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RELIGIONE : opere sacre : Museo Diocesano di Bari

 

 

 

MUSEO DIOCESANO DI BARI

(Palazzo Arcivescovile - Museo Cattedrale)

 

 

  

Madonna con Bambino

 

Il Museo Diocesano di Bari, sito nel palazzo dell’Episcopio, fu voluto dall’arcivescovo Magrassi che lo eresse il 7 giugno 1981 quale strumento qualificato di evangelizzazione e promozione umana e, perciò, parte integrante dei servizi pastorali dell’Arcidiocesi.
Oggi, il Museo raccoglie l’eredidi tale proposito. La creazione di una raccolta di arte sacra, in linea con gli orientamenti postconciliari, intende venire incontro a istanze diverse: salvaguardare dalla dispersione - o da sicuro degrado - manufatti che avevano perso, del tutto o in parte, il legame con il contesto di appartenenza; conoscere e valorizzare l’identità storico-religiosa delle singole testimonianze della pietà e delle tradizioni locali; rievocare il cammino di fede della comunità storica locale; stimolare e sostenere l’impegno di enti ecclesiastici e singoli sacerdoti per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale di propria pertinenza. La nuova sistemazione degli ambienti messi a disposizione dell’arcivescovo Magrassi, la schedatura e l’ordinamento della raccolta, il completamento dell’allestimento museale offrono un percorso espositivo che, attraverso un itinerario tematico e cronologico, intende esaltare il valore documentale di ciascun manufatto in relazione alla storia della Chiesa di Bari, alla committenza, alle tradizioni culturali, proponendosi come sede suggestiva della memoria storica della chiesa locale.

 

Nella SALA DEI REPERTI SCULTOREI sono esposte testimonianze preziose della complessa vicenda costruttiva (paleocristiana e medievale) della Cattedrale. Di particolare interesse sono un frammento del pavimento musivo, una lastra riconducibile alla recinzione presbiteriale di Peregrino da Salerno e i frammenti del ciborio commissionato ad Anseramo da Trani dal vescovo Grisone.

 

Nella SALA DEI DIPINTI vi sono opere provenienti dalla Cattedrale e da chiese della Diocesi barese. La sistemazione è provvisoria in attesa della restituzione di alcune opere depositate presso la Pinacoteca Provinciale di Bari, tra le quali si segnalano: S. Rocco e gli appestati attribuito alla scuola del Tintoretto, la Madonna con Bambino, Sant’Antonio e Sant’Enrico opera di Paris Bordon. Tra i dipinti appartenenti alla Cattedrale meritano attenzione il Cristo risorto di Andrea Bordone, l’Adorazione dei Magi attribuita a Corrado Giaquinto e una Natività probabile opera di un suo collaboratore. Inoltre è esposta la Collezione Filieri icone russe, ascrivibili al XIX-XX secolo, raccolte da p. Anastasio Filieri, oc e da lui donate al Museo nel 2002.

 

  

Busto di S. Sabino

 

Nella SALA DEL TESORO  vi sono i più rappresentativi manufatti in metallo prezioso della Cattedrale, scampati alle frequenti confische e fusioni di argenti. Il manufatto più antico è una stauroteca in argento, rame e cristallo di rocca databile al sec. XII. Numerosa è la suppellettile liturgica dei secoli XVII e XVIII, prevalentemente di manifattura napoletana. Al 1764 è datato il Busto di S. Sabino eseguito da Andrea Finelli per volere del vescovo Granafei.

 

Nelle SALE DEGLI EXULTET  sono custoditi tre Exultet e un Benedizionale rotoli illustrati in pergamena dell’Italia meridionale.

 

 

Exultet 1

Particolare : Cristo Signore in trono, principio e fine: alfa e omega.

 

L’Exultet 1, lungo circa 525 cm, fra i più antichi che si conoscano, risale all’inizio del secondo venticinquennio del sec. XI. È stato realizzato a Bari, forse presso il monastero di S. Benedetto o lo scriptorium arcivescovile.
Esso è costituito da otto fogli di pergamena cuciti in successione tramite listarelle dello stesso materiale. La scrittura è beneventana Bari type, le illustrazioni sono in senso inverso alla scrittura (quindi, in modo che i fedeli potessero immediatamente leggerle) e rivelano l’esistenza di un’arte figurativa pugliese che si rifà alla iconografia bizantina, ma con proprie caratteristiche.
La formula della liturgia è quella beneventana, così pure la notazione musicale è beneventana, senza linee né chiave e con guidone. Le fasce decorative laterali sono interrotte da clipei (24 per parte) contenenti busti di Santi, secondo i canoni iconografici bizantini, con il loro nome scritto in greco nel verso delle immagini.
Il Benedizionale, quasi contemporaneo all’Exultet 1, contiene i testi della benedictio ignis e fontis la benedizione dell’acqua battesimale durante la veglia pasquale.
L’Exultet 2 è lungo circa 399,5 cm. È di minor pregio rispetto al primo ed è più tardo: risale al terzo venticinquiennio del sec. XI. La formula beneventana fu erasa e sostituita dal testo franco-romano dell’Exultet. Tale sostituzione risale al XIII secolo. Così pure la prima notazione musicale sostituita da una notazione quadrata segnata su tre o quattro linee, con chiave e guidone e ancora la scrittura da beneventana in minuscola gotica.
L’Exultet 3 è lungo circa 286,5 cm. Esso è un palinsesto realizzato per esigenze liturgiche prima in lingua greca, di seguito abraso e utilizzato nuovamente nel XIII secolo in lingua latina e scrittura beneventana. È privo di miniature e ornamentazioni.

 


Il Museo è dotato di un CENTRO DI DOCUMENTAZIONE dove si possono consultare libri, schede di catalogo, foto e documenti di archivio, rilievi e disegni relativi alla Cattedrale, attività e interventi culturali prodotti dalla sezione didattica del museo e di una Sala Riunioni per incontri periodici sulla conoscenza e l’approfondimento di temi connessi all’arte sacra.
 

 

 

 

 


 

 

Museo Diocesano - Sezione Bari
via Dottula - 70122 Bari

Ufficio Arte Sacra - Museo - Biblioteca : tel. 080 5210064 - fax 080 5244450 ; e-mail:  arte.sacra@odegitria.bari.it  .

Direttore del Museo Diocesano di Bari :  Mons. Gaetano Barracane

 

Aperto il:
• martedi e giovedi  h. 9:30 - 12:30
• sabato  h. 9:30 - 12:30 - h.16:30 - 19:00
• domenica  h. 9:30 - 12:30
Negli altri giorni, su richiesta.

Orari di apertura al pubblico:
Il Museo è aperto al pubblico giovedì dalle 9.30 alle 12.30, sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30, domenica dalle 9.30 alle 12.30. Negli altri giorni è visitabile su prenotazione. 

 

 

 


 

FONTE :  www.arcidiocesibaribitonto.it