ARTCUREL: Arte, Cultura e Religione

 (Art , Culture and Religion)

  www.artcurel.it   ---  info@artcurel.it   ---   prima pagina                                                                   

  DIARIO SPIRITUALE di Anonimo napoletano :  aprile - pazienza


La trascrizione di un importante testo di Anonimo , pubblicato a Napoli nel 1843 , un testo rilevante per la crescita cristiana e salvezza spirituale di ognuno di noi . Un libro che al pari del più famoso " L'imitazione di Cristo " spiega in maniera chiara e semplice  come aprirsi alla realtà e attualità del Vangelo . Se ne consiglia la lettura per il profondo insegnamento del significato di una vita vissuta secondo l'esempio di Gesù Cristo .

 

 

DIARIO SPIRITUALE

di Anonimo napoletano

 

 

che comprende una scelta di detti e di fatti di santi, o di altre persone di singolare virtù adattati ad incitare le anime all'acquisto della perfezione , e i loro confessori a condurveli

     


Indice generale dei Capitoli del libro Diario Spirituale di Anonimo napoletano


 

APRILE

PAZIENZA

Qui non accipit crucem suam , et sequitur me ; non est me dignus . Matth. 10.38.

 

1. " La Croce è la porta reale per entrare nel Tempio della Santità , e per altra via non è possibile il ritrovarla . Perciò dobbiamo più di una volta immolare il nostro cuore all'amore di Gesù sopra l'istesso Altare della Croce , su cui si sacrificò egli il suo per amor nostro ." 

Il P. Alvarez fece questa risoluzione : ogni aridità , inquietudine , e travaglio , che mi occorrerà nell'orazione , lo riputerò un martirio , e come tale lo sosterrò costantemente . E l'eseguì fedelmente per sedici anni : dopo i quali ebbe tante consolazioni e celesti illustrazioni , che gli vennero abbondantemente rimunerati tutt'i patimenti sin allora sofferti .   S. Teresa sostenne per anni diciotto continui grandissime aridità , e poi quanto fu innalzata !   S. Bernardo dicea di se : Tutte le cose , che ama il Mondo , come i diletti , gli onori , le lodi , le ricchezze , mi servono di croci ; e tutte le cose , che il Mondo reputa croci , a quelle io mi accosto , e le abbraccio con grande affetto .

 

2. " Se ti pare , che non hai ancora patite tribolazioni ; tieni per certo , che non hai cominciato ad essere vero servo di Dio ; perché l'Apostolo dice chiaramente , che tutti quelli , che vogliono vivere piamente in Cristo , patiranno persecuzioni ."  S. Agost.

S. Attanasio , S. Basilio , S. Giovanni Grisostomo , S. Girolamo , S. Cirillo , ed altri molti furono imputati di mille scelleraggini , e perciò molto travagliati .   S. Romoaldo fu infamato da un suo Monaco d'aver commesso con lui peccato nefando ; e perciò condannato in pubblico Capitolo , come meritevole di esser appiccato ed abbruciato : e fu per questo sospeso dal dir Messa . Egli però , benché centenario , soffrì tutto con gran pace .   S. Francesco Saverio stando in Lisbona , e vedendo , che tutte le cose gli andavano bene , se ne afflisse ; e se durava lungamente in questa bonaccia , avrebbe creduto di non servire bene Dio .

 

3. " Con avere il figliuolo di Dio operato la nostra salute per mezzo de' patimenti , ci ha voluto insegnare , non esservi cosa tra noi tanto atta a glorificar Dio , e santificar le anime nostre , quanto questa del patire . Si , si , patire per amore del Signore è il cammino della verità . E però chi può patire , più patisca , che sarà il più avventurato : e chi non si risolve a questo non farà mai molto profitto ."  S. Ter.

S. M. Madd. de Pazzi era tanto innamorata di patire , che diceva : Io non desidero di morir presto , perché in Cielo non vi è da patire ; ma desidero di viver molto , perché bramo di patir lungamente per amor del mio sposo : né solo un breve martirio , ma un cumulo di mali , calunnie , infortunj , e tutte le avversità , delle quali sono capace . E di fatti dopo avere ella sofferta una lunga e penosa infermità , questa non solo non estinse in lei quella gran sete di patire ; ma avendolo in tal guisa gustato , vie più se ne invogliò ; poiché procurando la Superiora di sminuirle il patire per la conservazione della sua sanità , ella nel tempo medesimo cercava ogni via , ed inventava nuovi modi di patire , senza che nessuna se ne avvedesse . Le accadde un dì nell'ultima sua infermità , che avendo ricevuta un'ingiuria notabile , non solo la soffrì intrepidamente ; ma diede anche segni di particolare amicizia all'offensore . Di che stupitasi una sua discepola , essa le disse , che godea di non essere morta prima , per non perdere quella bella occasione di sofferenza .

 

4. " La strada è stretta : Chi la vuol camminare con più faciltà , vada scarico d'ogni cosa , ed appoggiato al bastone della Croce , cioè risoluto davvero di voler patire per amor di Dio in tutte le cose ." S. Gio. della Croce .

Riferisce il Taulero d'aver conosciuto un gran servo di Dio , il quale avea molte visioni e rivelazioni , l'intelligenza della Scrittura , ed il segreto de' cuori : quindi temendo , che le consolazioni di quà non gli avessero da impedire i favori di là , e però di non essere molto amato dal Signore ; lo pregò istantemente a compiacersi di levargli ogni consolazione ; e fu esaudito . Poiché per cinque anni continui non ebbe mai un minimo contento spirituale , né veruna celeste inspirazione ed illustrazione ; ma menò sempre una vita piena d'afflizioni , di tentazioni , e d'aridità di spirito ; talmente che il Signore stesso si mosse a pietà di tanto patire , ed un giorno gl'inviò due Angeli , acciò lo consolassero un poco . Ma colui contento del suo patire , ricusò quella consolazione , e rivolto a Dio ; Signore , gli disse : Io non desidero verun gusto in questo Mondo ; e nel mio cuore non voglio che v'entri altri che Voi , amor mio , avendo io abbastanza di consolazione in queste , che si faccia in me vostra santissima volontà . Piacque tanto a Dio questo bell'atto di spogliamento , che l'Eterno Padre lo dichiarò per suo figliuolo diletto con queste parole : Tu es filius meus , in quo mihi complacui .

 

5. " A chi , Signore , vi fa alcun servizio voi lo pagate con qualche travaglio . Oh , che prezzo inestimabile è questo per quei che davvero vi amano , se loro fosse dato a conoscere il suo valore ! " S. Ter.

Il V. Mons. di Palafox , quando vedea , che dopo aver egli fatta qualche buona opera gliene veniva alcuna tribolazione , obbrobrio , o calunnia , ciò ricevea come una grazia speciale del Signore : perché , dicea , non ricevendone io alcun premio nel Mondo , è segno , che Iddio vuol rimunerarmi pienamente in Cielo .   Apparve una volta il Signore alla B. Chiara di Moltefalco , e le offerse in dono una Croce , che portava al collo . Ricevé il dono la Santa con sua gran consolazione , ed allora le fu impressa nel cuore l'immagine del Crocifisso della grandezza di un dito : del che stava ella sì ben intesa , che nell'ultima sua agonia cercando una Monaca la croce nel letto , essa le disse : Prendi il mio cuore , che vi troverai il Crocifisso : in fatti vi si trovò dopo la di lei morte .

 

6. " O Anime , che volete andar tanto sicure e consolate , se sapreste quanto sia grato a Dio il patire , e quanto giovi per arrivare agli alti beni , non cerchereste mai consolazione in cosa alcuna ; ma piuttosto avreste a gran felicità il portar la Croce appresso al Signore ."  S. Gio. della Croce .

Il B. Guglielmo Abate d'un Monastero della Dania , vide una notte in sogno alcuni Anginti , che stavano tessendo una corona di maravigliosa ricchezza e vaghezza : e chiedendo loro per chi si lavorava ; udì rispondersi che per lui ; e che allora sarebbe terminata , quando egli avrebbe abbastanza patito .   S. Geltrude pregò una volta il Signore nel tempo del carnevale ad insegnarle qualche maniera particolare di potergli prestare alcun servizio , che gli fosse grato per quei tre giorni , ne' quali se gli fanno da' mondani tante ingiurie ; ed il Signore le diede questa risposta : Figlia , tu non mi potrai far mai in alcun tempo maggior servizio , che sopportare pazientemente e in memoria della mia passione qualsivoglia tribolazione , che ti occorrerà o sia interna , o sia esterna ; sforzandoti d'operar sempre tutte queste quelle cose , che sono più contrarie a' tuoi desiderj .   Apparve un giorno il Signore a S. Teresa , e le disse così : Sappi , che quelle sono le Anime più gradite al mio celeste Padre , che son travagliate da più e più grandi afflizioni , e patimenti . E da quel tempo concepì la Santa tanto affetto al patire , che non trovava altra consolazione , che i patimenti ; e quando stava senza qualche patimento , vivea scontenta , e confessava , che non avrebbe cambiati i suoi travagli con tutt'i tesori del Mondo . Ond'è , che avea spesso in bocca quelle parole : o patire , o morire . Ed essendo apparsa dopo morta ad una sua divota , le confessò , che per niun'altra cosa godeva in Cielo tanto premio , quanto per le molestie , che avea sofferte in vita , e che se per alcun motivo avesse desiderato di tornare al Mondo , l'unico sarebbe stato , per potere patire qualche cosa .

 

7. " Vale più un'oncia di Croce , che non vale un milione di libbre di orazione . Vale più una giornata crocifissa , che non valgono cento anni di tutti gli altri esercizj . Vale più starsi un momento in croce , che non vale gustare le delizie del Paradiso ." La V. Suor M. Vittoria Angelini .

S. Brigida in un certo tempo ricevé e soffrì con pazienza molte afflizioni da varie persone . Una delle quali le disse una parola ingiuriosa : un'altra davanti la lodava , e di dietro la mermorava : un'altra le impose un'infamia : un'altra sparlò in sua presenza d'un servo di Dio con molto dispiacere di lei : una le fece un grave strapazzo, ed essa la benedisse : una le fece un danno , ed essa pregò per lei : e la settima le diede un avviso falso della morte del di lei figlio , che fu ricevuto da essa con pace e rassegnazione . Dopo tutto questo le apparve S. Agnese Martire con una vaghissima corona in mano , adorna di sette pietre preziose , dicendole , che vi erano state poste da quelle sette persone ; e poi gliela pose in capo , e disparve . Vedi , se avrebbe potuto guadagnar tanto con verun altro esercizio !    La B. Angiola di Foligno richiesta come potesse ricevere e soffrir con tant'allegrezza i patimenti , rispose : Credetemi , che la nobiltà ed il valore de' patimenti non è da noi conosciuto . Perché se lo conoscessimo bene , ci si renderebbero oggetti di rapina , ed ognuno andrebbe in cerca di rapire dagli altri le occasioni di patire .

 

8. " Vale più con Grazie a Dio , un Sia benedetto Dio nelle avversità , che mille ringraziamenti nelle prosperità ." Il P. M. d'Avila .

Patendo S. Francesco in una sua malattia molti dolori corporali , un suo Religioso gli disse , che pregasse Dio a dargli qualche sollievo ; ed il Santo lo riprese , e chinando il capo a terra dicea : Signore ti rendo grazie di questo dolore , che patisco , e ti prego a compiacerti di accrescermelo .  E qual cosa mi può , e mi dee esser più grata di questa , che tu mi affligga senza pietà : mentre questo è quello , che sopra ogni altra cosa io desidero .

 

9. " Se il Signore ti desse la potestà di resuscitare i morti , ti darebbe assai meno , che quando ti dona il patire . Perocché per li miracoli tu resteressi debitore , a lui , e per lo patire rendi lui debitore a te . E poi quando i patimenti non avessero altra mercede , che quella di poter soffrire qualche cosa per quel Dio , che mi ama ; non è questa una gran mercede , e sufficiente remunerazione ? Chi ama , intende quello che dico ."   S. Gio. Grisost.

Questo Santo facea sì grande stima del patire , e che giunse a dire : io non istimo tanto Paolo per lo rapimento al terzo Cielo , quanto per la prigionia , che patì . Onde se mi venisse detto : vuoi esser collocato in Cielo tra gli angioli , o stare in carcere con Paolo ?  io eleggerei piuttosto questo , che quello .  E se fosse posto in mia elezione ; o di esser Pietro in catene , o l'Angelo , che lo sciolse , io certamente eleggerei più volentieri esser il primo , che il secondo .     Il Re S. Luigi  discorrendo col Re d'Inghilterra della sua schiavitù in Turchia , nella quale soffrì molti travagli , disse così : io ringrazio molto Dio della mala riuscita di questa guerra ; o godo più della pazienza che il Signore mi ha conceduta in questo tempo , che se avessi soggiocato tutto il Mondo .  Comparve una volta il Signore alla B. Battista Verrani , e le disse : credi , figlia , che io ti ho mostrato maggior amore quando ti ho mandato delle afflizioni , che quando ti tenea stretta nelle mie braccia . In che te lo potea mostrar più , che in volere per te quello che elessi per me ?  Sappi , che non peccare è un gran bene , maggiori il far delle opere buone , ma il massimo di tutto è il patire .

 

10. " Si dee riputare gran disgrazie non solo per le persone particolari , ma anche per le case , e per le congregazioni l'aver ogni cosa conforme al suo desiderio , passarsela quietamente , e niente patire per l'amor di Dio . Sì tenete per certo , che una persona , o congregazione , che non patisce ed a cui tutto il Mondo applaudisce , è vicina alla caduta ."  S. Vinc. de Paoli .

Quanto fosse questo Santo persuaso di tal verità , lo diede ben a conoscere nel dar avviso ai suoi di un danno notabile accaduto alla sua casa : Stando io , disse , da qualche tempo considerando : come le cose della congregazione camminavano felicemente , e che tutte le riusciva bene , cominciai fortemente a temere di questa calma , sapendo che Iddio è solito di provare i suoi servi . Ma sia pur benedetta la divina Bontà , per essersi ora degnata di visitarci con una perdita molto considerabile .    Un Santo vecchio solito di stare per lo più ammalato , in un anno che si vide libero da ogni male , se ne afflisse molto , dicendo , che Iddio lo doveva aver abbandonato , mentre non lo visitava più .   Così pure pensavano i Santi Francesco ed Andrea Avellino , che in quel giorno , nel quale non aveano patita qualche cosa per amor del loro Dio , stimavano , ch'egli si fosse dimenticato di loro , e li avesse abbandonati .    Trovandosi una notte il P. M. Avila infermo , ed essendosi addormentati i ministri , e smorzata la candela , se gli aggravarono soprammodo i dolori ; non volle con tutto ciò per un pezzo svegliarli . Ma finalmente vinto dall'acerbità de' patimenti , pregò il Signore a voloerlo liberare da tanto penare , e poco dopo preso sonno , nello svegliarsi si trovò affatto libero : ed allora disse ad un suo discepolo : Oh , che grande schiaffo mi ha dato il Signore questa notte !  Volendo dire , che con averlo esaudito , gli avea tolta l'occasione di patire e di meritare .

 

11. " Noi non abbiamo mai tanto motivo di consolarci , che quando ci troviamo oppressi da patimenti e travagli : poiché questi ci rendono simili a Cristo nostro Signore ; e questa somiglianza è il vero contrassegno della nostra predestinazione ." S. Vinc. de Paoli .

Niuno intese sì bene questa gran verità , come S. Andrea Apostolo .  Al primo veder la Croce , su cui doveva essere conficcato , incontanente riempissi di giubilo , e proruppe in quella esclamazione : O Croce tanto desiderata , tanto amata , e tanto da me ricercata , ecco che a te me ne vengo pieno di sicurezza e di gaudio : separami tu dagli uomi , e rendimi al mio Maestro : sicché per mezzo tuo mi riceva , chi per mezzo tuo mi ricomprò .   Il Signore disse una volta a S. Geltrude : quanto più tu sarai travagliata , e la vita tua sarà disapprovata senza tua colpa , tanto più mi sarai cara per la maggior somiglianza , che verrai ad avere con me , che vissi in continui patimenti e fui contraddetto in tutte le mie operazioni , siccome suol esser molto caro al Re uno , che molto si rassomiglia a lui .   Essendo S. Metilde afflitta da una grave infermità , se le accostò Gesù Cristo , e le disse : quando io vedo una persona gravemente afflitta e tormentata , l'abbraccio col mio braccio sinistro , per congiungere più da vicino il suo cuore al mio .

 

12. " Non si trova segno più evidente da poter arguire , se uno sia santo e del numero degli eletti , quanto il vederlo di buona vita , ed esercitato nel tempo stesso con desolazioni , patimenti , e travagli . "  S. Luigi Gonz.

Poiché S. Ignazio Loyola era perfetto e caro a Dio , gli andavano appresso le persecuzioni di tal maniera , che spesso accadea , ch'essendo egli lontano i suoi compagni vivevano in una gran quiete , e tornando lui , veniva subito a quella casa qualche travaglio .   S. Teresa avendo ricevute delle limosine da un mercante , che si raccomandava alle sue orazioni , gli rispose così : Vi ho raccomandato e mi è stato rivelato , che il vostro nome sta scritto nel libro della Vita , e per segno della verità , da qui innanzi non vi succederà niente di prospero . E così appunto avvenne ; poiché poco dopo essendosi affondate tutte le sue navi , restò fallito . Il che saputosi da' suoi amici gli rimisero in piedi una nave , la quale pure poco dopo fece naufragio ; ond'egli spontaneamente si mise in carcere . Nondimeno i suoi creditori conoscendo la di lui bontà , non vollero molestarlo , e lo liberarono . In tal guisa divenuto povero , contento del solo Iddio , finì santamente la vita .

 

13. " Se Dio ti farà patir molto , è segno che ha de' gran disegni sopra la tua persona , e che sicuramente ti vuol fare santo . E se tu desideri di divenire un gran Santo , pregalo da te stesso , che ti dia molta materia di patire . Perocché non v'è legno più atto a produrre il fuoco del sacro amore , che il legno della santa Croce , del quale Cristo si servì per quel suo gran sacrificio d'immensa carità ."  S. Ignazio Loyola .

Grandi afflizioni e travagli soffrì Giuseppe dai suoi fratelli : e questa appunto era la via per la quale il Signore lo conduceva alla sua grand'esaltazione .  S. Teresa , ch'era creata per cose sì alte , soffrì travagli incredibili da ogni genere di persone , anche dalle buone e molte spirituali . Molti la tennero per illusa dal Demonio . Molti schernivano le sue orazioni e rilevazioni . Alcuni la volevano esorcizzare , come ossessa . Altri l'accusavano al S. Officio .  Ed inoltre patì ella per le nuove fondazioni de' Monasteri molte contrarietà ed afflizioni da' suoi superiori .

 

14. " Non vi è miglior pruova , per distinguere la paglia dal grano nella Chiesa di Dio , quanto il soffrir delle contraddizioni , e de' patimenti , e disprezzi .  Chi a questi sta forte , è grano . Chi si solleva , è paglia ; e tanto più leggiera , quanto va più in alto , cioè quanto più si commuove , e più superbamente risponde ."   S. Agost.

Si presentò una persona di rango per domandare a S. Francesco di Sales un benefizio per uno ecclesiastico da lui protetto : ed il Santo gli rispose , che si era , quanto al conferir benefizj , volontariamente legate le mani con averli messi tutti al concorso : ma che però avrebbe avuto tutto il riguardo alla sua raccomandazione , se quegli si presentava al concorso cogli altri .  Quel Signore , ch'era di natura aspra , credendo questo un pretesto , lo tacciò di doppiezza e d'ipocrisia , minacciandolo ancora . E vedendo il Santo , che le parole dolci non lo mitigavano , lo pregò a contentarsi , che l'esaminasse egli solo : ma perché colui non si capacitava : dunque , soggiunse , volete che io gli consegni la cura , di cui sono incaricato , ad occhi chiusi ? Considerate se questa è cosa giusta .  A questo l'altro si pose a gridare più forte , ed a vomitar contra il Santo Vescovo gravissime ingiurie , ed egli tacque . Or trovandosi ivi presente un suo conoscente , gli disse come avesse potuto sopportare tante indegnità , senza mostrarne minimo risentimento : Non vi stupite di questo , rispose il Santo : perché non era egli che parlava , ma la passione : fuori di questa egli è uno dei miei più cari amici , e vedrete col tempo , che il silenzio sarà cagione , ch'entrerò ancor più nella sua buona grazia . Ma siete stato voi del tutto senza risentimento ? ripigliò l'altro ; ed egli : io ho adoperata una diversione , ponendomi a considerare le buone qualità di quella persona , di cui altre volte io aveva goduta l'amicizia con tanto piacere . Il Gentiluomo poi venne a domandargli scusa con lagrime , e d'indi in poi gli fu più amico di prima .     Andando un giorno S. Felice Cappuccino per Roma con una fiasca di vino su le spalle , incontrò un Gentiluomo sopra un cavallo feroce , che spintosi avanti con furia calpestò gravemente un piede al servo di Dio , il quale cadde in terra ; ed essendosi rotta la fiasca , scorreva il vino per terra mischiato col sangue , che usciva dalla ferita in gran copia .  Tutti gli astanti atterriti a tal caso mandarono voci compassionevoli verso il Santo : solo egli se ne rimase colla sua solita serenità di volto ; e mirando il Gentiluomo con occhio piacevole , gli chiese umilmente perdono , perché per la sua imprudenza e temerità gli fosse stato d'impedimento a poter passare liberamente per quel luogo ; ma colui anzi che gradir quel bell'atto , lo prese a sdegno e con un riso altero senza dir parola , spronò il cavallo , e proseguì fastosamente il cammino ; e Fra Felice coll'ajuto di molti ivi concorsi sollevato da terra s'inviò al meglio che poté al Convento .  E perché per lo piede offeso non potea stendere il passo liberamente , diceva a se stesso : cammina avanti asino bestiale , di che ti lamenti ?  Sei tanto pigro e poltrone , che ben ti meritavi questa bastonata , indi rivolto al Signore prorompeva in divoti ringraziamenti verso la sua immensa bontà .  Il Cavaliere poi rientrato in se , riflettendo al suo mancamento , per aver disprezzato sì superbamente il perdono chiestogli da quell'innocente e Santo Religioso , si portò il seguente giorno al monastero , e prostratosi avanti di lui colle ginocchia per terra , umilmente lo supplicò a volergli perdonare quel superbo e crudele maltrattamento , che usato gli aveva e fu egli ricevuto dal servo di Dio con tanta cordialità e cortesia , che si determinò di mutar vita e costumi .   Sino a' filosofi era nota questa bella verità . Di Socrate riferisce S. Basilio che essendo un giorno schiaffeggiato nella pubblica piazza da un uomo plebeo , non solo non si accese di sdegno per un tale insulto , ma con animo tranquillo e volto sereno si fermò immobile finché colui gli ebbe illividita la faccia .   E più singolare è l'atto , che praticò Epitetto . Un giorno che il suo Padrone , ch'era un uomo molto violento , gli diede un gran colpo sopra una gamba : gli disse freddamente , che guardasse di non gliela rompere ; ed avendo il Padrone replicati i colpi di tal maniera , che appunto gli ruppe l'osso , Epitetto senza punto commoversi ,  non te l'aveva io detto , soggiunse , che correvi il rischio di rompermela ?

 

15. " Il vero spirito è certo , che inclina più alle afflizioni , aridità , disgusti , e travagli , che a certe comunicazioni dolci e gustose ; perché sa , che quello è il seguir Cristo , e negar se medesimo , tanto inculcatoci dal Signore ."   S. Giovanni della Croce .

Apparso il Signore a S. Caterina da Siena con due corone in mano , una d'oro , e l'altra di spine , le disse , ch'eleggesse quella che le piaceva . Elesse ella la seconda .  E da quel tempo prese tanto amore alle afflizioni e travagli , che dicea : Non vi è cosa , che tanto mi consoli , e mi dia sollievo , quanto le afflizioni e le Croci ; tanto che , io non avessi di quando in quando queste conforto , mi parrebbe di vivere una vita la più modesta del Mondo , e se Dio mettesse in mia elezione d'andarmene ora in Paradiso , o di restar un poco più qui per partire , eleggerei questo , e non quello ; perché so quanto si accresce la gloria per via de' patimenti .   La B. Maria d'Ognes giaceva , tenendo per letto la terra , per capezzaie una pietra , e per coperta un cilizio . Ed essendo un giorno travagliata oltre modo dai dolori di parilisia , mandando dal cuore affannosi sospiri , un sant'uomo pregò il Signore per lei , ed ella restò sollevata dal male . Dal che accortasi , mandò a pregare colui a non intercedere più per lei ; dicendo , che stimava assai più le malattie , che lo star sano .

 

16. " Quelli che sono giunti alla perfezione e soprattutto i veri contemplativi non chieggono mai al Signore , che li liberi da' travagli o dalle tentazioni ; ma anzi le desiderano e le apprezzano ; come apprezzano i mondani l'oro e le gioje : perché conoscono , che queste li hanno da far ricchi ."   S. Ter .

S. Cat. da Genova stando tra acerbissimi tormenti ed esterni dolori : dicea Signore sono trentasei anni da che m'illuminaste , e da allora in quà non ho desiderato mai altro , che patimenti interni ed esterni .   La V. Anna Maria di S. Giuseppe Carmelitana Scalza persona di pietà non ordinaria , si esercitava continuamente in austerità , e penitenze acerbissime : e procurando le altre di distorla da queste , rispondea : no , non cesserò mai , sinché il Signore non mi sazii de' suoi travagli ed obbrobrj . Soleva anche dire , che non vorrebbe né reliquia , né rosario , né cella , né altro , ma solo una croce , in cui crocifiggersi .  S. Francesco Saverio , quando avea qualche croce , solea fare quest'orazione ; Signore non me la levare , se non me ne dai un'altra maggiore .

 

17. " Baciate sovente , e di cuore le croci , che il Signore vi manda senza guardare di qual sorta sieno ; perché quanto sono più vili ed ingrate , tanto più si meritano questo nome . Imperocché il merito delle croci non sta nel peso di esse , ma nella maniera , con cui si portano ; essendo talora maggior virtù il portare una croce di paglia , che un'altra molto forte e pesante ; perché le leggieri sono anche il più nascose ed abbiette ; e però meno confermi alla nostra inclinazione , che cerca sempre cose apparenti ."   Sales .

Questo Santo in molti lunghi e disastrosi viaggi , che fece , non fu mai udito lagnarsi né di freddi , né di venti , né di sole , né della qualità delle stanze , o delle vivande , ma ricevea tutto in pace dalla mano di Dio , e maggiormente godea ne' trattamenti più villani e più scomodi : anzi quando potea , sceglieva sempre il peggio per se .  Si racconta nelle cronache di S. Domenico d'un novizio della medesima Religione , il quale morì nel Convento di Argentina , che mentre i Religiosi gli raccomandaron l'Anima , inaspettatamente aprì gli occhi , e disse : Sentite , fratelli carissimi , a me accade ora , come ad uno che va al mercato , e con poche monete compra molte merci . Ecco che ricevo il Regno dei Cieli per pochi travagli , e non conosco in me merito alcuno . E ciò detto , si riposò nel Signore .   Racconta S. Gio. Climaco d'aver trovato un monaco giovane in un Monastero , che per piccoli difetti ricea da' Superiori delle grandi mortificazioni , e spesso da quasi tutti gli altri dei tratti superbi e scortesi .  Mostrò il Santo di compatirlo , e volle consolarlo : ma il buon giovane ; Padre , disse , non vi mettete in pena . Questi mi trattano in cotesta forma non per mal cuore , e poca carità che abbiano ; ma il Signore così permette per esercitarmi nella pazienza , ch'è necessaria per provare il vero servizio di Dio ; e con tutta giustizia , poiché senza la pruova non si perfeziona l'oro . Passati due anni , soggiugne il S. Abbate , passò questo giovine a miglior vita dicendo a' suoi Religiosi avanti di spirare : Rendo grazie a G. C. ed a voi PP.  , ed attesto , che per essere stato da voi tentato per bene , ed esercizio mio , son vivuto libero dagl'inganni del Demonio : e me ne vado in pace .   Nelle vite dei PP. si narra che un Santo monaco faceva ogni notte una esortazione al suo discepolo , e dopo lo mandava a dormire .  Or una sera nel farla , il vecchio si addormentò ed il buon discepolo aspettando che si svegliasse , fu tentato d'impazienza , e d'andarsene a dormire : con tutto ciò si vinse per sette volte con gran resistenza , e fervore .  Svegliatosi dopo mezza notte il vecchio , lo licenziò .  Postosi poi in orazione , fu rapito a vedere un Angiolo , che gli mostrò una bellissima sedia con sette corone sopra .  E dimandato da lui , rispose , ch'erano per lo suo discepolo , che se le aveva guadagnate quella notte colla vittoria di sette tentazioni .  Ed avendo la mattina saputo il tutto dal discepolo , restò ammirato , come Iddio paghi sì largamente ogni buon atto .

 

18. " Se conoscessimo il prezioso tesoro , che si racchiude nelle infermità , le rieveremmo con quel medesimo giubilo con cui si ricevono i maggiori benefizj , e le sopporteremmo senza lamenti , e senza mai mostrarcene annojati ."   S. Vinc. de Paoli .

Il medesimo Santo fu quasi sempre travagliato da varie , lunghe , e penosissime infermità , che spesso lo riducevano a non potersi muovere , ed a non poter riposare né giorno , né notte : e pure le sopportava con una pace inalterabile , conservando sempre la medesima affabilità e serenità di volto , che avea quando era sano .  Non gli uscì mai di bocca una parola di lamento ma continuamente lodava e ringraziava Dio , che gliele mandava , e le tenea per favori singolari .  Il più che facesse , quando i dolori erano più intensi , era di rivoltarsi al Signore Crocifisso , e con divote aspirazioni interne animar se stesso alla pazienza .  Se mai gli accadea di parlar de' suoi mali , ne parlava come di cosa da non farne alcun conte ; dicendo di patir poco in comparazione del molto , che meritava , e di quel tanto che avea patito Cristo per nostro amore .  Un giorno medicandosegli le gambe , ch'egli tenne inferme per quarant'anni , uno de' suoi vedendole sì gonfie , ed ulcerate , mossene a compassione : O Signore , disse , quanto molesti sono i vostri dolori !  Ed egli subito rispose : Come chiamate voi molesta l'opera di Dio , e la sua divina disposizione in far patire un misero peccatore ?  Iddio vi perdoni quello che avete detto .  Non si dee parlare in questa forma nella scuola di Cristo .  Non è forse giusto , che il reo patisca , e sia castigato ?   E non può far il Signore di noi quello che più gli piace ?  Scrivendo una volta de' suoi patimenti ad un suo confidente , disse così : Non ho voluto sin ora palesarvi il mio male , temendo di contrastarvi .  Ma Dio buono !  Fin a quando saremo noi così terreni , che non abbiamo ardire di scoprirci scambievolmente le grazie ed i favori , che Iddio ci fa nel visitarci colle malattie ?  Piaccia alla sua divina bontà di darci un poco più di animo per far , che troviamo il nostro gusto nel suo .  In tutto il tempo poi delle sue infermità non cessava mai di dar seste agli affari di casa e di tutta la Congregazione .  Riceveva ogni sorta di persone sì interne , come esterne , che venivano da lui per negozj , o per altre occorrenze , sempre con volto ridente , e rispondea a tutti con tanta amorevolezza , e tranquillità di animo ; che se non fossero stati per altra parte informati del suo male , l'avrebbero riputato sano .  Né mutò mai per queste sì gravi infermità il suo consueto modo di vivere , continuando sino alla morte a dormire sulla paglia , ed a prender cibi comuni .  E sebbene il medico , ed alcuni Personaggi autorevoli s'ingegnarono di persuadergli , che prendesse pollastri e gelatine , ed egli per compiacerli , per una o due volte lo fece ; ritornò nondimeno all'uso di prima col pretesto che il suo stomaco non potea sopportare tal sorta di cibi .   S. Felice Cappuccino richiesto dal medico mentre era fieramente travagliato da' dolori colici , come se la passasse , rispose : l'asino corpaccio vorrebbe fuggir la sferza : ma suo mal grado ho da star sotto le bastonate .  Animollo colui di ricorrere al divino ajuto con invocare il S. Nome di Gesù , che sperava l'avrebbe ajutato : Che dite ? ripigliò il Santo : Così mi consigliate ? E volete che io invochi Gesù , perché mi liberi da questi dolori , co' quali egli stesso mi visita ? Non sia mai .  Questi non sono dolori , ma fiori celesti , che il Paradiso produce , ed il Signore comparte a' suoi figliuoli .  E quindi prese a ringraziare e benedire la divina bontà , che così lo trattava .

 

19. " Vi sono certi ammalati , che si affliggono e si lamentano non tanto de' loro patimenti , quanto di quelli , che apportono a' loro domestici , e di non poter attendere alle opere buone , e specialmente all'orazione , come faceano quando eran sani . Nel che s'ingannano grandemente ; perocché quanto a' patimenti degli altri , chi è vero paziente , vuole tutto quello che vuole Iddio , insieme con tutti gl'incomodi e maniere , ch'egli vuole : quanto all'operare , un giorno di patimento sofferto con rassegnazione , vale più che un mese di grandi fatiche : e quanto all'Orazione , che cosa è meglio , star sulla Croce con Cristo , o trattenersi a piè di essa a contemplare i di lui patimenti ? Oltre di che l'offerir al Signore la sua medesima infermità , a ricordarsi per chi patisce , e conformarsi al santo volere di lui , è certo un'orazione molto eccellente . "   Sales .

Il medesimo Santo non solo sopportava le afflizioni ed i travagli , che gli occorreano , ma anche le conseguenze loro : come gl'incomodi , che portavano le malattie a quei che l'assistevano ; o con lui coabitavano . E così in tutte le altre cose .  Il P. Alvarez vide , rapito in estasi , la gloria grande , che Iddio aveva apparecchiata ad una monaca , che stava travagliata da una gravissima infermità da lei sofferta con tutta pazienza ; e disse , che avea meritato più essa in otto mesi d'infermità , che alcune altre sane e divote in più anni .   S. Aldegonda essendo stata avvisata del giorno della sua morte , pregò il Signore a visitarla prima con qualche grave infermità , acciò da quella purgata , se ne volasse più agile al Cielo ; e fu esaudita : perché le venne una gagliarda febbre dolori acutissimi : nel quale stato ella godea , stimando refrigerio la febbre , consolazione i dolori , ed i sudori un soavissimo bagno , dal quale essendo ben mondata , se ne volerebbe al Cielo .   Patendo S. Francesco gravissimi dolori negli occhi , ne rendea continuamente grazie al Signore , e lo pregava a volerlo mantenere nel suo servizio , ed il Signore gli disse un dì : Sta allegro Francesco , che per te si conserva il tesoro della vita eterna , di cui è caparra questa tua infermità .   S. Vincenzo de Paoli , quando stava gravemente infermo , praticava un modo d'orare facile e soave non meno , che profittevole . Ed era , di starsene dolcemente alla presenza di Dio , senz'applicare violentemente l'intelletto alle considerazioni , ma solo eccitando la volontà ad atti frequenti di rassegnazione al volere di Dio , di confidenza , di amore , di rendimento di grazie , e simili .

 

20. " Avvertite , che avanti S. D. M. si acquista più in un sol giorno con i travagli che ci vengono dati da Dio , e dal prossimo , che in dieci anni con i patimenti ed altri esercizj , che ci pigliamo da noi ."   S. Teresa .

S. Liduina dopo d'aver patito per trentotto anni acerbissimi dolori , desiderava di più patire , e soffrire anche il martirio ; e mentre stava ardendo in tal desiderio , fu sollevata in estasi , e vide una bellissima corona non ancor finita , e le fu detto , che si preparava per lei .  Bramosa di perfezionarla pregò il Signore ad accrescerle tormenti ; ed il Signore le inviò alcuni Soldati , che con ingiurie e battiture la travagliarono molto . Dopo di questo le apparve un Angelo colla corona in mano già finita , dicendole , che quegli ultimi travagli vi avevano poste le gioje , che vi mancavano .  Apparso un giorno un Angelo al B. Enrico Susone , gli offerse uno scudo , un'asta , e gli stivaletti , dicendogli sinora hai militato tra l'infanteria , ed ora dei passare tra la cavalleria , poiché finora ti sei mortificato a modo tuo , e da ora  avanti sarai mortificato col flagello delle male lingue : sinora ha succhiato il latte alle mammelle di Cristo , e da qui avanti sarai abbeverato col suo fiele ; sinora sei stato grato agli uomini , ed ora si sollevarono contro di te .  Il giorno seguente standosene il servo di Dio ruminando tra se questa visione , si sentì invitato ad affacciarsi alla finestra , ed affacciatosi , vide nel cortile un cane , il quale teneva uno straccio in bocca , e l'andava strascinando e lacerando ; ed udì una voce , che disse : così hai tu da essere lacerato dalle bocche degli altri . Ed egli scese a prendersi quello straccio , e se lo conservava come una preziosa tessera della croce .

 

21. " Non ha la vera pazienza , chi non vuole patire , se non quanto gli piace , e da chi gli piace . Il vero paziente non guarda la lunghezza e qualità de' suoi patimenti , e né pure la persona che lo fa patire , se sia superiore , o eguale , o inferiore , se uomo santo , o malvagio , ed indegno , ma l'unica sua mira è di patire . "   A. Kempis  .

Si narra nelle vite de' PP. di un Monaco giovane , che dimorava con un altro Monaco vecchio , il quale ogni mattina andava alla città a vendere il lavoro fatto da ambedue nel giorno antecedente , e spendea tutto il prezzo in vino per se , portando la sera non più , che un semplice tozzo di pane al giovane .  Questi sopportò con pazienza per tre anni un tal modo di vivere : ma finalmente vedendosi nudo , e morto di fame , non sapendo come rimediare a' suoi urgenti bisogni , cominciò a pensare se sarebbe stato bene di lasciar qualche compagno , ed andarsene altrove .  Allora gli apparve un Angelo , che gli disse : abbi pazienza ancor per oggi , che domani sarai meco in Paradiso . La qual visione egli raccontò al vecchio , che non la credé : ma il giorno seguente , mentre essi stavano discorrendo di questo , quegli placidamente spirò : ed il vecchio piangendo la sua mala vita , si convertì .

 

22. " Il Signore ci manda la tribolazione , per darci il modo di pagare gl'immensi debiti , che abbiam contratti con lui . E perciò quelli , che han giudizio , le ricevono con giubilo ; perché pensano più al bene , che ne ritraggono , che alla pena , che ne provano . "   S. Vinc. Fer.

Spiegò bene il Santo questo suo sentimento in un sermone , che fece con un'amena parabola in questa guisa .  Vi fu un Re , il quale teneva in carcere due debitori di grosse somme , e vedendoli incapaci di soddisfarle , perché non possedean niente , gittò con impeto sopra ciascun di loro una borsa piena di denari , sicché ambidue ne sentiron la pena . Però uno adirato per la percorsa , proruppe in impazienza senza far conto della borsa ; e l'altro non badando tanto al suo dolore , riconobbe il favore fattogli ; e presa la borsa , rese grazie al Re , e con quel denaro soddisfece il suo debito .  Or il simile accade appunto a noi : soggiunge qui il Santo : Tutti noi abbiamo de' grossi debiti con Dio , e per tanti benefizj da lui ricevuti , e per tanti peccati da noi commessi contro di lui ; né da noi abbiam modo di soddisfarli . Per lo che mosso di noi a pietà , ci manda l'oro della pazienza nella borsa delle tribolazioni .  Chi prende la tribolazione con pazienza , viene con quest'oro prezioso a soddisfare i suoi debiti con Dio ; e con quell'istesso cresce nella grazia di lui .  Chi no , altro non fa che accrescersi i debiti , e rendersi sempre più esoso al medesimo Dio .   L'esempio dei due Ladri crocefissi con Cristo conferma molto bene la cosa . Uno con la sua pazienza si levò i debiti , e si guadagnò il Paradiso : e l'altro con la sua impazienza si rese maggiormente debitore , e si acquistò l'Inferno .   Riferisce Cesario d'un Monaco Cisterciense , il quale la notte appresso alla sua morte apparve tutto risplendente all'Abate , e gli disse :  sappiate padre , che gli acerbi dolori e tormenti della mia infermità hanno supplito anticipatamente al Purgatorio ; e però io me ne volai dalla Terra a dirittura in Cielo .

 

23. " Non vi date fastidio delle contrarietà , che sentite nel conversare ; poiché queste vi servono d'esercizio per praticare le più care ed amabili virtù , che il nostro Signore ci ha raccomandate . Credetemi , che la vera virtù non più si nutrisce dentro il riposo esteriore , che i buoni pesci dentro l'acqua stagnante delle paludi . In che vogliamo noi dimostrar l'amor nostro a Dio , che tanto ha patito per noi , se nol facciamo tra le ripugnanze e contraddizioni ? "   Sales .

Il B. Serafino Cappuccino venendo accompagnato da' Superiori con un giovane secolare , questi vedendolo così semplice , umile , ed imperturbabile , prese tanta padronanza , e tanto ardire sopra di lui , che lo scherniva , e l'ingiuriava , e lo schiaffeggiava ancora .  E Fra Serafino immobile a tutti quegli strapazzi , altro non dicea , se non tutto amorevolezza ; ah santino , santino ! ( così soleva egli chiamare i suoi oltraggiatori ) facciamo del bene in servizio di Dio .   Uno di que' PP. del deserto nelle sue tribolazioni si figurava , che Gesù Cristo gli stesse accanto dicendogli : sei mio fratello , e non ti vergogni di mostrar difficoltà a soffrir questo poco , mentre sai che io ho sofferto tanto per te ?

 

24. " Se si trovasse qualche casa , ove non fosse alcun Monaco fastidioso e di cattiva natura , bisognerebbe cercarne alcuno , e pagarlo a peso di oro per lo gran bene , che risulta da questo male , quando vien maneggiato giudiziosamente . "   S. Bern.

Abitando S. Filippo Neri in S. Girolamo della Carità , avea gran concorso di penitenti ; del che infastiditi i Sagrestani di quella Chiesa , presero ad abborrirlo grandemente , ed a fargli molti dispetti .  Alle volte quando egli andava per dir la Messa , gli serravano la porta in faccia : altre volte non gli volean dare i paramenti sacri , o glieli davano brutti e laceri coll'aggiunta di molti rimprotti e parole ingiuriose : talvolta gli toglieano di mano il Calice , ed il Messale ; ovvero glieli nascondevano : or lo faceano spogliare , dopo che si era già vestito ; ora partire da un Altare , salito che vi era , ed andare ad un altro ; e spesso ancora ritornare in Sacrestia , per sempre più irritarlo ed indurlo a partirsi da quel luogo .  Or il Santo uomo a tanti mali trattamenti , che ricevea senza mai lamentarsi , né dar alcun segno di disgusto , altro non facea , che andar dissimulando , e pregar per que' tali , trattandoli sempre con carità e rispetto ; e facendo loro de' servizj quanto più poteva .  E con tutto che fosse più volte esortato da' suoi amici di andar ad abitare altrove , non vi si poté mai indurre , perché dicea , non voglio fuggir la croce , che Iddio mi manda ; e durò così per più anni .  Finalmente vedendo , che con la sua carità ed umiltà non facea niente , e che coloro in vece di mitigarsi , anzi più cresceano nella loro pertinacia , ricorse a Dio per trovare qualche sollievo ; ed un giorno fra gli altri fissando gli occhi in un Crocifisso : o mio buon Gesù , perché non mi ascoltate voi ? Per sì lungo tempo e con tante istanze vi ho dimandata la pazienza , perché non mi avete esaudito ?  Allora sentì una voce nel suo interno , che gli disse : non mi domandi tu la pazienza ? Io te la darò ; ma voglio , che l'acquisti con questo mezzo .   Onde da indi in poi li sopportò con maggiore allegrezza e con somma sua contentezza ; e venne a tanto , che non solo non sentiva più qualinque ingiuria gli facessero ; ma la bramava grandemente . E quando o da quelli , o dal alcun altro si vedea maltrattato , non ne faceva alcun conto , non ne parlava , né potea soffrir , che se ne parlasse da altri , e se mai sentiva parlare male di coloro , che l'avevano offeso , prontamente li scusava , li lodava , e nelle occasioni li visitava e li proteggea . Per questa cagione pure si affezionò tanto a quel luogo , che per trent'anni non volle mai lasciarlo .  Anzi avendo fabbricato il nuovo Oratorio della Chiesa nova , ov'eran già passati ad abitare i suoi figli , per quanto si studiassero di mostrargli la convenienza e l'obbligo , che avea di andar a coabitare con essi , come loro istitutore e capo , e per quante istanze e preghiere gliene facessero , non si poté mai indurre ad abbandonare il suo amato luogo di sofferenza , finché non vi s'interpose l'autorità del Papa .

 

25. " In questa vita non vi è Purgatorio , ma o Paradiso , o Inferno . Poiché chi sopporta le tribolazioni con pazienza , ha il Paradiso , e chi no , l'Inferno . "   S. Fil. Neri.

Stando nel Messico un uomo sul palco per esser giustiziato , chiamò ivi un Padre Gesuita : e gli disse : sappiate , Padre , che anche io sono stato della vostra Religione : e per qualche tempo che mi diedi all'osservanza delle regole , vissi contento , e faceva ogni cosa con facilità e gusto . Ma poi cominciai a poco a poco a rilassarmi , finché giunsi a sentire in ogni piccola cosa tanto di difficoltà e di pena , che mi convenne lasciar la Religione ; e finalmente voi vedete ove mi han condotto i miei peccati . Vi ho detto questo affinché il mio esempio possa giovare ad altri .   Quando S. Francesco di Sales stava infermo , era cosa di grand'edificazione il vedere come raccontava il suo male semplicemente e senza esagerazione e lamenti ; e come lo tollerava pazientemente , e senz'alcuna inquietudine , e ricevea senza replica tutt'i rimedj . E benché talvolta patisse nella parte inferiore dolori atrocissimi , nulladimeno conservava sempre una inalterabile serenità nella fronte e negli occhi , come se nulla patisse . Così egli veniva a godere il Paradiso , anche patendo , a differenza di tanti altri , che ad ogni piccolo male si mostrano insofferenti ed inconsolabili .

 

26. " Sappiate , Sorelle , soffrir qualche cosa per amor del Signore , senza che niuno lo sappia . "   S. Teresa .

Il V. P. Duponte in un Venerdì Santo chiese a Dio grazia , che gli facesse parte delle sue pene ; e Iddio l'esaudì con mandargli atroci dolori per tutta la vita ; i quali esso ricevé con tanto giubilo , che ne desiderava di più . E richiesto da un altro come stesse , rispose : o come Dio castiga bene questo peccatore ! Sappiate , che fuor della testa io non ho membro alcuno , che non abbia il suo male particolare . Ma poco dopo pentito d'aver ciò detto , fece voto di non manifestare a verun altro mai le sue pene , quando lo potesse fare senza disgusto del Signore .   S. Filippo Neri nelle sue infermità , ch'erano lunghe , gravi , e frequenti , fu sempre veduto colla faccia allegra e colla fronte serena , né mai diede alcun segno di dolore , per grande che fosse , néparlava del suo male , se non co' medici .   S. Chiara per lo spazio di ventotto anni patì gravissime infermità , ed in tutto quel tempo non fu mai sentita lamentarsi de' suoi patimenti , anzi spesso ne ringraziava il Signore .  Nelle vite de' PP. , si narra dell'Abate Stefano , ch'essendo egli infermo , il suo compagno volle fargli una frittatella , e per errore la fece con olio di lino , ch'è molto amaro : del che accortosi il Santo Abate nel gustarla , ne mangiò un poco , e poi tacque ; e facendogliene quegli un'altra simile , l'Abate gustandone un poco la lasciò senza dir niente . E così avrebbe seguitato a fare altre volte , se non fosse stato , che il compagno avendola voluta provare egli stesso per animarlo a mangiare , gustandone l'amarezza non sen fosse accorto , ed afflitto non poco . Ma conosciutasi dall'Abate la sua afflizione , gli disse : Non ti turbare ; figliuolo : perché se Iddio avesse voluto , che tu non errassi in pigliare un olio per l'altro , non l'avresti fatto .   S. M. Maddalena de Pazzi , inventò una grande segreta mortificazione , che poi praticò per tutta la vita : e fu , che accortasi qualmente le sue Superiori per riguardo della sua salute cercavano di soddisfarla ; ella mostrava di gradire ciò ch'era nojoso e ripugnante al suo naturale ; e dispiacerle e recarle nausea quelle cose , che la natura appetiva . Quindi fu , che spesso le venivano date cose ripugnanti , e vietate quelle , che le sarebbero state conformi al genio . Del che n'ebbe in ricompensa un animo imperturbabile , ed una continua presenza in Dio .

 

27. " Chi aspira alla perfezione , si ha da guardar bene dal dire : ebbi ragione , mi fecero ciò senza ragione . Se tu non vuoi portar altra croce , se non quella che sta appoggiata alla ragione , la perfezione non fa per te . "   S. Ter.

Fra Egidio di Taranto laico Francescano , quando riceveva ingiurie da' Superiori , o dai Compagni , che lo chiamavano servo inutile e da poco , non mai si scolpava , ma dicea col riso in bocca : date pure a frate asino , che assai peggio si merita . E perché a cagione di molti miracoli , che faceva in Taranto , concorreva a lui molta gente con non leggiero disturbo degli altri Frati , fu scacciato di là , e mandato nel Convento di Bari : però appena là giunto , ivi pure cominciò subito ad entrar nel Monastero la gente a folla per vederlo , e per ricevere grazie per mezzo di lui , che tanto i Frati tosto se ne inquietarono , a lui attribuendo il disordine . Per lo che il Guardiano , dopo averlo  ripreso nel Capitolo gravemente , dicendogli , ch'era un ubbriaco , un pazzo , un uomo inquieto ed ozioso , e che volea far miracoli per essere tenuto per santo , essendo un ipocrita ed ambizioso , in fine lo penitenziò colla disciplina in pubblico ; ed egli non se ne risentì per niente , ma senza punto turbarsi dicea tra se : già son tale , scellerato ed indegno : Voi dite il vero , P. Guardiano , che non son io , che fo i miracoli , ma la Madonna .    Avendo un Prelato ordinato a S. Vincenzo de Paoli di ricevere in Casa un Religioso zelante , e d'ajutarlo nel disegno , che aveva ; egli lo fece , e gli diede i consigli opportuni : ma alcuni , a' quali dispiacea la riforma , si lamentarono del Santo col medesimo Prelato . E questi non ricordandosi , che tutto era seguito per ordine suo , lo chiamò , ed in presenza di que' medesimi gli fece una buona riprensione , che il Santo ricevé allegramente senz'aprir mai bocca per giustificarsi . Iddio però rimise a mente al Prelato l'ordine , che gli avea dato ; ed incontratolo un altro giorno , gli fece la debita scusa , e formò di lui gran concetto .   S. Pietro Martire essendo stato visitato un dì da tre Sante Vergini , fu quindi accusato di avere ammesse donne nella sua camera , e però condannato in pubblico Capitolo , e rilegato in un Monastero rimoto . Egli intanto sopportò tutta quella ignominia senz'aprir mai bocca .

 

28. " Se mirassimo le tribolazioni con occhio cristiano ; e se venissero interamente sgombrate dal nostro spirito certe nebbie di massime mondane , che opponendosi ai raggi della Fede , non ci lascia penetrare sin al fondo dell'Anima ; quanto fortunati ci riputeremmo in esser calunniati e tenuti non solo per uomini oziosi ed inetti , ma anche per tristi e viziosi . E non è forse gran sorte l'esser perseguitati , facendo del bene , mentre   Cristo ha chiamati beati que' che patiscono per la giustizia ."   S. Vinc. de Paoli .

Per questo gli Apostoli se n'andavano allegri e contenti , allorché si vedeano travagliati e perseguitati da' Principi della Sinagoga .   E S. Paolo dice di se , che in tali casi si sentiva riempire il cuore di consolazione e di gaudio : perché conosceva col lume della Fede di quanto pregio e vantaggio sieno le tribolazioni ed i travagli .  Venendo un dì Fra Giunipero ingiuriato da uno con male parole , egli prese in mano la falda della sua tonaca , e stendendola : orsù , disse , getta pur quà , ed empi questo grembiule di gioje , senz'alcun timore .   Il P. Alvarez essendo avvisato d'una grave calunnia appostagli , diede segni di molta allegrezza , dicendo a colui che l'avvisò , il quale rimase stupito di lui : ora veggo , che Iddio mi vuol bene ; poiché mi conduce per la via dei suoi più cari .   Della V. M. Serafina attesta un suo Direttore , al quale aveva ella data una piena notizia di tutta la vita sua , che in tutte le ingiurie e derisioni , che avea patite , e nelle male interpretazioni , che altri davano alle di lei buone opere , ed in ogni qualunque altro suo travaglio non facea mai atti d'impazienza , né dava alcun segno di disgusto ; ma tutto si soffriva con somma pace e tranquillità interna ed esterna , lodando e benedicendo sempre Dio per l'occasione , che le dava di esercitar la pazienza .  E di fatti avendo una volta ricevuti alle grade molti rimproveri e minacce da lei sofferte per altro con somma tranquillità di cuore e serenità di volto , una sua Religiosa , che aveva ciò inteso e veduto con sua gran maraviglia , le dimandò come stesse ; ed ella rispose con grande ilarità : sia benedetto Iddio ; sto piena di fiori e di gioje , sia benedetto Iddio .  Ond'è , che questa sua maniera era divenuta sì nota a tutto il Monastero , che quando la vedeano ritornare dalle grade con ilarità di volto lodando e benedicendo Dio , soleano dire : la nostra madre dee aver buscata qualche cosa di buono : volendo significare , che avesse ricevuta qualche avversità .  E già coll'informarsi dopo di quello che l'era accaduto , trovavano , che così appunto era . Anzi ciò avevano anche notato i suoi domestici fin quando stava nella casa paterna ; e però qualora le sopraggiungeva alcuna infermità , o qualche travaglio , le dicevano : ora è venuto il contento tuo , il tempo della tua festa .

 

29. " Se guardate la verga di Mosè per terra , è uno spaventevole serpente : se la guardate in mano di Mosè è una bacchetta di maraviglie . Così appunto sono le tribolazioni . Considerate in se stesse sono orrende , ma considerate nella volontà di Dio sono amori e delizie ."   Sales.

S. M. Madd. de Pazzi solea dire , che non pensava trovarsi al Mondo patimento sì acerbo , avversità sì dura , e travaglio sì penoso , ch'ella non sopportasse con allegrezza , col solo persuadersi , che ciò fosse la volontà di Dio . Ed in effetto in que' gran patimenti , ch'ebbe nella prova del quinquienno , e nella sua ultima infermità , quando alcuna le ricordava , esser volontà di Dio , ch'ella patisse quegli acerbissimi travagli , subito si rasserenava , e le cessava ogni rammarico .   Si narra nella vita di S. Lupo , come sentendo egli , che il furibondo Attila veniva per depradare la Città di Troja , di cui egli era Vescovo , a principio si atterrì non poco ; ma poi animato dallo spirito di Dio , gli uscì incontro vestito degli abiti Pontificali con isperanza di raffrenare la di lui audacia : e giunto alla sua presenza , gli dimandò chi fosse ?  ed avendo quegli risposto , ch'era il flagello di Dio , a queste parole soggiunse il Santo : e io che sono il devastatore della greggia di Dio , ben merito d'esser da lui flagellato ; ed incontamente gli fece aprire le porte .  Però entrati dentro i nemici passarano dirittamente la Città senza farvi alcun male , come se non vi avessero veduto veruno : volendo con ciò Iddio dimostrare quanto avesse gradita questa umiltà del santo uomo in sottomettersi con tanta prontezza al flagello che gli mandava , ed in riputarsene meritevole .

 

30. " Quando ci occorrerà di patire dolori , travagli , o mali trattamenti , ponghiamo gli occhi in quelli , che soffrì il nostro Salvatore ; che questi ci renderà subito dolci e sopportabili i nostri ; i quali per duri che sieno , non ci sembreranno più , che fiori in paragone delle sue spine ."   Sales.

Il Conte Elzeario ricevea moltissime ingiurie per fin da suoi medesimi sudditi , e tutte le soffriva con gran pace . E richiesto dalla consorte come potesse ciò fare , rispose : quando io ricevo ingiurie da chicchesia , mi rivolgo tosto a considerare i grandi affronti , che il Figlio di Dio ha sofferti dalle sue creature , e dico a me stesso : ancorché ti strappassero la barba , e ti schiaffeggiassero , che sarebbe questo in confronto di quello che ha sofferto il tuo Signore con tanta pazienza ? E sappi di più , che alle volte in questi casi sento de' movimenti di sdegno non leggieri : ma io fisso subito il pensiero in alcuna simile ingiuria dal Signore sofferta , e non lo ritiro più finché il movimento non sia cessato .   Stando in letto una buona Signora , travagliata da molti mali , una sua famigliare le pose in mano un Crocifisso : dicendole , che lo pregasse a liberarla da tanti travagli ; ed ella rispose : come volete , che io cerchi di scendere dalla croce , mentre tengo nelle mani un Crocifisso ? Dio me ne guardi . Piuttosto patirò volentieri per colui , che volentierissimamente ha patito per me dolori senza comparazione tanto maggiori de' miei .   Apparso il Signore a S. Teresa tutto piagato , mentre ella stava molto travagliata , le disse : mira figlia , l'acerbità de' miei tormenti , e considera se i tuoi si possono paragonare co' miei . Restò a questo la Santa talmente commossa , che le sembrava di non aver più alcun male ; e solea poi dire : quanto io penso in quante maniere il Signore patì , e che per niuna colpa lo meritava , non so dove io m'abbia il cervello mentre mi lamento de' miei patimenti , o mi scuso .   Ritrovandosi un Servo di Dio molto afflitto per gravi persecuzioni , calunnie , e disprezzi , che pativa , rivolto al Signore gli disse : Oh Signore , sin a quando ho da essere così travagliato senza mia colpa , come voi sapete ? Ed il Signore gli apparve tutto piagato , rispondendogli : ed io che colpa ebbi di esser così trattato ? Alla qual vista s'intenerì talmente colui , e si riempì di tanto giubilo , che niente più sentiva le sue afflizioni , e dicea , che non avrebbe cambiato il suo stato con qualsiasi Monarca del Mondo .   S. Liduina per trentotto anni patì continuamente ogni sorta d'infermità : podagra , chiragra , schimanzia , dolor di denti , febbri , e quanto altro v'è di penoso : e pure si mantenea sempre gioviale e allegra , perché tenea continuamente presenti i patimenti di G. Cristo .   Racconta Dionisio Cartusiano di un certo novizio , che si era intiepidito nel divino servizio . Questi laddove a principio ogni cosa gli riusciva facile , dopo provava gran difficoltà nel fare gli uffizj umili , ed in tutti gli esercizj di mortificazione , e fra le altre cose avea molto a schifo un certo abito vile , che si solea portar da' novizj . Or una notte mentre ei dormiva , gli apparve Gesù Cristo con una Croce molto lunga e molto pesante sulle spalle : che con suo grande stento saliva per una scala ; ed egli mossone a compassione se gli offerse in ajuto . Ma il Signore mirandolo con faccia severa : come , disse , presumi di portar una croce sì pesante tu , che per amor mio non puoi portar un abito , che pesa sì poco ? Alla qual riprensione svegliatosi il Novizio , restò tanto confuso e tanto inanimato nel tempo stesso , che da lì avanti portava l'abito con suo gran gusto e contento ; ed ogni qualunque volta se gli offeriva qualche travaglio , al solo ricordarsi de' gran patimenti , che soffrì Gesù Cristo , subito gli spariva ogni difficoltà , e tutto gli parea dolce ed aggradevole .

 

 

 

 

 


 

Fonte : DIARIO SPIRITUALE , di autore anonimo , Tipografia Paci , Napoli , 1843 .