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| RELIGIONE : La Bibbia - indice |

Iniziale dell'incarnazione dal Libro di Kells, IX sec. dC.
"...la Parola di Dio è viva ed energica e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino all'intimo dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. Davanti a Lui non vi è creatura che resti invisibile; tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di Colui al quale noi renderemo conto..." (San Paolo, Lettera agli Ebrei, 4,12-13)
LA BIBBIA : Indice
LA SACRA BIBBIA , versione integrale della CEI (Conferenza Episcopale Italiana)
Costituzione Dogmatica " Dei Verbum " sulla divina rivelazione , Concilio Vaticano II
Discorso su l'interpretazione della Bibbia , di Papa Giovanni Paolo II
Esperienza di lettura orante e credente , di P. Bruno Secondin O.Carm.
Importanza della "Lectio Divina" per la formazione dei giovani , di Papa Benedetto XVI
Incontro alla Bibbia , a cura dell'Ufficio Catechistico Nazionale
La Parola come spada a doppio taglio , di padre Roberto Toni O. Carm.
La Bibbia e le culture dei popoli : una Parola e molti linguaggi , di Ambrogio Spreafico
Il Concilio e la riscoperta della Bibbia : bilanci e prospettive , di Luciano Manicardi
Convocati dalla Parola : Bibbia e nuova consapevolezza ecclesiale , di Serena Noceti
L'attesa del creato : riflessioni su alcuni capitoli del Genesi , di Vilma Baricalla
Parola e Silenzio nella riflessione teologica , di Mons. Bruno Forte
Introduzione al Cantico dei Cantici , di don Marco Ceccarelli
L'incandescenza della Parola che crea , di Mons. Gianfranco Ravasi
Il vero Paolo e le donne , di Frédéric Manns osf (SBF Letture bibliche)
Il Vangelo della Trasfigurazione : esegesi biblico - spirituale , di Enzo Bianchi Priore di Bose
Semiotica e Studi Biblici : evoluzioni metodologiche e prospettive epistemologiche , di Louis Panier
Quando verrò e vedrò il Volto di Dio ?, di Suor Germana Strola
"... Nella sua Lettera agli artisti
(1999), Giovanni Paolo II ricordava che «la S. Scrittura è diventata una sorta
di “immenso vocabolario” (Paul Claudel) e di “atlante iconografico” (Marc
Chagall), a cui hanno attinto la cultura e l’arte cristiana» (n. 5). Goethe era
convinto che il Vangelo fosse la «lingua materna dell’Europa». La Bibbia, come
ormai si è soliti dire, è «il grande codice» della cultura universale: gli
artisti hanno idealmente intinto il loro pennello in quell’alfabeto colorato di
storie, simboli, figure che sono le pagine bibliche; i musicisti è attorno ai
testi sacri, soprattutto salmici, che hanno intessuto le loro armonie; gli
scrittori hanno per secoli ripreso quelle antiche narrazioni che divenivano
parabole esistenziali; i poeti si sono interrogati sul mistero dello spirito,
sull’infinito, sul male, sull’amore, sulla morte e sulla vita spesso
raccogliendo i fremiti poetici che animavano le pagine bibliche; i pensatori,
gli uomini di scienza e la stessa società avevano non di rado come riferimento,
sia pure per contrasto, le concezioni spirituali ed etiche (si pensi al
Decalogo) della Parola di Dio. Anche quando la figura o l’idea presente nelle
Scritture veniva deformata, si riconosceva che essa era imprescindibile e
costitutiva della nostra civiltà.
È per questo che la Bibbia – la quale ci insegna anche la via pulchritudinis,
cioè il percorso della bellezza per comprendere e raggiungere Dio («cantate a
Dio con arte!», ci invita il Sal 47, 8) – è necessaria non solo al credente, ma
a tutti per riscoprire i significati autentici delle varie espressioni culturali
e soprattutto per ritrovare la nostra stessa identità storica, civile, umana e
spirituale. È in essa la radice della nostra grandezza ed è attraverso essa che
noi possiamo presentarci con un nobile patrimonio alle altre civiltà e culture,
senza nessun complesso di inferiorità. La Bibbia dovrebbe, quindi, essere da
tutti conosciuta e studiata, sotto questo straordinario profilo di bellezza e di
fecondità umana e culturale.
Tuttavia, la Parola di Dio – per usare una significativa immagine paolina – «non
è incatenata» (2 Tm 2, 9) a una cultura; anzi, aspira a varcare le frontiere e
proprio l’Apostolo è stato un eccezionale artefice di inculturazione del
messaggio biblico entro nuove coordinate culturali. È ciò che la Chiesa è
chiamata a fare anche oggi attraverso un processo delicato ma necessario, che ha
ricevuto un forte impulso dal magistero di Papa Benedetto XVI. Essa deve far
penetrare la Parola di Dio nella molteplicità delle culture ed esprimerla
secondo i loro linguaggi, le loro concezioni, i loro simboli e le loro
tradizioni religiose. Deve, però, essere sempre capace di custodire la genuina
sostanza dei suoi contenuti, sorvegliando e controllando i rischi di
degenerazione.
La Chiesa deve, quindi, far brillare i valori che la Parola di Dio offre alle
altre culture, così che ne siano purificate e fecondate. Come aveva detto
Giovanni Paolo II all’episcopato del Kenya durante il suo viaggio in Africa nel
1980, «l’inculturazione sarà realmente un riflesso dell’incarnazione del Verbo,
quando una cultura, trasformata e rigenerata dal Vangelo, produce nella sua
propria tradizione espressioni originali di vita, di celebrazione, di pensiero
cristiano»...."
brano tratto da
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Fonte foto: Iniziale dell'incarnazione dal Libro di Kells, inizio IX sec. dC., Dublino, Trinity College Library, foto tratta dal libro Storia Universale dell'Arte di Hugh Honour e John Fleming, Laterza ed. , Bari, 1982.