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  RUBRICHE AUTORI : Carlo Sarno :  Per una definizione di Arte Cristiana

 

Carlo Sarno

PER UNA DEFINIZIONE DI ARTE CRISTIANA :

15° parte - L'Arte Cristiana è l'Arte del Risorto

 

 

 

 

Siamo arrivati al quindicesimo e ultimo capitolo di questa serie di riflessioni per definire il vero significato di un’Arte Cristiana.

Abbiamo iniziato con il definire Gesù Cristo come il fondamento dell’Arte Cristiana, terminiamo con il definire l’Arte Cristiana come l’Arte del Risorto .

Gesù è l’alfa e l’omega, l’inizio e la fine dell’Arte Cristiana.

L’Arte Cristiana è l’Arte dei Risorti in Cristo , l’Artista Cristiano non può essere altro che un uomo Risorto in Cristo. Tutta l’Arte Cristiana ruota intorno al tema della Risurrezione, di Gesù e di noi tutti figli di Dio.

 

Gesù è in persona “ la risurrezione e la vita: chi crede in lui, anche se è morto, vivrà “ (Gv 11,25).

« Come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede [...]. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti » (1 Cor 15,12-14.20).

« Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi » (Rm 8,11).

“Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.” Col 3,1-4

 

Concludiamo il capitolo e l’intera argomentazione sulla definizione di Arte Cristiana  con una appendice costituita da una serie di citazioni sul tema della Risurrezione e con una breve Preghiera a Dio per la nostra salvezza e risurrezione.

 

 

 

Appendice :

 

 

Citazione a) : Voce Risurrezione , dal testo di J. Radermakers – P. Grelot , tratto da La Bibbia , edita da Marietti

 

“…L’idea biblica di risurrezione non è paragonabile in nulla all’idea greca di immortalità. Secondo la concezione greca , l’anima dell’uomo , incorruttibile per natura, entra nell’immortalità divina non appena la morte l’ha liberata dai legami del corpo.

Secondo la concezione biblica, tutta la persona umana è votata per la sua condizione presente a cadere in potere della morte: l’anima diventerà prigioniera dello sheol , mentre il corpo marcirà nel sepolcro; ma questo sarà soltanto uno stato transitorio, da cui l’uomo risorgerà vivo per una grazia divina.  Formulata già nell’Antico Testamento, l’idea è divenuta il centro della fede e della speranza cristiana dopo che Cristo è ritornato egli stesso alla vita, in qualità di “primogenito di tra i morti”…

…Gesù non crede soltanto alla risurrezione dei giusti nell’ultimo giorno. Egli sa  che il mistero della risurrezione dev’essere da lui inaugurato, cui Dio ha dato il dominio della vita e della morte…il figlio dell’uomo deve morire e risuscitare il terzo giorno…

Fin dal giorno della Pentecoste, la risurrezione diventa il centro della predicazione apostolica, perché in essa si rivela l’oggetto fondamentale della fede cristiana (At 2,22-35). Questo vangelo di Pasqua è innanzitutto la testimonianza resa ad un fatto : Gesù è stato crocifisso ed è morto ; ma Dio lo ha risuscitato e per mezzo suo apporta agli uomini la salvezza…

…Gesù è in persona “ la risurrezione e la vita: chi crede in lui, anche se è morto, vivrà “ (Gv 11,25); questo motiva la nostra certezza di partecipare fin d’ora al mistero della nuova vita, che Cristo ci rende accessibile attraverso i segni sacramentali.

Contrariamente alle concezioni greche, in cui l’anima umana liberata dai legami del corpo va sola verso l’immortalità, la speranza cristiana implica una restaurazione integrale della persona; suppone nello stesso tempo una trasformazione totale del corpo, divenuto spirituale, incorruttibile ed immortale (I Cor 15,35-53). L’attesa di questa “redenzione del corpo” è tale che, per esprimerla, il linguaggio cristiano conferisce alla risurrezione una specie di imminenza perpetua (1 Ts 4,17).

L’Apocalisse delinea un quadro splendido della risurrezione dei morti (Ap 20,11-15). La morte e l’Ade li restituiscono tutti, affinché compaiano dinanzi al giudice, sia i cattivi che i buoni.  Mentre i cattivi sprofondano nella “seconda morte”, gli eletti entrano in una nuova vita, in seno ad un universo trasformato che si identifica col paradiso primitivo e con la Gerusalemme celeste…” 

 

 

 

 

 

 

Citazione b) : dal Catechismo della Chiesa Cattolica  www.vatican.va

 

CREDO LA RISURREZIONE DELLA CARNE»

 

988 Il Credo cristiano – professione della nostra fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, e nella sua azione creatrice, salvifica e santificante – culmina nella proclamazione della risurrezione dei morti alla fine dei tempi, e nella vita eterna.

989 Noi fermamente crediamo e fermamente speriamo che, come Cristo è veramente risorto dai morti e vive per sempre, così pure i giusti, dopo la loro morte, vivranno per sempre con Cristo risorto, e che egli li risusciterà nell'ultimo giorno. 556 Come la sua, anche la nostra risurrezione sarà opera della Santissima Trinità:

« Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi » (Rm 8,11). 557

990 Il termine « carne » designa l'uomo nella sua condizione di debolezza e di mortalità. 558 La « risurrezione della carne » significa che, dopo la morte, non ci sarà soltanto la vita dell'anima immortale, ma che anche i nostri « corpi mortali » (Rm 8,11) riprenderanno vita.

991 Credere nella risurrezione dei morti è stato un elemento essenziale della fede cristiana fin dalle sue origini. « Fiducia christianorum resurrectio mortuorum; illam credentes, sumus – La risurrezione dei morti è la fede dei cristiani: credendo in essa siamo tali »: 559

« Come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede [...]. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti » (1 Cor 15,12-14.20).

...

Risuscitati con Cristo

1002 Se è vero che Cristo ci risusciterà « nell'ultimo giorno », è anche vero che, per un certo aspetto, siamo già risuscitati con Cristo. Infatti, grazie allo Spirito Santo, la vita cristiana, fin d'ora su questa terra, è una partecipazione alla morte e alla risurrezione di Cristo:

« Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel Battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti [...]. Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio » (Col 2,12; 3,1).

1003 I credenti, uniti a Cristo mediante il Battesimo, partecipano già realmente alla vita celeste di Cristo risorto, 577 ma questa vita rimane « nascosta con Cristo in Dio » (Col 3,3). « Con lui, [Dio] ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù » (Ef 2,6). Nutriti del suo Corpo nell'Eucaristia, apparteniamo già al corpo di Cristo. Quando risusciteremo nell'ultimo giorno « allora » saremo anche noi « manifestati con lui nella gloria » (Col 3,4).

1004 Nell'attesa di quel giorno, il corpo e l'anima del credente già partecipano alla dignità di essere « in Cristo »; di qui l'esigenza di rispetto verso il proprio corpo, ma anche verso quello degli altri, particolarmente quando soffre:

« Il corpo è per il Signore e il Signore è per il corpo. Dio poi che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? [...] Non appartenete a voi stessi. [...] Glorificate dunque Dio nel vostro corpo (1 Cor 6,13-15.19-20).

 

 

 

 

 

Citazione c) : testo tratto da Tertulliano, La risurrezione della carne, 8 – 9 , www.vatican.va

 

L'anima e il corpo, nella loro stretta unità, sono in rapporto a Dio

"La carne è il cardine della salvezza. Infatti se l'anima diventa tutta di Dio è la carne che glielo rende possibile! La carne vien battezzata, perché l'anima venga mondata; la carne viene unta, perché l'anima sia consacrata; la carne viene segnata della croce, perché l'anima ne sia difesa; la carne viene coperta dall'imposizione delle mani, perché l'anima sia illuminata dallo Spirito; la carne si nutre del corpo e del sangue di Cristo, perché l'anima si sazi di Dio. Non saranno separate perciò nella ricompensa, dato che son state unite nelle opere.

Anche i sacrifici grati a Dio, le mortificazioni, cioè, i digiuni, i pasti consumati tardi e senza cibi liquidi, la trascuratezza esteriore dei penitenti, vien tutto compiuto dalla carne e a sue spese. Cosi l'osservanza della verginità e della castità vedovile, come l'unione coniugale apparente e con nascosta continenza (nozze di Giuseppe), sono sacrifici a Dio, consumati nella carne. Or su: che ne pensi di lei quando, per la fedeltà al nome cristiano, viene esposta al pubblico e deve combattere contro l'odio delle folle? Quando è macerata nelle carceri, in quell'orrenda privazione della luce, nella carenza di tutto il necessario, nello squallore, nella sporcizia, nell'obbrobrio; neppure libera di dormire, legata anche nel riposo e lancinata dallo stesso giaciglio? Dilaniata poi, alla luce, con ogni genere di tormenti, quando infine in pieno sole viene esposta al supplizio, vien costretta a dare il contraccambio a Cristo morendo per lui, e spesso sulla stessa croce o con altre pene ancor più atroci? O beatissima e gloriosissima carne, che può contraccambiare a Cristo per un debito cosí grande, tanto da dover essere a lui obbligata solo di averla fatta cessare di essere in debito; e ciò più nei vincoli che in libertà!

Perciò, per riassumere: quella che Dio ha strutturato con le sue mani facendone una propria immagine, quella che ha vivificato col suo spirito a somiglianza della sua vita, che ha preposto a tutta l'opera della sua creazione per abitarla, farla fruttificare e dominare; che ha rivestito con i suoi sacramenti e i suoi precetti; della quale ama la purezza, della quale approva la mortificazione, della quale apprezza le sofferenze: questa dunque non dovrebbe risorgere, che tanto appartiene a Dio? Non sia mai! La cura del suo pensiero, il vaso del suo soffio, la regina della sua creazione, l'erede della sua bontà, la sacerdotessa della sua religione, la combattente per la sua testimonianza, la sorella del suo Cristo! Sappiamo che Dio è buono e abbiamo appreso da Cristo che egli solo è ottimo; egli ci comanda l'amore al prossimo, dopo che a lui; egli farà certo ciò che lui stesso ha comandato: amerà la carne che in tanti modi gli è prossima, anche se è debole, perché la virtù si perfeziona nella debolezza (2 Cor. 12, 9); anche se inferma, perché i malati hanno bisogno del medico (Lc. 5, 31); anche se meschina, perché le nostre membra, meno oneste, le circondiamo di maggior onore (1 Cor. 12, 23); anche se perduta, perché io sono venuto a salvare ciò che era andato perduto (Lc. 19, 10); anche se peccatrice, perché preferisco la salvezza del peccatore che la sua morte (Ez. 18, 23); anche se dannata, perché io sono colui che colpisce e risana (Deut. 32, 39). Perché rivolgi i tuoi rimproveri alla carne, per ciò che aspetta Dio, per ciò che in lui spera, che da lui viene onorato e a cui egli soccorre? Oserei anzi dire che se ciò non fosse accaduto alla carne, la grazia, la misericordia, ogni influenza benefica di Dio sarebbero state vane."

 

 

 

 

citazione d) :  tratto dal sito www.iconas.it

 

 

     Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria. Col 3,1-4

     Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!". Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. Gv 20,1-9

In un certo senso possiamo dire che un uomo diventa adulto quando tiene conto della morte. Ed è l’incontro con la morte, incontro inevitabile per tutti - un genitore, il coniuge, un parente, un amico – che forse più di tutto prova la nostra fede nella risurrezione. E purtroppo, dobbiamo riconoscerlo, tanti nostri riti religiosi, riti che dovrebbero esprimere questa fede al di là del dolore umano per la perdita di una persona cara, non parlano di risurrezione. Veramente molte volte, forse troppe volte, viviamo senza “aver compreso ancora le Scritture, che Egli cioè doveva risuscitare dai morti”. Lo spartiacque è qui, qui è ciò che fa la differenza. Non siamo cristiani perché crediamo al peccato, alla croce, alla sofferenza e alla morte ma perché crediamo al perdono, alla gioia, alla liberazione, alla vita, alla risurrezione. Paradossalmente la risurrezione di Gesù non conferma la fede ma la mette ancor più alla prova, infatti, come ci dice la prima lettura, è da essa che prende il via la nuova vita di colui che ha fede. La fede nella risurrezione è come il nocciolo intorno a cui si sviluppa e cresce una nuova vita, è il centro pulsante della nuova vita cristiana. E’ un punto cruciale talmente importante che in essa, dice S. Paolo, la nostra stessa vita ne viene coinvolta, assorbita, tramutata, fino ai comportamenti più semplici, banali, quotidiani. Viceversa se la vita è rinchiusa nelle tristezze delle proprie abitudini, nelle solitudini che appaiono invincibili, questo dice che non tutto è stato raggiunto dalla fede, non tutto è stato reso nuovo. Pasqua è perciò – etimologicamente, ma non solo - passaggio ad uno stato di vita nuovo, ed è forse il paragone più adeguato. E’ capacità d’amare in un modo nuovo, è rinnovamento, è forza vitale, è consolazione, è vittoria sul male e sulla morte. Libertà da – dalla schiavitù, dal peccato, dalla morte – che è in realtà libertà per – per il bene e per l’amore, per il servizio, per la fiducia e la speranza. Speranza, che deriva dalla fede nella risurrezione, infatti non è solo per “l’al di là”, essa è forza operante per il mondo d’oggi: certo non la si può mostrare che con le opere, ecco perché Paolo dice che è “nascosta”. La vita cambia, compie questo passaggio, quando sai, conosci (nel senso biblico di fare esperienza con tutto te stesso e non solo come conoscenza intellettuale) che la morte è stata sconfitta ed essa non è più l’ultima risposta di questa vita, non è più un ostacolo invalicabile e puoi perfino renderne testimonianza. La risurrezione è qui e ora e non soltanto nel domani radioso dei nuovi cieli e della nuova terra: noi siamo già in stato, in via di risurrezione. Con altre parole possiamo dire che alla base dell’esistenza cristiana sta precisamente un fatto: la solidarietà di destino con il Cristo morto e risorto. Comunque si spieghi questo, sia come processo di identificazione, come condivisione storica o sacramentale, esso mette in moto un nuovo dinamismo spirituale, quello che Paolo esprime con lo schema spaziale cielo/terra. Abbiamo mai fatto questa esperienza? La luce è mai penetrata anche nel più profondo intimo di noi stessi? Ha mai rischiarato anche le nostre profondità più inaccessibili? Ha vinto ogni nostra solitudine? La prima lettura dice proprio questo, è un invito ad una visione pasquale dell’esistenza. E’ qui che possiamo dire che la fede nella risurrezione risponde ai nostri problemi, al nostro oggi. Il cuore della fede è la speranza che ogni tristezza si muti in gioia e ogni morte in risurrezione, questo è il senso soprannaturale della fede. E ogni mancanza di fede è in fondo una mancanza di fede nella risurrezione, quando cioè non ti aspetti abbastanza da Dio. La tomba vuota, le apparizioni, cioè i segni, possono essere difficilmente interpretabili, (vedi più avanti il vangelo di Gv), possono trarre in inganno. Non così le Scritture. E’ la conoscenza di esse che porta alla fede in Colui che è risorto, ed è l’ignoranza di esse (nel senso etimologico del termine, “non conoscere”) che non fa percepire la realtà della vittoria sulla morte.

 

 

 

 

Citazione f) : La Risurrezione di Nostro Signore , di S.E. Mons. Mark A. Pivarunas, CMRI www.cmri.org/ital-96prog4.html 

 

S. Pasqua 1996

 

Carissimi beneamati in Cristo,

La Risurrezione di Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo è la festa più grande e più gloriosa dell’intero anno liturgico, proprio come la festa della pasqua ebraica era la festa più importante per gli Israeliti nel Vecchio Testamento.

La ragione è molto semplice: la Risurrezione di Nostro Signore è proprio il fondamento della Cristianità. Perché se, dopo la Sua morte, Gesù non fosse risorto, chi avrebbe avuto fede in Lui come il Messia promesso, il Redentore, il Figlio di Dio? Se Gesù non fosse risorto, oggi non ci sarebbe Cristianità. Se Gesù non fosse risorto, gli Apostoli e i discepoli non sarebbero andati a predicare la sua vita, morte e risurrezione, sigillando la verità della loro testimonianza col loro stesso sangue. Come ci dice S.Paolo nella prima Epistola ai Corinzi:

“E se Cristo non fosse risorto, la vostra fede sarebbe vana, perché sareste ancora nei vostri peccati” (1 Cor. 15:17).

Nondimeno, gli Apostoli e i discepoli di Cristo testimoniarono, fino al punto del supremo sacrificio delle loro vite, che essi davvero constatarono che Gesù Cristo risorse da morte. Umanamente parlando, gli Apostoli e i discepoli di Nostro Signore non avevano assolutamente nulla da guadagnare e tutto da perdere predicando Cristo e la Sua Risurrezione. Allora perché lo fecero? Lo fecero per la semplice ragione che erano stati presenti alla Sua Risurrezione.

 

 

 


 

 

Citazione g) : La Risurrezione , tratto dal sito  www.silvestrini.org

 

«Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Non è esagerato affermare che in queste parole di Gesù è contenuto il più grande annunzio della storia. Egli, non solo preannuncia la sua gloriosa risurrezione, ma si autodefinisce risurrezione e vita. Significa che nella sua divinità e nella sua umanità è insito un germe di immortalità e una fonte inesauribile di vita. Significa ancora che la sua stessa forza egli la vuole trasfondere nell'uomo come dono, vuole essere il garante della vita e la certezza della risurrezione per tutti noi. È l'annuncio di una vittoria totale ed insperata, una vera e propria rigenerazione dell'uomo, una vita nuova; è il superamento della paura della morte e del chiuso di una tomba e l'apertura piena del cielo e l'indicazione chiara della nostra meta finale. In una preghiera liturgica noi ringraziamo Dio perché ci dona molto di più di quanto osiamo sperare: come è vero ciò quanto riflettiamo sul dono dalla risurrezione e della vita! Il Signore pone una condizione indispensabile perché ognuno possa godere di questi suoi doni: dobbiamo vivere e credere in Lui. Ci vengono richieste le virtù della fede e dell'amore. È l'impegno a vivere in intimità di comunione con Cristo per passare dalla vita alla Vita. Il miracolo della risurrezione di Lazzaro nel contesto, lo leggiamo come un segno ed un aiuto per trovare ulteriore conferma nella fede. Sappiamo già ormai che Cristo è padrone e signore della vita, sappiamo che egli ha in se la forza di far tornare a vivere il suo amico, nel sepolcro da tre giorni e gia preda di una incipiente corruzione del suo corpo. Non ci sorprende più che la sua voce, le sue parole abbiano il potere di far tornare in vita: già pregustiamo la gioia ben più profonda di una risurrezione universale e finale che risuonerà il mattino di Pasqua. Questa è la nostra fede, questo è il dono immenso che Dio ci ha fatto, questa è la sorte che ci attende.

 

 

 

 


 

 

 

Terminiamo l'argomentazione sull'Arte Cristiana con questa Preghiera:

 

O Dio, il tuo divino Figlio, che si fece carne nel purissimo seno della Vergine Maria, volle sperimentare tutte le debolezze della condizione umana eccetto il peccato. Concedici la grazia di seguire il Suo esempio, per risorgere anche noi alla vita eterna per mezzo della Sua Passione, Croce e Risurrezione. Te lo chiediamo per mezzo dello stesso Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

 


 

Fonte : parole , scritti e appunti di Carlo Sarno , sito personale :  www.carlosarno.it

Articolo pubblicato sul sito ARTCUREL  il 15/09/2005 .

 

PER UNA DEFINIZIONE DI ARTE CRISTIANA , di Carlo Sarno

Indice :

1°parte - Gesù Cristo fondamento dell'Arte Cristiana (16/07/2004)

2°parte - Il bello , il buono , il vero (22/08/2004)

3°parte - Escatologia e sintropia (18/09/2004)

4°parte - Arte Cristiana come lode a Dio (23/10/2004)

5°parte - L'Arte Cristiana è un "cammino" (14/11/2004)

6°parte - La funzione e la forma nell'Arte Cristiana (19/12/2004)

7°parte - "Ab intra ad extra" - Dall'interno all'esterno  (19/01/2005)

8°parte - La Bibbia "sorgente viva" dell'Arte Cristiana  (16/02/2005)

9°parte - L'Arte Cristiana è umile  (19/03/2005)

10°parte - Rivelazione e apostolato  (18/04/2005)

11°parte - Carità come finalità dell'Artista Cristiano  (18/5/2005)

12°parte - Il Sacramento della Luce nell'Arte Cristiana  (15/6/2005)

13°parte - Arte e Virtù Cristiane: l'Artista Santo  (16/07/2005)

14°parte - Libertà e Incarnazione: essenza dell'Arte Cristiana  (15/08/2005)

15°parte - L'Arte Cristiana è l'Arte del Risorto !   (15/09/2005)

 

Si consigliano anche sull'argomento dell'Arte Cristiana i seguenti articoli di Carlo Sarno : 

1)  MANIFESTO DELL'ARTE CRISTIANA , di Carlo Sarno OESSG  , pubblicato il 31 maggio 2006 sul sito ARTCUREL : Arte , Cultura e Religione

2)  Maria , modello sublime per l'Arte Cristiana , Carlo Sarno OESSG , pubblicato il 4 novembre 2005 sul sito ARTCUREL : Arte , Cultura e Religione