| ARTCUREL:
Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| PERSONAGGI : La Principessa Sichelgaita , di Giovanni Napolitano |
Giovanni Napolitano
( Preside della Sezione de' Principati dell'OESSG , Cav. di Gran Croce , Generale G.F. )
SICHELGAITA
Principessa Longobarda e Duchessa Normanna
La Principessa Sichelgaita
La principessa Sichelgaita visse in un periodo di eccezionale rilevanza storica , che vide il processo di rinnovamento della Chiesa di Roma , nel segno della riforma gregoriana , la lotta delle investiture , l'espansione dei nuovi barbari nella Longobardia minore , il declino dell'antico principato di Salerno , il trionfo dello Stato normanno .
I protagonisti furono : Gregorio VII , Enrico IV , Desiderio di Montecassino , Alfano I di Salerno , Roberto il Guiscardo e Sichelgaita , figura che Amato di Montecassino descrive " nobile , bella e saggia " e Romualdo , arcivescovo e storico salernitano " onesta , pudica , virile nell'animo e provvida di saggi consigli " .
Sichelgaita nacque a Salerno nel 1036 dal principe Guaimario IV , della dinastia dei longobardi spoletini , e da Gemma , figlia del conte Landolfo di Teano . Guaimario volle dare alla sua terza figlia il nome di sua nonna , donna di altissimo lignaggio longobardo . Gaita trascorse l'infanzia e la fanciullezza nel monastero di S. Giorgio , contiguo al Palatium ; da un documento del 1037 risulta che in quel prestigioso monastero vi era una infermiera nel cui laboratorio si preparavano i medicamenti . Gaita conobbe perciò l'arte medica sin da fanciulla (fu discepola di Trotula De Ruggero , la celebre medichessa) e subì una grande attrazione per lo studio , la bellezza dei classici latini e greci e la sapienza delle Sacre scritture .
Fu circondata dall'affetto del padre , che era l'uomo più potente dell'Italia meridionale , principe di una Salerno detta , universalmente , "opulenta" ; purtroppo il suo potere gli procurò ostilità ed isolamento politico ed il 3 giugno 1052 fu barbaramente trucidato da congiurati di palazzo , che avevano cospirato con i ribelli amalfitani .
Ad ereditare l'ingegno paterno fu Sichelgaita ma , per la sua condizione di donna , dovette dare spazio al fratello Gisulfo II , di lei più giovane ; ebbe però il suo ruolo di guida e di governo del Palatium , talché divenne subito famosa per le sue opere sociali e culturali .
Gli storici raffigurano Sichelgaita come un personaggio imponente e forte , più affascinante che bello : longilinea e slanciata , dall'incedere regale , sguardo penetrante e un'indole autoritaria non priva di personalità e misticismo . La fama delle sue virtù giunse sino al potente Roberto il Guiscardo e ne fu affascinato . questi colse l'occasione per chiedere la mano della principessa longobarda allorquando Gisulfo II gli inviò suo fratello Guido , per chiedergli aiuto contro le continue invasioni del principato ad opera di Guglielmo il normanno .
Roberto così si rivolse a Guido :" annuncia al principe Gisulfo che chiedo in sposa Sichelgaita , principessa di Salerno , sorella sua e tua . E' giunto a me ed alla mia gente la fama di donna avvenente , saggia , pudica e religiosa . sarà grande onore e gioia per il popolo normanno vederla sposa e signora del suo duce ". Aggiunse che avrebbe divorziato da Alberada , da cui aveva avuto Boemondo . Per motivi politici Gisulfo II tentò di ostacolare le nozze ed addusse che l'erario del principato non era , allora , in condizione di sostenere le spese totali .
Il Guiscardo , per tutta risposta , venne a Salerno , affrontò Gisulfo , gli confidò che prendere in sposa Sichelgaita significava il suo massimo ideale e gli gridò che avrebbe provveduto lui stesso ad assegnarle in dote le più ricche terre ed i più splendidi castelli di Calabria .
La fiaba diventava storia . Gaita compiva allora 22 anni , conservava il titolo di principessa longobarda , acquisiva quello di duchessa normanna , diventava sposa di Roberto il Guiscardo , il biondo gigante dagli occhi azzurri , il più grande guerriero ed il più abile ed astuto statista del suo tempo , ma " rude analfabeta " . Pur rimanendo nel suo ruolo , ella apporterà un concreto e fattivo contributo al successo di tutte le tappe politiche di Roberto , grazie alla sua cultura , alla sua rara saggezza , al suo sincero affetto coniugale . I loro rapporti furono di una certa conflittualità : da una parte lei con la sua tenace longobardicità , a cui non abdicò mai , dall'altra lui , rozzo , con l'asprezza e l'inflessibilità dei vichinghi , sterminatori e privi di pietà . Fu un freddo duello tra razze e civiltà diverse , una a suo sorgere , l'altra al suo tramonto ; riuscì sempre a prevalere il garbo , il fascino personale , l'eleganza e la nobiltà di Gaita .
Nell'aprile 1059 , con papa Nicolò II , ebbe luogo in Laterano , uno dei più rivoluzionari concili della storia , in cui furono sancite le norme che travolgeranno il tradizionale assetto della Chiesa . I riformisti erano attenti alle possibili reazioni della corte tedesca e non potevano non pensare di coinvolgere i normanni , quali possibili difensori della strategia indipendentista della Chiesa . Questa valutazione politica non sfuggì a Sichelgaita , la quale pensava ai vantaggi che poteva portare al marito l'avvio di un processo di pacificazione e di revisione degli antichi rapporti di conflittualità con il papato .
Cominciò allora un'abile opera per persuadere Roberto e favorire opportune intese ed alleanze : per quanto fiero , autoritario ed arrogante , il normanno accettò l'ingerenza di Gaita nelle sue determinazioni e manifestò al nuovo papa Nicolò II , il quale , forte dell'incoraggiamento degli ideologi riformisti , approfittò per indire subito un nuovo concilio a Melfi .
Sichelgaita volle provvedere all'intera organizzazione , riservando al pontefice un'accoglienza maestosa . Roberto e Gaita si inginocchiarono dinanzi a lui con sentita umiltà e lui li abbracciò e benedisse : era questa una importante tappa della scalata dei normanni alla completa conquista del Mezzogiorno . Furono confermate le norme appena sancite dal concilio lateranense , e , nella giornata conclusiva , il papa consacrò ufficialmente Roberto , duca di Puglia e Calabria , con la possibilità della conquista della Sicilia . In cambio il Guiscardo si impegnò a difendere la Chiesa contro l'impero bizantino e germanico ed a garantire l'elezione del Papa secondo le norme del concilio . Sichelgaita era felice di aver contribuito alla grande riconciliazione .
Alla fine del 1059 , nacque Ruggero , il primogenito ; verranno altri sette figli , due maschi e cinque femmine . Gaita seppe coniugare brillantemente il ruolo di donna politica con quello di madre .
Purtroppo , i rapporti tra il papa Gregorio VII e il Guiscardo si incrinarono perché quest'ultimo aveva rifiutato di combattere i normanni che devastavano i territori della Chiesa negli Abruzzi . Il Guiscardo mirava alla conquista di Salerno e ragioni politiche imponevano tale atteggiamento . Fu perciò raggiunto , nel 1074 , dalla scomunica , con grande dolore di Gaita che ne rimase profondamente sconvolta . L'esercito normanno mosse alla volta di Salerno nel maggio 1076 . Sichelgaita , per evitare spargimento di sangue , escogitò ogni possibile tentativo e riuscì persino a convincere suo cugino , l'abate Desiderio di Montecassino a intercedere presso Gisulfo II per una risoluzione diplomatica della vicenda , ma inutilmente .
Alfano , vescovo di Salerno , dinanzi a tanta follia del suo principe , si rifugiò presso Roberto nella speranza che il suo gesto avrebbe fatto precipitare gli eventi . Gaita era tormentata dalla sorte del fratello Gisulfo e si adoperò presso il marito affinché avesse il massimo rispetto del suo dramma e della sua dignità ; Roberto , seppure con riluttanza , ne raccolse l'appello . Donò a Gisulfo II mille bisanti d'oro e gli concesse di rifugiarsi da papa Gregorio VII , che lo nominò governatore delle terre della Chiesa .
Il 13 dicembre 1076 i normanni entrarono in Salerno e l'occuparono : alla notizia dell'arrivo di Gaita accorsero i vecchi longobardi , gli amalfitani del vico di Santa Trofimena , gli ebrei del quartiere di Santa Maria de Dommo , gli schiavi saraceni , i profughi bizantini , tutti plaudenti a lei , loro speranza . Era lei la vera grande trionfatrice e , nel vedere sgretolarsi la Longobardia Minore , giurava a se stessa di farla rivivere in suo figlio Ruggero .
Gaita tornò nella sua vecchia reggia e da consigliera abilissima , spinse il Guiscardo ad essere prodigo ed a ristrutturare chiese e conventi . Nel 1080 si dava anche inizio alla costruzione del Duomo ; tanta dimostrazione di profonda devozione da parte di Roberto , indusse il Papa a liberarlo dalla scomunica .
Sichelgaita riprese anche a frequentare la scuola medica , in cui , dominava la figura di un gigante della medicina , Costantino l'Africano , profugo dalla nativa Cartagine , uno dei massimi veicoli della scienza araba nell'occidente . Roberto volle donare a Gaita una nuova reggia , Castel Terracena , che , per merito suo , divenne un centro politico e sociale , culla del mecenatismo dei sovrani , all'attenzione dell'Europa : Salerno assurse così a mediatrice tra l'oriente e l'occidente .
Purtroppo un pesante pensiero tormentava da sempre Gaita : era interiormente angosciata per la sorte della figlia Olimpiade , che era stata inviata alla corte di Costantinopoli quale promessa sposa . L'evolversi degli eventi , nel 1078 , comportò , però , la deposizione dell'imperatore Michele Dukas per cui Olimpiade , poi divenuta Elena , fu relegata in un convento .
Tale situazione portò Sichelgaita ad appoggiare il progetto di Roberto di volgere contro Bisanzio ; fu una spedizione che assunse il carattere di una " precrociata " . Venne allestita una flotta imponente sulla quale si imbarcò anche Sichelgaita . Dopo Corfù , l'esercito normanno volse alla conquista di Durazzo . Lo scontro fu di inaudita violenza , un'ala delle colonne normanne , guidata da Roberto e Boemondo , ebbe la meglio sulle truppe greche e veneziane , alleate , mentre un'altra ala stava per ripiegare . Sichelgaita sentì cadere su di lei la responsabilità del momento : saltò a cavallo ed alla testa dei suoi uomini si lanciò impavida nella mischia .
Una freccia la colpì alla spalla sinistra e rischiò di essere fatta prigioniera , ma il suo coraggio risvegliò talmente l'ardire dei normanni che li portò alla vittoria . Durazzo , il 18 ottobre 1081 , era conquistata : Roberto corse incontro a Sichelgaita e l'abbracciò tra l'esultare e le acclamazioni dei soldati . L'atto di coraggio fu così commentato da Guglielmo Appulo :" Dio la salvò perché non volle che fosse oggetto di scherno una signora sì nobile e venerabile ".
Purtroppo Roberto non poté continuare la spedizione verso l'Illiria perché , su invocazione di Gregorio VII , dovette muovere verso Roma , contro Enrico IV . Giunto a Roma , nel maggio 1084 , con un esercito di seimila cavalieri e trentamila fanti , compì massacri di inaudita ferocia , talché Gregorio dovette partire in esilio al seguito del Guiscardo , perché il popolo lo riteneva colpevole elle sue disgrazie . Fecero tappa a Montecassino : il Papa , benedettino , sperò di ritrovare lì la sua pace , ma l'ambizione di Roberto lo voleva nella capitale normanna , a Salerno , per cui dovette subire , quasi prigioniero , la volontà di chi era il vittorioso protagonista di una immane tragedia .
Sichelgaita fu felice di poter ricevere il Papa con accoglienze trionfali e subito organizzò la consacrazione solenne della splendida cattedrale che , con Roberto , aveva fatto costruire in onore di S. Matteo . Era infatti necessario ripartire con urgenza per l'Oriente , ove l'esercito del Guiscardo era allo sbando .
Ai primi di ottobre del 1084 salparono da Brindisi , con una flotta di 120 galee , Roberto , Boemondo e Ruggero ; li accompagnava Sichelgaita per stare accanto al suo sposo , ormai settantenne , e per nostalgia della figlia Elena .
L'anno 1085 fu un anno funesto . La gloria , per Salerno , di ospitare , tra le sue mura , quel gigante di pontefice non durò a lungo : il 25 maggio del 1085 , nel cenobio di S. Benedetto , esalò il suo spirito . La sua morte lasciò attonito il mondo intero ; intorno a se , negli ultimi anni del suo supremo pontificato , si era svolta la vita di tutte le nazioni ed aveva tenuto testa a tutti e contro tutti , per tutelare i sacrosanti diritti della Chiesa . Sichelgaita , lontana da Salerno , non pose mai freno alle lacrime e lo pianse come un padre . Le reliquie del patrono S. Matteo e quelle di S. Gregorio sono state sempre il maggior orgoglio della basilica salernitana , che per averlo ospitato nel suo esilio ebbe l'onore di diventare " Chiesa Primaziale " .
Dopo meno di due mesi , moriva in Cefalonia , colpito da malattia epidemica , il Guiscardo : cedeva alla natura il 17 luglio 1085 , nel settantesimo anno di vita ; Sichelgaita , Boemondo e Ruggero , immersi nel più straziante dolore , sciolsero le vele verso la Puglia , con le sue spoglie mortali , che furono sepolte nella chiesa della Badia della SS. Trinità di Venosa . L'autorevole cronista Guglielmo Appulo descrive con vivo realismo la commozione di Sichelgaita :" oh dolore ! che arò io sventurata ? dove potrò andarmene infelice ? Quando apprenderanno la notizia della tua morte i Greci non assaliranno forse me , tuo figlio e il tuo popolo , di cui tu solo eri la gloria , la speranza e la forza ? " .
Henric von Kleist , nella tragedia " la morte del Guiscardo " di cui fu pubblicato un solo atto , rappresenta Sichelgaita mentre cerca di ristorare il marito bruciato dalla febbre e la figlia Elena , presente purtroppo solo nella rappresentazione tragica , che stringe sul petto la madre . Dante Alighieri non dubitò di collocare il Guiscardo in paradiso , tra le anime di coloro che avevano ben amministrato la giustizia .
Il nove ottobre ancora di quell'anno , la morte colpì un altro personaggio non meno interessante per la storia di Salerno , l'arcivescovo Alfano I , medico e letterato . Fu sepolto accanto alla tomba di Gregorio VII , suo amico , affinché la morte non valesse a separarli . Fu un ulteriore dolore per Gaita , perdeva l'ultima sua guida , un amico di sempre , a lei congiunto in parentela , un longobardo cui aveva sempre confidato i suoi più intimi pensieri .
Ormai sola , si ritirò in Castel Terracena e continuò a prodigarsi in favore del figlio Ruggero Borsa . Con illuminata intuizione attuò un antico " istituto longobardo " : decise di associarlo nel governo del ducato , fin quando non fosse sopita ogni polemica sulla successione . La soluzione fu ben accolta a corte , dal patriziato , dal clero e dal popolo , i quali erano certi che l'esperienza e la saggezza della madre si sarebbero integrate con la giovanile intraprendenza del figlio .
A Boemondo furono assegnate le sue conquiste in Grecia e varie città pugliesi , quali Bari , Otranto e Taranto .
Anche questa volta fu Gaita a trionfare , fu il suo carisma che si impose . La scelta del " bicefalismo ducale " , come fu definito dagli storici , fu il modo più intelligente per scongiurare le lotte intestine ed assicurare il rilancio di un forte governo del ducato . Sichelgaita , pur senza Roberto , riuscì , in forza delle sue possenti note caratteriali , a portare Salerno al culmine della sua potenza . Essa non fu più solo " opulenta " e potenza militare ; dalla tomba dell'evangelista S. Matteo e da quella di Papa Gregorio VII si levava il potente richiamo ai valori del cristianesimo militante .
Negli ultimi anni , Gaita si dedicò ad una vita di preghiera ; frequentava con molta assiduità la Badia di Cava , alla quale aveva fatto donare , sin dai tempi del Guiscardo , molti conventi e fu assidua benefattrice di Montecassino , cui la legava il vincolo di parentela con l'abate Desiderio , poi Papa Vittore III . Sentì molto vivo anche il culto di S. Nicola di Bari . Fu questo un periodo finalmente tranquillo , in pieno ardore religioso , in cui poté sostenere l'opera di moralizzazione della Chiesa . In un momento di sconforto spirituale , rivelò a Gaitelprima , sua sorella , la sua ultima volontà : chiedeva d'essere sepolta a Montecassino .
Sichelgaita morì il 27 marzo del 1090 : i longobardi si sentirono privati di una madre , i normanni ebbero chiara coscienza che si dileguava l'ultima testimonianza del loro potere , gli umili la piansero affettuosamente . Mentre il Guiscardo si era fatto seppellire nella SS. Trinità di Venosa , nel sacrario dei duchi normanni , dove , più tari Boemondo fece tumulare anche sua madre Alberada , Sichelgaita scelse , come sua ultima dimora , Montecassino .
Fu l'ultimo gran gesto di una figura maestosa della storia a noi più vicina ; volle farsi in disparte dando un forte segno d'umiltà , di quell'umiltà che connota i forti e che la pose nella leggenda .
Fonte : scritti del Cavaliere di Gran Croce Generale Giovanni Napolitano , Preside della Sezione de' Principati dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme .