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RELIGIONE : cristianesimo : la meditazione cristiana profonda

 

Padre Enrico Bosoni e Suor Marisa Bisi

LA MEDITAZIONE CRISTIANA PROFONDA

 

 

Il Catechismo della Chiesa Cattolica presenta la meditazione come una ricerca orante che si svolge nel cuore, il centro profondo e nascosto dell'uomo.

La meditazione conduce l'uomo a penetrare, a dimorare nel proprio intimo, per cogliervi le profondità dell'ineffabile mistero dell'amore di Dio.

La meditazione mette in moto tutte le facoltà dell'essere umano (il pensiero, il desiderio, la volontà, l'attenzione, l'intuizione, l'immaginazione, il cuore) per andare fino a "Betlemme", cioè fino alla accoglienza della Parola definitiva : Gesù Cristo.

il Centro dell'essere - il Cuore - si apre al mistero e ci si abbandona silenziosamente e fiduciosamente per essere "istruito e guarito", superando il rischio di confondere l'esperienza psicologica della grazia con l'azione stessa della Grazia.

La meditazione profonda non è quindi chiacchiericcio mentale, sentimentalismo, devozionismo, emozionalità, abitudinarietà, ma è soprattutto silenzioso, riverente, obbediente ascolto e accoglienza della Parola per assimilarla, conservarla, trasformarla in vita e "fare la verita".

La meditazione esige pratica regolare (un tempo speciale dedicato al Signore), metodo, disciplina, verifica, preparazione.

Lo specifico del cammino meditativo si può così sintetizzare:

Se ti interessa approfondire cos'è la meditazione, puoi leggere nel Catechismo della Chiesa Cattolica i numeri 2705-2708, e nel Catechismo degli Adulti "La Verità vi farà liberi" i numeri 996-997

 

Cos'è che qualifica la meditazione Cristiana

Nella nostra cultura occidentale di questi nostri giorni, più orientata al futuro che immersa nel presente con la ricchezza consapevole del passato e la responsabilità di un futuro prefigurato nella luce di valori condivisi, è il pragmatismo che tende a governare i nostri comportamenti.

Abbiamo un interesse pragmatico verso tutto ciò che ci aiuta a fronteggiare il futuro. Cerchiamo risposte sul come-fare le-cose più che indagare sul loro significato. Da qui nasce il predominio della tecnologia, che non è negativa di per sé, anzi offre tante splendide opportunità; ma spesso tende a governarci più che ad essere governata da noi.

La tecnologia è un saper-come. Ci sentiamo a nostro agio solo quando conosciamo il modo di poter fare qualcosa; il che è una cosa buona, solo che - nella congerie attuale - corriamo il rischio di confondere il mezzo con il fine.

Per esempio, come posso pregare? Quale 'tecnica' mi aiuterà? Lo zen? Lo yoga? la respirazione controllata? Tenere un diario? Ripetere un mantra? Se solo potessi installarmi nella giusta pratica, trovare il guru che mi aiuterà, perseverare in ciò finché non mi sia dato di premere il dovuto bottone...

Come l'attuale cultura occidentale, le religioni orientali tendono a specializzarsi nelle tecniche di preghiera, nella tecnologia spirituale. Esse tendono a mettere l'accento sulla tecnica, sul come-fare, sui metodi.

Così, nella nostra epoca tecnologica, molti che cercano Dio o una qualche esperienza religiosa si volgono alle tecniche delle religioni orientali per impare come trovare Dio, intraprendono una serie di pratiche, passando dall'una tecnica all'altra, come la donna che ha consultato tutti i medici e non ha trovato sollievo. Ella, infine, reagisce e tocca Gesù che la guarisce (Lc8, 43-48; Mt9, 20-22).
Ebbene, è la contemplazione che tocca Gesù.

La contemplazione non è tanto quella che faccio io, quanto quella che il Signore mi dà. È un dono, in dono fatto a me, un dono del Suo Spirito. Posso disporre me stesso/a (e in questo le tecniche, che favoriscono la pacificazione, la concentrazione, il raccoglimento, possono essermi di aiuto) a ricevere il dono della contemplazione e a crescere in questo dono, ma anche questa disposizione viene dal Signore, è grazia.

Nessuna tecnica può realizzare o ottenere la contemplazione. Essa può far raggiungere il cosiddetto samadhi, satori, o nirvana che dir si voglia, ma non è scontato che sia la stessa cosa rispetto alla contemplazione dono. Gesù dice: "Vi lascio la Pace, vi do la mia Pace", che non è una beatitudine disincarnata, ma il frutto del rapporto con la Sua Persona e il segno della Sua Presenza, che nella vita di ogni giorno concretizza la nostra personale "Incarnazione".

Il modo per disporci a ricevere il dono della contemplazione e crescere in esso non è un cercare, un bramare la contemplazione, un lottare per essa: invece è un cercare, un bramare Gesù, un lottare per Lui. A suo tempo e modo Egli si darà attraverso le crescenti grazie della contemplazione.

La contemplazione cristiana non è una tecnica, è un rapporto interpersonale - un rapporto con Dio presente a me e per me qui e ora in Gesù Cristo. Differisce radicalmente dalla contemplazione zen e da tutti i tipi di contemplazione buddhista, come pure dalla contemplazione yoga e dalla meditazione trascendentale: perché fa centro sul Signore, su una Persona. E' essenzialmente un rapporto d'amore.

Questo non significa che chi pratica il buddismo o lo zen o qualunque altra religione ed ha nel cuore il desiderio sincero di cercare Dio non possa incontrare il Signore, perché sappiamo che "lo Spirito soffia dove vuole"; ma noi dobbiamo essere consapevoli della nostra identità e di quella che è la nostra chiamata di cristiani.

Questa è la ragione per cui la cosiddetta preghiera centrante differisce dall'uso di un mantra. Un mantra, una parola o una frase su cui ci si concentra e che si ripete molte volte, non è interpersonale. La preghiera centrante centra, invece, non una parola, una frase come ad esempio il nome "Gesù" ma, attraverso la parola o la frase, una Persona. Ripetendo il Nome Gesù in continuazione, lentamente, non con le labbra, ma silenziosamente, nel mio cuore, centro la Persona di cui dico il nome nel mio cuore, invoco nel mio cuore questa Persona e riposo in essa.

Oppure posso ricorrere alla preghiera di Gesù, alla preghiera del pellegrino: "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di me peccatore", ripetendo la frase, via via, in silenzio dentro di me. Il fuoco, qui, è su Gesù Cristo, non su una tecnica. Ed è il Suo Spirito, non la mia concentrazione e l'uso della frase come fosse una formula magica, il fuoco che alimenta il mio essere e purifica le mie negatività.

A questo modo di pregare, di ripetere nel mio cuore una giaculatoria o il Nome di Gesù o una frase della scrittura che mi 'tocca' particolarmente, è sicuramente un modo buono di pregare; può condurre alla vera contemplazione.

Ma la contemplazione in sé, questo misterioso incontro interpersonale con Gesù Cristo, che trascende ogni concetto, rimane un suo dono: un suo dare e un mio ricevere, non qualcosa da ottenere o compiere attraverso una tecnica, da conquistare o meritare.

 

 


 

 


COSA È IL CENTRO DI FORMAZIONE ALLA MEDITAZIONE CRISTIANA
"C.F.M.C."

 

  Oggi più che mai siamo bombardati da molte informazioni che spesso non ci aiutano a crescere, perché ci inflazionano di stimoli superficiali e aumentano la dispersione. Per questo il Centro si pone come servizio ecclesiale di formazione alla interiorità e alla consapevolezza per permettere ai valori della fede cristiana di diventare vita e alla meditazione e preghiera di diventare apostolato e servizio umanitario e salvifico.
 

PERCHÉ IL "CENTRO"
 

PER CHI È IL "CENTRO"
 

 
  • Per conoscere e sperimentare in un modo "sapienziale" e non solo dottrinale
    i contenuti della Fede cristiana in un
    clima di Silenzio e di Ascolto
  • per favorire l'esperienza della Chiesa come realtà di comunione e di servizio nella crescita "integrale" della persona
  • perché, nell'esperienza comunitaria, ciascuno è favorito nella conoscenza di sé e nella costruzione della sua identità di persona libera e vivente in senso biblico
Per ogni persona che avverte l'esigenza di passare :
  • dalla informazione alla formazione
  • dalla complicazione alla semplicità
  • dalla confusione alla chiarezza
  • dalla frammentazione alla unificazione
  • dalla inquietudine alla pace

tramite un autentico cammino di ricerca della Verità nell'amore (prendi parte della gioia del tuo Padrone (Mt. 25, 23)
 

 

QUALE FORMAZIONE PROPONE IL "CENTRO"
 

QUALE "METODO FORMATIVO"  PROPONE IL "CENTRO"

  Una formazione "personalizzata" umana-spirituale, con itinerari differenziati vissuti con un metodo esperienziale per favorire il contatto vitale con le realtà di fede approfondite.
  • La "pratica meditativa silenziosa" è parte integrante della formazione alla meditazione
  • Così l'accompagnamento spirituale
     
Il metodo del silenzio interiore, come spazio fecondo all'ascolto della Parola della Chiesa, della storia, del vissuto, personale, degli avvenimenti vari...
 

A QUALI IMPEGNI EDUCA IL "CENTRO"

DOVE OPERA IL "CENTRO"

 
  • Agli impegni di una vita vissuta in sintonia con Gesù, il Cristo e agli insegnamenti del Suo Vangelo per l'elevazione e trasfigurazione della persona secondo il progetto del Padre.
  • Ad un servizio più cosciente e gioioso nella Chiesa per il mondo, secondo la vocazion e personale scoperta nella preghiera e nel discernimento
  • Nella vita personale di chi fa il cammino
  • nella Diocesi di Roma
  • nelle famiglie e nella Parrocchie
  • nei gruppi che ne fanno richiesta
 
Il Centro è espressione diretta dell'Ufficio Catechistico del Vicariato di Roma
 

SEDE DEL"CENTRO"

Presso la Basilica di S. Carlo al Corso
Via della Tribuna di S. Carlo, 9
(Piazza Augusto Imperatore)
 

Informazioni: Tel. 06.69886301 - 06.69886388 (P. Enrico Bosoni
Tel. 06.68809061 (Sr. Marisa Bisi)
envelope.gif (14893 byte) debarim@tiscalinet.it

 

 

 


 

Fonte : http://www.meditazionecristiana.it/