morte, come è indicato in Donum vitae 1,4 (32): "I cadaveri di embrioni e feti umani volontariamente abortiti o non, devono essere rispettati come le spoglie degli altri esseri umani".

 

Il contributo di Don Marco Doldi
Docente di Bioetica, Facoltà Teologica
L’embrione riconosciuto come essere umano

 


La preghiera

L'Associazione coltiva particolarmente la spiritualità mariana, seguendo l'indicazione del Santo Padre di guardare a Maria "quale incomparabile modello di accoglienza e di cura della vita" (EV, 102). Propone la consacrazione a Maria, "Aurora della nuova umanità, cui è affidata la causa della vita" (EV, 105) come atto d'amore e di devozione e come segno del proprio personale impegno a difesa della vita.

Inoltre, attraverso le commissioni locali, promuove per tutti gli associati momenti dedicati alla formazione e alla preghiera.

 


L'azione

L'Associazione promuove il rispetto e il seppellimento delle spoglie dei bambini che, a causa di aborti naturali o volontari, non sono venuti alla luce. Essa desidera diffondere questa pratica in tutto il mondo, in accordo con le normative vigenti in ogni paese.

In Italia ciò può avvenire attraverso le seguenti modalità: laddove si desidera avviare il seppellimento si costituisce una commissione locale, espressione dell'Associazione Difendere la vita con Maria , in grado di avviare l'iter necessario.

E auspicabile che ciò avvenga anche in collaborazione con altre associazioni o movimenti e che siano presi i contatti con le istituzioni ecclesiali e civili competenti (il Vescovo, il responsabile del settore famiglia, i sacerdoti parroci, i cappellani ospedalieri, gli assistenti delle associazioni medico cattoliche; le A.S.L. o le Aziende Ospedaliere).

L'Associazione Difendere la vita con Maria non persegue una finalità di denuncia, ma si propone di collaborare con le istituzioni con discrezione e competenza.

 


 

Ruolo pastorale – Parrocchia, Vicariato (o Decanato), Diocesi (Ufficio famiglia)


1) La nostra Associazione si ispira al Magistero della Chiesa Cattolica nel desiderio di cogliere e di approfondire, particolarmente, gli insegnamenti che riguardano la vita umana dal suo sorgere fino al suo naturale tramonto, a partire dalla Tradizione fino al Magistero più recente espresso in modo particolarmente solenne nell’Evangelium Vitae.

Nello stesso tempo vuole anche operare nel campo ecclesiale in collaborazione con la Pastorale che si attua ordinariamente attraverso gli organismi diocesani e le proposte espresse in vari ambiti della ricerca e della cultura, dell’educazione e della formazione, dell’informazione, del volontariato e della solidarietà. Ambiti, questi, spesso significativamente espressi da gruppi, Movimenti ed Associazioni.

Questo, per riassumere un atteggiamento che a più riprese è stato proposto all’Associazione con riflessioni ed indicazioni di metodo.

Riepilogando, è necessario ricordare che per poter agire responsabilmente e con efficacia nell’ambito ecclesiale, ogni Commissione locale dovrà pensare le proprie iniziative procurando di collaborare, per quanto possibile, con le realtà già presenti sul territorio e in sintonia con le indicazioni e i progetti diocesani che si attuano attraverso i vicariati (o decanati) e le parrocchie.

Gli aspetti, che propriamente riguardano la vita e la famiglia, hanno un referente diocesano diretto che è il sacerdote responsabile dell’Ufficio famiglia della Diocesi.


2) Una proposta concreta in cantiere nella mia Commissione locale di Novara.

Nel desiderio di essere più presenti sul territorio della città e della diocesi per promuovere e difendere la vita si è costituito un gruppo, all’interno della Commissione locale, per ottenere una preziosa collaborazione tra alcune persone, che per la professione che svolgono, hanno un diretto rapporto con la vita nascente: i medici e i farmacisti obiettori e i giuristi cattolici.

L’intento è quello di conoscere più profondamente la situazione locale, evidenziarne i dati; distinti i quali, in collaborazione con l’Ufficio famiglia offrire e mettere in atto delle proposte mirate agli ambiti sociali ed ecclesiali.

Crediamo che sia urgente una più stretta collaborazione tra i medici obiettori e i sacerdoti per dissuadere dalla scelta dell’aborto volontario sia come autoaffermazione di un diritto o sia come soluzione di un problema, ma anche e soprattutto per promuovere una cultura del diritto e dell’accoglienza, della generosità e della responsabilità.

Due categorie di persone sono particolarmente importanti per gli ambiti in cui operano: quello educativo il sacerdote e quello sanitario il medico.

Il vantaggio di raccogliere dati, fornire elaborazioni e costruire itinerari educativi in collaborazione con gli organismi diocesani (Ufficio famiglia, Pastorale della salute e Pastorale giovanile, ecc…), sarebbe quello di veicolare nella società, nel più breve tempo possibile, Il Vangelo della vita. Tutto ciò noi esprimiamo con una parola: Pastorale della vita.


3) Fra le iniziative importanti e di più facile realizzazione sono suggerite dalla nostra Associazione le proposte di preghiera in collaborazione con altre realtà associative o gruppi nelle varie formulazioni:

- calendario mensile d’incontri più volte indicati sul nostro giornalino;

- adorazione eucaristica o veglie di preghiera in particolare circostanze;

- valorizzazione del Rosario specialmente in questo anno;

- promuovere l’Adesione all’appello del Santo Padre: “Una preghiera che attraversi il mondo intero”;

- Approfondire la formazione spirituale e la consacrazione a Maria.


4) Ciascuna di queste iniziative è un bene su due fronti: il valore in sé delle proposte e la crescita nella consapevolezza e nell’identità ecclesiale.di ciascuno di noi, dei nostri gruppi e della nostra Associazione.

 

Don Maurizio Gagliardini

 


 

Spunti di riflessione per un cammino pastorale

 

All'inizio del nuovo millennio siamo consapevoli che la nuova frontiera della questione sociale è la difesa della Vita come valore essenziale per costruire la civiltà dell'amore.

La "questione sociale" oggi é la "questione dell'uomo": sia nel senso che riguarda la concezione della persona, sia nel senso che riguarda tutta l'umanitá. Come ha ricordato íl Papa, sin dall'inizio dell'enciclica Evangelium vitae, la questione bioetica é sociale: come infatti la Rerum Novarum prendeva le difese della persona del lavoratore, oggi l'enciclica Evangelium vitae prende le difese di alcune categorie di persone oppresse nel diritto fondamentale della vita! La vita che il Vangelo fa risplendere non é solo "vita eterna", essa comincia giá qui ed assume nell'impegno concreto della testimonianza cristiana e della caritá la responsabilitá della vita di tutta la vita e di ogni vita.

Di fatto in tutto il mondo la pratica dell'aborto ha raggiunto una diffusione drammatica. Si calcola che dalla prima legalizzazione dell'aborto, avvenuta in Russia nel 1920, seguita dal Giappone, dal Canada e successivamente da innumerevoli stati, il numero di vite umane stroncate prima della nascita raggiunga o superi il miliardo: un quinto dell'umanità. I resti dei feti abortitl vengono abitualmente trattati in modo del tutto disumano. A volte sono utilizzati, spesso abusivamente, come materiale biologico per scopi vari, come la produzione di cosmetici o di sostanze di complemento per gli asfalti stradali; oppure vengono distrutti o buttati via insieme al materiale da scarico ospedaliero. Questa situazione non può più essere tollerata dalla coscienza umana e cristiana. Da queste constatazioni e dalla riflessione sulla vasta documentazione del Magistero della Chiesa in questi anni recenti, dal Donum vitae all'Evangelium vitae, in molti credenti cattolici è forte il disagio per il protrarsi di una gravissima situazione di divario fra le indicazioni del Magistero e la prassi della vita.

La Pastorale della Vita persegue prioritariamente i seguenti scopi:

1. Provuovere un amore autentico per la vita dell'uomo dal suo naturale inizio fino al suo naturale tramonto;
2. Promuovere una cultura di amorevole accoglienza del concepito;
3. Far emergere le forze in campo culturale - sociale - politico in grado di promuovere efficacemente la tutela della vita umana e sostenere il cammino del diritto internazionale a favore della dignità e dello statuto dell'embrione umano;
4. Rimuovere con il contributo di tutte le risorse umane possibili le cause della povertà e del disagio particolarmente nel tempo della vita prenatale e dell'infanzia, della malattia e del declino e riconoscere il diritto all'onore e alla pietà dei resti mortali dei bambini non nati come suggerito dal documento magisteriale Donum vitae: «I cadaveri di embrioni e feti umani spontaneamente abortiti o non devono essere rispettati».

 

 

 

 


 

Fonte : www.advm.org

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