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  I PIU' POVERI DEI POVERILa povertà di Maria , di S. Alfonso M. de' Liguori

 

Sant'Alfonso Maria de' Liguori

LA POVERTA' DI MARIA

 

                   

Il nostro amorevole Redentore, per insegnarci a disprezzare i beni mondani, volle essere povero su questa terra. Dice san Paolo: "Da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà" (2 Cor 8,9). Perciò Gesù esortava chiunque volesse essere suo seguace: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che hai e dallo ai poveri... poi vieni e seguimi!" (Mt 19,21).

La sua discepola più perfetta, Maria, seguì mirabilmente il suo esempio. San Pietro Canisio afferma che con l'eredità lasciatale dai suoi genitori la santa Vergine avrebbe potuto vivere agiatamente, ma si accontentò di essere povera conservando per sé un piccola parte dei suoi beni e distribuendo tutto il resto in elemosina al tempio e ai poveri. Molti sostengono che Maria fece anche voto di povertà. Ella stessa rivelò a santa Brigida: "Fin dal principio feci voto in cuor mio di non possedere nulla in questo mondo". I doni ricevuti dai Magi non dovevano essere certamente di poco valore, ma li distribuì tutti ai poveri. Così attesta san Bernardo: "Maria non serbò per sé l'oro offerto dai Magi, che fu considerevole, come si addiceva alla loro dignità regale, ma lo distribuì ai poveri per mezzo di Giuseppe". Che la divina Madre avesse distribuito subito i doni dei Magi, si deduce dal vedere che andando al tempio non offrì l'agnello che era l'offerta dei benestanti prescritta dal Levitico (Lv 12,6), ma, come dice la legge del Signore, un paio di tortore o due giovani colombi (Lc 2,24), offerta dei poveri. Maria stessa disse a santa Brigida: "Tutto quello che potei avere, lo diedi ai poveri, riservando per me un po' di cibo e il vestito".

Per amore della povertà non disdegnò di sposarsi con un semplice fabbro, san Giuseppe, e di sostentarsi con le fatiche delle sue mani, filando e cucendo, come attesta san Bonaventura. Parlando di Maria, l'angelo rivelò a santa Brigida: "Considerava le ricchezze terrene come fango". Insomma visse sempre povera e povera morì, poiché morendo non si sa che avesse lasciato altro che due povere vesti a due donne che l'avevano assistita in vita, come riferiscono il Metafraste e Niceforo.

"Chi ama le cose non diventerà mai santo", diceva san Filippo Neri. Santa Teresa aggiungeva: "È giusto che chi va dietro a cose perdute si perda anch'egli". Al contrario, diceva la stessa santa, la virtù della povertà è un bene che comprende tutti gli altri beni. "La virtù della povertà, scrive san Bernardo, non consiste solamente nell'essere povero, ma nell'amare la povertà". Perciò Gesù disse: "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli" (Mt 5,3). Beati, perché quelli che non vogliono altro che Dio, in Dio trovano ogni bene e trovano nella povertà il loro paradiso in terra, come lo trovò san Francesco nell'esclamare: "Dio mio e mio tutto". "Amiamo dunque quell'unico bene in cui sono tutti i beni", come esortava sant'Agostino. E preghiamo il Signore con sant'Ignazio: "Dammi soltanto il tuo amore con la tua grazia e sono ricco abbastanza". Quando ci affligge la povertà, consoliamoci sapendo che Gesù e sua Madre sono stati poveri come noi. "O povero, dice san Bonaventura, ti puoi molto consolare pensando alla povertà di Maria e alla povertà di Cristo".

Madre mia santissima, avesti ben ragione di dire: "Il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore" (Lc 1,47), perché in questo mondo non ambisti e non amasti altro bene che Dio. Signora, staccami dal mondo e "attraimi dietro a te" (Ct 1,4) per amare quell'Uno che solo merita di essere amato. Amen.

 

 

 

 


 

Fonte : http://www.santorosario.net/virtu7.htm  , brano tratto dalla seconda parte del libro " Le Glorie di Maria " di Sant'Alfonso Maria de' Liguori .