ARTCUREL: Arte, Cultura e Religione

 (Art , Culture and Religion)

   www.artcurel.it   ---  info@artcurel.it   ---   prima pagina                                                                   

  MARIA, MADRE DI DIO  : Madonna di Montevergine , Avellino

 

MADONNA DI MONTEVERGINE  (Avellino)

 

Mamma Schiavona, la prima icona di Maria.

(La Madonna di Montevergine)

Dieci anni fa la studiosa che ha scoperto le ossa di San Pietro a Roma, sostenne il primato della Madonna di Montevergine. Ora i computer le danno ragione.

 

Secondo un antico canto popolare virginiano, la più brutta delle sei Madonne campane, perché era nera, avrebbe scelto di andarsene lontano "...se ne jette a Muntevergene..er' a Maronn' 'e Muntevergene". Il canto si conclude ribaltando le posizioni e Mamma Schiavona, la più miracolosa delle sei sorelle - di Pompei, Mugnano, di Santa Filomena, del Carmine e dei Bagni - diventa anche la più bella. 

La dolcezza enigmatica e severa del volto della Madonna Bizantina, accogliente quant'altri mai, ha generato nei secoli un culto popolare saldissimo, ma ha anche affascinato grandi uomini di anime differenti, come Pier Paolo Pasolini - che in un suo soggiorno irpino volle visitare il Santuario - e, nel 1974, un semplice prete venuto dalla Polonia, Karol Wojtyla, che scrisse alla Madonna una dedica in latino (Sub protectione materna B.M. Virginia manete in pace et in servitio cum angelis ad salutem Populi Dei).

A tanto fulgore devozionale - o proprio in ragione di ciò - corrispondono oscure conoscenze dal punto di vista storico-artistico, probabilmente anche perché - che se ne abbia notizia - mai a nessuno studioso è stato consentito di analizzare da vicino il quadro risalente, nella sua interezza, al 1200. Neanche a quella Margherita Guarducci, epigrafista archeologa e illustre storica dell'arte - sua la scoperta delle ossa di San Pietro in Vaticano - che nell'88, inseguendo un'intuizione, salì sul monte dei benedettini, nel tentativo di avvicinarsi al dipinto. In realtà la Guarducci era a un passo dalla scoperta che aveva inseguito per una vita: rintracciare la prima immagine del volto della Madonna, o, almeno, la copia occidentale più antica della prima icona bizantina, la famosa Odigitria (cioè "delle guide" dalla Chiesa degli Odeghi a Costantinopoli dove venne venerata). Questo primo volto mariano - da cui derivarono tutti gli altri portati come vessillo in testa agli eserciti-sarebbe stato trasferito in Italia dall'ultimo imperatore latino d'Oriente, Baldovino II, che in fuga verso l'occidente l'avrebbe poi donato agli Angioini: E sarebbero stati proprio gli Angioini di Napoli, secondo la leggenda, a nascondere l'icona dell'Odigitria a Montevergine. L'intuizione della studiosa, la legenda e la storia hanno trovato una straordinaria sintesi nel video prodotto da Irpinia TV, curato da Michelangelo Varrecchia e Gerardo troncone.

Con l'ausilio del computer i curatori del video - grazie all'elaborazione grafica di Multimedia - sono giunti alla soluzione di quella aporia che da secoli ha lasciato gli studiosi in una insuperabile empasse e che la Guarducci era stata a un passo dall'afferrare (la nota studiosa è scomparsa di recente all'età di novantanni): la Madonna di Montevergine sarebbe la prima copia occidentale della Madonna Odigitria e vediamo perché.

Precedentemente Margherita Guarducci e Pico Cellini - lo studioso ultranovantenne vive ad Altavilla Irpina- avevano individuato la prima copia della Madonna Odigitria di Costantinopoli nell'immagine di Santa Francesca Romana, venerata a Roma col nome di Madonna del Conforto. Fu una scoperta laboriosa e di grande importanza dovuta alla decisione dei monaci Olivetani di far restaurare una tavola apparentemente ottocentesca e senza pregio. Nello studio di Cellini la Madonna giunge nel febbraio del 1950. Sotto lo strato più recente vengono fuori altri due volti della Madonna, risalenti al XIII secolo. E, clamoroso, sotto questi due se ne svelano altrettanti, dipinti su tela di lino a encausto - un'antichissima e raffinata tecnica che prevedeva l'uso di colori disciolti a caldo in cera liquida. Di questi il più evidente risale al V secolo ed è la più antica immagine di Maria mai ritrovata.

La notevole dimensione del volto -due volte e mezzo superiore a quella delle Madonne conosciute - la posa inequivocabile - capo reclinato verso una spalla in direzione del bambino - e i tratti mediorientali che culminano nella profondità degli occhi neri, inducono gli studiosi a sostenere che si tratti della copia principale dell'Odigitria e, precisamente una copia ricavata - come accadeva nelle botteghe dell'epoca - specularmente. Quella che mancava, ora, -oltre ovviamente all'Odigitria di cui si hanno solo notizie leggendarie - era l'originale di quella copia ricavata a rovescio.

Dopo molti anni di ricerche e l'analisi meticolosa di tutte le Madonne conosciute, la Guarducci si risolse che, per dimensioni e caratteristiche, l'riginale del voto mariano di Santa Francesca Romana non poteva che essere la Madonna di Montevergine, il cui quadro ha una struttura unica. Si tratta di due tavole di legno unite da traverse poste sul retro. Largo due metri a alto quattro è collocato dalla critica più recente - Monelli, Bologna, De Castris, Tropeano - intorno alla fine del duecento e attribuito a Montano d'Arezzo, pittore presente a Napoli nel Duomo e a San Lorenzo Maggiore. La testa della Madonna però. è un pezzo a sé, staccabile dal resto dell'opera e in essa incastonata. Sovrapponendo, grazie all'ausilio della grafica computerizzata le due icone - quella di Santa Francesca Romana e questa di Montevergine - i curatori del video dimostrano quello che era stato impossibile alla Guarducci, vale a dire che sarebbe proprio Mamma Schiavona la prima copia dell'Odigitria Bizantina e, dunque il più fedele volto della Madonna.

La scoperta, sebbene a questo punto evidente, non sorprende il Vaticano che da sempre è a conoscenza dell'ipotesi della Guarducci, ora confermata dai nuovi ausili tecnologici. Ma, evidentemente non sarà semplice ottenere un placet che rivoluzionerebbe il culto mariano tra capitale e provincia.

Intanto la lungimiranza della Pro Loco di Ospedaletto d'Alpinolo, preseduta dalla prof.ssa Rosanna Armonico, consente se non altro, la ripresa di studi in questo settore e la divulgazione della più affascinante delle ipotesi storico-artistiche, suffragata dal rigore scientifico di una studiosa come la Guarducci e dalla incontrovertibilità della ricostruzione computerizzata.

 

 

 

Visita il Santuario di Montevergine

 

 

 

 


 

Fonte :

Pro loco del Comune di Ospedaletto : Presentato il video che sostiene l'ipotesi storico-artistica di Margherita Guarducci. 

(art. Corriere dell'Irpinia del 20 maggio 2000)

 

http://www.comuneospedaletto.it/mammaschiavona.htm