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  DIARIO SPIRITUALE di Anonimo napoletano :  pratica della carità fraterna


La trascrizione di un importante testo di Anonimo , pubblicato a Napoli nel 1843 , un testo rilevante per la crescita cristiana e salvezza spirituale di ognuno di noi . Un libro che al pari del più famoso " L'imitazione di Cristo " spiega in maniera chiara e semplice  come aprirsi alla realtà e attualità del Vangelo . Se ne consiglia la lettura per il profondo insegnamento del significato di una vita vissuta secondo l'esempio di Gesù Cristo .

 

 

DIARIO SPIRITUALE

di Anonimo napoletano

 

 

che comprende una scelta di detti e di fatti di santi, o di altre persone di singolare virtù adattati ad incitare le anime all'acquisto della perfezione , e i loro confessori a condurveli

 


Indice generale dei Capitoli del libro Diario Spirituale di Anonimo napoletano


 

APPENDICE


 

PRATICA DELLA CARITA' FRATERNA

 

 

I. Pratica della Carità fraterna ne' pensieri .

 

18. Non formar mai cattivo concetto di veruno . Cioè non ammettere giudizj , sospetti , riflessioni , o altri pensieri , che tirino a toglierti , o sminuirti in qualche modo la buona opinione del tuo prossimo . Chi giudica male del prossimo , dicea S. Francesco di Sales , è simile alla sanguisuga , che cava dal corpo il sangue più marcioso , lasciandone il puro , né vi è contrassegno più infallabile di un'Anima viziosa , che l'inclinazione di giudicare , e parlar male de' prossimi . Di quà nascono i primi raffreddamenti della Carità . E molti non arrivano mai all'acquisto di essa , per non esser vigilanti in questo quanto conviene . E' comune sentimento de' Santi , di non impicciarsi ne' fatti altrui senza gran necessità , ma o interpretarli in bene , o sospendere almeno il giudizio , e lasciarli come stanno innanzi al Signore .

Quando comparve il ritratto d'Antigono tirato in profilo , talché non vedeasi la deformità dell'occhio , che gli mancava , vi fu chi dimandò ad Apelle , dov'è il vostro giudizio ? rispose questi : perché avrò io a produrre un malamento nella mia pittura , se posso nasconderlo senza pregiudizio d'alcuno ?   Il P. Pietro Fabro escludea con gran diligenza ogni pensiero anche minimo che gli potesse sminuire la buona opinione del suo prossimo : e solea chiamare simili pensieri soffj de' Demonj per estinguer il fuoco della Carità .   S. Vincenzo de Paoli avea ben intesa questa verità ; e perciò non potea soffrire che nelle Comunità si mancasse , benché in poco , nella stima degli uni verso gli altri . Onde consigliava a rifletter molto alle virtù degli altri , massime di quei , che sono difettosi , ed interpretar sempre in bene le cose per quanto fosse permesso . E perché tale era la pratica di questo Santo ; perciò egli non perdea mai la stima di veruno .   Fra Bernardo da Quintavalle giudicava sempre secondo il senso migliore quello che vedea negli altri . Quando vedeva alcuno rappezzato ; dicea a se stesso : questo osserva la povertà meglio di te . Quando vedeva un altro ben aggiustato : questo porta forse sotto il cilizio , e veste così per fuggir la vanagloria . Quando uno andava scioccamente : Beato lui , che va tutto assorto in Dio ecc. Per la qual cosa egli fu veduto in una visione da Fra Leone in compagnia di molti , assai più risplendente di tutti , e che dagli occhi suoi uscivano raggi più luminosi del sole .   Narra Cassiano , che l'Abate Machete raccontava di se stesso d'aver giudicato male degli altri Monaci particolarmente in tre cose , che vedea lor fare , e gli parean mal fatte ; e che il Signore in gastigo di tali giudizj l'avea lasciato cadere in tutte e tre quelle cose , avendo egli stesso fatte quelle medesime azioni , che avea condannato in altri .

 

19. Non nudrire avversioni contra veruno , specialmente di quelli , che generano alienazione d'animo , malevolenze , amarezze , ed invidia contra la persona , e portano ad osservare i di lei andamenti e difetti per criticarla , renderla disprezzevole appresso di se . Queste sorte d'avversioni bisogna troncarle subito , con far de' servizi alla Persona , e sforzandosi di trattar con essa con amorevolezza , e più frequentemente che si può . Se poi fossero di quelle , che piuttosto si possono dir contraggenj naturali , ed altro male non anno , se non farci trattare colla persona con minor gusto , e con minor dolcezza di quel , che facciamo colle persone di nostro genio ; non bisogna farne gran conto : anzi questo stesso , dice S. Francesco di Sales , esser l'unico loro rimedio : non pensarci punto , e non farne caso procedendo come se non si avessero .

Il P. Pietro Fabro quando sentiva in se pensieri d'avversione contra d'alcuno , allora si sforzava di praticar più spesso con quello .   Qualunque male veggiate , che alcuno faccia , diceva a' suoi Discepoli l'Abate Mosé , non vogliate per questo sprezzarlo , né mormorare di lui , o prendere avversione contra di lui . E per potervi astenere da tutto questo , basta , che allora richiamiate alla memoria i peccati vostri perché chi tiene avanti gli occhi i proprj peccati , non sta a vedere quelli del suo prossimo .   Racconta Tommaso da Kempis , che un uomo Secolare narrava ad un buon Sacerdote un caso avvenutogli , ed era , che quando egli udiva la Messa , non vedeva il Sacramento nelle mani del Sacerdote , e credendosi , che ciò accadesse perché stava forse discosto dall'Altare si avvicinò , e contuttocciò non lo vedeva ; e ch'essendogli ciò durato più d'un anno con sua gran confusione e rammarico , finalmente lo comunicò ad un Sacerdote in Confessione , il quale dopo averlo esaminato con prudenza trovò , che nudriva da qualche tempo dell'avversione ad uno per ingiuria da lui ricevuta ; e fattagli un'amorevole e forte esortazione gli disse , che questa era la causa , perché non potea vedere il SS. Sagramento , e che Iddio non l'avrebbe mai ammesso alla sua perfetta amicizia , finché non lo vedesse perfettamente riconciliato col suo prossimo . Compunto egli a queste voci , e pentito della sua colpa ricevé l'assoluzione ; dopo la quale si portò in Chiesa ad udir la Messa ; nella quale vide con una straordinaria consolazione la S. Ostia nelle mani del Sacerdote .

 

20. Compatisci i difetti del prossimo ; ora scusandoli nel suo interno e pigliandoli come fatti per inavvertenza , per ignoranza , per passione , e per caso ; ora dissimulandoli , e lasciando correre , senza badar tanto in tutto quel che si può , e soprattutto guardando sempre le debolezze della persona con occhi di compassione e portandoti con essa come se non fosse succeduto niente . Se sapessi quanti saranno quelli che si portan così con te ! se non altro , Iddio , è certo , che ti sta continuamente sopportando in questa medesima maniera . Or perché non dovrai farlo ancora tu con gli altri ?

Il V. P. Gio. Leonardi compativa qualunque difetto , anche di quei medesimi , che l'odiavano e lo perseguitavano scusandoli , e rigettando sopra di se la cagione del loro odio , con dire che le sue imprudenze n'erano l'origine .   S. Francesco di Sales , essendo vescovo argomentava in una pubblica conclusione ; e nel più bello un Religioso ebbe l'ardire d'interromperlo , e proseguir l'argomento . Sdegnati di ciò i suoi Canonici , gridarono , che quell'audace si dovea scacciare colle verghe : ma il Santo gli acquietò con cenni : e tacendo , osservava come ne sarebbe riuscito . Or essendosi colui imbrogliato malamente , allora egli senza mostrarsi punto offeso ripigliò l'argomento , e si studiò di coprire l'ignominia dell'altro con tal prudenza , che diede motivo d'ammirare egualmente la sua carità e dottrina . Avendogli un gentiluomo per alcuni falsi rapporti per lo spazio di sei mesi fatti molti oltraggi , sino a sparger satire contra di lui , e venir di notte nel suo cortile a far romore con cani e corni da caccia , e tirargli delle pietre , e delle pistolettate nelle vetrate : per la qual cosa volevano uscirgli incontro , o almeno farlo sapere a sua Altezza ; egli non volle : dicendo , che questo era un perderlo , ed egli lo volea guadagnare . Finalmente incontratolo un dì , lo salutò e l'abbracciò ; e con parole di gran benevolenza dimandò la sua amicizia . Del qual atto rimasto confuso il gentiluomo , gli fece scusa , gli offerse ogni soddisfazione , e gli fu di poi grande amico .

 

21. Vogli veramente bene al prossimo . Cioè portargli un vivo e tenero affetto , di quello che procede dal fondo del cuore , e genera una certa interna propensione verso la persona , e porta a desiderarle , e farle volentieri del bene , ed a provar tal contento nelle sue prosperità , e tal afflizione nelle sue avversità come se fossero nostre proprie . Chi arriva ad aver questa bella tenerezza d'affetto verso il suo prossimo , avrà ancora gran facilità in compatirlo , scusarlo , soccorrerlo , ed in particolare verso di lui tutti gli altri atti di carità : come appunto si veggono far le madri verso i figliuoli loro , i quali elle amano con un amore di questa fatta . Vedi quanto è necessario insistere nell'esercizio di questo atto ?

S. M. Maddalena de Pazzi era giunta a questa finezza di carità verso i suoi prossimi . Imperciocché ella desiderava a tutti ogni bene , ed in vedere , o sentire Anime favorite da Dio con doni celesti , e con altri buoni talenti , giubilava d'allegrezza , come se fossero stati suoi proprj . Ed all'incontro tanto compativa le afflizioni altrui sì corporali , che spirituali , che spesso ne piangea come se essa medesima le provasse , e sovente bramava ancora di levarle alle altre , e tirarle sopra di se . Anzi era tanto grande questo sentimento  , che avea delle pene altrui , che quando si trovava oppressa da infermità gravissime e perniciosissime , per fare , ch'ella non le sentisse , non vi era miglior rimedio , che rappresentarle le gravi afflizioni , o tentazioni d'alcun'altra . Onde piangendo tal volta per li suoi eccessivi dolori , se vedeva alcuna afflitta , rasciugava tosto le lagrime ; e quasi scordata di se stessa , si volgeva a consolare colei , ed a cercar rimedio al di lei male : parandole sempre gli altrui mali maggiori de' suoi . Ed in queste occasioni , quando le veniva portato qualche cibo delicato , se sapeva trovarsi alcun'altra inferma nel Monastero , se ne privava , e glielo mandava , stimando ognuna più bisognosa di se .   Il V. Bercmans si rallegrava molto del bene di tutt'i suoi prossimi , e molto si affliggea delle miserie e travagli loro , e ne domandava con tanta ansietà , con quanta avrebbe procurato il suo bene proprio .

 

 

II. Pratica della Carità fraterna nelle parole .

 

22. Non mormorare mai di nessuno , incolpandolo a torto , scoprendo , aggravando , o rammemorando i suoi difetti , ancorché pubblici ; né sentirne ragionar volentieri , o inducendo altri a ragionare , o anche scoprendo i sinistri giudizj e sospetti , che avessi dda lui , e discorrendone in qualunque altra maniera , che possa oscurare , o sminuire anche leggiermente la di lui fama .

S. Vincenzo de Paoli perché avea molto a cuore la fama del prossimo , non solo non fu mai udito mormorare d'alcuno ; ma neppur potea soffrire , che si biasimasse veruno , o se ne dicesse male , nemmen de' proprj avversarj . E se mai ciò accadea , divertiva subito il discorso con destrezza , e con libertà Sacerdotale lo troncava affatto , o almeno gli scusava , e li difendeva quanto più poteva .  Spiccò molto questa sua carità verso coloro , che uscivano di Congregazione ; avendo egli per massima di non dolersi mai di loro , e di non manifestare la causa della loro uscita . Anzi quando si gli presentava l'occasione , e potea farlo senza mancare alla verità , parlava in loro favore , e ad essi rendeva ancor de' servigj . Anche il P. Almeras suo successore nel governo della Congregazione era circospettissimo in parlare de' difetti altrui ancorché pubblici : tanto che se talora gli fosse scappata qualche parola anche minima  di questa sorte , benché detta con qualche necessità , ne sentiva gran rimorso , e subito ne chiedea perdono a chi l'aveva udita .   S. Ignazio non s'intese mai mormorare d'altri , né mai diede ascolto alle altrui mormorazioni . Non parlava mai degli altrui vizj , ed usava ogni diligenza perché nemmen si parlasse degli altri . Non parlava mai de' difetti de' suoi domestici senza evidente necessità : e quando questa vi era , dicea quello ch'era puramente necessario , e nulla di più .   S. Ugone non volea mai sentir mormorazioni , solendo dire , che basta sapere i peccati proprj , e che non è giusto né necessario imbrattarsi la coscienza colle altrui imperfezioni , e S. Agostino avea fatto scrivere a lettere cubitali nella camera , ove solea mangiare , questo distico : Quisquis amat dictis absentum rodere vitam , Hanc mensam indignam noverit esse sibi .  E perché un Vescovo suo commensale cominciò un giorno a mormorare d'alcuno , il Santo si commosse alquanto , dicendo , o si cassino quei versi , o io me ne vado nella mia stanza .

 

23. Guardati di non usar mai parole , o maniere aspre , pungenti , o in qualunque modo mortificative , che altro non partoriscono , che sdegno in chi li riceve , e pentimento in chi le dice .

Attentissimi stavano i Santi sopra di se circa di questo . Di S. Ignazio si narra che in trenta e più anni non disse mai parole contumeliose , o mordaci , che potessero offender veruno .  Di S. Vincenzo de Paoli , che in tutta la vita non profferì mai parole aspre , o di disprezzo , o di burla contra d'alcuno .  Di S. Franc. di Sales , che si guardava molto dal disprezzare , ed anche dall'apportar minima confusione sì a' ricchi , che a' poveri e difettosi .  E di S. Efrem , che in punto di morte disse , che non si ricordava di non aver mai dette parole ingiuriose , ed obbrobriose e mortificative ad alcuno , e che mai non avea contrastato con altri . E così pure di molti altri , che stavano sempre sopra di se nel parlare , per non dir mai cosa , che potesse disgustare , o confondere alcuno .

 

24. Parla sempre bene degli assenti , ed esaltando nelle occasioni le loro virtù , e scusando i loro difetti in tutto quello che si può .

S. Vincenzo de Paoli delle persone assenti , ne parlava sempre con segni di venerazione e di stima : e se ne dovea dir qualche difetto , nel tempo stesso ne dicea le virtù , e buone qualità . Sentendone poi parlar male da alcuno , le difendeva così bene , che correa voce , che dov'egli era , gli assenti vi avevano un buon avvocato , il quale abbracciava con più affetto la causa loro , che la sua propria .   Così pure faceva il P. Almeras suo successore . Essendo andato da lui un Fratello coadjutore , tentato d'abbandonare la sua vocazione per certi falsi concetti impressigli da due altri fratelli usciti di Congregazione , e che lo molestavano con liti apertamente ingiuste ; il buon Superiore lo ricevé con amorevolezza grande ; quindi passò a fargli vedere minutamente come quei due si erano ingannati , e il torto che perciò aveano : ma ciò fece con termini di tal rispetto , e di tal compassione verso de' medesimi , e con diminuire sì fattamente la colpa loro , che quel fratello ammirato della gran carità del suo Superiore restò affatto libero dalle tentazioni .  S. M. Maddalena de Pazzi non si lasciò mai uscir di bocca minima parola , che potesse offendere il buon nome del suo prossimo ; e quando sentiva parlarne male , ne provava tanto dispiacere , che non potea trattenere le lagrime . E facea di ciò tanto conto , che questo teneva ella per contrassegno di chi mena vita spirituale , il non parlar mai , né voler sentire parlar male del prossimo .

 

25. Sia il tuo trattto umile , rispettoso , soave , cordiale , con tutti , senz'affettazione però , o adulazione ; che ti renderà a tutti amabile , e ti ruberà il cuore di tutti .

Di S. Ignazio si dice , ch'era molto amato e rispettato da tutti , perché trattava tutti con tal piacevolezza e rispetto , che ognuno si persuadeva , ch'egli avesse buona opinione di lui .  Del P. Suarez , ch'era di tanta dolcezza e moderazione nel parlare , che si rubava il cuore di tutti , di S. Fr. di Sales , e di S. Vinc. de Paoli non occorre qui ripetere gli effetti ammirabili , che si son riferiti altrove , del loro soavissimo tratto .   Questa era la cagione perché il V. Bercmans era amatissimo da tutt'i suoi compagni , tanto che alla di lui morte si attristò e pianse tutta la casa ; poiché si mostrava dolce e cordiale con tutti , e con somma facilità si accomodava al parere e volere di ciascheduno .

 

 

II. Pratica della Carità fraterna nelle opere .

 

26. Non ti rendere d'aggravio agli altri col tuo modo d'operare , come sarebbe , per cercar il proprio comodo , far cose , che portino peso , o fatica ad altri ; attraversarsi agli altrui disegni ; farsi aspettar dai compagni ; disturbare quei che stanno in applicazione , o in riposo ; e simili .

S. Carlo , se tal volta dovea passar di notte per le stanze de' suoi staffieri in tempo , ch'essi dormivano , andava lentamente , ed in punta di piedi , per non far romore , loro interrompere il sonno .   Il V. Bercmans quando veniva assegnato per compagno ad alcuno per uscire , subito s'informava da quello quando pensava di partire , ed a quell'ora appuntino si facea trovare alla porteria . Quando accompagnava alcuno alla Chiesa del Gesù , gli domandava quanto tempo pensava di trattenersi , ed egli intanto se n'entrava in Chiesa a far orazione : e quando giudicava , che si avvicinasse il tempo , se n'andava ad aspettarlo alla porteria , e là si tratteneva orando , o leggendo .

 

27. Sovvieni il prossimo ne' suoi bisogni . Cioè quando vedrai il tuo fratello posto in qualche afflizione , tentazione , o pericolo , o pure aggravato da fatiche , persecuzioni , miserie , o in qualsivoglia altra necessità spirituale , o corporale , che sia ; se ricorrerà a te , sii subito pronto a soccorrerlo , sgravarlo , consolarlo , e dargli ajuto in tutto quel che potrai : Ma se non ricorre s'ha da lasciar così ?

S. Vincenzo de Paoli , quando alcuno ricorreva a lui per qualche bisogno , l'ascoltava con attenzione , e con affetto , gli rispondea con segni di compassione , gli dava tutto l'ajuto che potea : tanto che si dice , non essersi trovato chi ricorresse a lui , e se ne trovasse scontento , e mal soddisfatto , e senza ricevere alcun sollievo a' suoi mali : perché egli avea una grazia particolare di consolar tutti . Ma non si fermava qui la sua carità . Poiché quando s'incontrava a sentire o vedere da se qualche bisogno , non aspettava , non che gli fosse chiesto l'ajuto , ma da se si movea subito a porgervi il rimedio .   Il medesimo si riferisce della V. M. Crocifissa , ch'era molto attenta a consolare con dolci conforti , con salutari documenti tutte quelle persone , che ricorrevano a lei ne' loro bisogni ed afflizioni ; come se avesse presi a suo carico tutt'i travagli altrui . Dal che animate le Religiose , in ogni loro occorrenza andavano subito a darne parte a lei , né mai avveniva , che alcuna ne ritornasse scontenta : tantoché era voce comune , che Suor Maria Crocifissa , era il comune , e sicuro asilo di tutte le tribolate . Ella però non aspettava che le tribolate ricorressero a lei ; ma se intendea , che alcuna si trovasse in qualche bisogno , incontanente l'andava essa a trovare ; e co' più soavi uffizj offerendole orazioni , ed indirizzandola , e rincorandola , la consolava .   Si narra nelle vite de' PP. come l'Abate Giovanni essendosi accorto , che uno al quale egli solea dar delle sante istruzioni , facilmente si dimenticava di quanto avea inteso , e non ardiva di tornar a domandarlo ;  una sera lo pregò ad accendergli la lucerna con la sua , e poi gli dimandò se la sua lucerna avesse patito in questo fatto ; e rispostogli da quello di no ; Or così appunto , soggiunse l'Abate , non patisce Giovanni , ancorché venisse a lui tutta la Scizia , da cui non sarebbe mai impedito dall'esercitare la carità del Signore , e però quando hai bisogno , vieni pur francamente .   Riferisce S. Girolamo di S. Paola , che si accomodava a tutti , ed a tutti facea bene , secondo il bisogno di cischeduno . Se vedea poveri , era pronta a soccorrerli coll'elemosine ; se ricchi , egli esortava a far del bene .   S. M. Maddalena de Pazzi , era molto sollecita in consolar le meste , e le afflitte , in confortare le tentate , ed animare le pussillanimi . Non fu mai richiesta , né mai se le presentò occasione di far qualche carità , ch'ella potendo , non lo facesse con qualunque suo incomodo .  Onde sebbene alle volte si trovasse molto affaticata , non si trovava mai stanca : ma se dopo qualche lunga fatica se le porgeva occasione d'un'altra opera , con gran prontezza si offeriva anche a quella , come se allora cominciasse a fatigare . E se talora era pregata a riposarsi un poco , ovvero richiesta come potesse fare tante fatiche , rispondea : Questo corpo è un asinello , e non bisogna tenerlo in riposo , ma fargli portare la soma giorno e notte . Ajutava frequentemente in cucina , impiegandosi in cucinare , spazzare , tirar acqua , portar a mensa , far il pane , portarlo al forno , ed in altri simili esercizj : e questo non solo di passaggio , o per supplimento , ma come se fosse una Conversa , e le toccasse per uffizio .  Quando stava faticando con le Converse , le esortava talora a riposarsi , ed ella frattanto seguitava senza intermissione ; e negli esercizj , che con esse facea , scegliea sempre per se le cose di maggior fatica cercando di sgravarle quanto più potea .  Ajutò per sei anni continui una Conversa a far il pane ; ma di tal maniera , ch'ella era la prima a levarsi ; ed avanti che l'altra si fosse alzata riscaldava l'acqua , ed incominciava a far il pane : nel portarlo poi al forno , correa con gran sollecitudine per portarne più tavole , che fosse possibile . Quando s'avea da far il bucato si levava prima di tutte , ed empiva le caldaje , portava la legna , accendeva il fuoco , e cominciava a lavorare : sicché quando le altre anche Converse si levavano , ella avea già faticato per più ore : e sovente spendea in tal esercizio cinque , o sei ore di notte , sì per non essere veduta di giorno in quell'assidua fatica , sì ancora per potersi il giorno esercitare in altre cose spettanti al suo officio . Quando era maestra delle Novizie , le mandava per lo convento a cercar i panni succidi , e li lavava essa la notte . Avendo una Conversa l'impiego di chiamar le Monache al mattutino , ella con licenza della Superiora , le chiese in grazia di far ciò seco a vicenda una settimana per una : e dopo aver durato così per molto tempo , essendosi poi ammalata la Conversa , seguitò da se sola in quell'impiego per lo spazio di quindici anni .  Quando qualche Conversa per riverenza  , o per carità ricusava il suo ajuto , ella le ne facea molte istanze , dicendo fra l'altre cose : Sorella , non mi togliete il merito di quest'opera : lasciatemi far questo , e poi farete voi qualche cosa per me . Onde bisognava che si guardassero bene in presenza sua di mostrare , che avessero alcun bisogno : perché ella s'offeriva a tutte per ogni fatica , e senz'alcun risparmio , e con tali istanze , che conveniva loro d'accettar l'offerta . Finalmente tanto si affaticò in questo esercizio del lavoro , che se l'era stravolto un osso del collo , ed una mano : e le Monache affermavano , ch'ella sola facea più , che quattro Converse insieme : e che nessuna si trovava nel Monastero , che non avesse ricevuta da lei qualche carità . E perciò era comunemente chiamata la madre della Carità , e la Carità del Monastero .

 

28. Studiati di far sempre a modo d'altri . Cioè quando altri mostrano desiderio , o propensione a qualche cosa , e molto più poi se lo richieggono , condiscendi sempre subito loro : e fallo volentieri , nel modo e tempo che vogliono . Sforzati pure di secondare in tutto il genio degli altri , e di contentare tutti , né di prefiggere altri termini alla tua condiscendenza , che la mera offesa di Dio .

S. Vincenzo de Paoli usava una grande attenzione in procurar d'incontrare il gusto di tutti , benché suoi inferiori , e specialmente di quelli , ch'egli giudicava operar con retta intenzione , e senz'attaccamento al proprio giudizio . Onde qualora andava per la Città a cavallo , prendea quella strada , che più gradiva al giovane , che l'accompagnava : e dicea , che poco importa l'andar per una strada , o per un'altra , quando amendue conducono allo stesso luogo ; ma che non è di poco momento il soggettare la sua volontà a quella del prossimo . E per dir tutto in poco , egli si regolava in questo con una massima , quale ripetea di tanto in tanto dicendo : Condiscendenza quanta volete , purché non si offenda Dio .   L'istesso pure praticava , e facea praticare agli altri S. Francesco di Sales , come apparisce dalle sue lettere . Lodava egli una Dama sua conoscente , la quale , per compiacere al marito usava contra sua voglia mille vanità ne' suoi abiti , e non si comunicava in palese , fuorché alla Pasqua . Ad un'altra scrisse : Bisogna accomodarsi agli altrui voleri , sopportare le loro affezioni , e piegare il più che si può senza rompere le nostre buone risoluzioni . Già ve l'ho detto altre volte , che quanto meno viveremo a gusto nostro , e quanto meno vi avrà d'elezione nelle nostre azioni , tanto più sarà buona e soda la nostra divozione . Questa ancora per quanto si può convien procurare di non renderla noiosa agli altri . Egli è forza di lasciare qualche volta il nostro Signore per gradire al prossimo per amore di lui .   S. Anselmo per tutto il tempo che fu Priore ed Abate , fu amato sommamente da tutti ; perché era molto condiscendente , e si lasciava piegare alla volontà di tutti , e non solo de' Monaci , ma ancora degli esterni . Onde se uno gli dicea , ch'era bene , ch'egli pigliasse un po' di brodo la mattina , lo pigliava . Gli diceva un altro , che il brodo gli facea male , ed egli lo lasciava ; e così in tutto quello , che non fosse offesa di Dio , si sottometteva alla volontà de' suoi fratelli , i quali senza dubbio seguivano la loro propria inclinazione .  E l'istesso praticava co' secolari , che lo faceano girare per ogni parte secondo la loro volontà . Non era egli perciò approvato da tutti , era però da tutti molto amato .

 

29. Il bene , che fai , fallo con buono modo . Onde quando vorrai sopportare alcuno , compatirlo , sovvenirlo , condiscendergli , concedergli , o negargli qualche cosa ; t'hai da studiare di farlo sempre con buon modo ; cioè con volto gioviale , con parole affabili , e con espressioni cordiali e sincere , dalle quali colui venga a conoscere , che quel bene , che gli fai , glielo fai di buon cuore . Questo è quel che si dice il fiore della Carità , il quale fa , ch'ella si renda soprammodo accetta , ed incateni i cuori di tutti . Vale più , e comunemente si fa più conto del buon modo , con cui si fa il servizio , che non dello stesso servizio , talmente che anche le medesime negative piacciono quanto son date con buon modo . Usa pure in questo ogni studio .

L'Abate Apollo , quando era richiesto da alcun Monaco di qualche servizio , subito s'alzava con volto allegro , dicendo : eccomi pronto .  Il V. Bercmans facea servizio a chiunque lo richiedea , rispondendo subito : Padre sì molto volentieri . Per la qual cosa ognun che avea bisogno ricorreva a lui senza soggezione ; ond'era perciò chiamato il comun rifugio .  S. Vincenzo de Paoli , se talvolta dovea dar la negativa ad alcuna inchiesta , lo faceva in modo , che le persone non solo non ne restavano amareggiate , ma per lo più partivano soddisfatte , come se avessero ricevute quanto chiedevano .  S. Fr. di Sales , avea per massima di non negare mai niente di quel che potea concedere : e quando non potea , i suoi rifiuti erano conditi di tanta grazia , che riuscivano più grati delle medesime grazie di molti , che le concedono sì sgraziatamente , annientando i loro proprj favori .  Si legge nella vita di S. Camillo de Lellis , che quando non poteva pagar i creditori , allegava loro con tal dolcezza le debite scuse , e con tal soavità di parole , che ne restavano persuasi e contenti : come appunto accadde una volta ad uno di costoro , il quale per partirsi andava tra se quasi maravigliato ripetendo : in somma me ne vado consolato , e senza quattrini .

 

30. Per poter rendere , conviene la propria Carità universale , è necessario farsi tutto a tutti secondo il consiglio dell'Apostolo : studiando perciò il genio delle persone regolandosi con diverse misure , e trasformandosi in varie guise secondo la diversità de' soggetti , delle occasioni , de' tempi , e de' luoghi .

S. Vincenzo de' Paoli nel trattar colle persone procurava d'accomodarsi alle disposizioni di ciascheduna ; e di farsi appunto tutto a tutti , per guadagnar tutti a Cristo . Onde benché fosse un uomo molto serio , e grave , solea talora , per dar animo a' pusillanimi , usar qualche tratto d'allegria , sino a contraffare il linguaggio del lor paese ; con che consolava ed edificava tutti , ed a tutti si rendea grato ed accetto .   Il V. P. Gio. Leonardo s'accomodava alla natura di ognuno de' suoi Religiosi . Per incamminar tutti nella via della perfezione proponeva a ciascuno quei mezzi , che conosceva esser proporzionati alla di loro capacità . Co' mesti e malinconici trattava con tanta benignità e piacevolezza , che quasi gli sforzava a vincer la loro natura . Con quei di poco talento , o di umore stravagante si portava con ispeciale amorevolezza senza mai mostrarsi infastidito , o annojato del lor trattare e condiscendendo con essi in tutto quel che poteva : e con queto gl'incoraggiava al ben operare . Se nel tempo della ricreazione avesse veduto alcuno malcontento , o appartato dagli altri chiamatolo a se , gli dimandava la cagione di tal novità , e con poche parole amorevoli consolatolo , lo rimandava a trattenersi cogli altri . Ond'è che con queste affabili maniere si cattivava gli animi di tutti ; tanto che non vi era alcuno , che non avesse con lui una total confidenza : tanto più , che usando egli egualmente con tutti questa sua affabilità e carità , ciascuno si credea di essere il più amato e favorito da lui .  Spiccò anche molto in questo la B. M. di Chantal , e specialmente nel governo temporale del suo Ordine , e molto anche più nella condotta spirituale delle sue figlie , avendo sempre tenuta una regola sì ben pensata , che riuscì d'universal gradimento e profitto .  E questo fu , perché avendo ella uno squisito discernimento per conoscere le inclinazioni e le virtù di tutte in particolare , sapeva accomodarsi all'umore di ciascheduna . Con le deboli di spirito usava una speciale affabilità , sentendole con pazienza , rispondendo loro con tutta dolcezza , e fin prevenendole con carità ne' loro desiderj . E con questo bel modo insinuandosi per la via del cuore ne' loro spiriti , le rendea coraggiose nella via della perfezione . Quelle poi , che vedeva avanzarsi nelle virtù e nella vita spirituale , procurava con grande zelo d'animarle vie più al bene : e dicea , che a simili Anime di buona volontà basta insegnar loro la strada , e seguire ad infervorare i loro santi proponimenti ed affetti , perché si portino molto avanti . In tutte poi osservava con gran diligenza i diversi movimenti dello spirito di Dio nelle loro Anime , e poi per parte sua altro non facea , che secondare i divini impulsi comunicando loro le istruzioni , e ricordi più proprj e più confacevoli alla capacità di ciascuno quanto all'interno ; e quanto all'esterno facea lor osservare fedelmente le regole , procurando però d'imprimere ne' cuori di tutte una certa santa libertà , che muovendole ad operar per forza d'un amor soave verso Dio , venisse a togliere , o almeno a raddolcire in esse le difficoltà , che incontransi nell'operare .

 

31. Se vuoi un ottimo mezzo per praticar sempre e con facilità la Carità fraterna , hai da piantare bene nel tuo cuore due massime , e con esse regolarti nelle occorrenze , e sono le seguenti :

I - FARE AGLI ALTRI QUELLO CHE UNO VORREBBE CHE FOSSE FATTO A SE .

II - TUTTO QUELLO CHE SI FA AGLI UOMINI , SI FA ALLO STESSO DIO .

Il modo di servirsi di esse è questo . Ogni volta che si presenta l'occasione di praticare la Carità verso d'alcuno , dir tra se stesso : Se ti trovassi ai piedi di costui , come vorresti essere trattato ?  Avresti a caro che uno ti facesse questo ?  ovvero : Se vedessi Cristo posto nel caso di costui , che faresti ?  Avverti , che quello che fai a quegli , lo fai a Dio , di cui , quello è un'immagine .

La B. M. di Chantal facea gran conto di questo principio , ed esortava spesso le sue Religiose a renderselo familiare . Laonde disse loro una volta : oh che noi saremo beate , se in tutte le occasioni fossimo attente a non profferir neppure una parola , ed a non operar cosa alcuna che potesse danneggiare il nostro prossimo : come appunto vorremmo che non si proferisse parola , né si facesse cos'alcuna da esso contra di noi . Così lo sopporteremo , e lo scuseremo ne' suoi mancamenti ; l'ajuteremo ne' suoi bisogni , lo compatiremo nelle sue disgrazie , e goderemo de' suoi vantaggi , come appunto vorremmo , ch'egli ci sopportasse , e scusasse ne' mancamenti da noi fatti , ci ajutasse ne' nostri bisogni , ci compatisse nelle nostre disgrazie , e godesse de' nostri vantaggi .   Quando S. Francesco di Sales vedea , che si scherniva alcuno , o di lui si mormorava nella conversazione , col mettersi in contegno facea conoscere , che quel discorso gli dispiaceva ; e per interromperlo ne intavolava un altro ; e se non gli riusciva , si alzava , e dicea : questo è un troppo strapazzare quel povero uomo , ed un passare i termini della discrezione ; e talvolta soggiungea : Chi ci dà quest'autorità di divertirci a spese altrui ? Vorremmo noi esser trattati in questo modo , e che si facessero palesi con tal indecenza le nostre miserie ?   S. Anselmo disapprovato da alcuni , come altrove si è riferito , perché sempre condiscendeva al parere e volere d'ognuno , così rispose : Voi dite così perchè non sapete con qual'intenzione io lo faccia . Sappiate per tanto , che io fo questo : primo , perché nostro Signore ha detto , che facciamo agli altri quello che vorremmo , che fosse fatto a noi : Or io vorrei , che il Signore facesse la mia volontà , e perciò faccio volentieri quella de' miei prossimi . Secondo , perché non trovo miglior mezzo di questo , per conservare in me la carità ed unione col prossimo ; ch'è la cosa , che Dio ci ha tanto raccomandata .   S. Giovanni Elemosinario avendo fatta dare più volte buona somma di danaro ad uno , che mutava abito e nome , fingendo di essere schiavo bisognoso di riscattarsi , benché egli se ne accorgesse , seguitò a beneficarlo . Ed avvisato dal Procuratore della frode di colui , disse : dagli il danaro che cerca ; poiché può essere la persona di Gesù Cristo , che vuol far pruova della tua carità .   Venne un giorno da S. Gregorio Magno , allorché era Abate del Monastero , un Angelo dal Cielo in figura di mercatante , che navigando avea fatto naufragio , e perduta tutta la sua mercanzia , e gli chiese qualche soccorso . Ordinò il Santo , che gli fossero dati sei scudi : quali ricevuti tornò a dirgli , che quello era troppo poco per sollevarlo dalla sua gran perdita ; ed il Santo gli fece dare sei altri scudi . Ma tornò quegli dopo tre giorni per la terza volta , tutto dolente ed afflitto a chiedergli nuovo soccorso , allegando la sua estrema miseria ; ed il buon Santo tutto compassione gliene fece dare altri sei : e perché questi non erano in casa , in vece di essi , gli fece dare una tazza d'argento , che S. Silvia sua madre gli avea mandata quella mattina piena di legumi , di cui solea cibarsi . Essendo in seguito Papa , ordinò un giorno ad un suo cappellano , che chiamasse a mangiare i dodici poveri , ed entrato al vederli , osservò ch'erano tredici : e domandando al cappellano , perché non ne avesse chiamati solamente dodici , siccome gli aveva ordinato : quegli incontanente rispose , di non averne chiamati più di dodici , e che dodici appunto egli ne vedeva , e non più . Ma il Santo ne vedea tredici ; e stimando ciò non esser senza mistero , fissò gli occhi nel tredicesimo ; e mirandolo attentamente , vide , che si mutava di sembiante nel volto , parendo ora giovane , ed ora vecchio . Terminata la mensa , lo tirò in disparte , e lo scongiurò a dirgli chi era ; il quale rispose io sono quel mercatante perduto nel mare , a cui tu desti i dodici scudi di limosina , e la tazza d'argento di tua madre . Sappi che per quell'opera volle Iddio , che tu fossi successore di S. Pietro . Come sai tu questo , ripigliò S. Gregorio ? Perché sono un Angelo , disse quegli , mandato da Dio per provarti . Al che prostratosi egli con gran riverenza a terra : oh disse , se per una cosa sì picciola mi ha fatto Iddio universal pastore della Chiesa sua , quanto maggiori cose posso io aspettare da lui , se lo servirò con grande affetto ? E da allora in poi crebbe tanto la sua liberalità co' bisognosi , che niuno a lui s'accostava , che non ne partecipasse . Un'altra volta ch'essendo pure Sommo Pontefice voleva egli stesso dar l'acqua alle mani ad un povero prima di mangiare , mentre dava di mano al vaso , colui disparve . La notte appresso gli apparve in sogno Gesù Cristo , dicendogli : altre volte mi hai ricevuto ne' miei membri ; ma ieri mi ricevesti nella mia stessa persona .   Teobaldo potentissimo Conte di Chartres , uomo liberalissimo verso i poveri , viaggiando con gran comitiva nel cuore d'un rigidissimo inverno , s'incontrò in un povero nudo , che si raccomandava a lui : che domandi disse il Conte ?  dammi , rispose il povero , il manto che porti , ed il Conte subito glielo diede , dicendo : domanda se vuoi altra cosa . Soggiunse il povero : dammi l'abito , che porti sotto la tonica , ed essendogli stato conceduto , ricercò la tonica stessa , ed il Conte pur ce la diede , restando in camicia ; seguitò il povero : tu vedi o Conte , che ho la testa nuda e rasa , onde dammi anche il cappello ; ma il Conte arrossendosi alqunto perché era calvo , disse : adesso figlio caro , sei troppo importuno , poiché non posso stare senza cappello . Ciò detto immediatamente disparve il povero , lasciando le vesti sulla neve . Allora il Conte gittatosi da cavallo proruppe in un grandissimo pianto , e vivendo con vigilanza , non mai negò limosina , che in appresso gli venisse richiesta .   Di S. Martino poi ben si sa , che avendo un giorno data una parte della sua clamide ad un povero mezzo nudo , che gli domandò la limosina ; la notte susseguente gli apparve Gesù Cristo con quel pezzo di veste in dosso , dicendo : Martino mi ha ricoperto con questa veste  ( a ) .

 

 

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( a ) - Questi sentimenti di carità fraterna erano conosciuti e praticati anche da' Gentili , ed ora si conoscono e si praticano da tutti i Popoli in generale . Niuno però li conosceva e praticava meglio del divino Maestro Gesù Cristo , che bisogna imitare , avendocelo insegnato , e prescritto .  Mio caro lettore se desideri leggere qualche altra cosa di buono sulla Carità , studia il Cap. II della Parte III dell'ottima opera dell'Arid. D. Luca de Samuele Cagnazzi intitolata : Precetti della morale evangelica posti per ordine didascalico , Napoli 1823 .  L'Edit.

 

 

 

 

 


 

Fonte : DIARIO SPIRITUALE , di autore anonimo , Tipografia Paci , Napoli , 1843 .