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RELIGIONE : teologia simbolica :  Luci  nel  buio , di padre Claudio Traverso

 

 Padre Claudio Traverso

 LUCI  NEL  BUIO

 

 

Gesu' invita con forza: "Voi siete la luce del mondo; non puo' restare nascosta una citta' collocata sopra un monte, ne' si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perche' faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Cosi' risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perche' vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che e' nei cieli" (Mt 5,14-16).

Certo questa parola di Gesu' veniva facilmente compresa: per un lunghissimo tempo il buio della notte e' stato squarciato da piccole luci, le lucerne.

Tali lampade erano usate nella vita quotidiana e il loro olio poteva essere mescolato con sostanze profumate.

Questa realta' materiale ha anche un risvolto spirituale: nel vivere di ogni giorno ci sono da sempre le vie e le strade dei comandamenti di Dio; ma agli "incroci" e "biforcazioni" del cammino c'e' bisogno di decidersi per una giusta scelta, e abbiamo assolutamente bisogno della luce necessaria. 

A volte la strada della vita conduce attraverso le strette, impervie ed angoscianti oscurita' della paura e del dubbio; ci si puo' trovare di fronte a "strade a senso unico" di cio' che, per andazzo o per tradizione, si e' soliti fare o tralasciare nella vita di ogni giorno.

E sicuramente ci si imbatte anche nei "vicoli ciechi" degli errori e dei cedimenti nelle tentazioni... e pensare solo a se stessi rende la vita piu' facile, apparentemente...

 Vivere la fede, interpretare la propria esistenza alla luce della fede, puo' risultare piu' scomodo e, soprattutto, piu' impegnativo. Ma questa luce "donata" consente di capire meglio, indica vie nuove dischiude orizzonti piu' ampi, rende incredibilmente ricchi. E viene incontro anche nell'oscurita'.

Uno deve solo avere l'avvertenza di "accendere", di procurarsi una conveniente riserva di "olio" e poi

procedere...

L'umanita' in cammino ha difetti e debolezze. Conosce le tentazioni, i fallimenti e le colpe, ma conosce anche la via per venirne fuori, e cioe' la domanda di perdono, la riparazione, la remissione delle colpe nel sacramento della riconciliazione.

La luce viene dal lieto messaggio di Gesu':  vincolo della speranza incrollabile nella risurrezione e nella vita eterna presso di lui; soprattutto, il vincolo dell'amore a Dio, amore che tutti abbraccia, anche i cari defunti, e che si concretizza ogni giorno nell'amore verso il prossimo.

Le voci emergenti dal profondo, dall'interiorita' in cui e' custodita con amore la presenza di Dio, parlano sommessamente ma concretamente della possibilita' di trovare davvero un senso per la propria vita, dell'interrogativo circa la propria origine e il proprio destino. Esse mostrano la via; quella stessa via che tante persone hanno gia' trovato e percorso.

Il nostro camminare avra' anch'esso un termine. E resta valido, oggi come allora, l'invito di Gesu': "Io sono la Via, la Verita' e la Vita".

"Lo sappiamo, viviamo in un mondo dove luce ed oscurita' coesistono. Se ciascuno di voi diventera' sorgente di pace, attraverso di voi ci sara' una luce nuova nella famiglia umana sulla terra" (Fr. Roger Schulz di Taizé)

In questi giorni in cui si prega di piu' e si visitano i cimiteri, si accendono un numero maggiore di luci, candele, lumini... per esprimere fede, speranza, amore.

Questa piccola luce e' un simbolo: quel "qualcosa che sta al posto di qualche altra cosa", l'immagine che rappresenta il concetto ed il concetto che è rappresentato dall'immagine, il veicolo attraverso il quale si rappresenta l'idea e l'idea stessa.

I primi cristiani erano quasi costretti a ricorrere alla "voce" dei simboli, perche' molti fa loro, gente semplice e povera, non sapevano ne' leggere ne' scrivere. I simboli sostituivano per essi la parola scritta, richiamavano le verita' di fede insegnate nelle catechesi o nelle prediche.

IL PESCE ricordava ai cristiani la miracolosa moltiplicazione dei pani e dei pesci e percio' anche la possibilita' donata da Cristo, della comunione eucaristica con lui e tra i membri della comunita'.

In greco, la lingua usata dalla comunita' cristiana di Roma, la parola che significa pesce e' costituita da cinque lettere: ictùs. Queste lettere prese una per una come iniziali di altrettante parole greche, si risolvono in una professione di fede e in una preghiera: "Gesu' Cristo Figlio di Dio Salvatore !"

IL MONOGRAMMA di Cristo e' formato dalle due lettere iniziali greche X e P, sovrapposte l'una all'altra, del nome Christòs, cioe' Cristo. Non e' difficile riconoscere che questo segno di Cristo forma anche una croce.

L'ANCORA: Nel porto essa garantisce alla nave sicurezza e stabilita', specialmente in occasione di maltempo e tempesta. Diventa cosi' segno di sicuro e affidabile luogo di ancoraggio. Per i cristiani, lo si distingue chiaramente, l'ancora cela anche una croce. Questa croce era il motivo, la causa del loro restar saldi nella fede, della loro sicurezza, della loro speranza nelle prove, spesso difficili e dolorose della vita.

Qui tu vedi la fede nella quale siamo vissuti, la sorgente della nostra forza per la vita di ogni giorno. E cosi' tu puoi imparare cio' che ha costituito un sostegno, cio' che ha permesso di sperimentare pace e serenita' anche nelle prove, nel bisogno e nelle paure...

Grazie a questa piccola luce, cioe' la testimonianza di chi ci ha preceduto, e' possibile orientarsi nel labirinto della vita senza perdersi... e passare per la "porta stretta".

Il passato non e' mai esaurito del tutto e continua a riversare nel presente della nostra quotidianita' la ricchezza della sua autentica esperienza umana e di fede. Ogni generazione raccoglie semplicemente il testimone da quella che ha gia' compiuto il suo percorso, ma ognuno porta con se' l'originalita' e la freschezza della sua personale visione della vita, e così prepara gli sviluppi futuri. E ciascuno rinnova e rigenera se stesso solamente nell'amicizia profonda e sincera con Gesu' Cristo, origine della vita e sorgente inesauribile di luce.

"Sii come la fonte che trabocca

e non come la cisterna che racchiude

sempre la stessa acqua !".

 

 

 


 

 Fonte :  www.cantalleluia.net