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 CULTURA : bioetica : Note sul Referendum sulla Legge 40/2004

 

NOTE SUL REFERENDUM SULLA LEGGE 40/2004

    

REFERENDUM SULLA LEGGE 40/2004

*** 12 giugno 2005 ***

www.comitatoscienzaevita.it

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SULLA VITA NON SI VOTA !

L'EMBRIONE E' GIA' UN ESSERE UMANO !

una scelta consapevole contro un referendum sbagliato

 

1.       Ma, precisamente, cosa si intende quando si parla di procreazione medicalmente assistita?

Si parla di generazione artificiale di un essere umano, ossia del processo tecnico che consente la fecondazione in vitro (cioè in laboratorio) con successivo trasferimento dell’embrione umano così formato nell’utero di una donna.

La fecondazione artificiale si dice omologa quando i gameti (ovociti femminili e spermatozoi maschili) vengono forniti dai due genitori, eterologa quando si fa ricorso alle cellule germinali di almeno un donatore diverso dalla coppia, creando così una evidente dissacrazione delle parentele.

 

2.       Perché l’attuale legge dello stato vieta la fecondazione artificiale?

Non è così! La recente legge che -dopo decenni di assoluto vuoto legislativo che regolasse una materia così delicata-  è stata promulgata (la legge n° 40 del 2004) non vieta affatto il ricorso a queste pratiche, ma le regolamenta cercando di armonizzare i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il più debole ed indifeso dei soggetti in questione che è l’embrione.

Ø       La legge consente la fecondazione artificiale omologa alle coppie, anche se non sposate, che dimostrino la loro sterilità o infertilità.

Ø       La legge vieta di produrre embrioni per fare su di loro esperimenti, perché sono persone umane e non cavie da laboratorio.

Ø       La legge prevede il consenso informato per le coppie, che intendono usufruire di questa tecnica, compresa l’informazione sulla probabile morte di alcuni embrioni prodotti per il trattamento e sulla bassa percentuale di successo (circa il 27 – 30%) di queste tecniche di riproduzione artificiale.

Ø       La legge prevede un fondo per favorire l’accesso a queste tecniche.

Ø       La legge dispone la compilazione di un registro nazionale di centri autorizzati ad applicare queste tecniche di procreazione artificiale.

         Insomma la legge c’è, consente la fecondazione medicalmente assistita e pone solamente delle limitazioni per evitare abusi, sperimentazioni incontrollate ed aberranti, inutili stragi di embrioni innocenti.

 

3.       Allora questa è una “legge cattolica” , magari imposta dal Vaticano al nostro Parlamento.  Ecco perché i cattolici la sostengono così tanto!

Questa è un’autentica stupidaggine.

Se fosse una”legge cattolica”, come si sente dire, vieterebbe semplicemente qualsiasi forma di procreazione artificiale, in quanto, per la morale cattolica, il ricorso a queste tecniche riproduttive costituisce sempre e comunque una colpa assai grave.

Se molti, anche cattolici, sostengono questa legge è solo perché la considerano frutto di un  compromesso ragionevole tra diverse istanze, spesso tra loro contrastanti, e perché non è più ammissibile un vuoto normativo su una materia così importante.

 

4.       Ma questa è una legge crudele perché non considera a sufficienza il desiderio legittimo di una  coppia di avere un figlio.

Siamo tutti d’accordo che si tratta di un desiderio bellissimo. Sappiamo anche che quando il desiderio della coppia non si riesce a realizzare, questo provoca una profonda sofferenza nei mancati genitori.

Qui però non è in discussione la nobiltà di un desiderio, ma se è giusto realizzarlo a qualsiasi costo. Più semplicemente: è lecito sacrificare dei bambini innocenti  per esaudire il desiderio di avere un figlio? Bisogna sapere, infatti, che per poter procreare un figlio artificialmente è necessaria la produzione di diversi embrioni, la maggior parte dei quali è destinata ad una morte quasi sicura. Il mio desiderio non può costituire motivo sufficiente per autorizzare la soppressione di embrioni innocenti. Non ogni desiderio può diventare un diritto.

 

5.       Questo embrione sembra quasi un’ossessione. Ma cos’è un embrione, per meritare tanta attenzione? Non è un semplice ammasso di cellule?

Qui si tocca il vero cuore del problema, ma è necessario correggere la domanda iniziale; non cos’è, ma chi è l’embrione.

L’embrione non è una cosa, ma un essere che fin dal primissimo istante della sua esistenza possiede un patrimonio genetico proprio e completo e che si sviluppa in modo autonomo in virtù di una forza interna al suo essere.

Oggi abbiamo una conoscenza approfondita circa l’embrione, la sua formazione il suo sviluppo.

Questa enorme quantità di informazioni scientifiche ci portano, per logica induzione, ad affermare che fin dal momento del concepimento un  reale individuo umano inizia la sua propria esistenza, o ciclo vitale, durante il quale, date tutte le condizioni necessarie, realizzerà autonomamente tutte le potenzialità di cui è intrinsecamente dotato.

Perché l’embrione vivente è realmente un individuo umano, non un mero “cumulo di cellule”.

Essendo un individuo umano, l’embrione ha diritto alla vita, come ogni altro essere umano.

 

6.       Si sente dire che, potendo utilizzare le cellule staminali degli embrioni si guarirebbero diverse malattie, tipo il morbo di Parkinson o di Alzheimer. Questa legge impedisce dunque di venire in aiuto a malati molto gravi?

Si tratta di una menzogna clamorosa!

Premesso che a tutt’oggi non esiste alcuna applicabilità, neppure sperimentale, delle cellule staminali embrionali come terapia per l’uomo e che, anzi, ci sono probabilità di produrre cellule cancerogene, il problema è semplicemente quello di decidere se sia legittimo uccidere un uomo per guarirne un altro.

 

7.       Con tutti questi divieti, non si rischia di bloccare il progresso scientifico?

Ma è proprio la scienza biologica che ci dimostra come l’embrione sia un essere umano. Dobbiamo decidere se vogliamo una scienza che aiuti l’umanizzazione del mondo o se invece accettiamo che sia giusto fare tutto ciò che si può tecnicamente fare.

Anche nei campi di concentramento si compivano esperimenti sugli esseri umani, ma tutti parlavano di atrocità e non di progresso.

La scienza, come del resto ogni attività umana, ha bisogno di leggi che la regolamentano per favorire il vero progresso della società, prevenendo degenerazioni e pericolose pratiche antiumane.

 

 

Per informazioni e approfondimenti: www.fecondazioneartificiale.info ; www.comitatoscienzaevita.it

 

 

Feto umano 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARROCCHIA S.GREGORIO BARBARIGO ALL’EUR LAURENTINO

Via delle Montagne Rocciose 14 – 00144 Roma

 

Referendum abrogativo 12-13 giugno 2005

Perché non andare a votare

 

a cura di Giovanni Tonelli

Carissimi,con la collaborazione dei giovani del mio gruppo ho preparato per la mia parrocchia un opuscolo sui referendum per spiegare le ragioni dell'astensione in modo conciso e sintetico e con un linguaggio semplice ed efficace, nonostante la molteplicità e la complessità delle questioni etiche, giuridiche e scientifiche sottostanti. Ve lo invio sperando di farvi un servizio gradito e che lo diffondiate a chiunque potete. Un Abbraccio e a presto. Giovanni.

 

 

L’art. 75 della Costituzione prevede il referendum abrogativo di leggi ordinarie, e contestualmente il diritto dei cittadini a partecipare, da cui deriva simmetricamente il diritto ad astenersi: il non andare a votare, dunque, è un modo costituzionalmente legittimo per manifestare democraticamente il proprio dissenso. La Costituzione menziona il dovere di votare all’art. 48, nell’ambito della sezione dedicata ai rapporti politici: ciò significa che il dovere di votare si riferisce esplicitamente alle elezioni amministrative ed alle elezioni politiche in tutte le loro forme, ma non ai referendum abrogativi di leggi ordinarie, per i quali la Costituzione prevede il diritto, ma non il dovere, di partecipare. Un referendum è valido se si raggiunge il quorum del 50%+1 degli aventi diritto.  L’onere di garantire il quorum e dunque di andare a votare spetta solo ed esclusivamente a coloro che hanno promosso il referendum.

 

Quesito 1 – Limite alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni

 

Cosa succederebbe se vincessero i Sì

Il “Sì” mira a cancellare il collegamento, attualmente esistente, tra la ricerca scientifica sugli embrioni e le finalità terapeutiche e diagnostiche della medesima, eliminando dal testo di legge i principi  della tutela della salute e dello sviluppo dell'embrione stesso, e contemporaneamente consentendo la clonazione terapeutica degli embrioni. E’ opportuno menzionare anche la Convenzione di Oviedo (del  1997) sui diritti dell’uomo e sulla bio-medicina secondo la quale quando la ricerca sugli embrioni in vitro è ammessa dalla legge, la legge deve sempre assicurare agli embrioni una protezione adeguata ed è comunque vietata la generazione di embrioni umani a fini di ricerca.

 

In particolare, se vincessero i :

 

a)     l’embrione verrebbe considerato, di fatto, non una persona con un patrimonio genetico unico e irripetibile, ma semplicemente del materiale biologico, ("un grumo di cellule") nelle mani degli scienziati e dei tecnici di laboratorio;

 

b)     attraverso la cosiddetta "clonazione terapeutica" sarebbero consentite ricerche su cellule staminali embrionali. Con questa tecnica, alcuni sperano di trovare terapie per gravi malattie producendo cellule sane con lo stesso patrimonio genetico del malato da curare: ma il prezzo da pagare è la distruzione di embrioni. Secondo i sostenitori del Sì coloro che sono affetti da Alzheimer, Parkinson e altre patologie degenerative potrebbero giovarsi della ricerca sulle cellule staminali embrionali. In realtà, le terapie presentate sono solo un’ipotesi non convalidata da alcun dato o fondamento scientifico ed il numero dei malati, nonchè il tempo necessario per ottenere cure, sono dati imprecisabili. Inoltre un recente studio effettuato negli Stati Uniti ha sostenuto la maggiore efficacia delle sperimentazioni effettuate sulle cellule staminali adulte rispetto a quelle sulle staminali embrionali.

 

c)     si potranno conservare a tempo indeterminato embrioni congelati: verrebbe ammesso il congelamento di embrioni, che li rende disponibili – oltre che per improbabili successivi impianti in utero – anche per la ricerca scientifica.

 

 

Quesito 2 – Norme sui limiti all’accesso alla fecondazione assistita.

 

Cosa succederebbe se vincessero i Sì

Il “Sì” mira ad abolire il vincolo che per accedere alla procreazione assistita le coppie debbano avere problemi di sterilità o infertilità accertata. Inoltre mira a cancellare ogni principio di gradualità nel ricorso alle tecniche di fecondazione artificiale e ad abolire ogni limite alla produzione di embrioni, dando la possibilità di rifiutare l’impianto in utero anche dopo la formazione degli embrioni, con la naturale conseguenza che questi ultimi verrebbero destinati ai laboratori di ricerca come materiale di sperimentazione.

 

In particolare, se vincessero i :

 

a)     la fecondazione assistita non sarebbe più collegata a finalità diagnostico/terapeutiche, ma verrebbe trasformata in strumento per selezionare le caratteristiche genetiche dei propri figli: cancellando il principio della tutela della salute e dello sviluppo dell’embrione, attraverso la diagnosi pre-impianto si consentirebbero interventi sull’embrione a fini eugenetici con il pericolo di arrivare al cosiddetto “figlio su misura”;

b)     la fecondazione assistita sarebbe consentita anche in presenza di metodi terapeutici alternativi, con la conseguenza di legittimarne un accesso indiscriminato, a prescindere dall’esistenza di valide ragioni terapeutiche;

c)     verrebbe cancellato il principio di gradualità nell’iter clinico e diagnostico preparatorio alla fecondazione assistita, in base al quale per accedere alla fecondazione assistita è necessario dimostrare l’esistenza di cause di sterilità o infertilità clinicamente accertate, e comprovare l’impossibilità di terapie alternative efficaci;

d)     la coppia potrebbe revocare in qualsiasi momento la volontà di accedere alle tecniche di fecondazione assistita, e verrebbe così cancellato il limite temporale previsto dalla legge (cioè il momento della fecondazione dell’ovulo), con la conseguenza di accumulare in laboratorio embrioni, per poi sottoporli ad una sperimentazione scientifica indiscriminata;

e)     si consentirebbe la generazione di un numero illimitato di embrioni, ventilando l’improbabile ipotesi di successivi impianti in utero (attualmente invece è previsto un unico e contemporaneo impianto di massimo tre embrioni): la pericolosa conseguenza è di ingrossare il numero di embrioni sovrannumerari da destinare alla ricerca scientifica;

f)       si consentirebbe il congelamento degli embrioni anche in assenza di una comprovata causa di forza maggiore, che ne impedisca l’impianto in utero; questo aprirebbe la strada al congelamento indiscriminato degli embrioni.

 

Quesito 3 - Norme  sulle  finalità,  sui  diritti  dei  soggetti coinvolti e sui

limiti all'accesso alle tecniche di fecondazione assistita.

 

Cosa succederebbe se vincessero i Sì

Ciascun essere umano, ciascuno di noi, all’inizio della sua vita, è stato un embrione.

 

Da un punto di vista scientifico la vita inizia con la fecondazione dell’ovulo da parte di uno spermatozoo, generando l’embrione attraverso  l’unione del patrimonio cromosomico maschile e femminile. Per questa ragione la scienza parla di vita umana a partire dal momento in cui si forma l’embrione.

La legge n. 40 del 19 febbraio 2004 assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito. Si parla innanzitutto del diritto alla vita, cioè il diritto dell’embrione concepito di essere protetto nella sua identità ed integrità e nel suo percorso verso la nascita da manipolazioni ed utilizzazioni strumentali ad altri fini (per questo la legge vieta la revoca del consenso dopo la fecondazione dell’ovulo, la produzione di embrioni umani a fini di sperimentazione, tutte le forme di selezione e manipolazione degli embrioni a scopo eugenetico, tutte le forme di clonazione, ecc.).

 

In particolare, se vincessero i :

a)     Si abolirebbero i diritti del concepito e il principio che equipara i diritti del concepito a quelli della madre;

b)     Verrebbe abolito il vincolo che per accedere alla fecondazione assistita, le coppie debbano avere problemi di sterilità accertata;

c)     Attraverso la cancellazione delle finalità terapeutiche della diagnosi pre-impianto - attualmente richieste dalla legge - la tutela della salute degli embrioni verrebbe cancellata, e verrebbero dunque consentite la selezione e la manipolazione degli embrioni a scopo eugenetico.

 

 

Quesito 4 - Divieto di fecondazione eterologa.

 

Cosa succederebbe se vincessero i Sì

Il quesito 4 mira ad abrogare il principio per cui è vietato ricorrere a tecniche di fecondazione assistita di tipo eterologo. La fecondazione assistita eterologa è la fecondazione in provetta con l’uso del seme di uno o due donatori esterni alla coppia.

 

La legge n. 40/2004, attualmente vigente, vieta la fecondazione eterologa, disponendo inoltre che la fecondazione omologa è consentita solo a coppie di maggiorenni, di sesso diverso, in età potenzialmente fertile, ed entrambe viventi.

 

In particolare, se vincessero i :

 

a)     Nelle ipotesi di impianto nell’utero della moglie dell’embrione originato dall’unione del gamete del marito con l’ovocita di una donatrice esterna (fecondazione eterologa in linea femminile), e in quella di impianto nell’utero della donna dell’embrione derivante dall’unione di gamete ed ovocita entrambi esterni alla coppia (fecondazione eterologa bilaterale) si verrebbe a creare una situazione in cui il nato si troverebbe ad avere, biologicamente, un papà e due mamme.

 

b)     Nel caso invece di di impianto nell’utero della moglie dell’embrione originato dall’unione del gamete di un donatore esterno alla coppia con l’ovocita della moglie (fecondazione eterologa in linea maschile), si verrebbe a creare la situazione opposta: il nato avrebbe una madre e di fatto non avrebbe alcuna relazione con il suo padre biologico.

 

In definitiva, se è già difficile rivelare a un figlio che è stato adottato, sarebbe molto più difficile  dirgli che è frutto di una tecnica di provetta, senza neppure sapere di chi è il seme o l’ovulo che sono stati utilizzati. Senza considerare poi che il donatore segreto, a titolo oneroso o gratuito, può donare il suo seme molte volte, dunque potrebbero esserci più figli con lo stesso seme o ovulo in giro per il mondo, e potrebbero esserci matrimoni tra consanguinei.

Sarebbe probabilmente molto più nobile ed utile alla comunità l’adozione bambini bisognosi di una famiglia.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

" Sei Tu che hai creato le mie viscere e mi hai tenuto nel seno di mia madre...

Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio...

Ancora informe mi hanno visto i Tuoi occhi...

Sei Tu che mi hai tratto dal grembo,

mi hai fatto riposare sul petto di mia madre ".

Dal Salmo 138

 

 

 

 

 

 

 

Preghiera a Maria per la causa della vita

O Maria, culla del grande mistero!

Nel tuo limpido grembo è accaduto

l'avvenimento più impensabile e necessario:

Dio, in te, si è fatto bambino e ha condiviso

integralmente l'itinerario dell'avventura umana.

 

Da quel momento, quando sboccia una vita,

possiamo esclamare: anche Dio ha percorso

la stessa strada, anche Dio ha vissuto

l'affascinante e delicata stagione

della presenza nel grembo della Madre.

 

O Maria, oggi è stato infangato il prodigio!

E' stata crocifissa la fase più tenera della vita umana:

il grembo della mamma

spesso diventa la tomba dei figli!

O Maria, con te ci impegniamo a pregare.

 

Con te, Donna del grande Prodigio,

del grembo abitato da Dio,

vogliamo implorare la luce dello Spirito

per le mamme e i padri di oggi:

riportali a rispettare la vita,

riportali a cantare la vita,

riportali ad amare la vita

fin dal primo istante del suo miracolo.

Amen

 

Preghiera dell'Arcivescovo Angelo Comastri

 

 


 

Fonte : www.comitatoscienzaevita.it  ;  www.fattisentire.net  ; www.fecondazioneartificiale.info