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  DIARIO SPIRITUALE di Anonimo napoletano :  novembre - carità


La trascrizione di un importante testo di Anonimo , pubblicato a Napoli nel 1843 , un testo rilevante per la crescita cristiana e salvezza spirituale di ognuno di noi . Un libro che al pari del più famoso " L'imitazione di Cristo " spiega in maniera chiara e semplice  come aprirsi alla realtà e attualità del Vangelo . Se ne consiglia la lettura per il profondo insegnamento del significato di una vita vissuta secondo l'esempio di Gesù Cristo .

 

 

DIARIO SPIRITUALE

di Anonimo napoletano

 

 

che comprende una scelta di detti e di fatti di santi, o di altre persone di singolare virtù adattati ad incitare le anime all'acquisto della perfezione , e i loro confessori a condurveli

 


Indice generale dei Capitoli del libro Diario Spirituale di Anonimo napoletano


 

NOVEMBRE

CARITA'

Hoc est maximum et primum mandatum : Diliges Diminum Deum tuum ex toto corde tuo ; secundum autem simil est huic : Diliges Proximum tuum sicut te ipsum . Matth. 22. 38.

 

1. " Dio mio , e Signor mio , che bisogno vi era , che voi ci faceste un precetto d'amarvi ? Non siete voi forse amabilissimo per le vostre infinite perfezioni ? E per l'infinito amore , che a noi portate , non vi meritate voi tutto il nostro amore ? Or com'è possibile , che si trovi alcuno , che non v'ami ? Se vi è , sarà , perché non merita di conoscervi . Perché un'Anima che conosce Dio , non può non amarlo , ed amarlo a misura nella cognizione , che ne ha : tanto che , se l'ama poco , è segno , che poco lo conosce , e quanto più crescerà nella cognizione di lui , tanto più ancora andrà crescendo col di lui amore  . "  S. Ter.

Un'Anima molto elevata diede al suo Direttore la seguente relazione del suo interno .  Padre mio , gran fuoco s'accende nell'Anima quando nel tempo dell'Orazione ella vede con una chiara intelligenza , che la SS. Umanità del Signore le fa conoscere quanto egli meriti che l'amiamo , per lo molto , che ci ama ; mentre ci ama con quell'istesso amore , col quale ama se stesso . E ce lo mostra . 1. Con quel tanto , che ha fatto , e continuamente fa per noi .  2. Per lo gran desiderio che ha di essere da noi amato dimostrandocelo con tanti suoi sorprendenti tratti amorosi ; e standosene come in uno stato violento ; perché si vorrebbe a noi comunicare , e darsi a conoscere per farsi amare : ma non trovando l'accesso per mancanza delle disposizioni , non può .  3. Per pazienza , con cui soffre l'incorrispondenza d'amore , che incontra nelle sue creature tanto amate da lui ; seguitando egli con tutto ciò ad amarle incessantemente .  Or l'Anima a questi lumi esce subito in diversi affetti , or di stupore maravigliandosi , come la divina Maestà si contenti , che la creatura sia amata con un amore infinito , ed il Creatore , e Signore con un amore finito e limitato : ora d'amore , ma d'amor eccessivo , che la strugge e consuma ; e vorrebbe un cuore di Serafino , per ardere e bruciare nell'amor del suo Dio ; anzi vorrebbe amarlo con quell'istesso amore , con cui si vede da lui amata : ora d'afflizione insoffribile , per vedersi priva della cognizione e dell'amor di Dio ; che sono il sommo d'ogni sua perfezione , e l'innalzerebbero a S. D. M. , il che ella tanto desidera . Cresce ancor più questa pena per una nuova cognizione , con cui il Signore le fa intendere , che il non amarlo è un positivo disprezzo della sua Potenza , Sapienza , Carità , e Bontà , e di tante cose ammirabili , che ha fatte e patite per lei .  Oh dove si trova e come non s'annichila ella a questo lume !  Assicuratevi Padre , che quando Iddio mi ha posta nella vista di quel gran disprezzo , che ho usato al mio Amore , quando non l'ho amato , io non so come si viva : al certo , che se egli non mi avesse tenuta sospesa da' sensi , io sarei morta ipso facto . Ora finalmente s'accende l'Anima d'ardenti brame e desiderj , che sia conosciuto il suo amato , e porge acclamazioni e suppliche a quell'infinita Bontà , acciò si faccia conoscere per essere amata : ed ella si esibisce pronta a cooperare in ajuto e profitto delle Anime in quel modo , che sarà grato a S. D. M. . Così si è fatto sentire l'amante Signore a me sua vilissima ed indegnissima serva . E quando egli per sua misericordia mi ha compartite alcune di queste grazie , anche fuori dell'orazione anzi talvolta nell'atto di conversazione , e degli esercizj manuali , sono rimasta rapita e così alienata da' sensi , che per lo più avendomi in quel tempo parlato di molte cose le sorelle , non ho saputo cosa m'avessero detto , eccetto però se mi ha parlato la Superiora d'affari d'ubbidienza .   Il B. Jacopone non si dava pace in vedere gli uomini perduti nelle offese di Dio nel tempo del carnevale , e però andava gridando : Amor non amatur , amor non amatur , quia non cognoscitur .  E San Filippo Neri spesso andava esclamando : Signore , io non t'amo , perché non ti conosco .

 

2. " Quando uno è arrivato a porre totalmente il suo cuore in Dio , perde l'affetto a tutte le altre cose , ed in niuna trova più consolazione , e di niun'altra più sicura , fuorché di Dio , dimenticandosi del proprio interesse  . "  S. Ter.

Quando v'è qualche cosa creata , che mi dà consolazione e gusto io , dicea S. Bernardo , non ardisco di dire , che l'amor di Dio è in me ardente e infervorato .  E la Santa Regina Ester nel mezzo delle sue pompe e fasto reale : Signore , dicea , tu ben sai che non mi han dato gusto né la corona , né la maestà ed apparato regio , né i banchetti del Re , né in verun'altra cosa ho io avuta consolazione alcuna sin al giorno d'oggi , che in te , Signore e Dio mio .   La B. Caterina da Genova , ferita una volta dalla saetta del divino amore , andava gridando : non più Mondo , non più piaceri . E se allora fosse stata padrona di mille Mondi ; gli avrebbe tutti gettati via per dar tutto il suo cuore a Dio .  S. Ignazio Loyola arrivò tant'oltre in questo che avea perduto l'affetto ad ogni cosa , che non fosse Dio , e niente altro avea nel cuore , che di piacere a lui , e di guadagnarsi l'affetto suo . Onde disse un giorno , che se Iddio avesse posto in sua elezione , d'andarsene allora a dirittura in Paradiso , o di fermarsi più nel Mondo per servirlo , e farlo servire dagli altri , anche con incertezza della sua salute , avrebbe eletto piuttosto il secondo , che il primo .

 

3. " Ahimé ! Non abbiamo tanto amore quanto ci bisogna : voglio dire , che bisognerebbe che l'avessimo infinito , per averne abbastanza per amare a dovere il nostro Dio ; e con tutto ciò miserabili che siamo lo gettiamo via prodigamente , in cose vili e vane , come se n'avessimo d'avanzo  . "  Sales.

Questo buon Santo non potea soffrir nel suo cuore affetto a veruna cosa . Ond'è , che disse un giorno : Certamente se io conoscessi un sol filo d'affetto nell'Anima mia , che non fosse di Dio , o per Dio , incontanente lo troncherei . Perché vorrei esser piuttosto un nulla , che non esser tutto di Dio senz'alcuna eccezione .   S. Filippo Neri bruciando in quelle fiamme amorose , andava spesso gridando : com'è possibile , che uno , il quale crede in Dio , possa amare altro che Dio : E come , lagnandosi con lo stesso Dio , esclamava : Signore essendo voi tanto amabile , ed avendomi comandato d'amarvi ; perché poi m'avete dato un sol cuore , e questo sì picciolo ?    S. Agostino per indurre l'Anima sua a radunare tutto il suo amore in Dio , così l'andava stimolando : Che cosa è mai in questo Mondo , che ti possa piacere , e che possa guadagnarsi il tuo amore ? dovunque ti volgi , non vedi altro che Cielo e Terra . Se nell'uno e nell'altro luogo tu trovi cosa degna di lode e d'amore , quanta lode e di qual amore dee esser degno colui , che ha fatto queste cose , che lodi ed ami ? Anima mia finora già sei stata lungamente occupata , e sbattuta quà e là da molte , e varj desiderj , che t'impiegarono il cuore , e lo divisero in molti amori : lasciandoti sempre inquieta , e non mai sicura . Raccogliti ora un poco in te stessa , e chiedi a quelle cose , che ti piaceano , chi sia l'autore loro : e giacché ammiri la fabbrica , ama il Fabbricatore : né t'immerger tanto in ciò ch'è fatto , che ti dimentichi di colui che lo fece . Ah si , si mio Dio , tu sei certamente degno di esser riverito ed amato sopra ogni altra cosa della Terra e del Cielo . Anzi tutte le altre cose transitorie non meritano di esser punto amate , per non perdere l'amore tuo , ecc.

 

4. " L'Anima , che ama daddovero Iddio , in sapere , che una cosa sia di maggior perfezione e servizio di lui , per lo contento , che prova in dargli gusto , l'eseguisce subito , e senza pena . Ah mio Dio , che non vi bisogna altro , che amarvi davvero , e lasciar davvero ogni cosa per amor vostro , acciò Voi rendiate il tutto facile ! "  S. Ter.

Così faceva ella : onde disse una volta : Sebbene io desiderassi la nuova riforma , per allontanarmi da tutto , e seguire la mia vocazione con più perfezione ; di tal maniera però la desidero , che quanto avessi inteso , e conosciuto essere di maggior servizio di Dio il lasciarla del tutto , l'avrei certamente fatto con ogni tranquillità e pace .  Perché nel conoscer io , o sapere che una cosa sia di maggior perfezione , e servizio del Signore : mi quieto , e col contento , che provo in dargli gusto , mi passa subito la pena di lasciar qualunque cosa di mia soddisfazione . E questo tanto era vero che per non mancarci mai volle obbligarci con voto di far sempre quel che avrebbe conosciuto esser più perfetto e di maggior gusto del Signore .   Questo medesimo voto si legge aver parimenti fatto S. Andrea Avellino , e la B. M. di Chantal .   Di S. Ignazio Loyola già si sa , che non solo cercava in ogni cosa la gloria di Dio , ma la maggiore , che potesse . Onde è , che la Chiesa nell'orazione , che per lui ordinò , questo mise come per suo proprio carattere e distintivo ; averlo Dio eletto per propagar la di lui maggior gloria .

 

5. " Quando l'amor di Dio s'è impadronito d'un Anima , produce in essa un'insansiabile brama d'operar per l'amato : tanto che per molte e grandi opere che faccia , e per molto tempo che spendea per suo servizio , tutto le sembra nulla ; e sempre s'affligge di far poco per lo suo Dio : e se le fosse lecito di sfarsi , e morir per lui , ne resterebbe molto consolata . Onde è che ella si tien sempre per inutile in tutto ciò che fa , e le pare di vivere oziosamente ; perché insegandole l'Amore quel che Iddio merita , a quel chiaro lume vede tutt'i difetti ed imperfezioni delle sue azioni ; e così da tutto cava confusione , e pena : conoscendo , essere molto basso il suo modo d'operare per un sì gran Signore . Ed in questo grado sta ella molto lontana dall'aver vanagloria e presunzione , e dal condannare gli altri . "  S. Gio. Crisost.

S. Vincenzo de Paoli era non meno instancabile , che insaziabile d'operare per Dio , e rendersi accetto nel di lui cospetto : né si credea d'aver mai fatto abbastanza per un Signore sì grande ; ma ad imitazione dell'Apostolo ponendo sempre in oblio quanto di bene fatto avea per l'addietro , mettea tutto il pensiero e studio suo in avanzarsi ogni dì nel di lui servizio .   Fu ammirabile in questo S. Carlo , il quale ebbe sempre , finché visse , un insaziabile desiderio d'onorar Dio , e di promuovere ed accrescere il di lui culto , che lo spingeva ad operare senza mai stancarsi ; anzi mostrandosi sempre più fresco un giorno che l'altro nelle fatiche , succedendosi l'una all'altra senz'alcuna intermissione , di modo tale , che cadendo sovente per terra i suoi Ministri per la stanchezza , egli non diede mai minimo indizio , come se le fatiche gli servissero di ricreazione e di sollievo .  E quello che è più , con tante e sì grandi opere da lui fatte in servizio di Dio , non mai mostravasi contento di ciò che avea fatto ; ma andava continuamente inventando nuove maniere d'operare ; né mai pensava ad altro : né di altro parlava , che di Dio , e di cose spettanti all'onore e servizio di suo Dio .

 

6. " Giunto che uno è al perfetto amore di Dio , diviene come se fosse un sol uomo sopra la Terra . Non cura più la gloria , né la ignominia : disprezza le tentazioni , ed i patimenti  : perde il gusto e l'appetito di tutte le cose . E non trovando appoggio , né consolazione , né riposo in cosa alcuna , va incessantemente in cerca dell'Amato , senza mai stancarsi , di modo che , e quando lavora , e quando mangia , e quando veglia , e quando dorme , ed in ogni sua operazione e discorso , tutto il suo pensiero , e tutto il suo studio è di ritrovare l'Amato : perché ivi ha egli il suo cuore , ov'è il suo tesoro . In una parola è come un innamorato , il quale altro non sospira , che il volto della sua amata , e la sua amata è il suo tutto . "  S. Gio. Crisost.

Zenone Monaco , assorto un dì in contemplazione , andava girando qua e là a guisa di fanatico , quando incontratosi nell'Imperadore Macedonio , e richiesto da lui che facesse , rispose : e tu che vai facendo per qua ? Vado a caccia , disse l'Imperatore ; ed egli : Ed io vado cercando Dio , e non mi fermerò finché non l'abbia trovato . E ciò detto gli voltò le spalle , e lasciollo .   Il P. Raimondo Lullo era tanto internato nel Divino Amore , che tutto il suo negozio era l'amore , non sapea né pensare , né parlare d'altro , che di questo . Onde se alcuno gli dimandava , di chi sei tu ? Rispondea , dell'Amore : da dove vieni ? dall'Amore : dove vai ? all'Amore : chi t'ha condotto qua ? l'Amore .  S. Onofrio Ab. Lirinense vivea tanto innamorato di Dio , e tanto cercava l'ossequio e la gloria di lui , che non solo di giorno , ma anche di notte tutt'i suoi pensieri , ed affetti erano indirizzati a lui per fin dormendo facea de' brevi e ferventi discorsi circa l'obbligo , ed il modo d'amare Dio e tutt'i suoi sogni d'altro non erano , che dell'amor di Dio , della pietà e divozione .   Questo stesso era il tenor  di vita tenuta dal glorioso S. Vincenzo Ferreri , del quale scrivono che avea sempre il cuore e la mente pieni di Dio . Pensava sempre a Dio , non parlava mai che di Dio , o con Dio , di modo che , e camminando , e sedendo , studiando , e discorrendo , sembrava sempre assorto in Dio ; il cui amore gli compariva nella bocca , nel volto , negli occhi , ed in tutt'i suoi sentimenti in ogni luogo e tempo , quando anche dormiva : poiché in tal'occasione fu da varj più volte osservato per le fessure della porta della camera , ove stava dormendo , tutto illuminato da un maraviglioso splendore , che usciva dalla sua faccia .   Sembrano incredibili gli eccessivi ardori , che patirono di questo santo fuoco molte Anime sante . Scrivono , essere stati sì grandi in S. Luigi Gonzaga , che compariva col volto tutto infiammato : i S. Caterina da Siena , che fuoco naturale le parea piuttosto freddo , che caldo ; in S. Pietro d'Alcantara , che immergendosi negli stagni gelati , li facea bollire , come se vi fosse stato posto un ferro rovente ; in S. Francesco di Paola , che con accostare un dito alle lampade estinte , incontanente si accendeano , come se vi avesse accostata una torcia ardente ; nella V. Suor Maria Villani , che ad una sola girata  o di pensiero nel suo interno a Dio , o di occhi nell'esterno a qualche santa Immagine , sentendosi subito come abbruciare , si dava a bere acqua fresca , e ne bevea fin a 35 e 45 libbre al giorno ; senza poter estinguer la grande arsura ; e l'acqua nel calar dentro , parea che cadesse sopra un ferro infocato : onde le fu di bisogno lasciare le orazioni vocali e tutte le sue solite particolari divozioni , ognuna delle quali le serviva come di soffietto per porla in un grande incendio .  Ed in S. Filippo Neri , che una notte fra le altre stando nelle Catacombe , gettatosi per terra esclamava : non posso più , non posso più reggere , e ritornato in se , trovò , che se gli erano inarcate due coste nel petto per gli sbalzi del cuore .  Ma non si debbono qui accennare alla rinfusa due fatti celebri .  Uno è di S. M. Madd. de Pazzi , la quale pativa frequentemente di tali eccessi . Ma un giorno fra gli altri trovandosi accesa più del solito , si mise a correre prima per li corridori , e poi per lo giardino : e quante sorelle incontrava , prendendole per la mano , e stringendole forte , dicea . Sorelle amate voi l'Amore ? Come fate a poter vivere ? Non vi sentite voi consumare per Amore ? e dopo d'aver gridato un pezzo di questa maniera , si portò nel campanile , e si pose a sonare con gran fretta le campane a festa . Dove accorse tutte le Monache , e richiesta perché sonasse : suono , rispose , perché venga la gente ad amare l'Amore , dal quale è tanto amata .   L'altro fatto accadde ne' tempi di S. Luigi Re di Francia , ne' quali un suo Ambasciatore incontrò un dì un Tolemaide una donna , che camminava per la Città con un vaso d'acqua nella destra , e con una torcia accesa nella sinistra , e sospirando gridava : oh Dio , oh Dio ! E ' possibile ! E richiesta dall'Ambasciatore che cosa volesse fare , rispose : Vorrei se fosse in piacer di Dio con quest'acqua estinguer l'inferno , e con questa torcia dar fuoco al Paradiso ; affinché Iddio fosse amato per puro Amore .

 

7. " Si dee avvertire , che il perfetto Amore di Dio non istà in questi gusti , lagrime , e sentimenti di divozione , che per lo più noi desideriamo : ma in una forte determinazione , e vivo desiderio di dar gusto a Dio in tutte le cose , ed in procurare per quanto si può di non l'offendere , e di promuovere la sua gloria . "  S. Ter.

Avea ben compresa questa gran verità la B. M. di Chantal , la quale avendo inteso , che una sua Religiosa era tenuta per un'Anima ripiena d'amor di Dio , perché godea molte straordinarie consolazioni , scrisse così alla di lei Superiora . Cotesta buona figliuola ha molto bisogno d'esser disingannata . Ella si crede tanto elevata nell'amor di Dio , e nulla di meno non è molto sublime in virtù . Io credo , che quei calori e quegli assalti , ch'ella sente , sieno opere della natura e dell'amor proprio . Per lo che bisogna farle sapere , che la vera sodezza dell'amore non consiste nel gustare le divine soavità , ma bensì nell'esatta osservanza delle regole , e nella pratica fedele delle sode virtù : cioè nell'umiliarsi , nell'amare il proprio disprezzo , nel sopportar le ingiurie e le avversità , in una dimenticanza di se stessa , ed in un amore , con che non si curi d'esser conosciuta da altri , fuorché da Dio . Questo solo è amar davvero , e questi sono i contrassegni infallibili del vero amore . Iddio ci preservi da quell'amore sensibile , che ci lascia vivere in noi stesse : poiché il vero amore conduce alla morte . Tale fu l'amore di S. Tommaso d'Aquino , del quale si attesta , che avea sempre mantenuta l'Anima sua pura e netta come quella di un fanciullo di cinque anni .

 

8. " L'amor di Dio , è l'albero della vita in mezzo al Paradiso Terrestre , il quale tiene , come tutti gli altri alberi , sei parti : cioè radici , tronco , rami , frondi , fiori , e frutti . Le radici sono le virtù , per mezzo di cui s'acquista esso amore ; e le principali sono nove : 1. Vera penitenza , e frequenza de' Sacramenti . 2. Osservanza de' comandamenti e delle regole . 3. Timor di Dio . 4. Mortificazione delle passioni e degli appetiti . 5. Ritiramento , e riguardo dalle occasioni . 6. Esame di coscienza . 7. Umiltà . 8. Ubbidienza . 9. Misericordia verso i prossimi .   Il tronco poi è l'arredamento della nostra volontà alla volontà di Dio . I rami si raccolgono da quelle parole : sub umbra illius , quem desidera veram , sedi ; ed il primo di questi è la Fede viva , pel cui mezzo l'Anima mira da vicino il Sole di Giustizia senz'abbagliarsi : il 2. la vera Confidenza nella Divina protezione , per ragion di cui può stare tra le avversità senz'abbattersi : il 3. sono gli ardenti desiderj , ed i fermi propositi , e gli altri atti interni , ch'ella sia continuamente facendo , per arrivar al vero amore : il 4. è la costanza con cui si mette a sedere sotto questo albero .  Le frondi sono : 1. le nove grazie gratis date : 2. le dolcezze interne , giubili , allegrezze spirituali , tenerezze , lagrime , e cose simili : 3. i ratti , e l'estasi , dichiarati in quelle parole : Introduxit me Rex in cellam vinariam .  Tutte queste cose si dicono frondi , perché servono d'ornamento all'albero ; e giovano allo stagionamento de' frutti ; e nell'inverno delle aridità e tribolazioni se ne cadono appunto come le foglie dell'albero , restandosene l'amor di Dio .  I fiori sono le opere e le virtù eroiche , che l'Anima innammorata produce , e quel che chiese la sposa , con dire : Fulcite me floribus .  I Frutti sono i travagli , le afflizioni , e le persecuzioni , che l'Anima sopporta con pazienza , quando Iddio gliele dà , o se le procura essa da se per maggiormente servirlo , e per imitar Gesù Cristo nel patire . "  S. Ter.

Non è maraviglia , che , la Santa abbia saputo descriver così bene questo santo albero , perché lo teneva ben piantato nel suo cuore , ben adornato in tutte le sue parti .  Questa medesima idea avea dell'amore , una buona monaca in Napoli detta Suor Maria di Santiago , nella cui vita si legge , che lo considerava come una nobilissima pianta posta nel bel suolo di quelle Anime , che lo posseggono ; fecondissima di fiori , e di frutti di sante operazioni , ed uno de' principali , diceva essere l'amor del prossimo , del qual ella tanto abbondava ; perché tenea ben radicata questa bella pianta del divino amore nell'Anima sua .

 

9. " Alcuni si tormentano in cercar mezzi per trovar l'arte d'amare Dio , e non sanno i poverini , che non vi è altr'arte , né altro mezzo che amarlo ; cioè mettersi nella pratica di quelle cose , che a lui sono grate . "  Sales.

S. Vincenzo de Paoli si mise eccellentemente in questa santa pratica essendosi dato all'osservanza della santa Legge con tanta esattezza , che quelli , che l'osservavano più da vicino , assicurano , che sarebbe bisognato di non esser uomo , per mancarvi meno di lui . Poiché stava continuamente sopra di se ; mortificato nelle sue passioni , retto ne' suoi giudizj , circospetto nelle sue parole , prudente nella sua condotta , puntuale nelle pratiche di pietà ; e sì perfettamente unito a Dio , per quanto dall'esterno si potea giudicare , che ben si vedea , esser l'amor di Dio quello , che animava il suo cuore , e che regnava in tutte le potenze , e sentimenti dell'Anima sua , per regolare ogni suo movimento ed operazione ; tantocché si può dire , essere stata tutta la vita sua un sacrificio continuo , che a Dio facea non solo degli onori , comodi , piaceri , e di tutti gli altri beni del Mondo ; ma ancora di tutto quello che avea ricevuto dalla sua liberalissima mano , come lumi , affetti , desiderj , e tutto ciò , che cader potea sotto la sua disposizione . Né altra brama ebbe mai , se non  che Dio fosse conosciuto , e glorificato perfettamente , e adempiuta la di lui volontà in ogni luogo e tempo , e da ogni genere di persone . Al qual unico fine era sempre indirizzato tutto ciò , ch'egli pensava , dicea , e faceva .

 

10. " L'amor di Dio s'acquista con risolversi la persona d'operare e patire per Dio , ed astenersi da tutte quelle cose che gli dispiacciono ; ed effettuarlo poi nelle occasioni . E per poterlo meglio fare nelle cose grandi , bisogna avvezzarsi nelle piccole . "  S. Ter.

Questa Santa essendo molto contrariata nelle sue fondazioni , disse che non facea cosa alcuna , che non fosse con il parere di persone dotte per non andar punto contra l'ubbidienza . Perché , soggiunse , per una minima imperfezione , che vi avessero detto esservi , è certissimo , che avrei lasciati mille Monasteri , non che uno .    S. Vincenzo de Paoli si mostrò in questo molto insigne . Poiché per non aver voluto acconsentire a cose anche minime contra la giustizia , semplicità , e carità ; dovette soffrir molte male risposte , dimande indiscrete , rimproveri , affronti , importunità , con altri incomodi , e mancanze , e picciole e grandi commesse contra di lui e dagl'interni , e dagli esterni . Ne' quali casi non fu mai veduto dar segno d'impazienza  , o profferir parola di lamento ma anzi per meglio mostrare la fortezza del suo amore verso Dio , allora operava e parlava con maggior dolcezza , e tranquillità .

 

11. " Una maniera ottima per esercitarsi nell'amore di Gesù Cristo , è assuefarsi ad averlo sempre presente per quanto si può . Il che si può fare in tre modi . 1. Quando si ha da far qualche azione , rappresentarsi il modo , con cui la faceva egli , allorché dimorava nel Mondo , ed insieme lo spirito ed intenzione , con cui egli l'animava , per imitarlo . 2. Pensare , come egli ci sta mirando continuamente dal Cielo , e spargendo sopra di noi l'abbondanza delle sue grazie e consigli . 3. Riconoscendo in ogni nostro prossimo la persona di lui .  In questa maniera noi faremo con più facilità e perfezione le nostre azioni ; schiveremo molti difetti , inquietudini , ed impazienze ; ed in ogni servizio , che faremo al prossimo , meriteremo tanto , quanto se lo facessimo all'istesso Signore . "  S. Vincenzo de Paoli.

Così in fatti praticava egli stesso , che si rese tanto celebre nell'amor di Gesù . Non intraprendeva affari , non dava consigli , non faceva azione alcuna , se prima non fissasse lo sguardo della mente negli esempj , o detti di Cristo , e ne' premj , ch'egli tien preparati , e dispenza largamente a chi opera il bene . E nel trattar coi prossimi , in ciascun di loro rimirava sempre la stessa persona di Cristo . Onde avea spesso in bocca quelle parole : così dicea Cristo ; così facea Gesù Cristo ; dobbiam riconoscere in tutti gli uomini la medesima persona di Cristo .

 

12. " Vuoi sapere , come stai d'amor di Dio ? eccone i contrassegni . Quanto più cresce l'Anima nel divino amore , tanto più cresce in essa il desiderio di patire , e di esser umiliata . Questi sono i contrassegni sicuri del sacro fuoco : il restante è tutto fumo . "  S. Vincenzo de Paoli.

S. Gio. della Croce mostrò quanto fosse ben persuaso di questo ; mentre comparendogli un giorno Gesù Cristo , e chiedendogli che premio volesse per tanti travagli e fatiche , che avea sofferto per amor suo : Signore , rispose , non altro , che patire , ed esser disprezzato .   S. Metilde sentendo cantare un dì quelle parole del S. Vangelo : Simon Juannis , diligis me plus his ?  rapita in estasi sentì dirsi da Cristo : Metilde , mi ami tu più di tutte le cose , che son nel Mondo ? ed ella rispose : tu sai , Signore , che io t'amo . Soggiunse Cristo : ma mi ami tu in maniera , che per me saresti pronta a soffrire tutt'i travagli , tormenti , ed umiliazioni ? ed ella : tu ben sai che niun tormento mi può separare da te . E Cristo : Ma se questi tormenti fossero atroci , li soffriresti allegramente e prontamente per amor mio ? E Metilde : sì , Signore , prontissima . Or piacque tanto a Dio questo sì grande amore , che le diede il merito , come se avesse patito realmente .

 

13. " Il vero contrassegno che noi non amiamo altro che Dio , è quando l'amiamo egualmente in tutte le cose . Imperocché essendo egli sempre eguale a se stesso , non può la disuguaglianza del nostro amore verso di lui nascere da altro , che dalla considerazione di qualche cosa che non è lui . "  Sales.

Da questo ben si conosce quanto fosse puro l'amor del medesimo Santo , il quale né si accresceva punto nella prosperità , né punto si diminuiva nelle avversità : ma in tutto egualmente rispettava il Signore , e per tutto lo ringraziava e lo benediva .  Anche la B. Maria di Chantal diede questo bell'indizio del suo perfetto amore di Dio col sentirsi del pari contenta nelle consolazioni , che nelle desolazioni , delle quali ne patì molte e per molto tempo . E la ragione di questo era , com'essa dicea , perché tanto in queste , quanto in quelle null'altro bramava e cercava , che l'adempimento della divina volontà , dalla quale sì le cose prospere , che le avverse sapea venirle mandate .  I veri Amatori di Dio diceva una santa Anima , sono come il sole , il quale ancorché talvolta venga coperto dalle nuvole , in se stesso però resta sempre colla medesima serenità , e collo stesso calore .

 

14. " La misura della Carità si prende dal mancamento de' desiderj . Quando più vanno mancando i desiderj in un'anima , tanto più in lei va crescendo la Carità : e quando non sente più in se alcun desiderio , allora possiede la perfetta Carità . "  S. Agost.

S. Francesco di Sales solea dir di se : io voglio poche cose ; e quelle stesse , che voglio , le voglio molto poco : non ho quasi alcun desiderio , e se dovessi rinascere , non ne vorrei di sorta alcuna .   S. Teresa era tanto persuasa di questa verità , ch'esclamava : Oh amore , che mi ami più di quel che io medesima mi possa amare , e più di quel che io possa capire ! Perché dunque vorrò io , o Signore , desiderare più di quel che voi mi volete dare ?

 

15. " Il più sicuro contrassegno per sapere se uno ha l'amore di Dio , è il vedere se ha quello del prossimo . Questi due amori non vanno mai separati l'un dall'altro . E state pur certo , che quanto più vi vedrete approfittare in quello del prossimo , tanto più anche lo sarete in quello di Dio .  Questa è la regola più sicura per vedere quanto uno ama Dio , vedere quanto ama il prossimo . Importa dunque molto , che miriamo con grande avvertenza , come camminiamo in questo santo amore del prossimo nostro : perché se questo è con perfezione , abbiam fatto il tutto . Perciò bisogna esaminarsi bene nelle piccole cose che occorrono senza far gran caso di certe idee grandiose , che così all'ingrosso vengono talvolta nell'orazione di voler fare e dire per lo prossimo , e non mai si mettono in opera . "  S. Teresa .

La B. Angela di Foligno pregò il Signore a darle qualche segno per sapere se ella amava lui veramente , e se era da lui amata ; ed egli rispose così : il più chiaro segno dell'amore scambievole tra me , ed i miei servi , è l'amare essi i loro prossimi .   Riferisce Tertulliano de' primi Cristiani , che si amavano scambievolmente con dimostrazioni così espressive d'affetto , che gli stessi Gentili ne restavano sommamente ammirati , e diceano fra di loro : Osservate quanto questi Cristiani si amano vicendevolmente ; come si portano rispetto gli uni con gli altri : come sono attenti a rendersi ogni sorta di servizio sino ad esser pronti di subire la morte l'uno per l'altro !   Abbiamo da S. Girolamo , che S. Gio. Evangelista nell'ultima sua decrepitezza non potendo più intervenire alle sacre adunanze se non sostenuto tra le braccia de' suoi discepoli : né per la debolezza della voce diffondersi in lunghi ragionamenti , altro più non facea , che ripetere queste poche parole : Figliuoli miei , amatevi scambievolmente l'un l'altro .  Del che tediati gli astanti lo interrogarono perché loro facesse sempre la stessa predica . Perché , rispose , questo è il precetto del Signore , e se questo osserverete , questo solo vi basta .   La B. M. di Chantal , perché le sue Religiose potessero accertarsi nelle occorrenze , se le loro operazioni procedessero dallo spirito di vera Carità , fece scrivere sul muro di quel corridojo , per dove più frequentemente passavano , tutte le qualità , che sono date dall'Apostolo a questa sublime virtù : La Carità è paziente , dolce , senza gelosia , senz'ambizione , senza interesse , senza disgusto . Essa vede tutto , spera tutto , sopporta tutto . Quando poi alcuna talvolta dicendo la sua colpa nel capitolo si accusava di qualche mancamento contra la Carità , la mandava a leggere queste sentenze , ch'essa chiamava lo specchio del Monastero .  Ed ella stessa andava spesso a leggerlo alla presenza delle sue figlie , e di poi rivolgendosi col volto tutto infiammato , dicea : se io parlo col linguaggio degli Angeli , e non ho la Carità , io sono un niente : e se do il mio corpo a' tormenti ed al fuoco , e non ho la Carità , questo a nulla mi giova .

 

16. " E' da riflettersi , che Dio , il quale ci ha raccomandato d'amare il prossimo , ci ha altresì prescritta la maniera , con cui dobbiamo amarlo , ch'è d'amarlo come noi stessi . Questa è la regola , che non si può trasgredir senza colpa , ed è tanto essenziale all'amore del prossimo , che se fosse differente , non sarebbe sufficiente . "  S. Francesco di Sales .

Narra S. Doroteo del santo vecchio Annone , che avendogli alcuni Monaci detto che un altro solitario teneva in cella una donna , vi andò con loro : ed avendo nell'entrare veduta la donna sotto il letto , per liberar il Monaco da quella confusione , si pose a sedere sopra il letto , impedendo così colla sua tonaca , che non si potesse vedere ; e poi disse : or dov'è quella donna , che mi dite ? Ma quegli edificati della di lui carità , non ebbero ardire di dir altro . E partiti essi , fece una dolce correzione al delinquente .   S. Venceslao spendea gran parte de' suoi tesori e ricchezze in comprare figli di persone Gentili , i quali poi facea che si rendessero Cattolici .

 

17. " La Carità fraterna è un contrassegno della nostra predestinazione . Poiché ci fa riconoscere per veri discepoli di Cristo ; mentre questa divina virtù fu quella , che lo mosse a far vita povera , ed a morir ignudo su d'una Croce . E però quando ci troviamo nelle occasioni di patire per la carità , ne dobbiamo benedire Dio . "  S. Vinc. de Paoli .

S. Eufrasia Monaca nella Tebaide , era tanta inclinata alla Carità , che stava delle settimane intere senza prender cibo per l'eccessiva occupazione in tal esercizio : e se le avanzava qualche poco di tempo lo spendea nell'orazione . Fu osservato , che per u anno continuo in tale esercizio  non si mise mai a sedere , con che si rese non solo cara , ma amabile a tutto il Monastero ; tanto che parea loro vedere non una creatura terrena , ma un Angelo in carne .  In fine Iddio rivelò all'Abbadessa , che fra breve le avrebbe levata Eufrasia . Il che saputosi da una sua compagna , non faceva altro che piangere , ed intesane Eufrasia la cagione , se ne attristò , per vedersi togliere l'occasione di poter servire Dio nel suo prossimo .   Eulogio uomo molto dotto si risolvé di lasciar lo studio , e darsi tutto al divino servizio . Perciò distribuito a' poveri quasi tutto il suo avere , non sapendo qual modo di vita eleggere , che fosse grato al Signore , se n'andò in piazza , ove trovato un lebbroso senza mani e senza piedi , egli tocco da una viva compassione , fece come un patto con Dio di prendersi la cura di colui , e d'alimentarlo sino alla morte , con certa speranza di ritrovar con questa misericordia appresso al Signore .  Condottolo adunque in sua casa , lo governò con le proprie mani per quindici anni . Dopo i quali colui istigato dal Demonio , prese ad ingiuriare Eulogio , con dire , che doveva aver commessi molti furti e molte scelleraggini ; e perciò volesse per mezzo suo liberarsi da' suoi peccati ; ma ch'egli non volea star più con lui , e che volea mangiar carne , e però lo riportasse in piazza . Gli portò Eulogio della carne , e procurava di consolarlo . Ma colui non si acquietava , dicendo , che volea veder gente , e che in tutt'i conti lo riportasse in piazza .  Allora Eulogio non sapendo più che fare , lo condusse sopra una nave a S. Antonio , il quale sgridatili prima amendue , disse , che Iddio gli avea visitati con quella tentazione , perché erano vicini alla fine de' loro giorni ; e che però avessero pazienza per quel poco di tempo , e non si separassero , perché il Signore avea così disposto , per dar loro maggior premio . Se ne tornarono perciò a casa , e dopo quaranta giorni morirono prima Eulogio , e poi l'altro .

 

18. " Ama tanto Iddio i nostri prossimi , ch'è giunto a dare per essi la propria vita ; e gode , che per far bene a loro , noi lasciamo lui medesimo . Quanto dunque si può credere , che gli sien grati tutt'i servigj , che gli facciamo ?  Ah , che se intendessimo bene quanto importi questa virtù dell'amor del prossimo , non ci daremmo ad altro studio , che a questo ! "  S. Ter.

S. Vincenzo de Paoli mostrò d'esser ben persuaso di tal verità . Poiché si prese tanto a petto questo esercizio , che parea , non avesse altro da fare , che questo . E si può con verità dire : non essersi mai trovato alcun avaro , che si sia sì bene approfittato delle occasioni di conservare , ed accrescere i suoi beni , quanto egli di quella di far bene al suo prossimo . E questa sua carità non era ristretta e limitata da alcun termine ; ma si stendea generalmente a tutt'i tempi , a tutt'i luoghi , ed a tutte le persone capaci di goderne gli effetti .   Trovandosi una mattina afflitta S. Geltrude avanti la Comunione , per non potersi per l'assenza del Confessore , confessare di alcune sue negligenze ; il Signore lo consolò , con fargli vedere l'Anima sua adorna di molte gioje preziose , e molto risplendenti , e le disse : perché ti rattristi per questo , essendo tu adorna della veste della Carità , la quale ben sai , che copre la moltitudine de' peccati ?   S. M. Madd. de Pazzi era tanto attaccata a questo esercizio , che solea dire , stimar essa perduto quel giorno , in cui non avesse fatta qualche carità al prossimo .   Mosé , per ottenere il perdono a' suoi fratelli dal Signore , chiedea d'esser cassato da libro della vita ;   S. Paolo d'esser anatema ;  e S. Paolino giunse sin a mettersi in ischiavitù in luogo d'un altro .

 

19. " Oh quanto dev'esser grande l'amore , che porta a' poveri il figlio di Dio ! il quale elesse lo stato di povero , volle esser chiamato il dottor de' poveri , e riputò in ispecialissimo modo per fatto a se tutto ciò , che si fa a' suoi poveri .  Convien dunque amare i poveri con un affetto tutto speciale ; mirando in essi la persona medesima di Cristo , e facendone tutto quel conto , che ne faceva esso . "  S. Vincenzo de Paoli .

Il medesimo Santo sebbene amava tutti , sopra tutti però si può dire , che amasse i poveri , che portava tutti nel cuore , e per li quali aveva un amore più che di padre ; amandoli con tenerissimo affetto , che produceva in lui un vivo sentimento delle loro miserie , ed una continua applicazione in procurar di liberarneli .  Ond'è , che quando udiva , o vedea qualche persona , o luogo in necessità , si gli riempiva subito il cuore di tenera compassione ; e senza esserne pregato , pensava al modo di provvedervi , tanto che la sua principal cura e sollecitudine par che fosse di sovvenire i bisognosi , e sollevare i poveri . Come il diede a conoscere , mentre discorrendo un giorno con uno della cattiva stagione , che minacciava una gran carestia , mandò un sospiro , e disse : Ah , che io mi trovo angustiato non tanto per la nostra Compagnia , quanto per li poveri ! Noi usciremo a chieder pane per le nostre case : che se non n'avremo , potremo pure darci a servire da Vice-Curati per le Parrocchie , e trovarlo ; ma i poveri che faranno ? ove andranno ? confesso il vero , che questa è la maggior afflizione e travaglio .   L'istesso si può dire di S. Francesco di Sales , con quest'aggiunta che pareva usasse distinzione tra le persone preferendo a' ricchi i poveri , e nel temporale e nello spirituale ; perché conforme , dicea , li mirava come gente abbandonata dal Signore alla nostra cura .  Molti altri pure furono insigni in questa tenerezza verso i poveri .  Suo M. Crocifissa solea dire alla sorella Abbadessa , che se mai avesse a negare la limosina a' poveri , facesse in modo , ch'essa non vi si trovasse presente : perché non avea viscere sa sopportarlo .  S. Margherita Monaca Domenicana quanto facea loro , era con tal pulitezza , gentilezza e maniera , ch'era passato in proverbio il dire , quando non si vedea qualche cosa ben aggiustata : si vede , che questo non è fatto secondo il Libro di Suora Margherita .  S. Edvige Regina di Polonia , ministrava loro inginocchioni , e lavava loro i piedi . Così pure S. Stefano Re d'Ungaria , ed altri .   Il V. Mons. di Palafox , fatto Vescovo ogni giovedì dava pranzo a dodici poveri assistendoli egli stesso in persona .  Però leggendo un dì la vita di S. Martino , trovò , che questi dava a mangiar a' poveri colle proprie mani , e lavava loro i piedi , e propose di far egli pure lo stesso ; ed indispensabilmente l'eseguiva in tutt'i mercoledì , e sabati , votando di sua mano due gran pendole , e porgendone a ciascheduno ; standosene sempre inginocchioni e col capo scoperto , e di poi lavando loro i piedi ; e tutto facendo col medesimo gusto ed attenzione , come se lo avesse fatto alla stessa persona di Gesù Cristo . Il che produsse nel suo interno un gran rispetto verso i poveri , parendogli ogni volta che ne incontrava alcuno di vedere l'istesso Dio .

 

20. " Il visitare o sollevare gl'infermi non può non essere cosa molto grata al Signore , mentre l'ha tanto raccomandata . Ma per farla volentieri , e con più merito , si ha da riguardare l'infermo , non come un semplice uomo , ma come la persona stessa di Cristo , il quale attesta di ricevere nella sua propria persona quell'ossequio . "  S. Vincenzo de Paoli .

S. M. Madd. de Pazzi usava verso tutte le inferme una carità incredibile . Le visitava ogni giorno ; e se erano più bisognose o aggravate , più volte il giorno : trattenendovisi quanto bisognava , e servendole in tutt'i loro bisogni , ai quali provvedeva , o faceva provvedere dalla Superiora , e dalle ufiziali : le animava a prendere il cibo con assaggiarlo talvolta prima essa e poscia dolcemente imboccarcelo : loro aggiustava i letti , e scopava le stanze : facea gli ufizj più vili , benché non fosse impiego suo : leggea loro de' libri spirituali , l'esortava alla pazienza , le consolava : ed il tutto facea con tanta allegrezza ed affetto , che era loro di gran conforto . E questa sua gran carità era universale verso tutte , senz'alcun interesse , ma unicamente per amor di Dio , riguardandole ora come tempj dello Spirito Santo , ora come sorelle degli Angeli , ed immaginandosi sempre di servire l'istesso Dio .  Quando dovean prender medicine ad ore incomode , s'offeriva all'infermiera di assisterle essa .  Quando vi erano alcune più bisognose , si prendeva essa tutta l'incombenza di servirle . Come fece per una cieca etica , per una lebbrosa , e per una , che avea certa piaga puzzolente , che scaturiva vermini , sopra la quale mise più volte la bocca ; le quali tutte serviva con puntualità come se fosse loro serva , nettandole , pulendo loro i panni , e facendo tutti gli altri servigj per tutto il decorso del male , che alla cieca durò un anno intero .  Quando le inferme erano vicine a morte , vi restava tutta la notte senza punto coricarsi , seguitando tal volta dieci e quindici giorni e notti continue ; con starsene sempre accanto a loro ; ora pregando per esse , ora animandole con tanto spirito e con tanta carità , ch'era loro di molto sollievo . Onde tutte le morienti la desideravano presente al loro transito .   Così pure si portava il V. Bercmans con tutti gl'infermi della casa , ove stava . Li visitava più volte il giorno , li teneva allegri con ragionamenti spirituali ; in tempo d'estate a certe ore calde portava loro dalla fontana dell'Acqua fresca , perché si lavassero le mani e sciacquassero : sebben fossero molti , andav a vederli tutti ogni giorno , e più si trattenea con quelli , che più aveano bisogno di sollievo , o che aveano meno visite . Dalle camere , ove trovava concorso di gente , si spediva più presto , per andar da quelli , che stavano soli .  A' fratelli laici raccontava sempre qualche esempio della Vergine , onde sapendo già essi l'ora , in cui era solito visitarli , lo stavano aspettando con desiderio , e se talvolta per qualche impedimento non fosse andato , lo cercavan per grazia al P. Ministro ; tanto si sentivano consolati dalla sua presenza . Quando poi non ne avea potuto visitare alcuno , andava a trovar l'infermiero , e da lui s'informava come stesse ciascuno .   Non minor sentimento di pietà mostrava S. Felice Cappuccino verso i suoi Religiosi infermi .  Appena ritornato in Convento dopo la cerca , andava attorno distribuendo loro alcune galanterie , e rinfreschi atti a sollevarli , che avea raccolti per limosina , e procurava di consolarli con mirabil dolcezza di parole , offrendosi pronto a servirli secondo i bisogni di ciascheduno .  Molti poi , anche gran personaggi aveano la divozione di visitarli , e servirli negli Spedali . S. Stefano Re d'Ungheria vi andava di notte sconosciuto e solo . S. Luigi Re di Francia li serviva inginocchioni e col capo scoperto ; riguardandoli come membri di Cristo , ed uniti con lui in Croce . E così tanti altri .   S. Gio. Gualberto essendo Abate , era tanto rigoroso nell'osservanza della regola , che non sapea compatire gl'infermi , volendo , che ancor essi l'osservassero come i sani . Questo però non piacque al Signore ; onde permise , che cadesse egli pure gravamente ammalato ; ed imparasse dalla propria esperienza a compatire gl'infermi .

 

21. " Per avere verso il prossimo quell'amore , che vien comandato dal Signore , bisogna avere un cuore buono ed amorevole verso di lui , e particolarmente quando esso ci è grave e dispiacevole per alcun suo difetto naturale o morale : perché allora non abbiam niente in lui che amare , se non per rispetto del Salvatore .  La massima de' Santi era , che nell'amare , o nel far bene , non si dee mai riguardare la persona , che lo riceve , ma quella , per amor della quale si fa . Né ci sgomenti , se tal volta sentiamo ripugnanza in ciò fare .  Perché un'oncia di questo amore sodo e ragionevole è d'assai maggior prezzo , che una somma di quell'altro tenero e sensitivo , che abbiamo comune con gli animali , e spesse volte inganna , e tradisce la nostra ragione . "  Sales .

La B. M. di Chantal fu abbondantemente provveduta di un simile amore , poiché come si legge nella di lei vita , non lasciò mai di mostrarlo chiaramente verso qualunque persona , per qualunque indegnità , mancamento , o difetto in essa vedesse .  E così pure esortava spesso a fare le sue Religiose , dicendo loro : E' d'uopo sopportare il nostro prossimo , povero , malfatto tale qual'è , fin nelle sue inezie e bagattelle , tollerando i loro umori fastidiosi e certe piccole importunità , che altro male non ci fanno , che infastidirci ; le loro inconvenienze , le debolezze , le considerazioni cagionate dal non aver maggior conoscimento , e tutti quei difetti , che riguardano solamente la persona , contra di cui sono commessi .  Bisogna ben soffrir qualche cosa . Se il nostro prossimo non avesse alcun difetto , o non ci facesse verun male , in che cosa noi lo sopporteremmo ? Avendo poi una volta inteso , che una sua Religiosa sentiva gran difficoltà nel sopportar le imperfezioni di un'altra : Mia figlia , le scrisse , considerate spesso quelle parole del Vangelo : Gesù Cristo ci ha amate e ci ha lavate col suo sangue ; e notate , che non aspettò ad amarci dopo d'esser noi lavate dalle nostre immondezze , ma ci amò quando eravamo immonde e vili creature ; e poi ci lavò . Amiamo dunque senza esame questo caro prossimo ancorché povero , malfatto , e tale qual è . E se ci fosse possibile lavar le sue imperfezioni col nostro sangue , dovremmo desiderar di darlo sin all'ultima goccia per tal effetto .   La V. Suor M. Crocifissa amava tutt'i suoi prossimi , ma con qualche parzialità quelli , che erano di tratto alquanto difficile , o che mostravano qualche alienazione contra di lei .  In fatti avendo ella ricevuto un disgusto da un Chierico mal costumato , e di poi sentendo , che quegli non si poteva ordinare per mancanza del patrimonio , tanto si adoperò con la Duchessa sua madre , che glielo fece costituire .

 

22. " Guardiamoci dal lamentarci , risentirci , o parlare in sinistra parte di coloro , che si mostrano mal affetti o malcontenti verso di noi , e si oppongono a' nostri disegni , o progressi ; o anche ci perseguitano con ingiurie , torti , e calunnie ; ma anzi seguitiamo a trattarli cordialmente come prima , e più ancora , e se si può , mostrandone stima , parlandone sempre bene , beneficandoli , e servendoli nelle occorrenze , ed accettando ancora , quando bisogni la confusione , e il disprezzo sopra di noi , per salvar l'onore loro .  Tutto questo si dee fare : 1. per vincere il male col bene , secondo la dottrina dell'Apostolo . 2. Perché questi tali sono piuttosto nostri parziali , che avversarj : poiché ci ajutano a distruggere l'amor proprio , ch'è il nostro maggior nemico . Sicché son quelli , che più ci danno da guadagnare ; e però debbono essere i nostri più cari amici . "  S. Vinc. de Paoli .

Così faceva egli stesso verso coloro , che l'offendeano . Non solo perdonava loro volentieri , e loro otteneva anche il perdono dalla Giustizia , quando bisognava ; ma di più li compativa , gli scusava , e ne consacrava o mostrava tutta la stima , affetto , e rispetto , come se non fosse accaduto niente , e facendo loro tutto quel bene , che mai poteva . Anzi siccome era molto delicato in questa materia della dilezione fraterna , procurava in oltre di troncare in loro la radice del rancore , e di guadagnarsi il loro affetto con sincerarli , con abbassarsi , o soggettarsi tanto ad essi , ch'erano necessitati di cedere alla sua umiltà e carità . Egli non fu mai udito lagnarsi di veruno , che in qualsiasi modo l'avesse offeso , e molto meno biasimarlo , o dargli torto , quando di altro non trattavasi , che degli interessi suoi . Dicendogli un giorno un suo Missionario , che alcuni mossi , al parer suo , da invidia , si opponevano agli esercizj degli Ordinandi ; si , rispose , questa funzione eccita per lo più emulazione ed invidia .  Però quelli , che sono contrarj , non lasceran d'aver buone e rette intenzioni . E per questo dobbiamo conservarne tutta la stima e rispetto ; e creder con essi , che noi siamo indegni di tal impiego , e che altri l'eseguirebbero meglio di noi . Approfittiamoci di questo sentimento , e diamoci a Dio daddovero , per servirlo fedelmente .   Discorrendo S. Francesco di Sales con un suo confidente : questi disse , che una delle cose più difficili nel Cristianesimo era a parer suo l'amor de' nemici : ed io , soggiunse il Santo , non so di che tempra il mio cuore sia : o se il Signore Iddio si sia amorevolmente compiaciuto di darmene uno in uno differente dagli altri .  Mentre non solo non mi è difficile l'esecuzione di questo precetto ; ma ci provo tanto piacere , che se Iddio mi avesse proibito di amarli , mi si renderebbe difficile l'ubbidirlo . Il che poi dimostrò chiaramente nel caso seguente .  Un Avvocato d'Anisi , odiava il S. Prelato , senza ch'egli ne sapesse il perché ; né cessava quegli di sparlarne , e di danneggiarlo e perseguitarlo ; tantoché giunse a stracciar un suo monitorio affisso per altri alla porta della Chiesa , ed a formar mille indecenti figure al suo confessionale .  Or il Santo consapevole di tutto , incontratolo un dì , lo salutò amichevolmente , e presolo per la mano , gli disse con gran soavità tutto ciò che giudicò espediente per farlo rientrare in se : ma poi vedendo che le sue parole non giovavano , soggiunse così : Io ben m'avveggo , che voi m'odiate , senza che io ne sappia il perché : però sappiate alla fin de' fatti , che quando anche mi cavaste un occhio , io tanto vi rimirerò amorevolmente coll'altro , come se foste il maggiore de' miei amici .  Non si ammollì però quel cuore , né con questo , né con molti sforzi , che gli fecero i suoi amici , per farlo ravvedere . Anzi dopo d'avere sparati de' colpi di pistola alle finestre di lui , ne sparò una contra lui medesimo un giorno che l'incontrò per istrada ; ed in luogo di lui ferì il suo Vicario . Per lo qual fatto fu dal Senato posto in carcere , e con tutte le interposizioni del Santo , che intercedea per lui , fu condannato a morte . Però il Santo Vescovo dopo aver ottenuta la dilazione dell'esecuzione tanto s'adoperò appresso il Sovrano , che gli fu conceduto il perdono . Ed egli medesimo portossi in prigione ad annunziargli la grazia , pregandolo a deporre l'odio , che sì ingiustamente gli portava . Ma vedendolo tuttavia duro , e che seguitava a fargli ingiurie e villanie , s'inginocchiò a domandargli perdono . Finalmente poi vedendo , che punto non si arrendea , gli consegnò la grazia ottenutagli ; e nel licenziarsi gli disse : Io vi ho tirato dalle mani della giustizia degli uomini , e non vi convertite ! cadrete in quelle della giustizia di Dio , e non avrete questo potere . Come appunto succedette , poiché poco dopo finì infelicemente i suoi giorni .   Nelle vite de PP. si narra di un Monaco , il quale avendo saputo , che un altro dicea male di lui : molto se ne consolava ; e quando quegli gli stava vicino , lo visitava spesso , ed allontanandosi gli mandava de' presenti .  E di un altro , il quale quanto più alcuno lo ingiuriava , allora maggior amore gli mostrava ; dicendo a quel che se ne maravigliano : Questi , che c'ingiuriano , ci danno materia di perfezionamento ; e quelli , che ci lodano , e ci onorano , ci mettono degl'inciampi tra' piedi , e ci dan materia d'insuperbirci .  E d'un vecchio nella cui cella entrava spesso un altro Monaco di nascosto , e gli rubava quanto avea di buono , massime di robe comestibili , il buon vecchio se n'avvedeva , e taceva , e faticava al doppio , e mangiava meno del solito , dicendo : questo povero fratello dee aver bisogno .  Venuto poi questo santo vecchio a morte , attorniato da Monaci , vide il ladro , e lo pregò d'accostarsi a lui , e poscia stringendoli le mani le baciò , dicendo : care mani , quanto vi sono obbligato ! vi ringrazio con tutto l'affetto , perché per voi ora me ne vado in Paradiso .   Di S. Teresa scrivono , che avea per uso di raddoppiar l'amore verso quei che l'offendeano .  Di S. Francesco Borgia , che solea chiamar suoi ajutanti e suoi amici tutti coloro , che gli apportavano qualche mortificazione , o travaglio ; e di una buona Religiosa , che quando veniva affesa da alcuna in qualche modo , correa subito al Sacramento , e gli offeriva quella mortificazione , dicendo : Signore , io per amor vostro perdono a questa , che me l'ha data ; e voi pure perdonatela per amor mio .   E della B. M. di Chantal rapportasi che avendole una sua monaca detto , che un'altra per avere scoperti alcuni suoi difetti , essa avea risoluto di coprire per amor di Dio i difetti della medesima ; la buona Chantal l'abbracciò teneramente , dicendo : Piaccia al mio Dio , che questa determinazione non si parta mai dall'Anima vostra .  Io mi riputerei beata , se potessi scolpirla nel cuore di tutte le vostre sorelle .

 

23. " Sforziamoci di mostrarci pieni di compassione verso i difettosi e peccatori . Perché chi non usa la compassione , e la carità con questi , non merita , che Dio l'usi con lui . "  S. Vinc. de Paoli .

Questo Santo non si stupiva mai per qualunque mancamento vedesse commettersi ; perché , diceva : è proprio dell'uomo il mancare , essendo egli concepito e nato nel peccato . E questa cognizione ch'egli avea delle comuni miserie degli uomini , era quella che lo faceva operare con tanta dolcezza e compassione verso tutt'i delinquenti , fuggendo ogni asprezza , ed usando sempre maniere , e parole dolci e compassionevoli , anche co' maggiori peccatori studiandosi di coprire e sminuire i loro falli con una maravigliosa prudenza e carità : e nell'istessa maniera volea , che ancor procedessero i suoi .   Il V. Bercmans essendo prefetto nel Noviziato , quando il P. Rettore gli ordinava d'imporre qualche penitenza ad alcun novizio per qualche suo difetto , mossone a compassione , s'inginocchiava , e chiedeva in grazia di farla per lui ; e non ottenendola , la denunziava con tanto garbo , che non trovò mai alcuno , che mostrasse difficoltà d'accettarla .   S. Francesco disse una volta al Beato Cataneo suo Generale : In questo io conoscerò , se ami Dio e me , suo e tuo servo ; cioè se userai misericordia verso i delinquenti .  Quando ne troverai alcuno , fa in modo , che non vada senza la tua misericordia ; e se lo vedrai cadere mille volte , sempre amalo più che non ami me , alfine di tirarlo al bene e fa , che abbi sempre misericordia di questi tali .   S. Francesco di Sales aveva un'Anima sì tenera verso i malvagi , ch'era solito di dire : Non v'è che Dio , ed io , che ami veramente gli uomini cattivi .  Perciò mostrava verso di loro viscere di una carità straordinaria , ascrivendo a fragilità i loro misfatti .

 

24. " Fra tutti quelli , che sono compresi sotto il nome di prossimo , non ve n'ha alcuno , che più si meriti in un senso questo nome , quanto i nostri domestici . Perché questi sono i più vicini a noi , vivendo con noi sotto un medesimo tetto , e mangiando l'istesso pane . E perciò essi debbono essere uno de' principali oggetti del nostro amore : sicché pratichiamo verso di loro tutti gli atti d'una vera Carità , la quale non dee esser fondata sulla carne e 'l sangue , o sulle qualità loro , ma tutta in Dio . "  Sales .

Grande amore portava S. Vincenzo de Paoli verso tutti quelli della sua Congregazione . Mostrava stima e venerazione di tutti , ed accoglieva tutti con tali dimostrazioni d'affetto , che ognuno conoscea d'essere teneramente amato da lui .  Provvedea con molta sollecitudine alle necessità di ciascuno , non potendo soffrire di vederli patire .  Onde fu veduto più volte levarsi da tavola , per portar la pietanza a' fratelli laici , che venivano dopo degli altri : e se tal volta accadea , che il cuoco per alcuno non ne avesse , o pure tardasse a portarla , gli dava esso la sua , e l'astringeva a prenderla .  Si applicava con diligenza in procurare gli ajuti e sollievi necessarj per gl'infermi , andando perciò spesso ad informarsi del loro stato e de' loro bisogni ; e raccomandava agl'infermieri d'averne tutta la cura , ed a' Superiori delle case a non perdonare né a fatiche , né a spese per soccorrerli .  Si studiava di raddolcire i loro patimenti con dimostrazioni d'affetto e di tenerezza particolare , ed offeriva per essi a Dio le sue orazioni .  Se s'accorgea , che alcuno avesse qualche premura di parlargli , lasciava ogni altra cosa per sentirlo ; e gli dava tutto il tempo necessario .  E perché quando era del Consiglio Reale , talvolta la gravezza de' negozj non gli permettea d'interromperli , per ascoltarli subito ; differiva quest'uffizio di carità alla sera dopo l'esame generale ; privandosi del necessario riposo , per non privar essi di quella soddisfazione .  Quando vedeva alcuno molestato da pene interne , o da tentazioni usava ogni diligenza per liberarnelo , o almeno per sollevarlo : e se incontrava in alcuno qualche durezza ; procurava di superarla con maniere umili e soavi gettandosi a' loro piedi , e pregandoli con le lagrime agli occhi a non cedere alla tentazione .  Onde a uno , che non s'arrendea , prostratosegli avanti , disse , io non m'alzerò di qua sin a tanto che non abbiate conceduto questo , che io vi chieggo per bene vostro : né voglio , che il Demonio abbia più credito di me appresso di voi .   La B. M. di Chantal aveva una gran carità verso tutt'i suoi prossimi . Maggiore però , e più intensa , e più tenera era quella che portava alle sue Religiose , e proccurava , che tale ancora fosse quella che esse si portassero tra di loro .  Per indurle a questo , in una esortazione , che fece loro un giorno : notate , disse , che Gesù Cristo ordinando agli Apostoli la dilezione fraterna , diversamente parlò di quella , che doveano parlare a tutti da quella che dovean portarsi tra di loro .  Parlando della prima , disse , amate i vostri prossimi come voi stessi ; e parlando della seconda : amatevi l'un l'altro come io ho amato voi , e come il Padre mio ama me .   Or l'amore , con cui Gesù Cristo ha amato noi , e molto più quello con cui il suo divin Padre ama lui , è un amore disinteressato , un amore d'uguaglianza , un amore d'unità inseparabile : è pero con questo amore dovete voi amarvi tra di voi per adempire a perfezione il divin comandamento .  In questo modo amava esse le sue figlie : con un amore disinteressato il quale non avea per mira alcun proprio vantaggio , o piacere ; con un amore d'uguaglianza che la rendeva atutte egualmente affabile , e benefica , accomodandosi allo spirito , a' desiderj , ed alle inclinazioni di ciascheduna , e facendosi tutta a tutte con un'ammirabile condiscendenza in tutto quello che lecitamente poteva : e finalmente con un amore d'unione inseparabile , perché niun difetto imperfezione , o mala loro qualità avea forza di slontanarle un pelo dal di lei amorosissimo cuore .

 

25. " Iddio suole talvolta dare una certa unione di cuore , ed un amor tenero verso il prossimo , ch'è uno de' più grandi ed eccellenti doni che la sua divina Bontà faccia agli uomini . "  Sales .

Il medesimo Santo avea ricevuto questo bel dono . Poiché discorrendo un giorno con un suo confidente , disse così : Non v'è Anima al Mondo , come io penso , che ami più cordialmente , più teneramente , e per dirla alla buona , più amorosamente di me ; essendo piaciuto a Dio di formare in tal guisa il mio cuore .   Mostrò questo amore , come riferisce S. Ambrogio , una santa contessa accaduta tra S. Teodora Vergine , ed un Soldato , mentre venendo quella posta nel postribolo per la confessione di Cristo , il soldato prima d'ogni altro si portò da lei , e la persuase a mutar le vesti con lui , e di là uscirsene per conservar la sua verginità , come appunto si fece .  Ma mentre colui preso per la santa Vergine , era condotto al martirio , ella non potendo soffrire , che l'averle egli conservata la verginità , gli avesse a costar la vita , pubblicamente esclamò , lei esser quella , ch'era stata condannata , e non lui , ch'era uomo e non femmina .  Il soldato per l'opposto , lui disse , e non essa avere il Giudice condannato : ed avendo contrastato un pezzo insieme su questo punto per liberarsi dalla morte l'un l'altro , ottennero finalmente ambedue la grazia del martirio .

 

26. " Non basta , che abbiamo l'amor del prossimo : ma bisogna avvertire di qual sorta egli sia , e se sia del vero . Se noi amiamo il nostro prossimo , perché egli ci fa del bene , cioè perché ci ama , o ci apporta qualche utile , onore , o piacere : questo è un amore , che chiamiamo di compiacenza , e che ci è comune agli animali .  Se l'amiamo per qualche bene , che in lui veggiamo , cioè per causa del sembiante , delle maniere , delle simpatie , della buona grazia , e simili ; questo è un amore che chiamiamo d'amicizia , e che ci è comune co' Pagani .  Però né l'uno , né l'altro di questi amori è amor vero , ma un amore di niun merito , perché puramente naturale , e di poca durata , essendo fondato sopra motivi , che spesso vengono meno .  In fatti se noi amiamo alcuno , perché è virtuoso , di bel sembiante , o nostro amico ; che sarà di questo amore , se quel tale cesserà d'esser virtuoso , di bel sembiante , o d'amarci , e molto più se si rende nostro nemico ?  Rovesciandosi il fondamento , sopra di cui il nostro amore si appoggiava , come potrà questo sussistere ?  Il vero amore , che unicamente è meritorio e stabile , è quello che proviene dalla Carità , la quale ci porta ad amare il Prossimo in Dio , e per Dio : cioè perché così piace a Dio , o perché egli è caro a Dio , o perché Dio è in lui o affinché vi sia .  Non è già male l'amarlo ancora per altri motivi , se sieno onesti , purché in effetto più l'amiamo per riguardo a Dio , che per verun altro rispetto : con tutto ciò quanto meno di mescolanza di altri motivi l'amore ha , tanto è più puro , e più perfetto . Né questo impedisce , che non si possano amare più alcuni , che certi altri , come sono i parenti , i benefattori , i virtuosi ; quando una tal maggioranza non nasca dal maggior bene , che da questi ne proviene a noi , ma dalla maggior somiglianza , che questi hanno con Dio , o perché così vuole Iddio .  Oh quanto è raro l'amore di questa sorta ; val a dire , l'amor vero !  Nolite amare secundum carnem , sed secundum Spiritum Sanctum . "  Sales .

Per questo egli portava un grande amore , ed un incomparabile rispetto ad ogni suo prossimo ; perchè rimirava Dio in esso ; ed esso in Dio , e per questa stessa ragione era esattissimo negli atti di civiltà , a' quali non solea mai mancare con veruno .  Così pure avea della gran tenerezza per gli amici : ma perché gli amava in ordine a Dio , era sempre pronto a privarsene .  Scrivendo alla Superiora d'un Monastero , le diede questo avvertimento : Tenete diritta la bilancia colle vostre figlie , acciocchéi doni naturali loro non vi facciano iniquamente distribuire i vostri affetti , ed i vostri buoni uffizj .  Quante persone vi sono esteriormente sgarbate , che sono gratissime negli occhi di Dio !  La bellezza , la buona grazia , il ben parlare , il buon tratto incontrano il gemio di quei , che ancor vivono secondo le loro inclinazioni .  La carità riguarda le vere virtù , e la bellezza dell'Anima , e si diffonde sopra tutti senza parzialità .   S. Vincenzo de Paoli avea per una delle sue principali pratiche , di riguardare unicamente Dio in tutti gli uomini e di onorare in essi le divine perfezioni : ed a questo purissimo riflesso sentiva eccitarsi nel cuore un amore pieno di rispetto verso tutti , e specialmente verso le persone Ecclesiastiche ; perché in queste riconosceva un'immagine più espressa della potenza e santità del Creatore .  Perciò raccomandava a' suoi che le amassero , e le onorassero tutte , e mai non ne parlassero , che in buona parte ;  massimamente quando predicava al Popolo .  Provvedea poi con cura speciale a' bisogni loro , non soffrendo di vedere in esse avvilito lo stato del Sacerdozio .   Fra gli atti di carità che s'avea proposti di praticare S. M. Madd. de Pazzi , uno era di riverire , e d'amare le creature solamente perché le ama Iddio ; e godere  di quell'amore ch'esso porta loro ; e della perfezione , che loro comunica . Onde in punto di morte disse , che sebbene avea portato grand'amore a tutte le sorelle ; le avea però amate solamente per fine del precetto della dilezione lasciatoci da Gesù Cristo , e perché tanto l'avea egli amate ; e che fuori del detto amore non aveva mai avuto minimo attacco a creatura alcuna .

 

27. " Deh , quando sarà , che ci vedremo stemprati in dolcezza e soavità , verso i nostri prossimi ?  Quando noi vedremo le Anime loro nel sacro petto di Gesù ?  Chiunque rimira il prossimo fuori di là , corre rischio di non amarlo né pura niente né costantemente , né egualmente : ma in questo luogo chi non l'avrebbe ?  Chi nol sopporterebbe ?  Chi non soffrirebbe le di lui imperfezioni ?  Chi tal amore il proverebbe nojoso ?  Or il nostro prossimo là appunto sta , dentro il petto e nel seno del divin Salvatore . Egli è ivi come amantissimo , e tutto amabile , in maniera che l'amante Signore muore di puro amore per lui . "  Sales .

Questa era la principale ragione , per cui questo Santo Prelato si mostrava sì dolce , sì tenero , sì rispettoso , e sì sofferente verso di tutti ; perché tutti appunto rimirava nel cuor di Gesù ; conforme lo diede a vedere un giorno che Monsig. di Belley suo penitente si lamentò con lui de' grandi onori che gli faceva : al che egli rispose : e quanta stima fate voi di Gesù Cristo , quale io onoro nella persona vostra ?   Questa pure era una delle principali massime di S. Vincenzo de Paoli , di non rimirare il prossimo secondo la sola apparenza esteriore , ma conforme egli può essere in Dio .  Io non debbo risguardare , diceva , un povero contadino , o qualche povera donnicciola quanto all'esterno , ed all'abilità naturale : essendo che bene spesso appena si riconosca in essi il sembiante e lo spirito di creatura ragionevole , tanto son terrestri o grossolani .  Ma se si rimirano col lume della Fede , li troveremo sì altamente scolpiti nel cuore del Figlio di Dio , che giunge a dar la vita per ciascheduno di loro . Oh Dio !  ch'egli è un bel vedere il nostro prossimo in Dio medesimo , per farne quel conto , che ne fece Cristo Signor nostro !

 

28. " Quando Raguele vide il giovine Tobia senza conoscerlo : Oh , disse qunto rassomiglia al mio cugino questo giovine ! Sentendo poi che appunto era figlio del suo cugino Tobia , l'abbracciò strettamente , e gli diede mille benedizioni , piangendo d'amore sopra di lui . Or perché questo ?  Non già per le buone qualità di lui : perché ancor non sapea di che qualità si fosse : ma perché , disse , tu sei figlio di una persona molto buona , e li rassomigli molto a lei . Vddete quel che fa l'amore , quanto è del vero ?  Se amassimo davvero Dio , faremmo altrettanto con tutt'i nostri prossimi , che sono tutti figli di Dio , e tanto lo rassomigliano . "  Sales .

Per questo riflesso il medesimo Santo preveniva sempre tutti con gli onori . Quindi avvisato un dì , che facea troppo onore al servitore d'un gentiluomo , che gli avea portata un'ambasciata : io , rispose , non so far tante distinzioni . Tutti gli uomini portano l'immagine e somiglianza di Dio : e tanto mi basta per aver motivo di rispettarli . Quando incontrava persone , o bestie cariche : si ritirava da quella parte , ch'era men comoda ; né mai permise , che i suoi servitori li facessero fermare , o dare indietro dicendo : E non sono questi uomini come noi ? ed ora non meritano più compassione di noi ?   S. M. Madd. de Pazzi guardava spesso nelle sue sorelle l'immagine di Dio : il che la eccitava maggiormente all'amore di esse . E quando ne vedeva alcuna , che apparisse vile ed imperfetta , pensava , che forse avesse qualche dono interiore , per cui Iddio si compiacesse in essa .   Un Santo Religioso si avea scritta questa risoluzione :  Amerò Dio per se stesso , e per amor suo servirò alle di lui immagini . Darò il cuore a lui : e le mani al prossimo per unirlo con lui .   La V. M. Serafina di Dio dicea di se , che quando trovavasi afflitta ; nell'incontrarsi co' prossimi si consolava col pensare , che mirava in quelli l'immagine di Dio ; e però non poteva a meno di non trattarli con molta cordialità e benevolenza .   Stando Teodosio sommamente adirato e risoluto di vendicarsi severissimamente dell'oltraggio fatto dagli Antiocheni alla statua di Flaccilla da lui molto amata per le sue rare virtù , S. Macedonio pregò uno della Corte , che a nome suo gli dicesse queste parole : O Imperadore , tu hai veramente ragione di punire questi uomini insolenti ; ma io ti prego a riflettere , ch'essi son vive immagini di Dio ; e però se ardirai d'incrudelire contra le immagini del Signore , puoi tirar sopra di te lo sdegno di lui . Poiché se tanto a te dispiacciono i mali trattamenti fatti all'immagine della tua cara consorte ; come non vuoi , che dispiacciano altrettanto a Dio quei , che tu farai alle immagini di lui , a lui tanto care , che per rifarle non si è curato di versare tutto il suo sangue ? Queste parole dette con gran semplicità , e riferite all'Imperadore lo placarono molto .

 

29. " Fra tutt'i mezzi più proprj per acquistare e conservare l'unione e la carità con Dio e col prossimo , non ho potuto trovarne uno migliore , e più efficace , che la santa umiltà con abbassarsi sotto tutti , stimarsi il minore , il peggiore , e più vile di tutti , e non giudicar male di nessuno . Poiché l'amor proprio e la superbia sono quelli che ci portano a sostenere i nostri sentimenti contra quelli del prossimo ; e così a raffreddarci nell'amore che gli dobbiamo . "  S. Vinc. de Paoli .

Avendo un Predicatore Francescano , ripreso molto in una predica un vizio , di cui era infetto un Marchese ivi presente , questi dopo la predica l'andò a trovare , e caricatolo d'ingiurie , gli disse : Mi conosci . Sì , rispose il Padre , mi reputo a grand'onore di conoscere un nome sì nobile : io che sono un villano di nascita , ed il minimo di tutti gli uomini , e v'aggiunse anche altre cose di suo dispregio : dalla quale risposta placato il Marchese se ne tornò colle lagrime agli occhi , e pieno di venerazione verso di lui .   L'Abate Motues fece una cella in un luogo detto Eradion . Ma venendovi tribolato continuamente da un altro monaco , e parendogli di star male con lui , se ne ritornò al suo primo luogo . Della qual partenza dolendosi i monaci d'Eradion , dopo qualche tempo l'andarono a ritrovare insieme con quel Monaco , che stava in discordia con lui : e quando furono vicini alla di lui Cella , si levarono le proprie vesti , e le lasciarono in custodia di quel frate .  Arrivati all'Abate egli gli accolse benignamente , e li richiese ove avessero le loro vesti : ed avendo inteso ch'eran là vicine guardate da quel suo antico compagno ; n'ebbe tanta allegrezza , che subito si portò da lui correndo : e ritrovatolo , se gli gettò a' piedi gli chiese perdono , l'abbracciò , e lo menò alla cella con gli altri tenendoveli tre giorni ; e dopo se ne tornò con loro ad Eradion .

 

30. " Felice colui , che ha sparso i semi della Carità nel suo petto , che ben coltivati producono la benignità , e l'amore . Il suo nome con applauso , e con festa è replicato da ognuno . "  Economia della vita umana .

Fra tutte le specie di virtù la più magnifica , la più utile al genere umano , e la più ricercata è senza dubbio la Carità . Or questa proteiforme virtù può considerarsi per parte di Dio verso l'uomo , e per parte dell'uomo verso Dio , e verso i suoi simili .  La medesima ha tanti differenti aspetti , tanti diversi usi , e tante dolci condizioni che rendesi amabile ad ognuno anche il di lei nome quando sentesi profferire . Dessa si estende nello spirituale , e nel temporale . Tutti i ceti , tutti gli stati , e tutte le classi delle persone componenti il genere umano si fanno gran pregio di esser stimati caritatevoli . Il vincolo della Carità forma il nodo gordiano della società umana abbracciando anche i nemici .  Che cosa è l'uomo senza Carità ?  Studiam dunque la Carità perfezioniamoci nelle sue teorie e pratiche , e professiamola a dovere di Cristiano che saremo felici fin da questa vita . Tutti gli uomini parlano vantaggiosamente della Carità , e tutti i libri trattano della Carità : veramente niuna cosa è ben fatta se è senza Carità . Siamo perciò caritatevoli a norma delle circostanze ; che tutti ne proveremo i benefici effetti .

 

 

 

 


 

Fonte : DIARIO SPIRITUALE , di autore anonimo , Tipografia Paci , Napoli , 1843 .