ARTCUREL: Arte, Cultura e Religione

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  RUBRICHE AUTORI : Carlo Sarno :  Parole di un Cristiano

 

Carlo Sarno

IMPORTANZA DELLA COMUNIONE TRA CHIESA E ARTE

 

 “ Chi entra , anche con atteggiamento distratto, in una basilica antica non può non rimanere coinvolto emotivamente: il privilegio dato allo stile longitudinale che indirizza naturalmente lo sguardo al presbiterio e all’altare, la luce soffusa, gli affreschi e i mosaici che spesso ne adornano le pareti e che esprimono il massimo della ricchezza nell’area celebrativa, inducono al silenzio, alla riflessione e alla contemplazione. L’arte e la fede si armonizzano tra loro, anzi l’arte diventa lo strumento con il quale ‘l’inaccessibile’ si comunica all’uomo e dialoga con lui. La fede ha suggerito i contenuti, l’arte e l’intuizione degli artisti li hanno proposti come momento privilegiato di approfondimento e di dialogo….Il 7 maggio del 1964, in una omelia pronunciata durante una ‘Messa dell’artista’ nella Cappella Sistina, Paolo VI chiedeva ‘perdono’ agli artisti . Con una analisi della situazione ancora attualissima , lucida e approfondita, pronunciò quelle parole che un anno dopo il Concilio avrebbe ripetute: ‘…Noi abbiamo bisogno di voi. Il nostro ministero ha bisogno della vostra collaborazione. Perché, come sapete, il nostro ministero è quello di predicare e di rendere accessibile e comprensibile, anzi commovente, il mondo dello spirito, dell’invisibile, dell’ineffabile, di Dio e in questa operazione voi siete maestri…’…La comunità cristiana in tutte le sue articolazioni vocazionali, segno della sua variegata ricchezza, dovrà essere ascoltata e messa nella condizione di esprimersi “.
Questa lunga citazione tratta da un intervento introduttivo del Card. Camillo Ruini alla nascita della nuova rivista Ecclesia nel 1995 offre molti spunti per una riflessione sull’importanza del rapporto, ma io preferisco parlare di comunione, tra Chiesa e Arte.
Nell’introduzione del sussidio alla Conferenza Episcopale Italiana ‘Spirito Creatore’ si scriveva:” Siamo convinti…che quello dell’arte sia da considerare un dono dello Spirito fatto ad alcuni per l’utilità di tutti nella Chiesa”. Questa Conferenza fu pubblicata all’inizio del 1998 con lo scopo di “ aiutare le diocesi italiane a dare spazio ai talenti artistici nelle varie manifestazioni della vita ecclesiale…fare in modo che all’arte e agli artisti siano più disponibili tutte le comunità cristiane italiane…facilitare il dialogo e l’amicizia tra la Chiesa e gli artisti”.
Giovanni Paolo II nel suo apostolato ha sempre richiamato l’attenzione sulla comunione tra Chiesa e Arte, non ultima la famosa ‘Lettera agli artisti’. Giovanni Paolo II ha detto:” L’arte è esperienza di universalità”, e ancora: ” Religiosa è l’arte, perché conduce l’uomo ad avere coscienza dell’inquietudine che sta al fondo del suo essere e che né la scienza, con la formalità oggettiva delle leggi, né la tecnica, con la programmazione che salva dal rischio d’errore, riusciranno mai a soddisfare”.
Concludo questo breve articolo introduttivo sulla importanza della comunione oggi tra la Chiesa e l’Arte, argomento che con umiltà e invocando l’aiuto dello Spirito di Dio tenteremo di sviluppare in questa rubrica nei successivi articoli ,  con un passo della Bibbia (Es 31,1/11):
‘…Il Signore parlò a Mosè e gli disse:”Vedi, ho chiamato per nome Bezaleel, figlio di Uri, figlio di Cur, della tribù di Giuda. L’ho riempito dello spirito di Dio, perché abbia saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro, per concepire progetti e realizzarli in oro , argento e rame, per intagliare le pietre da incastonare, per scolpire il legno e compiere ogni sorta di lavoro. Ed ecco gli ho dato per compagno Ooliab, figlio di Achisamach, della tribù di Dan. Inoltre nel cuore di ogni artista ho infuso saggezza, perché possano eseguire quanto ti ho comandato: la tenda del convegno, l’arca della Testimonianza, il coperchio sopra di esso e tutti gli accessori della tenda; la tavola con i suoi accessori, il candelabro puro con i suoi accessori, l’altare dei profumi e l’altare degli olocausti con tutti i suoi accessori, la conca con il suo piedistallo, le vesti ornamentali, le vesti sacre del sacerdote Aronne e le vesti dei suoi figli per esercitare il sacerdozio; l’olio dell’unzione e il profumo degli aromi per il santuario. Essi eseguiranno ogni cosa secondo quanto ti ho ordinato”…’.

 

 

 


 

Fonte : scritti e appunti di Carlo Sarno , sito personale :  www.carlosarno.it

Articolo pubblicato sul sito www.noicattolici.it  il 22/4/2004 .