| ARTCUREL:
Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| RELIGIONE : vita cristiana : Lettera Pastorale alle Famiglie della Comunità di Ischia, di Mons. Filippo Strofaldi |
LETTERA PASTORALE
ALLE FAMIGLIE DELLA COMUNITA' DI ISCHIA
di mons. Filippo Strofaldi (Vescovo di Ischia)

Carissima famiglia,
comincio la mia prima visita pastorale in tutte le comunità ecclesiali e
civili dell'isola portando sulle labbra e nel cuore la frase di Gesù quando
entrò nella casa di Zaccheo " Oggi voglio fermarmi a casa tua" (Lc 19,5).
Anch'io desidero bussare alla porta ed entrare in punta di piedi nella vostra
dimora, sedermi accanto a voi tutti e parlare di Dio che ci ama.
Vorrei iniziare da voi, perché la famiglia fondata sull'amore di Dio, come
preghiamo nel Salmo 126,1 "Se il Signore non costruisce la casa, invano si
affaticano i costruttori", è la "cellula" vivente e pulsante della Chiesa
e della società, è il "luogo privilegiato" dove l'amore si concretizza e
si espande dai genitori ai figli con tutti gli altri componenti, è il
"nucleo" fondamentale intorno al quale ruotano tutte le iniziative
d'apostolato, è la "sintesi" di tutti gli aspetti della vita pastorale
dai genitori ai figli, dagli adulti ai ragazzi, dagli anziani ai fidanzati,
dagli studenti ai lavoratori...
1. La famiglia, immagine della
Santissima Trinità.
Prima di entrare nella vostra casa vi consegno questa mia lettera per
comunicarvi tutta l'attenzione e l'amore che la Chiesa dimostra per la famiglia,
che deve tradurre nelle opere e nei giorni del tempo, l'immagine della famiglia
divina cioè la Santissima Trinità, dove il Padre ama e genera eternamente
il Figlio, il Figlio accoglie l'amore e s'incarna nella storia degli
uomini e lo Spirito Santo si apre al mondo riversando l'amore di Dio nei
nostri cuori.
Perciò ogni famiglia diventa famiglia di Dio quando:
a) rapportandosi al Padre, sorgente dell'amore, cura la crescita dei
figli nel rispetto delle loro scelte, onora gli anziani, portatori di valori e
di saggezza, testimonia la reciprocità dell'aiuto fraterno e l'edificazione
della casa nella comunione;
b) in relazione al Figlio la famiglia si fa accoglienza di quanti vengono
a bussare alla porta del suo cuore, soprattutto degli ultimi, nella prossimità
di chi è povero economicamente o spiritualmente;
c) in riferimento allo Spirito Santo la famiglia si apre alla novità di
Dio, rinnova il suo "stile di vita", si converte orientandosi verso valori umani
e cristiani radicati nel profondo, tende ad un cammino di liberazione per
passare da una visione consumistica della conduzione familiare ad un ideale di
ben-essere che abbraccia corpo e anima.
In questo circuito trinitario la legge fondamentale è l'amore: comunione di
anime e di corpi che la famiglia vive come fondamento del suo essere ed operare.
Quest'amore nella Trinità è così profondo che le tre Persone divine sono
veramente un solo Dio: nella famiglia umana invece le nostre individualità sono
così spesso separate da creare difficoltà al dialogo e alla comunione.
Perciò l'amore va custodito, rafforzato, difeso perché è continuamente
attentato da ogni parte, a cominciare dall'io di ciascuno dei membri della
famiglia, e lo stesso termine "amore" viene equivocato per ogni forma di
degenerazione.
Perciò la Pastorale della famiglia, insieme a quella giovanile, diventa,
nell'ansia della madre Chiesa, azione attenta e impegnativa della comunità
cristiana in quanto "è il luogo privilegiato dell'esperienza dell'amore e della
trasmissione della fede" (Cfr. Comunicare il vangelo in un mondo che cambia, 52.
CEI).
Il ricordo delle nostre esperienze familiari non è solo nostalgia del
passato, ma un rivivere e rinnovare nell'oggi la santità della famiglia.
Infatti, molti di noi più adulti, tra i ricordi dell'infanzia, conservano nel
cuore la memoria di quando, con i genitori e i vicini di casa, si recitava da
ragazzi il S.Rosario intorno al braciere, oppure quando si ripeteva a memoria,
alla loro presenza, il Catechismo in preparazione ai sacramenti dell'iniziazione
cristiana o per la gara del "Premio-Roma". Infatti la famiglia svolgeva il suo
ruolo di prima scuola di fede e di preghiera, dove i primi elementi di crescita
cristiana si alternavano ai primi alimenti di crescita "in età, sapienza e di
grazia, davanti a Dio e davanti agli uomini"(Lc 2,52), come Gesù ragazzo nella
sua famiglia di Nazareth.
2. La famiglia, immagine della casa
Nazareth.
E' l'icona di Nazareth ad ispirare ogni famiglia cristiana perché Gesù,
Figlio di Dio è diventato Figlio dell'uomo inserendosi nel tessuto dell'umanità,
è entrato nelle case degli uomini, si è seduto alla mensa dei fratelli, ha
chiesto da mangiare e da bere, ha trovato riposo come ospite a Betania presso
gli amici Lazzaro, Maria e Marta, ha santificato con la sua presenza l'unione di
due sposi a Cana di Galilea e per non turbare la loro gioia, ha trasformato
l'acqua in vino ridando il sorriso della festa a tutti presenti.
Che sentimento di tenerezza ci viene nel pensare a Gesù fanciullo, ragazzo,
adolescente e poi giovane nella sua casa di Nazareth, covato con gli occhi dai
suoi genitori Giuseppe e Maria, sempre più compresi nella loro casa di questa
presenza misteriosa ma reale, divina ma umile! Nessun indizio soprannaturale,
nessuna manifestazione straordinaria perché "non era ancora giunta la sua ora"(Gv
2,4) ma solo il suo inserimento nella storia normale di una famiglia che è
passata attraverso prove, sofferenze, problemi...come l'emigrare in terra di
Egitto e quindi, diremmo oggi, extracomunitari all'estero, rientrare in patria,
ricostruire tutto daccapo, lavorare nella falegnameria, affrontare tutto con
serenità: nessuna parola, nessun discorso, nessun avvenimento particolare nella
vita familiare di Gesù a Nazareth, ma solo l'incubazione silenziosa e misteriosa
in attesa di librare le ali per seguire il progetto di Dio: la salvezza
dell'umanità.
Ecco come la famiglia segue il progressivo sviluppo dei figli che all'inizio
della vita hanno bisogno di tutto ma poi si rendono progressivamente autonomi
finché un giorno, "come frecce scoccate dall'arco" devono seguire la loro
traiettoria: è il rispetto delle loro scelte vocazionali che i genitori, pur
avvertendo una lacerazione nella carne, vivono nel momento del distacco senza
assalti di possessività, senza mammismi o paternalismi che condizionano i figli
nel loro agire.
3. La famiglia, immagine della Chiesa.
Per questo ruolo delicato della famiglia, nonostante la crisi dell'istituto
familiare con le coppie di fatto, quelle in difficoltà, quelle divise, la
comunità cristiana vuole prendersi l'impegno di accompagnare con la preghiera,
riflessione, incontri, approfondimenti sul "vangelo del matrimonio" in
modo da rinnovare il sacramento a volte seppellito sotto la cenere della
routine, a volte trascurato da frequenti crisi coniugali.
Se la famiglia si riporta, attraverso il sacramento del matrimonio,
all'immagine della Chiesa-famiglia di tutti i battezzati, infatti fu definita
dal Concilio "Chiesa domestica", vivrà in pienezza quell'osmosi di
spiritualità che unisce nella solidarietà le varie esperienze familiari ( Cfr.
NMI,47) e così potranno nascere nella parrocchia gruppi di famiglie che
ascoltano, seguono, confortano, assistono gli altri, trovando in quest'apostolato
anche la forza di superare le proprie difficoltà.
È questo il "ministero coniugale", il compito dei genitori, come c'è
nella Chiesa il ministero presbiterale, quello dei consacrati, il ministero
della vita religiosa, missionaria... È un servizio di edificazione della propria
famiglia e di aiuto a quelle in difficoltà, per condividere esperienze e
sostenersi a vicenda con quanti vivono la stessa realtà.
Diventeranno le nostre parrocchie famiglie di famiglie, comunione di comunità?
Nasceranno gruppi di spiritualità e si moltiplicheranno gli operatori pastorali?
Si formeranno nelle case nuclei di famiglia che, approfondendo il vangelo,
porranno in opera un'azione di sostegno e di rinnovamento a focolari spenti?
Si trasformeranno le dimore familiari in luoghi di accoglienza affettiva ed
effettiva e non resteranno pensioni dove si va solo a dormire a mangiare o dove
separati in casa hanno messo in soffitta l'amore?
Ce lo auguriamo tutti a vicenda in modo che la nostra Chiesa di Ischia,
anch'essa come grande famiglia di tante famiglie, possa realizzare nell'isola
un'osmosi di comunione fra tutte le sue componenti.
Molti aspetti già forse sono in atto nelle nostre parrocchie, altre verranno
suscitati in occasione della visita pastorale, così come auspichiamo anche una
"scuola per genitori" che potrebbe fare da supporto a questo difficile
"mestiere" che esige preparazione, aggiornamento e formazione permanente.
Termino questa mia lettera ricordando a voi e a me quanto disse Papa
Giovanni, il Papa buono, in occasione di un incontro di famiglie: " Ed ora che
cosa donerò a questa gente? una benedizione? una parola ? un po' di calore? ...
Stasera questa brava gente rivivrà e commenterà le parole del Papa come se si
fosse seduto accanto al focolare di ciascuna famiglia: ha posato la mano sul
capo dei bambini, ha ammonito con dolcezza i giovani e le ragazze, ha richiamato
agli sposi la dignità e l'impegno del sacramento che li unisce per sempre... il
resto non importa... il resto è lo spazio lasciato alla speranza".
Sono questi i sentimenti di grande speranza che provo anch'io per voi in questa
visita pastorale, mentre vi auguro tanta serenità e armonia familiare e invoco
la benedizione di Dio, con l'intercessione di Maria e dei santi Patroni perché
discenda con abbondanza sulla vostra casa.
Ischia 21 Ottobre 2001:
beatificazione dei coniugi Beltrame-Quattrocchi
nel XX Anniversario della "Familiaris consortio".
Fonte : www.diocesi.ischia.it