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 PROGETTI CULTURALI, MOSTRE E CONVEGNI :

Convegno al Seraphicum sul tema "L'educazione alla fede cristiana nell'epoca di internet" (25-11-2010), comunicato stampa conclusivo a cura di Elisabetta Lo Iacono.

 

Convegno al Seraphicum sul tema:

 

" L'EDUCAZIONE ALLA FEDE CRISTIANA NELL'EPOCA DI INTERNET "

 

Comunicato stampa conclusivo a cura di Elisabetta Lo Iacono.

 

 

 

 

PONTIFICIA FACOLTA' TEOLOGICA

" SAN BONAVENTURA - SERAPHICUM "
Via del Serafico, 1 - 00142 Roma
Tel. 06-5192007; 06-51503206 / Fax 06-5192067

www.seraphicum.org

 

 

Le analisi di Cantelmi, Bianchi e Todisco in un convegno organizzato dalla Facoltà San Bonaventura (25-11-2010)

 

SERAPHICUM: PARTE DAL FRANCESCANESIMO LA NUOVA SFIDA

PER L’EDUCAZIONE ALLA FEDE CRISTIANA

 

 

Nella società di oggi si nasce meno cristiani, si cresce in realtà sempre più virtuali e l’educazione alla fede diviene una vera e propria sfida educativa. Sono queste le tracce di riflessione emerse, ieri pomeriggio (giovedì), dal convegno “L’educazione alla fede cristiana nell’epoca di internet – La pedagogia di Gesù e il percorso francescano”, promosso dalla Pontificia Facoltà teologica “San Bonaventura-Seraphicum” e moderato dal professor Giovanni Iammarrone.

 

Un’iniziativa che, come spiegato dal preside padre Domenico Paoletti dinanzi a un folto pubblico e alla presenza di padre Jerzy Norel vicario generale dell’Ordine dei Frati minori conventuali, ha voluto dare un contributo a un tema particolarmente delicato come quello dell’educazione alla fede in un’epoca caratterizzata non solo dalla crescente secolarizzazione ma anche da un sistema comunicativo che ha modificato radicalmente i tradizionali rapporti interpersonali, creando un enorme divario tra generazioni.

 

Il primo problema sta proprio in questa differenza generazionale, come sottolineato dal professor Tonino Cantelmi, docente universitario e presidente dell’associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici. I giovani nati tra la fine degli anni ’90 e i primi del 2000 appartengono alla cosiddetta fascia dei “nativi digitali”, caratterizzata essenzialmente da rapporti che accantonano il faccia a faccia per ricorrere a quelli tecno-mediati. Un elemento non da poco che porta a far prevalere i bisogni individuali a scapito dell’empatia, a rappresentare le emozioni invece che viverle, a modificare i classici percorsi dell’apprendimento scalzati dai concetti di multitasking, ipertestualità e interattività. Sino a giungere - ha concluso Cantelmi - a un marcato narcisismo facilmente verificabile nei profili dei social network come Facebook, espressione dei nuovi rapporti virtuali dove spesso non c’è una identità definita ma la possibilità di inventare ogni giorno una nuova immagine di sé.

 

Anche questo finisce per rappresentare un ostacolo per l’educazione alla fede, non certamente per i mezzi in sé quanto per un contesto sociale ed educativo profondamente modificato che vede gli educatori per eccellenza - famiglia, scuola e anche la Chiesa - in evidente difficoltà. Ecco allora l’invito di Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, a ricorrere alla pedagogia di Gesù, centrata sull’incontro e la comunicazione diretta con l’altro, sulla credibilità e affidabilità, sulla capacità di ascolto come presupposto di ogni dialogo, anche per la Chiesa. “E poi è necessario il dono della presenza - ha aggiunto Bianchi - abbiamo ridotto la nuova evangelizzazione a una moltiplicazione delle parole e dei messaggi. I mass media sono efficaci se c’è anche la presenza, solo in questo modo può esserci trasmissione della fede”.

 

Da qui l’invito rivolto proprio ai francescani a “riproporre, sulla nuova strada cristiana tracciata da san Francesco, una grammatica umana, la grammatica di Gesù attraverso cui possiamo conoscere Dio”.

 

E su questa necessità di un ripensamento del soggetto e della sua consapevolezza è intervenuto il professor Orlando Todisco, docente al Seraphicum e all’Università di Cassino, che ha ribadito come la “propria soggettività è frutto di un pensiero e di una creatività del tutto gratuiti e che l’ottica francescana esalta l’io pensato e creato a immagine e somiglianza di Dio”.

Tanti spunti per ricreare un efficace ambito educativo basato sul concetto di “legame”, sul recupero del senso di libertà come forza coesiva che garantisce l’alterità, che favorisce il dialogo tra le culture e che vede il francescano un cosmopolita e testimone della libertà.

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Fonte : La Redazione di ARTCUREL ringrazia la giornalista Dott.ssa Elisabetta Lo Iacono ( elisabetta.loiacono@tin.it ) che ha gentilmente fornito la documentazione per l'articolo .