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Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| RELIGIONE : Insegnamento Religione : Insegnamento della Religione Cattolica - IRC nella scuola , di Mons. Antonio Bollin |
INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA - IRC
NELLA SCUOLA
di Mons. Antonio Bollin
CHE COS'E' L'INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA - IRC
L'Insegnamento
della Religione Cattolica è una disciplina scolastica a tutti gli effetti. Non è
mossa da finalità catechistiche, ma si qualifica come proposta culturale offerta
a tutti, credenti e non.
In tal senso, pur essendo indirizzata in particolare ai credenti, si propone
come insegnamento che va oltre le personali scelte di fede, essendo prioritaria
la sua vocazione culturale: decidere di avvalersi dell'Insegnamento della
Religione Cattolica per un ragazzo non significa dichiararsi cattolico, ma
piuttosto scegliere una disciplina scolastica che si ritiene abbia un valore per
la crescita della persona e la comprensione della realtà in cui siamo inseriti.
La presenza, nel contesto
scolastico, dell'Insegnamento della Religione Cattolica è legata dunque, in
base al nuovo Concordato, a motivazioni culturali e pedagogiche. Proprio per
questo, lo Stato attribuisce all'Insegnamento della Religione Cattolica,
svolto «nel quadro delle finalità della scuola», una dignità formativa e
culturale pari a quella delle altre discipline. Questo si fonda su un
triplice riconoscimento:
a) il fatto religioso ha una notevole rilevanza culturale per comprendere la
nostra storia;
b) i princìpi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del
popolo italiano;
c) l'Insegnamento della Religione Cattolica contribuisce a dare una risposta
specifica al bisogno di significato che ciascuno ha in sé.
L'Insegnamento della Religione
Cattolica viene svolto in conformità alla dottrina della Chiesa e accetta,
al tempo stesso, di assumere le finalità della scuola, proponendosi non come
realtà anomala nell'ambiente scolastico, ma come attività integrata nel
complesso dell'esperienza didattica.
Con esso, come per ogni disciplina, ci si propone l'acquisizione di
conoscenze specifiche, la trasmissione di informazioni corrette e
pertinenti, nel rispetto dello spirito critico e della libertà dello
studente.
Nel caso specifico di questa disciplina, i contenuti sono legati al fatto religioso (cristiano in particolare) in rapporto agli interrogativi fondamentali che ciascun uomo si pone. Oltre agli obiettivi didattici, l'Insegnamento della Religione Cattolica si offre come strumento per la realizzazione di finalità educative e formative: si tratta della crescita umana, libera e responsabile, in rapporto alle scelte del credente.
L'Insegnamento della Religione Cattolica si assume l'impegnativo compito di
aiutare lo studente a maturare una posizione personale in materia religiosa,
coerente e rispettosa delle posizioni degli altri.
IL VALORE DELL'INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA - IRC
La
revisione del Concordato del 1984 ha trasformato il precedente insegnamento
religioso obbligatorio, con possibilità di esonero, in un insegnamento
facoltativo del quale è possibile avvalersi o non avvalersi con apposita
dichiarazione fatta all'atto di iscrizione.
Religione, cultura e scuola sono tre realtà fra loro strettamente in relazione.
Il termine cultura indica il patrimonio della tradizione e del sapere
scientifico, letterario e artistico di un popolo; con scuola si intende
un'istituzione avente fini educativi che, attraverso un'istruzione metodicamente
ordinata, ha il compito di affiancarsi (e non di sostituirsi) alla famiglia, al
fine di promuovere tramite contenuti propri l'autonomia del giovane, la sua
formazione razionale, critica, aperta al confronto; la religione, infine, indica
quel complesso di credenze e di atti di culto che collega la vita dell'uomo ad
un ordine superiore. in particolare alla divinità.
È riconosciuto anche da parte della cultura cosiddetta «laica» (seppure in base
a considerazioni puramente storiche e antropologiche, condivise anche dal
credente) che la religione è parte integrante delle matrici culturali di ogni
civiltà: la comprensione di determinati periodi e processi storici, gli usi e i
costumi dei popoli, le loro espressioni artistiche e le conoscenze scientifiche
risentono pienamente dell'influenza religiosa.
Tralasciare, quindi, detta componente nella scuola significa non capire appieno
la nostra realtà culturale e misconoscere addirittura le proprie radici
costitutive.
L'avvento del cristianesimo, e specificatamente del cattolicesimo, ha cambiato
il volto dell'Occidente in maniera irreversibile e questo non solo per i
credenti, ma anche per i non credenti: esso si è affermato come un vero e
proprio «orizzonte» spirituale, che si è imposto in maniera tale da non essere
più suscettibile di svalutazione.
Paradigmatico è il titolo del celebre saggio «Perché non possiamo non dirci
cristiani», scritto dall'idealista e «non credente» Benedetto Croce: il
Cristianesimo, una volta apparso, è diventato un termine di confronto
imprescindibile anche per il non credente, in quanto componente fondamentale
dello stesso processo culturale.
Quindi non è difficile capire i motivi della presenza dell'Insegnamento della
Religione Cattolica nella scuola italiana, il ruolo che esso svolge riguardo lo
studio del fatto religioso come espressione dello spirito e della cultura
dell'uomo.
La finalità dell'Insegnamento della Religione Cattolica non è tanto la
conversione o la maturazione della personale esperienza di fede dello studente,
quanto, piuttosto, il pieno sviluppo della personalità dell'alunno nella sua
componente umana e civica, così come è sottolineato nel Concordato fra la Santa
Sede e la Repubblica Italiana.
IRC E FAMIGLIA
La
risposta ampiamente positiva, che l'Insegnamento della Religione Cattolica ha
ricevuto in questi anni è un chiaro segno di fiducia da parte della famiglia
verso il servizio educativo che questa disciplina offre, servizio «volto a
formare personalità giovanili ricche di interiorità, dotate di forza morale e
aperte ai valori della giustizia, della solidarietà e della pace, capaci di
usare bene la propria libertà» (cfr. Giovanni Paolo II, Discorso alla XXXIV
Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, Roma 08 maggio
1991).
Infatti, a monte della scelta del giovane per l'Insegnamento della Religione
Cattolica, incontriamo le istanze del genitore, che rivolge alla scuola una
sincera domanda di educazione e sente la necessità che tale istituzione
stabilisca un rapporto profondo ed autentico con l'universo giovanile, rapporto
che non eluda le domande religiose e i bisogni interiori degli alunni.
I figli sono anche «studenti», ma innanzitutto persone in via di maturazione,
che hanno bisogno di compiere un percorso di confronto con un quadro di valori
che ne favorisca una crescita organica e strutturata. Per questo l'Insegnamento
della Religione Cattolica svolge una funzione di sostegno, ritenuta valida anche
e soprattutto da quei genitori che ritengono indispensabile trasmettere alle
nuove generazioni i valori cristiani.
La possibilità di avvalersi o meno dell'Insegnamento della Religione Cattolica
riveste un significato indubbiamente positivo nei confronti degli alunni e delle
famiglie, in quanto fa sentire lo studente sempre più protagonista della propria
formazione, promuove il valore della libertà di coscienza e spinge genitori e
figli ad un confronto aperto e costruttivo su che cosa significhi effettivamente
«andare a scuola» ed operare scelte mature e responsabili. In questo senso
l'opera propositiva della famiglia si rivela indispensabile, come un compito che
nessun'altra agenzia educativa può assolvere.
Così tra famiglia e Insegnamento della Religione Cattolica si può realizzare un
rapporto di collaborazione, come sottolineano le parole pronunciate da Papa
Giovanni Paolo Il in occasione del simposio europeo sull'Insegnamento della
Religione Cattolica, tenutosi a Roma nel 1991: «Incoraggio di cuore tutte le
famiglie e, in particolare i genitori cattolici, consapevoli oggi del gravoso
compito educativo che è loro affidato, a scegliere l'insegnamento religioso per
i propri figli e a rendersi, nello stesso tempo, responsabili e protagonisti,
insieme ai docenti di religione e agli stessi giovani, del cammino di progresso
di tale insegnamento».
IRC E CATECHISMO
La
comunità cristiana, l'Insegnamento della Religione Cattolica ed il servizio del
docente di religione sono strettamente collegati. Il loro obiettivo comune
consiste nel promuovere la formazione integrale della persona: l'Insegnamento
della Religione Cattolica sotto l'aspetto cognitivo, l'attività pastorale nel
cammino di fede. Pertanto, il rapporto tra la comunità cristiana e l'insegnante
di religione dovrebbe essere basato su una collaborazione reciproca e rispettosa
dei diversi ruoli.
Ma come sensibilizzare la comunità sull'importanza della formazione umana e
religiosa del giovane nell'ambito scolastico? Uopera di sensibilizzazione può
essere resa proficua attraverso incontri e momenti di confronto in cui emerga il
progetto educativo che il docente di religione propone all'interno della scuola,
progetto volto alla promozione di una cultura di valori autenticamente
cristiani, fondati su Dio, sulla dignità dell'uomo e sul Vangelo dell'amore.
L'Insegnante di Religione con il suo lavoro stimola l'approfondimento dei grandi
interrogativi relativi al senso della vita, al significato del mondo che ci
circonda e agli impegni concreti che rendono ogni uomo veramente tale. Le
tematiche elaborate nell'ora di religione a scuola possono costituire un punto
di partenza per la realizzazione, nell'ambito della comunità cristiana, di
proposte e di progetti per i ragazzi.
Nell'ambito parrocchiale l'Insegnante di Religione può essere valorizzato per le
sue competenze culturali in attività di formazione degli operatori pastorali su
alcune tematiche che riguardano da vicino i giovani e la loro formazione
personale e religiosa.
Inoltre si deve tener presente che l'Insegnante di Religione viene spesso a
contatto con le esigenze, i conflitti, le tendenze ed i problemi più urgenti dei
giovani.
Il lavoro coordinato di scambio di informazione e di collaborazione può favorire
la sensibilizzazione di tutta la comunità sui comportamenti e i disagi
giovanili.
L'Insegnante di Religione può aiutare la comunità cristiana a sperimentare nuovi
linguaggi adatti a trasmettere il messaggio religioso e a proporre esperienze
significative per la vita e la crescita del giovane. Ciò serve ad avvicinare i
giovani, la scuola e la comunità cristiana alle sfide della società e favorisce
un confronto costruttivo tra i contenuti ed i valori della religione cattolica e
la cultura contemporanea.
Fonte : www.bologna.chiesacattolica.it/irc/insegnamento/irc/quidditas.php
Le informazioni contenute in questa pagina sono tratte da:
BOLLIN Antonio , L'insegnamento della religione oggi. Compendio sull'I.R.C. per docenti, operatori pastoriali e famiglie = Strumenti per l'I.R.C. 11, (Leumann 1999).
Si rimanda al testo originale per ogni approfondimento.