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  DIARIO SPIRITUALE di Anonimo napoletano :  marzo - mortificazione


La trascrizione di un importante testo di Anonimo , pubblicato a Napoli nel 1843 , un testo rilevante per la crescita cristiana e salvezza spirituale di ognuno di noi . Un libro che al pari del più famoso " L'imitazione di Cristo " spiega in maniera chiara e semplice  come aprirsi alla realtà e attualità del Vangelo . Se ne consiglia la lettura per il profondo insegnamento del significato di una vita vissuta secondo l'esempio di Gesù Cristo .

 

 

DIARIO SPIRITUALE

di Anonimo napoletano

 

 

che comprende una scelta di detti e di fatti di santi, o di altre persone di singolare virtù adattati ad incitare le anime all'acquisto della perfezione , e i loro confessori a condurveli

 


Indice generale dei Capitoli del libro Diario Spirituale di Anonimo napoletano


 

MARZO

MORTIFICAZIONE

Qui vult venire post me , abneget semetipsum. Matth. 26.24.

 

1. " Il primo passo , che ha da fare chi vuole seguir Cristo , secondo il detto di lui medesimo , è quello di rinunziare a sé stesso ; cioè ai proprj sensi , alle proprie passioni , alla propria volontà , al proprio giudizio , ed a tutti i movimenti della natura ; facendo a Dio un sagrifizio di tutte queste cose e di tutti gli atti loro ; che sono certamente sagrifizj molto accetti al Signore . E non bisogna mai stancarsi in questo ; perché se uno avendo per così dire , già un piede nel Cielo , venisse a tralasciar questo esercizio , in quel tempo che ci vorrebbe per mettervi l'altro piede sarebbe in pericolo di perdersi ."  S. Vinc. de Paoli .

Il medesimo Santo si rese così eccellente in questa virtù , che si può dire , essere ella stata l'arma più universalmente e più costantemente maneggiata in tutta la sua vita sin all'ultimo respiro : con che giunse ad avere un assoluto dominio sopra tutti i movimenti della sua parte inferiore . Ond'è che tenea così ben soggette le sue proprie passioni alla ragione che appena si conoscea , che le avesse .   S. Gio. Climaco riferisce , che quegli antichi Padri esercitavano in molte sorte di mortificazioni e dispregi quegli ancora ch'eran molto perfetti : dicendo , che se questi , per essere in opinione di uomini già consumati nelle virtù si lascian di provare , vengon col tempo a scapitare e perdere di quella modestia e pazienza , che avevano : a guisa della terra , che quantunque sia grassa e fruttifera , se viene a mancarne la coltura , diventa selvatica e sterile , e giunge a produrre cardi e spine .

 

2. "La misura del nostro avanzamento nella vita spirituale si dee prender dal profitto , che facciamo nella virtù della Mortificazione : dovendosi tener per certo , che quando più ci faremo forza in mortificarci , tanto più andrem avanti nella perfezione ."  S. Girol.

S. Francesco Borgia quando sentiva dire , che alcuno era Santo , solea rispondere : Sarà tale , se sarà mortificato. Per questo poi egli riuscì tanto Santo perché si esercitò nella Mortificazione , e di tal maniera , che quel solo giorno gli riusciva il più amaro , nel quale non avesse fatta qualche Mortificazione o di corpo o di Spirito .   Dimandando un Monaco giovane ad un Santo vecchio , perché tra tanti , che attendono alla perfezione , si trovan sì pochi perfetti . Perché rispose quegli , per esser perfetto , è necessario morire affatto nelle proprie inclinazioni , e pochi sono , che arrivano a questo .

 

3. " Questo dee essere il nostro principale affare , vincer noi stessi , e di giorno in giorno andar crescendo in fortezza e perfezione . Sopra tutto però bisogna , che ci studiamo di vincere le nostre piccole tentazioni , collere , sospetti , gelosie , invidie , doppiezze , vanità , attaccamenti , pensieri cattivi , e simili . Poiché in questa maniera acquisteremo forza per vincer ancor le grandi ."  S. Franc. di Sales .

Un certo Fisionomista nel mirar Socrate lo dichiarò per uomo inclinato alla disonestà , alla ghiottoneria , ubbriachezza , ed a molti altri vizj . Di che sdegnati i di lui discepoli , voleano metter le mani addosso a costui . Ma Socrate , piano , disse : perché costui ha detto il vero ; e tale appunto io sarei stato , se non mi fossi dato alla Mortificazione .   Richiesto un Monaco vecchio come potesse sopportare gli schiamazzi di certi pastorelli , che gli stavan vicini : io , a dirvela , rispose , ebbi in animo di dir loro qualche cosa ; ma poi pensando meglio dissi tra me : se non posso soffrir questo poco , come potrò soffrire travagli maggiori , quando mi vengono ?   Lo stesso facea nelle occasioni S.Francesco Saverio , dicendo , che non bisogna ingannarci ; perché chi non vince nelle cose piccole , non lo potrà fare nelle grandi .

 

4. " Chi si lascia regolare e dominare dalla parte inferiore , ed animalesca , merita di esser chiamato piuttosto bestia , che uomo ."  S. Vincenzo de Paoli .

Filippo Conte di Namour dopo aver menata una pessima vita ebbe in morte una stupenda contrizione : tanto che pregò il Confessore , che facesse portare il suo corpo nella pubblica piazza , ed ivi lasciarlo , soggiungendo : Son vivuto come un cane , e come un cane è dovere , che io muoja .

 

5. " Chi fa poco conto delle mortificazioni esteriori , con dire , che le interiori son più perfette , chiaramente dimostra , che non è niente mortificato , né esteriormente , né interiormente ."  S. Vinc. de Paoli .

Il medesimo Santo fu sempre nemico del suo corpo , e lo trattò con molta austerità , straziandolo con cilizj , catenelle , e cinture di cuojo armate di punte . Ogni mattina nell'alzarsi faceva un'asprissima disciplina , la quale avea cominciata prima di fondar la Congregazione , e non la tralasciava mai né per asprezza di viaggi , né essendo convalescente di qualche infermità ; ed in oltre ne facea di più altre straordinarie per li diversi bisogni , che occorreano . Per tutta la sua vita dormì sempre sopra un semplice pagliariccio , e si alzava sempre all'ora ordinaria della Comunità , benché per lo più si coricasse l'ultimo di tutti , e spesso non potesse per causa delle sue infermità dormire la notte che appena due ore . Onde accadea frequentemente , che il giorno era tormentato gravemente dal sonno , che egli discacciava con stare in piedi , o in altra positura incomoda , o facendosi altre violenze . Pativa poi volontariamente gran freddo nell'Inverno , e gran calori nell'Estate con altri incomodi ; finalmente abbracciava , anzi cercava tutt'i patimenti , che poteva avere , e stato molto attento a non lasciarsi fuggir di mano veruna occasione di mortificarsi .   Una santa Donna venendo costretta dal marito d'andar al ballo , si ponea nelle scarpe granelli di ceci ; onde nel saltare veniva a sentire dolori tali , che alle volte svenne , e dovette essere portata dalle donzelle in braccio .   S. Edmondo Arcivescovo Cantueriense portò per trenta anni continui una fascia di cilizio alle carni , dormì sempre in terra , senza cuscino , e senza coperta .   S. Luigi Re affliggeva continuamente il suo corpo con cilizj , e digiuni , come pure S. Casimiro figlio del Re di Polonia , il quale dormiva di più sulla nuda terra .   S. Margherita Regina di Scozia si macerava spesso con discipline : come anche S. Gaetano , che le durava le notti intere .   Finalmente non si è trovato alcun Santo , né Santa alcuna tra i Confessori , che non abbia avuto un grande affetto alle mortificazioni esteriori , e non le abbia praticate a tutto suo potere .

 

6. " La Mortificazione della gola è l' A B C della vita spirituale . Chi non si sa frenare in questo vizio , difficilmente potrà vincere gli altri più malagevoli a superarsi ."  S. Vinc. de Paoli .

Il medesimo Santo avea colla lunga assuefazione mortificato talmente il gusto , che mai non dava segno di gradir cosa veruna ; ma pigliava indifferentemente tutto quello che se gli dava , per molto insipido e mal acconcio che fosse , e sì poco avvertiva a quel che mangiava , ch'essendogli una volta stato presentato un pajo di uova crude per inavvertenza , le mangiò senza far minima dimostrazione . Parea sempre , che andasse a tavola con dispiacenza , non andandovi mai , che per soddisfare alla necessità , e mangiando sempre con la mira a Dio , e con gran modestia ; né si partiva mai da tavola senza essersi mortificato in qualche cosa , o nella qualità , o nella quantità . Anzi per più anni si servì di una polvere molto amara , per mischiarla colle vivande ; e mangiava per ordinario sì poco , che perciò alle volte gli venivano degli svenimenti .   Spiccò molto in questo l'Imperatrice Leonora . Il suo pranzo ordinario era d'erbaggi , legumi d'altri cibi del volgo , e sempre i medesimi , e dello stesso numero ; cioè quattro vivande al pranzo , e tre alla cena , sbandendone ancora alcuna frequentemente , per questo solo che le piacevano . E perché quegli stessi piatti venivano in tavola incoronati di pasticcetti , e d'altre delizie signorili , tali cose ritornavano sempre indietro sane ed intatte . E quando sedeva a mensa coll'Imperatore o ne' conviti solenni , passava tutto il tempo in trinciare ed in ridurre in minuzzoli ciò che le veniva posto innanzi , finché sopravvenendo altra vivanda , mandava indietro la prima senza toccarla , e così di mano in mano . Mangiando la mela cotta sotto la cenere non toglieane mai la scorza , ma le masticava insieme con la stessa cenere . Passava i venerdì con solo pane ed acqua in memoria della passione del Redentore . Tollerava la sete ardentissima ne' giorni più caldi della state , senza concedere alle labbra arse neppure un piccol sorso d'acqua .   S. Elisabetta Regina del Portogallo digiunava quasi la metà dell'anno in pane e acqua .   S. Francesco Saverio aveva intimato alla sua gola una guerra continua e perpetua . Quindi è , che non prendea mai né cibo , né bevanda per diletto , ma per pura necessità , né mai a sazietà , sicché neppur si saziava di pane .   S. Edmondo Cantuariense non mangiva né carne , né pesci , ma solo pane , ed altri cibi vili ; e pativa tanto la sete , che si gli rompeano le labbra .   Il B. Errico Susone una volta si astenne dal bere per sei mesi continui ; e per sentire la sete maggiormente , mangiava alle volte cose molto salate , e poi se n'andava al fiume , ed accostava le labbra sopra l'acqua , ma non la toccava .   La B. Giovanna di S. Damiano fu tanto austera nel vitto , ch'era pregata dalle altre Monache a moderarsi , ed ella rispondea : Mi dispiace di non poter cibare di paglia questo mio corpo : Io so quanto la libertà gli sia nociva , e ringrazio Iddio , che mi dà questo conoscimento .   S. M. Maddalena de' Pazzi essendo gravemente inferma , sommamente indebolita , e con gran nausea di stomaco , quando le veniva in pensiero , se le sarebbe piaciuto alcun cibo , o altra cosa , stimava delitto il chiederla , o dichiararsene desiderosa , e se n'astenea .   Il B. Jacopone avendo un giorno brama della carne , ne comprò un pezzo ; ed appesolo nella sua stanza , ve lo lasciò tanto , che inverminì , e puzzava ; allora poi lo fè cuocere , e con indicibile nausea se lo mangiò .   S. Anselmo era giunto col continuo e lungo uso dell'astinenza e mortificazione a non sentir più verun sapore ne' cibi . Così pure S. Bernardo , il quale perciò bevè un giorno dell'olio in vece di vino senza punto accorgersene , ed arrivò a tanto , che quando andava a tavola , gli sembrava di andare al tormento . E questa difficoltà di mangiare disse S. Teresa d'averla provata essa ancora simile a quella di S. Bernardo .  S. Isidoro pure la provò sì eccessiva , che non poteva andar a mangiare senza pianto : tantoché per indurvelo , vi bisognava il comando del Superiore .

 

7. " Una delle cose , che ci tiene lontani dalla perfezione , è senza dubbio la nostra lingua . Poiché quando uno è giunto a non far più difetti nel parlare , per testimonio dello stesso Spirito Santo è sicuramente perfetto . E perché il peggior modo di parlare è il parlar troppo ; perciò il vostro parlare sia poco e buono , poco e dolce , poco e semplice , poco e caritativo , ed amabile ."  S. Francesco di Sales .

S. Ignazio Loyola moderava così bene la sua lingua , che il suo parlare era semplice , grave ; considerato , e poco .  Il V. Bercmans era di poche parole , e tanto considerato nel parlare , che dalla sua bocca non si udì mai una parola oziosa , o contraria alle regole , e che non fosse o necessaria , o utile , o indirizzata a qualche fine onesto . Onde interrogato una volta da un suo condiscepolo , come facesse a non errar mai nel parlare , rispose così : Io non dico mai cosa , che non l'abbia prima pensata , o raccomandata a Dio , per non dir niente , che possa dispiacergli . Anzi non fu mai veduto rompere il silenzio ; e dimandato come si potesse osservare perfettamente questa regola : Io , disse , fo in questo modo , saluto umilmente chi incontro : se alcuno mi richiede qualche cosa , mi mostro prontissimo : se m'interroga , odo ciò che mi dice , e rispondo con poche parole ; e sfuggo di dire anche una parola superflua .   S. Vincenzo de' Paoli si rendé talmente padrone della sua lingua , che molto di rado si sentivano uscir dalla bocca sua parole inutili o superflue , né giammai alcuna contraria alla carità , o che avesse sentore di ostentazione , di vanità , d'adulazione , e che fosse inconsiderata . Gli accadde molte volte , che aprendo la bocca per dir qualche cosa di straordinario che allora gli veniva alla mente , si fermava in un subito , soffocando la parola , come raccogliendosi in sé stesso , e considerando avanti a Dio , se era espediente il dirlo ; e poi continuava a parlare , non secondo l'inclinazione , che ne poteva avere , ma secondo che conosceva esser di maggior gusto di Dio . Quando udiva raccontar qualche cosa , che egli già sapea , l'ascoltava con attenzione senza dar segno di saperla : per mortificare l'amor proprio , che sempre vuol dare ad intendere di non ignorare ciò che altri sanno . Quando gli venivano fatti oltraggi , o rimproveri , ovvero danni , non apriva mai bocca per lamentarsi , per giustificarsi , o per ribattere l'ingiuria ricevuta ; ma si raccoglieva in se stesso , e mettea tutta la sua forza nel silenzio e nella pazienza , benedicendo in cuor suo gli oltraggiatori , e pregando per loro . Quando si vedea sopraffatto dalle soverchie occupazioni , non si lamentava ; ma le sue ordinarie parole erano : benedetto sia Dio ; bisogna pigliar in bene tutto ciò ch'ei si degna mandarci .   S. Luigi Gonzaga nell'andare alla conversazione dicea con fervore quella orazione : Pone , Domine , custodiam ori meo , etc. .   Una certa Vergine una volta osservò perpetuo silenzio dalla festività della Croce di Settembre sino a Natale con tal rigore , che in tutto quel tempo non disse una parola . Il che fu a Dio tanto grato , che , come fu rivelato ad un'Anima santa , con quella Mortificazione aveva ottenuto di non dover passare nel Purgatorio .   Fra i belli elogj , che diede S. Girolamo alla sua discepola S. Paola , uno fu questo , che quando era facile nell'ascoltare , altrettanto era ritenuta nel parlare .

 

8. " E' comune dottrina de' Santi , che uno de' principali mezzi per menare una vita buona ed esemplare , è certamente la modestia e custodia degli occhi . Imperciocché come non vi è cosa tanto atta per conservar la divozione in un'Anima , e per edificare e compungere i prossimi , quanto la modestia ; così non vi è cosa che tanto esponga la persona al rilassamento , ed agli scandali ."  Rodrig.

Racconta il Surio nella vita di S. Bernardo , ch'essendo andato Papa Innocenzo II , accompagnato da' Cardinali a visitare il monastero di Chiaravalle , il Santo con tutti i suoi Monaci gli uscirono incontro a riceverlo , ma con tanta modestia e compostezza di corpo , che commosse a compunzione il medesimo Papa ; ed i Cardinali stupiti grandemente in vedere , che in una festa , ed in un'occasione d'allegrezza tanto solenne e tanto nuova tutti tenessero gli occhi bassi e inchiodati in terra senza girarli ad alcuna banda ; e che tenendo tutti gli occhi posti in loro , essi non guardassero mai alcuno . Dell'istesso S. Bernardo poi dico di vantaggio , esser egli stato tanto addetto alla custodia dei suoi occhi , che dopo un anno del suo noviziato ancor non sapea come fosse fatto il solaio della sua cella , se a volta , o di legname ; che erano nella Chiesa tre finestre , ed egli credé sempre , che ve ne fosse una sola : e che avendo camminato un giorno co' suoi compagni sulla riva d'un lago , non se n'era accorto : tanto che parlando essi la sera di quel lago , egli che non se n'era accorto , domandò loro dove l'avessero veduto .   Si narra di S. Bernardino da Siena , che era tale la sua modestia , che la sola sua presenza facea stare i suoi compagni composti , tanto che bastava solamente dire : Viene Bernardino ; poiché subitamente tutti si componessero .   E di S. Luciano martire racconta nella di lui vita il Surio , che i Gentili per la sua gran compostezza e modestia al solo vederlo si convertivano , e si facevano Cristiani .   La B. Chiara di Montefalco quando parlava con alcuno , stava sempre con gli occhi senza mirarlo mai in faccia . E richiesta da un Monaco della cagione di ciò , rispose , essendo che parliamo solamente colla lingua , a che serve mirar il volto della persona , colla quale si parla ?   Il V. Bercmans fu ammirabile nella mortificazione degli occhi , i quali non movea mai , volgendosi a mirar le cose anche negli accidenti nuovi ed improvvisi , benché sia cosa molto naturale , quando si sente romore , volgersi verso quella parte . Essendo un giorno intervenuto ad una recita , che si facea , si pose ad una panca a sedere , e stette sempre immobile senza alzar mai gli occhi , e con tanta compostezza , che un Signore , che gli sedeva accanto , stupito di ciò , disse : Bisogna che questo Padre sia un Santo .   Quelli poi , che per mancanza della custodia degli occhi son divenuti rilassati e scandalosi , sono innumerabili . Basta per tutti l'esempio di Davide , il quale per un solo sguardo dato per curiosità , di un gran santo ch'era , divenne in poco tempo un gran peccatore , e lo scandalo di tutto il suo Regno .

 

9. " Credetemi , che la mortificazione de' sensi nel vedere , udire , e parlare , vale assai più , che il portare la catenella , ed il cilizio ."  S. Francesco di Sales .

Si sa di S. Cat. da Siena , che mentre i suoi celebravano il carnevale in casa , essa non volle assistervi : protestandosi , che come non avea altro amore , così non voleva altro gusto , che quello del suo Gesù ; il quale le comparve in compagnia della Vergine e di altri santi , e la sposò con tanta chiarezza e certezza , che i Domenicani con speciale indulto Apostolico ne celebrano la Festa l'ultimo giorno di carnevale .   Una penitente di S. Francesco Saverio molto spirituale , si confessò una volta d'aver mirato un uomo con alquanto più di tenerezza , che non si conveniva all'onestà ; ed il Santo le disse in fine : voi siete indegna , che Dio vi miri , giacché per mirar un uomo , non vi curate di mettervi a rischio di perder Iddio . E tanto bastò , perché questa non volgesse mai più gli occhi in vita sua verso alcun uomo .   L'Imperadrice Leonora tenea quasi sempre gli occhi bassi , e soltanto gli alzava , quando dalle Religiose e da' Religiosi era raccolta nelle loro case ; rendendo distintamente loro il saluto con viso allegro , e con benigno sorriso . Assistendo al teatro , a cui doveva intervenire , era ben di rado , che desse un'occhiata alle splendide comparse de' personaggi , ed alle superbe scene , che andavan succedendosi con vedute di giardini , di foreste , e di regie prospettive . In quel tempo se ne stava ella con la mente in Cielo , contemplando le delizie del Paradiso , e recitando Salmi ; i quali , perché gli altri non se ne avvedessero , li fece legare in un libro delle commedie : tanto che nel tempo stesso sembrava loro tutta attenta alla commedia , mentre intanto di tutt'altri spettacoli ella godeva .   S. Vincenzo de' Paoli praticava continuamente la Mortificazione de' sensi , privandoli delle soddisfazioni anche lecite , ed affliggendosi spesso con patimenti volontarj . Quando viaggiava , invece di svagar la vista per le campagne , teneva ordinariamente gli occhi fissi in un Crocifisso . Quando camminava per Città , andava cogli occhi bassi , o chiusi , per non vedere altro che Dio . Entrando in palazzi de' Principi , non guardava gli arazzi , o altre curiosità , ma stava colla vista bassa , e tutto raccolto in se stesso . E l'istesso praticava nelle Chiese , non alzando gli occhi , che per vedere il Sacramento , e non mai per vedere gli apparati , per belli che fossero . Non fu mai veduto coglier fiori per li giardini , o altre cose soavi all'odorato : per lo contrario gustava grandemente di stare in luoghi di mal odore , come negli spedali e nelle case degl'infermi poveri . La sua lingua poi non la impiegava mai in altro , che in lodar la virtù e Dio ; in combattere il vizio ; ed istruire , consolare , ed edificare il prossimo . Le orecchie non le apriva , se non a discorsi , che tendessero al bene ; sentendo pena in udir nuove , curiosità del secolo , sfuggendo a tutto suo potere d'ascoltare tutto ciò che potea dilettar l'udito , e non era di profitto per l'anima sua .   Dimandando un penitente alquanto sboccato un cilizio al suo Direttore per mortificare la carne ; questi accostandosi il dito alla bocca : Figlio , gli disse , questo è un ottimo cilizio , guardar bene a tutto quel che esce da questa porta .    S. Luigi Gonzaga fu ammirabile nella Mortificazione degli occhi : poiché nella di lui vita si narra , che non fissò mai lo sguardo nel volto d'alcuna donna : di modo che avendo servito per due anni da paggio all'Imperadrice , ed essendosi sparsa voce , ch'ella veniva in Italia , ov'egli allora trovavasi , alcuni si congratularono seco , perché avrebbe riveduta la sua Padrona ; a' quali rispose egli : io non la potrò conoscere fuorché alla voce : perché nel volto non so come sia fatta . Però una sì rara mortificazione gli fu da Dio ben pagata anche di quà : poiché in tutta la vita sua non ebbe mai tentazioni sensuali .

 

10. " Vi sono alcuni così inclinati a mortificarsi , che procurano di trovare in ogni cosa qualche mortificazione . Che bell'esercizio è questo ; e di quanto profitto ! "  Rodrig.

Suora Giovanna Maria della Trinità Carmelitana Scalza avea questa bella pratica di cercare e trovare in ogni cosa da mortificarsi .  Perciò si appigliava sempre in tutto al più insipido , quanto al gusto ; al più povero , quanto alle vesti ed alla stanza ; al più faticoso , quanto all'operare ; al più disgustevole , quanto alle inclinazioni . In una parola eleggeva sempre il più scomodo ed il più gravoso per sé , cercando unicamente in tutto , il gusto , l'onore e la gloria di Dio .    S. Francesco Borgia ancora avea molto in uso la medesima pratica . Portava delle pietruzze nelle scarpe ; dormiva poco la notte , camminando d'estate al sole andava lentamente , sorbiva adagio le medicine , e stritolava co' denti le pillole , e le tenea molto in bocca .

 

11. " Dal mortificare l'interiore dipende l'andar bene aggiustato tutto l'esteriore , e l'opere si fanno con più perfezione , e con più soavità , e quiete ." S. Teresa .

S. Filippo Neri , quando alcuno gli domandava che dovea fare per farsi Santo , si mettea la mano sulla fronte , dicendo : Dammi queste quattro dita , e ti fo Santo : volendo dire , che tutta la santità dipende dal negar la propria volontà ed il proprio giudizio . E ad un penitente , che gli chiedea spesso licenza di far discipline , una volta gli rispose : Che colpa ci hanno le spalle , se la testa è dura .

 

12. " Il profitto non dipende tanto dal mortificarsi , quanto dal sapersi mortificare : cioè dal sapere scegliere le mortificazioni migliori , che sono quelle , che più ripugnano alle nostre naturali inclinazioni . Alcuni saranno inclinati alle discipline ed a' digiuni ; e benché sian cose ardue , l'abbracciano con fervore , e le praticano allegramente e facilmente , per cagion di quella propensione , che vi hanno . Ma poi saranno tanto delicati in materia di riputazione e d'onore , che la menoma burla , maldicenza , o disattenzione , che loro si usi , è capace di metterli in impazienza , in iscompiglio , ed in lamenti tali , da far loro perdere la quiete e la ragione . Queste sono le mortificazioni che dovrebbero abbracciare con maggior ansia , se voglion far profitto ." Sales .

Avea ben intesa questa dottrina il V. Mons di Palafox , il quale dicea di se stesso : la causa del non aver io fatto progresso nella virtù è stata il non aver procurato attentissimamente di fuggire da tutto quello ch'era più conforme alle mie inclinazioni . Perché chi conosce in se alcuna propensione , v. g. al contraddire , al prevalere , al proprio giudizio , se non sta attentissimo per combatterla , e per tenersi lontano da tutto ciò che può a questa tirarlo e soggettarlo , non solo non andrà avanti , ma indietro , e forse andrà tanto indietro , che giungerà a perdersi .   Un Religioso Sacerdote venendo eletto per aiutante del cuoco , v'intese delle gravissime ripugnanze e tentazioni ; e per vincersi fece voto innanzi ad un Crocifisso di stare in tal ofizio per tutta la vita , se si contentassero i Superiori . Ei con queste e simili vittorie crebbe in tanta perfezione , che dicea , parergli , che non si sarebbe più presentato verun esercizio quanto si voglia ripugnante a' sensi , che con l'ajuto di Dio non l'avesse fatto con ogni facilità .

 

13. " Le mortificazioni , che ci vengono per parte di Dio , e degli uomini per sua permissione , sono sempre più preziose di quelle , che son figlie della nostra volontà : dovendosi tener per regola generale , che quanto meno interviene di nostro gusto , e di nostra elezione nelle nostre azioni , altrettanto si trova in esse di bontà , di solidità , di divozione , di godimento di Dio , e di nostro profitto ."  Sales .

Adolfo Conte d'Alsazia , fattosi Religioso di S. Francesco , mentre andava limosinando del latte , incontrossi ne' suoi figlioli , e se ne arrossì . Ma poi rientrando subito in se stesso , si voltò sul capo il vaso del latte , dicendo : Tu infelice ti sei vergognato della povertà di Gesù Cristo , fa ora vedere cosa portavi : e da allora in poi non patì più veruna di simili tentazioni .   Si racconta nelle vite de' PP. che esaltando alcuni molto la virtù d'un certo Monaco giovane appresso un vecchio solitario , questi , per farne la prova , portossi alla di lui Cella , ed entrato nell'Orto , che trovò ben coltivato ed in molto buon ordine , si mise come per giuoco , a troncar col suo bastone tutte quell'erbe e piante , che vi erano , non lasciandone intatta , fuorché una : indi secondo il costume dei Monaci , prese a recitar con lui de' Salmi i quali terminati , il giovane con volto ilare e modesto richiese al vecchio , se gli piacea , che gli apparecchiasse per la refezione quell'erba , che ci era restata . Attonito il vecchio a tal domanda , gli corse colle mani al collo , dicendo : ora veggo , figlio mio , che tu sei veramente morto alle inclinazioni , come mi era stato riferito .

 

14. " Quando più uno mortifica le proprie inclinazioni naturali , tanto più si rende capace delle divine ispirazioni , e si approfitta nelle virtù ."  Sales .

Il celebre P. Lainez compagno di S. Ignazio per via di questo esercizio arrivò ad una gran purità di mente , e ad una tranquillità d'animo imperturbabile .   Questo era l'esercizio , che più usava S. Filippo Neri co' suoi penitenti , e nel tempo stesso con se medesimo : e basti per molti un sol esempio . Un Signore di qualità avea un cane a lui molto caro , chiamato capriccio , che un suo gentiluomo una mattina menò seco a S. Girolamo della Carità , ove abitava il Santo : il quale nel vederlo gli fece carezze . Or tanto bastò , che il cane tanto se gli affezionasse , che in conto alcuno non volle più lasciarlo . Anzi quantunque egli più e più volte lo rimandasse al padrone , e questi lo facesse legare , e ben trattare , appena sciolto subito se ne ritornava alla stanza del Santo ; sicché fu colui costretto a lasciarglielo per sempre . Di questi si servì poi il Santo molto bene per mortificare e se , e molti suoi figli spirituali . Lo facea da essi alle volte lavare , e pettinare , altre volte portare in braccio , ed altre menar dietro per Roma legato con una catenella , andando ancor esso in loro compagnia . E queste , ed altre simili mortificazioni durarono per lo spazio di quindici giorni .

 

15. " La maggior parte de' Cristiani fanno per ordinario delle incisioni in vece di circoncisioni . Daranno bene un colpo sopra una parte inferma ; ma ad adoprare il coltello della circoncisione , per toglier via dal cuore quanto ci è di superfluo , pochi vi arrivano ."  Sales .

Conferma bene questa verità l'esempio della V. Suor Francesca Farnese . Cominciò ella dopo fatta la professione a darsi al rilassamento , nel quale andò tanto innanzi , che mettea tutto il suo studio in adornarsi vanamente ; in amoreggiare , in istarsene tutto il giorno alle grate , e fin a coprir le mura della sua cella con drappi e specchi . Fu più volte avvisata , corretta , ed aspramente ripresa dalla Superiora , da' Confessori , e sopra tutto da una sua zia Monaca . Sentiva ella e capiva la forza delle ammonizioni e correzioni , e più volte concepì de' buoni propositi , e li metteva anche in pratica con togliersi di dosso i vani ornamenti , con abbandonar le grate , e con romper e buttar dalle finestre gli specchi e drappi : ma poco dopo tornava a ripigliar tutto , e a divenir come prima , e durò molto tempo in queste miserabili vicende , perché fondate non più che in semplici incisioni , e così avrebbe continuato per tutta la vita sua . Ma la sua buona sorte fu , che la divina bontà si compiacque di scuoterla bene per mezzo d'una forte inspirazione ; a vista della quale non potendo ella più resistere a' rimproveri della propria coscienza , venne a fare una vera circoncisione , non solo lasciando ogni vano trattenimento , ma formandosi di più una regola più rigorosa , e sì ben ordinata , che la rese fondatrice di un nuovo ordine , nel quale menò il restante di sua vita con grand'esemplarità , e morì in gran concetto di santità , bastantemente comprovata dal di lei sacro corpo , che dopo molti anni ancor si conserva incorrotto .   Non fece già così S. Paola , la quale , come riferisce S. Girolamo , fin da' suoi primi anni prese ad adoprar sopra di se una vera circoncisione , e col crescer dell'età andò sempre più caricando la mano , tagliando e recidendo di mano in mano quanto vedea spuntar in se di superfluo , e di eccedente la convenienza del suo stato : quindi finché visse il marito menò una vita sì ben regolata e morigerata , che era di esempio a tutte le matrone di Roma , e niuno ebbe mai ardire d'incolparla di minimo trascorso . Quando poi le fu tolto da Dio il marito , vedendosi liberata dalle leggi del secolo , intraprese una vita austerissima , e non l'intermise mai finché visse . Mai più dormì sui materassi , ma su la nuda terra ricoperta di soli cilizj : dormiva però poco , perché passava quasi tutta la notte in orazione e lagrime : castigava il suo corpo con rigorosi digiuni ed asprissime discipline , e senza pietà e risparmio : nel confessarsi de' suoi leggerissimi mancamenti era tanta la copia delle lagrime , che versava , che chi non l'avesse conosciuta , l'avrebbe creduta rea di gravissime enormità ; ed essendo pregata a non pianger tanto per conservarsi la vista per la lezione , ed a non praticar tante austerità e penitenze per non perdere in tutto la sanità , no , rispondea , con tutta la ragione si dee scontraffar questo volto , che tante volte adornai co' belletti contra il precetto del Signore : si dee ben affliggere questo corpo , che si ha goduto tante delizie : il lungo riso si dee compensar con un continuo pianto : le veste preziose e delicate si debbono mutare in aspri cilizj ; ed io , che posi tanto studio in piacere al secolo , ora desidero di piacere a Dio . Così ella diceva e facea , per iscontare i disordini della sua vita passata , che pure era stata una vita tanto circospetta e pudica .

 

16. " Chi vuol far progresso nella perfezione dee usare una particolare diligenza per non lasciarsi trasportar dalle proprie passioni , le quali con una mano distruggono l'edifizio spirituale , che si edifica con l'altra . Ma per riuscirvi con frutto , il resistere ad esse si dee intraprendere quando sono ancora tenere ; perchè dopo che son cresciute e ben radicate , non vi è quasi più rimedio ."  S. Vinc. de Paoli .

Riferisce S. Doroteo d'un vecchio monaco , il quale trovandosi un giorno col suo discepolo in una selva di cipressi , gli comandò di svellerne alcuni additandogliene prima uno , che appena cominciava a spuntar da terra , e dopo uno , che avea cominciato a gettar le radici , poi un altro , ch'era già cresciuto in un piccolo arboscello , ed in fine uno , ch'era già albero fatto . Si pose adunque il discepolo all'opera , e svelse il primo con una mano , e con tutta facilità ; il secondo con l'istessa mano , ma con qualche difficoltà : per isvellere il terzo gli convenne impiegarvi tutte e due le mani , e tutte le sue forze più volte : venuto poi al quarto , qui incontrò tutta la difficoltà , e per quanto vi si provasse e riprovasse più e più volte con tutto il corpo , e con tutte l'industrie , e sforzi che mai sapeva e poteva , non gli poté riuscire in alcun conto di neppur ismoverlo dal terreno . Allora il santo vecchio : or figlio mio , disse , così appunto succede circa le nostre passioni . Quando sono anche piccole , con un po' di vigilanza e di mortificazione uno facilmente le può reprimere e debellare ; ma se lasciamo che gettino le radici nell'Anima nostra , non v'è più forza umana , che basti a vincerle , vi vuole l'onnipotente mano di Dio . E però , figlio mio , se vuoi acquistar la virtù , invigila su i primi mali dell'Anima tua , e studiati di reprimerli prontamente con atti contrarj sul primo suo nascere . E qui sta il tutto .

 

17. " E' grandemente da pianger l'ignoranza di alcuni , che si caricano d'indiscrete penitenze , e di molti altri disordinati esercizj di propria volontà , ponendo in essi tutta la confidenza , e credendo di divenir Santi per mezzo di essi . Se ponessero la metà di quel travaglio in mortificare gli appetiti e le passioni loro , profitterebbero più con questo in un mese , che in molti anni con tutti gli esercizj ."  S. Gio. della Croce .

Di S. Ignazio si legge , che a forza d'una continua mortificazione era giunto a tal segno , che parea un uomo senza passioni ; e se talvolta gli occorreva adoprarle , comparivano come tante serve modeste , che non ardivano moversi né prima , né più di quello che la ragione come assoluta padrona gliene dava l'ordine .   Una Dama Genovese , per aver vinto il desiderio , che avea di ascoltare il trattato , che si facea da suo Padre per il suo sposalizio , lasciò il Mondo , e si fece Monaca e Santa .   A questo sopra ogni altra cosa cercava d'avvezzare le sue novizie , quando era maestra loro , S. M. Madd. de Pazzi . Onde se vedeva una troppo inclinata all'orazione , la mandava a dormire , o a qualche altro esercizio laborioso . Ad un'altra inclinata ad esercizj interni , imponea l'orazione , o altri esercizj esterni . A chi volea far molte penitenze e mortificazioni un Pater ed Ave . A chi vi sentiva repugnanza , mortificazioni pesanti ed umiliazioni . Ad una fra le altre le fece gettare nel fuoco un libricciuolo di esercizj spirituali , che s'avea scritto di sua mano , e vi mostrava attaccamento . E così andava assuefacendole a rompere le loro inclinazioni , ed insieme il loro giudizio e volontà .

 

18. " La principal cosa , nella quale abbiamo da metter gli occhi per mortificarla e sradicarla da noi , è la passione predominante , cioè quell'effetto , quell'inclinazione , quel vizio , o cattivo costume , che più regna in noi , che ci tira dietro a se , e che ci mette in maggiori pericoli , e più frequentemente ci fa cadere in maggiori errori . Perché , preso il Re , è vinta la battaglia . E finché , non faremo questo , non faremo grande avanzamento nella perfezione ."  Rodriquez .

Così appunto accadde nella guerra , che fece il Re di Siria contro il Re d'Israele , nella quale , come dice la santa scrittura , comandò il Re a tutt'i suoi Capitani , che non combattessero contra veruno del nemico esercito , fuorché contra il Re , saviamente giudicando , che vinto che fosse il Re , rimarrebbe soggiogato tutto l'esercito : come di fatto avvenne ; poiché essendo stato ferito il Re Acab , fu terminata la battaglia .   Avendo S.Ignazio in giovine in Religione d'un naturale veemente , gli dicea spesso : Figlio , vinci questo naturale , che avrai in Cielo una corona più risplendente , che tanti altri di natura più dolce . Ed avendogli un giorno il P. Ministro accusato questo giovine , come intrattabile : adagio , soggiunse il Santo , perché io stimo , che abbia fatto più profitto questo in pochi mesi , che il tale , ch'è di natura dolce , in un anno . L'istesso Santo era di natura biliosa e ardente . Or egli si prese tanto a petto questa sua passione dominante , e tanto si vinse , e si mutò colla grazia del Signore , che poi da tutti , anche da' medici era stimato flemmatico .   S. Francesco di Sales confessava di se , che le passioni dominanti , ch'ebbe difficoltà di domare , furono l'amore e la collera ; e che avea superato la prima con astuzia , e la seconda a viva forza : cioè che l'amore l'avea superato , divertendo la mente , e proponendosi un altro oggetto d'amore ; perché , dicea , non potendo l'Anima stare senza qualche amore , tutta l'arte consiste in concederle solo il buono , il puro , il santo . La collera poi , che l'avea vinta , impugnandola a fronte , e non cedendole mai . Onde avvenne a lui , ch'essendo di natura iraconda , era stimato di natura mansueta .

 

19. " Ogni volta che uno si sente spinto con veemenza d'affetto a qualche opera , ancorché santa e importante , dee rimetterla ad altro tempo , e non ripigliarla fin a tanto che il proprio cuore non abbia ricuperata una perfetta tranquillità ed indifferenza : acciò l'amor proprio non venga insensibilmente a macchiare la purità della propria intenzione ."  S. Vinc. de P.

Il medesimo santo praticava ciò fedelmente ; ond'è , che venendogli un dì proposto un negozio molto importante per la congregazione , ed essendo stimolato da' suoi a prestarvi il consenso , rispose così : Non credo , che dobbiam dare orecchio a questo trattato per ora , sì per rintuzzar l'inclinazione naturale , che ci porta ad eseguir prontamente le cose di nostro vantaggio , come anche per metterci nella pratica della santa indifferenza , e dar campo a Dio di manifestarci la sua volontà , mentre noi  gli staremo offerendo le nostre preghiere per raccomandargli quell'affare . Ed un'altra volta che uno l'importunava per un altro simile affare , la sua risposta fu questa : sempre più desidero di mantenermi nella pratica di non risolvere , né intraprendere cosa alcuna , mentre mi trovo agitato da speranza e desiderio di cose grandi . Ma più ammirabile è il fatto seguente . Vedendo egli , per esperienza il grand'utile delle Missioni , le abbracciò con gran fervore ed applicazione . Ma poi accortosi , che i suoi pensieri e desiderj ardenti a poco a poco gli andavan togliendo la pace dell'Anima , che prima godeva , entrò in sospetto , che la natura vi potesse aver qualche parte ; e perciò stimò necessario d'interrompere quest'esercizio per qualche tempo . E per meglio conoscere i movimenti del suo cuore , si ritirò per alcuni giorni negli esercizj spirituali : ed avendo in essi conosciuto , che quella grande allegrezza , e troppa sollecitudine era in qualche parte causata dall'amor proprio , ne chiese perdono a Dio con molte lagrime , pregandolo , che gli cambiasse il cuore , e lo purgasse da qualsivoglia affetto non ordinato alla maggior gloria di S. D. M. e da allora in poi si trovò affatto libero da ogni ansietà e soverchia sollecitudine , né ebbe mai la mira ad altro , che al divino amore : tantoché poté dire in un'occasione , che ringraziava Dio , perché da trent'anni egli non sapea d'aver fatto deliberatamente alcuna cosa , la quale non fosse stata indirizzata alla maggior gloria di Dio .   S. Francesco di Sales una volta essendo di passaggio andò a visitare la B. M. di Chantal , che stava aspettandolo con gran desiderio per conferire con lui delle cose dell'Anima sua , essendo già scorsi tre anni e mezzo , che non ci avea potuto parlare per le grandi occupazioni , che , egli in tutto quel tempo aveva avute . Al primo vederla il S. Prelato le disse : Madre mia , abbiamo alcune ore libere , chi comincerà di noi due a parlare ? Io , rispose ella subito con qualche poco d'ardore , perché certo l'Anima mia ha gran bisogno di esser da voi riveduta : Al che il Santo , volendo correggere quell'ansietà , ch'ella mostrò di parlargli , con seria , ma insieme dolce gravità , replicò : e che , o Madre , tuttavia nutrite desiderj ? ancor avete elezioni ? Io credea di trovarvi tutta angelica ; differiremo dunque di parlare di voi in ainsì , e per adesso discorriamo degli affari della nostra Congregazione . E la buona e santa Madre senza neppur soggiungere una parola , riposte le materie appartenenti a sé , che teneva in mano scritte in una carta , conferì con esso in tutta tranquillità per lo spazio di quattr'ore continue sopra gli affari dell'istituto , e poi si licenziarono .   S. Dositeo essendo infermo , ed avendo inteso , che per lo suo male erano utili le uova da bere , dopo qualche tempo lo disse al suo Maestro ; ma nel tempo stesso il pregò a non dargliele perché quel pensiero lo molestava .

 

20. " Non ti stancare indarno , per ché non arriverai a possedere i veri gusti e soavità di spirito , se prima non annegherai tutto ciò che appetisci ."  S. Gio. della Croce .

L'Abate Ellem , come si narra nelle vite dei Padri , dopo il digiuno di tre settimane desiderando di gustare un po' di miele , di cui vedeva pendere un favo da una rupe , ed alcuni frutti caduti da un albero , se ne astenne : e postosi a dormire , fu svegliato da un Angelo , e si trovò presso una fonte , circondato da freschissime erbe , e di quelle cibandosi , disse di non aver mai mangiata cosa sì delicata .   Di S. Macario Alessandrino riferisce Eriberto Rosveido , che per vincere il sonno , che molto lo molestava , per venti giorni e venti notti continue non entrò mai nella sua cella ; e per molto tempo quando vi era tirato dalla necessità , lo prendeva col capo appoggiato al muro : che essendo grandemente travagliato da moltissime tentazioni di senso se ne stette per sei mesi nudo sopra una palude , esposto alle punture delle zanzare , che in quel luogo sono grandi come le vespe ; e però ne uscì sì maltrattato , che sembrava un lebbroso : che come egli stesso riferì in certa occasione , non si era mai saziato di pane né d'acqua ; ma sempre avea , preso il pane a peso , e l'acqua a misura : e che col mortificare in questa guisa i suoi appetiti , tante grazie si meritò appresso Dio , tanto s'avanzò nella cognizione ed amicizia di lui , che sole passare i giorni e le notti intere in continua e dolcissima contemplazione .

 

21. " Alcuni pospongono il cammino della perfezione , ch'è quello dell'annegazione delle proprie voglie e dei proprj gusti per amor di Dio , al sapore e gusto proprio ; tantoché se anche per ubbidienza fanno qualche esercizio , benché di loro genio , perdono subito la voglia di farlo , ad ogni divozione : perché il gusto solo loro è di far quello , a che li muove la propria volontà : Il che sarebbe per ordinario meglio non farlo . I Santi non faceano così ."  S. Gio. della Croce .

Il B. Serafino laico Cappuccino disse ad un suo confidente , che sarebbe stato volentieri nella Casa di Loreto , ovvero in Roma , per servire tutte le Messe , che avesse potuto : e dicendogli colui , che potea chiedere a' Superiori tal grazia , che facilmente gliel'avrebbero accordata : Oh questo no , rispose . Un desiderio , ancorché santo , non dee essere profanato dalla propria volontà , e qualunque buona intenzione dee essere soggetta all'ubbidienza , vera ed unica direttrice di ogni più santo pensiero .   S. Felice Cappuccino , quantunque il suo uffizio di cercatore gli porgesse occasione di qualche libertà , egli però non facea mai niente senza il consenso e volontà espressa  de' suoi Superiori . E perché questi ben consapevoli della di lui integrità e virtù soleano rimettere ogni cosa alla libera disposizione di lui , egli in vece di trarre da ciò soddisfazione , ne traeva piuttosto motivo di tristezza e rammarico ; per vedersi così impedita quell'intera soggezione e dipendenza , che tanto bramava , e costretto a far la propria volontà , che sommamente abborriva .

 

22. " Se non si va con grande attenzione in mortificare la propria volontà , vi sono molte cose , che ci posson togliere la santa libertà di spirito , ch'è quella che andiamo cercando , per poter volare scioltamente al nostro Creatore , senza andar sempre carichi di terra e piombo . Oltre di che in un'Anima proprietaria di se stessa , ed attaccata alla propria volontà , non vi può mai essere virtù soda ."  S. Ter.

S. M. Madd. de Pazzi disse un giorno , che non bramava altro dal Signore , se non che le togliesse la la propria volontà ; poiché conoscea , che per la vivezza dell'ingegno non si avanzava quanto desiderava in quelle virtù , che rendono grata un'Anima al Signore . E ciò detto , rivolti gli occhi al Cielo , fu rapita in estasi , nella quale le fu mostrato da Dio che gran nocumento apporti alle Anime specialmente Religiose , l'esser guidate dalla propria volontà , che una volta consacrarono a Dio con voto . E stando così estatica , prese per la mano la Superiora , e la menò nell'Oratorio ; ove inginocchiatasi , pregò la Vergine , che l'illuminasse a non far mai la volontà propria , e poi la Superiora , che anch'essa per amor del Signore si affaticasse a spogliarla del proprio volere : e dopo prostratasi tre volte in terra , si riscosse da ratto . E fu tanto attenta in questo , che una volta disse di non aver mai né di nascosto , né in palese procurato di tirare la volontà della Superiora alla sua .

 

23. " Affaticati in mortificare e conculcare affatto la tua volontà in guisa tale , che se sia possibile , non la soddisfacci mai in cosa alcuna . Avvezzati perciò a desiderare e godere , che ti venga spesso interrotta . Quando vedrai , che alcuno la contraddice , sia in cose temporali , sia nelle spirituali , siegui sempre piuttosto la volontà altrui , che la tua , purché quella sia buona , ancorché la tua apparisca migliore . Perocché sarà sempre maggiore il danno , che riceverai in diminuir l'umiltà , la tranquillità , e la pace , contendendo coll'altro , che l'utilità , che ti può portare qualsivoglia esercizio di virtù fatto per propria volontà contra il volere altrui ."  S. Vinc. Ferr.

S. Cater. da Genova così operava . Ella godea di sottomettere in tutto il proprio all'altrui sentimento : anzi bastava che le venisse voglia di qualche cosa , perché facesse tutto l'opposto . Il P. Tommaso Sanchez qualor si portava dai Superiori per chiedere alcuna cosa , pregava prima Dio , che se era di suo piacimento , li muovesse a non concedergliela .

 

24. " Non hai da lasciar passare giorno , nel quale non calpesti la tua volontà . E se alcuno ne passerai senza di questo , dì pure , che in quel giorno non sei stato religioso ."  S. Gio. Clim.

S. M. Madd. de Pazzi era soprammodo amante di non far la propria volontà , e poneva in questo ogni suo studio ; tantocché teneva appunto per perduto quel giorno , in cui non l'avesse in qualche modo negata e rotta .

 

25. " Il supremo grado dell'annegazione della propria volontà sapete in che consiste ? Il lasciarsi impiegare nelle cose , che altri vogliono , senza farci mai resistenza ."  Sales .

Visitando S. Basilio i Monasterj della sua Diocesi , domandò ad un Abate se avea nessun monaco , che mostrasse più di tutti di essere del numero de' predestinati ; e l'Abate gliene presentò uno molto semplice . Al quale il Santo ordinò che portasse ivi dell'acqua da lavare i piedi , ed avendogli egli incontanente portata , gli comandò , che sedesse sopra una sedia , e gli lavasse i piedi ; il che colui fece subito senza mostrarvi minima difficoltà . Il giorno seguente mentre egli entrava in Sagrestia gli fece intendere , che si accostasse all'Altare , che lo voleva ordinar Sacerdote : ed esso prese il Sacerdozio senz'alcuna resistenza . Per le quali cose il Santo lo giudicò morto alla propria volontà ed al proprio giudizio , e però degno di esser tenuto per uno de' predestinati . Passato qualche tempo gli abitanti di un altro luogo entrati di notte nella sua cella , lo presero , e senz'alcuna sua contraddizione lo menarono nella loro Terra , ed ivi lo chiusero in una casuccia ; ov'egli se ne stava quietamente senza mai parlar con veruno . Ma pochi giorni dopo gli abitanti di un'altra Terra lo cavarono di là di notte tempo , senza ch'egli dicesse niente , e lo trasportarono tra loro : ed egli qui pure se ne vivea contento , come uno morto al Mondo .

 

26. " Il maggior dono , che si possa da Dio ricevere in questo Mondo , è il sapere , il volere , e poter vincere l'uomo se stesso , negando la propria volontà ."  S. Franc. d'Ass.

L'Abate Pastore facea tutto il conto di questo esercizio : e solea dire , che la nostra volontà è un muro di ferro , che ci disgiunge e separa da Dio .   La B. Coletta Francescana dicea , che stimava più il negare il proprio sapere , e la propria volontà , che lasciare tutte le ricchezze del Mondo : e però si studiava di praticarlo a tutto suo potere .   S. Bernardo pure era di questo medesimo sentimento , e dicea , che tutti i mali nascono da una sola radice , ch'è la propria volontà .

 

27. " Avverti di non nutrire il proprio giudizio : perché senza dubbio ti ubbriacherà : non essendovi differenza tra un ubbriaco , e colui ch'è pieno di proprio parere ; mentre l'uno non è più capace di ragionare , che l'altro ."  Sales .

Il B. Alessandro Sauli Vescovo in Corsica negli affari della Diocesi cercava sempre l'altrui consiglio , non fidandosi del proprio parere , e riputandosi ignorante , e del tutto inabile a quell'ufizio , tutto che fosse stato insigne maestro di Teologia e Direttore di S. Carlo , e di poi fosse appellato l'idea de' Vescovi .   S. Francesco di Paola quantunque fosse dotato del dono della profezia , ne' casi dubbj si consigliava sempre anche nelle cose minime fin coi suoi stessi sudditi .

 

28. " Delle proprie opinioni ognuno ne ha , né questo si oppone alla virtù . Il solo amore ed attaccamento , che abbiamo alle nostre opinioni , e la stima , che ne facciamo , è quello ch'è infinitamente contrario alla nostra perfezione . Questa è l'ultima cosa , che si lascia , ed è la ragione , perché vi sieno sì pochi perfetti ."  Sales .

Il medesimo Santo era arrivato a lasciar quest'ultima cosa . Onde una volta poté scrivere ad un suo amico , ch'egli non avea tanto di male a chi non lo seguiva ; e che non pretendea , che i suoi sentimenti dovessero servir di regola a veruno .   Il V. P. Giovanni Leonardi Fondatore dei Chierici Regolari della Madre di Dio , tuttocché fosse dotato d'una somma prudenza , ed avesse terminati felicemente molti affari di gran rilievo , nulladimeno in tutte le sue deliberazioni dipendea talmente dal consiglio de' suoi medesimi sudditi , anche giovani , ed inesperti , che non facea mai cosa di qualche momento senza prima sentire il loro parere , ed averne il loro beneplacito ; e bene spesso seguiva il sentimento di quelli , e lasciava il proprio .   Il P. Suarez ancorché fosse di eccellente ingegno e sapere , dava spesso a rivedere i suoi libri fin a' suoi stessi discepoli , e se alcuno di loro ne disapprovava qualche cosa , con molta facilità la mutava .   L'istesso pure solea praticare S. Vincenzo Ferreri per lo poco concetto , che avea delle sue proprie opinioni , dando volentieri non solo da studente , ma da lettor ancora a rivedere i suoi scritti a' suoi compagni , anche inferiori a lui di sapere .

 

29. " Il vero ed unico rimedio per guarire da questo male si è far poco conto di quanto ci viene in capo . Venendo richiesti del nostro parere , darlo francamente , ma con indifferenza sopra l'essere ricevuto o non essere ricevuto ed approvato : ed avvezzarsi a seguir piuttosto l'altrui parere , che il proprio in tutto quello che lecitamente si può ." Sales .

Si narra nelle vite de' PP. dell'Abate Giovanni molto celebre in santità , che mentre stava per morire fu pregato da' suoi discepoli di lasciar loro qualche buon ricordo per poter acquistare la perfezione , a' quali rispose : quel che io vi posso dire , si è , che io non hom operato mai secondo il parere mio , ma secondo il parere altrui ; né ho insegnata mai ad altri cosa alcuna , che prima non l'avessi fatta io stesso .   La B. M. di Chantal ancorché fosse di una mente sublima e pronta , che subito giungeva al punto di ciò che se le domandava ; con tutto ciò quando veniva richiesta di consiglio per affari importanti , non fidandosi delle sole cognizioni , che aveva acquistate con la lunga esperienza , oltre del ricorrere a Dio per mezzo dell'orazione , volea di più consultarsi co' Padri spirituali , e con persone ben pratiche di quelle materie . Dopo poi diceva il suo particolar sentimento con queste parole : Ecco il mio parere ; ma prendete anche il consiglio di qualche persona più intelligente e giudiziosa .   S. Vincenzo Ferreri nelle cose concernenti alla direzione e governo di quella compagnia , di cui era egli il capo , avea per uso di seguitar ordinariamente piuttosto il parere e volere de' compagni , che il proprio .

 

30. " Come l'esser santo non è , che volere quello che vuole Iddio ; così l'esser savio altro non è , che giudicare le cose , come le giudica Dio . Or chi sa , se quel tuo sentimento si conformi sempre con quello di Dio ? Quante volte tu medesimo hai trovato di esserti ingannato ne' tuoi giudizi e determinazioni ? "  S. Vinc. de Paoli .

Eccellente mostrossi sempre in questa mortificazione del proprio giudizio S. Vincenzo de Paoli . Era egli dotato di tanta prudenza , che passava per uno de' più prudenti uomini del suo tempo ; e nondimeno diffidava sempre di se , ed in tutt'i suoi negozj ricorrea non solo a Dio , ma ancora agli uomini , dimandando il parere loro , e seguendo piuttosto quello che il suo , per quanto la giustizia , e la carità il permettevano : e questo ancorché quelli fossero di talento mediocre , o anche suoi inferiori . Quando poi veniva richiesto di consiglio ; dopo di aver alzata per un poco la mente a Dio , lodava , non determinando risolutamente le cose , ma esponendo con modestia il suo sentimento , e lasciando alla persona il determinarsi da se medesimo . Il suo modo di parlare era : pare , che si potrebbe far così : Vi sarebbe questa ragione , la quale pare , che inviti a pigliare questa risoluzione . E se veniva stimolato a risolvere assolutamente : Parmi , che sarebbe bene , o che sarebbe espediente di fare la tal cosa , di portarsi in tal modo . In oltre aveva sempre a caro , ed egli stesso lo suggeriva , che si chiedesse anche il parere d'altri , e gradiva che fosse seguito piuttosto che il suo ; non già , perché non conoscesse d'ordinario i negozj meglio degli altri , a cagione della sua lunga esperienza e del gran lume , che ricevea da Dio , ma puramente per amore della sommessione , e mortificazione , e per cagione della sua grande umiltà , che gli facea stimar ogni altro più di se stesso . Il che avendo osservato una Matrona in occasione di certa pia adunanza delle Dame di Carità , da lui istituita per promuovere molti beni spirituali , questa avvertì con bel modo il Servo di Dio , dicendogli , ch'egli non sapea sostenere i suoi sentimenti , ch'eran degni d'esser preferiti ad ogni altro ; alla quale ei rispose : Non sia mai , che il mio povero e debole parere abbia a prevalere a quello degli altri . Io per me gederò sempre , che Iddio operi quel che gli piace senza di me misero peccatore . Era poi tanto persuaso , che le risoluzioni prese con maturo consiglio e coll'altrui parere fossero grate al Signore , che rigettava come tentazioni tutto ciò che gli veniva in contrario nella mente : solendo dire , che quando si è raccomandato a Dio , e consultato con altri un negozio , bisogno star saldo in ciò che si è intrapreso : e credere , che Iddio non ce lo attribuirà a colpa , potendo noi dire con legittima scusa : Signore io vi raccomandai l'affare , e presi ancora il parere altrui , ch'è quanto far potea per conoscere la vostra volontà .

 

31. " La vita della nostra carne è il diletto della sensualità : dunque la sua morte è il torle ogni diletto sensibile . La vita del nostro giudizio o della nostra volontà è il disporre di se e delle cose sue , secondo il parere e desiderio proprio ; dunque la morte loro è il sottomettersi in ogni cosa al parere e volere degli altri . La vita dell'appetito alla propria stima e riputazione è lo stare in buon concetto appresso di tutti dunque la sua morte è l'occultarsi , per non essere conosciuto , per via di atti continui d'umiltà e di proprio disprezzo . Sinché uno non arriva a morire di questa maniera , non sarà mai servo di Dio , né Iddio viverà mai perfettamente in lui ."  S. Maria Madd. de' Pazzi .

Con gran franchezza diceva agli altri questa bell'Anima un sì bel sentimento , perché sapea per propria sperienza , esser ella appunto per questa via giunta a conseguire con tanto suo vantaggio la morte della propria carne , del proprio giudizio e volontà , e della propria riputazione : della propria carne , che mai lasciò di trattare con somma asprezza e rigore ; del proprio giudizio e volontà che volle tener sempre soggetti e dipendenti da altri ; e della propria riputazione , con abborrire , e fuggir continuamente ogni occasione di essere onorata e stimata .   Un grand'esemplare in questo fu ancora il glorioso S. Filippo Neri : il quale afflisse molto il suo corpo con cilizj e discipline , cibandosi per molti anni della sua gioventù quasi sempre con poco pane ed acqua ; e fatto Sacerdote appena aggiungendovi un poco di vino , e talvolta qualche erba , o qualche frutto , o al più qualche uovo ; quasi mai però altri latticini , né carne , o pesci , o minestra , se non per causa d'infermità , o che dovesse mangiare con forestieri . Quanto poi al proprio giudizio e volontà mostrò sempre tutto l'impegno di togliere e ad all'uno ed all'altra ogni pabolo , e di calpestarli continuamente a tutto suo potere . Ma sopra tutto si rese ammirabile nel combattere ed annientare l'affetto alla propria stima , ch'è quel nemico tanto infesto alla corrotta umanità , dalle cui molestie neppur le anime più sante ne vanno esenti . Per soggiogare questo comune avversario , si pose egli a petto di farsi riputare da tutti per un uomo vile ed abbietto : e però procurava da ogni occasione di prender motivo di apparir tale nel cospetto degli uomini . Ond'è , che tanto fuor di casa , quanto in casa faceva e diceva delle cose , che pareano leggerezze e pazzie .  E per venire a' casi particolari , una volta si mise a saltare , e ballare nella piazza d'una Chiesa , ov'era gran concorso di popolo a cagione della festa , che vi facea ; e fu sentito uno dire : guardo quel vecchio matto ! un'altra volta scontrato un acquarolo in una pubblica strada molto frequentata , gli chiese per grazia di lasciarlo bere ad uno di quei barilozzi ; ed ottenutala , vi attaccò la bocca , e bevve saporitissimamente ; maravigliandosi colui , che un uomo di quella qualità non si vergognasse di bere in quella maniera in presenza di tanta gente . E l'istesso fece un'altra volta alla fiasca di S. Felice Cappuccino in presenza di molti .  Invitato un giorno a pranzo dal Cardinal Alessandrino menò seco un suo penitente , facendogli portare sotto la veste una pignatta di lenticchie cotte ; e seduti che furono a tavola , la fece porre in mezzo , per così farsi stimare incivile . Ma non gli riuscì , perché il Cardinale , che conosceva la sua virtù , in vece di aver ciò a male , e di disprezzarlo , ne volle anch'egli mangiare insieme con tutti gli altri commensali .  Il Cardinal Gesualdo , che l'amava teneramente , credendo , che per la sua età avanzata e per la sua continua assistenza al Confessionario gli potesse giovare una pelliccia di martura , gliela diede , con farsi da lui promettere di portarla .  Ubbidì egli ; ma si servì dell'occasione per farsi burlare , portandola in pubblico per un mese continuo , camminando con passo grave , e vagheggiandosi intorno di tanto in tanto . Per lo medesimo fine andò molte volte per Roma accompagnato da' suoi penitenti con un gran mazzo di fiori in mano . Ed una volta fattosi radere la barba da una sola banda , uscì in pubblico saltando e facendo festa , come uno , che avesse avuto una gran vittoria .   In casa poi ne facea il continuo . Se ne stava spesso con un pajo di pianelle bianche nei piedi , con una berretta piccola in testa , con una camiciuola rossa , che gli passava le ginocchia , sopra la veste lunga ; e con questo abito ricevea chiunque da lui veniva , ancorché fossero uomini di qualità , e gran Personaggi . Teneva in camera libri di favole , di facezie , e di altre simili materie ; e quando venivan da lui persone massimamente di qualità , se ne facea leggere alcuno , mostrando molta attenzione e gusto in sentirlo . Così appunto egli fece una volta che il Papa Clemente VIII mandò da lui certi Personaggi Polacchi , perché si edificassero e s'infervorassero per mezzo de' suoi discorsi . Avendo egli avuto l'avviso della loro venuta , disse subito ad uno de' suoi , che prendesse a leggerli uno di quei libri , e non cessasse finché egli non gliel dicesse . Arrivati dunque que' Signori , egli senza punto muoversi , disse loro : aspettino di grazia , che si finisca questo bel fatto : e mentre si leggeva , mostrava una grande attenzione , e piacere , come se ascoltasse cosa di gran vantaggio e premura . Poi facendo cessare : vedete , disse , rivolto a coloro , se ancor io tengo de' bei libri , e mi fo leggere cose di considerazione ? e così proseguì senza neppur profferire una parola si spirito . Onde coloro dopo essere stati alquanto guardandosi l'un l'altro , se n'andarono assai maravigliati , ed annojati . Ed egli , partiti che furono , fece riporre il libro , dicendo : abbiam fatto quello che bisognava . Perché questo appunto era quello ch'ei desiderava , di esser tenuto in poco concetto da que' personaggi .

 

 

 

 


 

Fonte : DIARIO SPIRITUALE , di autore anonimo , Tipografia Paci , Napoli , 1843 .