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Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| CULTURA : etnologia : Definizione di Etnostoria , di G. Musio |
DEFINIZIONE DI ETNOSTORIA
di G. Musio
Termine antropologico che indica la narrazione
storica di eventi accaduti in società di interesse etnologico. Con società
o comunità di interesse etnologico l'antropologia culturale e
l'antropologia sociale definiscono le società prive di scrittura e cioè
illetterate (un tempo dette selvagge, quindi primitive, poi
semplici) per distinguerle da quelle occidentali e/o industriali, definite
letterate o complesse. Sulla correttezza semantica di questi
termini si continua a discutere in quanto ogni società, pur illetterata,
presenta aspetti di elevata complessità, dalle forme dell'organizzazione sociale
alla struttura dei sistemi di parentela, ai sistemi di classificazione della
natura, alla visione del mondo e dei connessi apparati ritualistici. Essendo il
patrimonio intellettuale e scientifico occidentale fondato appunto sulla
capacità di conservare la documentazione su base prevalentemente letteraria, la
distinzione tra società letterata e illetterata appare ancora da preferirsi. Le
società prive di scrittura, o soltanto di recente pervenute a essa, sono per
definizione prive di storiografia e dunque sostanzialmente astoriche, non perché
prive di eventi, ma in quanto la memoria non è registrata attraverso scritti. Lo
studio del passato di queste società si fonda dunque sulla memoria orale
tramandata dai suoi membri anziani (storia orale), su reperti archeologici
(murari e abitativi) e paleontologici (ossei e funerari). Per l'individuazione e
lo studio di "aree culturali" caratterizzate da presenze fossili appartenenti a
piccole comunità povere di informazioni culturali, l'antropologo collabora
dunque col paleontologo (studioso dei reperti fossili) e col
paleoetnologo (studioso dei reperti culturali arcaici). Quando la ricerca
interessa grandi comunità del passato, illetterate ma ricche di documentazione
archeologica, l'antropologo collabora con l'archeologo e la qualità dei
risultati si fonda sul livello di specializzazione di quest'ultimo sulle culture
specifiche. In questo senso si parla oggi di etnostoria e etnostoriche
vengono definite per esempio le ricerche condotte sulle vestigia tombali di
popolazioni dell'Asia centrale e della Russia meridionale quali i wu-sun e i
hsiung-nu (Mongolia occidentale e orientale), o dei sarmati e degli sciti delle
steppe del Volga e dell'Ucraina. L'etnostoria di questi popoli, produttori di
perfetti oggetti aurei e di innumerevoli tombe a tumulo, risiede nel fatto che
essi, primi allevatori di cavalli, rappresentano alcune tra le primarie radici
delle culture occidentali. Comprensibilmente gli etnostorici si sono rivolti
anche a quelle società dell'America latina denominate precolombiane, vale
a dire l'azteca (nel Messico), la maya (nella penisola dello Yukatán, e l'inca
(nel Perù andino). Negli anni Settanta un interessante dibattito si svolse,
specie tra gli storici francesi della nouvelle histoire, sul metodo dell'etnostoria,
spesso a torto identificata con l'antropologia storica.
• V. Grottanelli, Principi di etnologia, Edizioni dell'Ateneo, Roma 1958; S. Moravia, La scienza dell'uomo nel Settecento, Laterza, Roma-Bari 1970; P. Salzman, Lo straniero isolato e l'anomia metodologica, in T. Tentori (a. c. di),Antropologia delle società complesse, Armando, Roma 1990.
G. Musio
Fonte : http://www.pbmstoria.it/dizionari/storiografia/lemmi/504.htm
Fonte foto : http://www.missioneetnologica.unito.it/burundi.htm