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Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| RUBRICHE AUTORI : Carlo Pelliccia : La Chiesa Cattolica in Giappone |
LE RELIGIONI GIAPPONESI :
INSIEME PER LA PACE E LA NON VIOLENZA
di Carlo Pelliccia
A conclusione del XXI meeting interreligioso di preghiera per la pace è
interessante sottolineare alcuni leit motiv scaturiti dai panels che hanno
caratterizzato una buona parte dell'evento promosso dalla Comunità di
Sant'Egidio, intenti a tracciare delle piste di riflessioni e di studio, dalle
quali trarre i buoni propositi che accompagneranno per un lungo anno i capi
mondiali religiosi e civili. Il comune denominatore è stato l'invito a creare un
mondo dominato dalla pace e dalla cooperazione tra i popoli, un mondo che si
pone come obiettivo quello di costruire una civiltà del dialogo e della continua
crescita.
Il Panel 32 incentrato sul discorso religioso giapponese, al quale hanno preso
parte monaci buddhisti, shintoisti, rappresentanti della religione Tenrikyo e
della denominazione degli Oomoto, ha marcato una via interessante e attenta nel
considerare come aspetto fondamentale quello della reciproca conoscenza.
“L'importante è conoscersi e farsi conoscere -ha affermato Takao Ina dello
scintoismo Jiniya Honcho -perché la conoscenza arricchisce l'altro e lo rende
partecipe di un mondo diverso e lontano, che può suscitare in lui sentimenti di
gioia e di attenzione. Questo è possibile eliminando la violenza e il conflitto
che nasce dal vuoto spirituale”.
Questo è non solo il pensiero dei massimi capi religiosi nipponici ma anche
quello delle migliaia di seguaci presenti in tutto l’arcipelago, rispettosi e
tolleranti verso tutti, entusiasti e interessati a prendere parte all’intera
manifestazione di Napoli.
Il Giappone, è stato ricordato in uno degli interventi dei convenuti, è stata la
prima nazione a vivere lo spirito di Assisi, a mettere in pratica l’esortazione
del Servo di Dio Giovanni Paolo II nel 1986 e a diffondere ideali di concordia,
già dallo scoppio delle bombe atomiche che distrussero gran parte delle città di
Nagasaki e Hiroshima.
Allora l’impegno a divenire pietra viva per la costruzione del tempio dell’amore
tra gli uomini è un segno fondamentale e vitale al tempo stesso, perché il
credente guardando al Giappone tragga la forza per essere uomo di pace nella sua
comunità, nella sua nazione e nella sua storia. E questo è stato ribadito dal
venerabile Gensho Hozumi del buddhismo Rinzai Zen, professore di filosofia e
promotore del dialogo e della comunione tra i popoli, convinto nel dire che:
“Non bisogna esercitarsi nell’arte della guerra, bisogna piuttosto creare dei
vincoli di dialogo, stimolare la necessità della comunicazione, bisogna
adoperarsi per lo sviluppo del nostro paese e del mondo intero”.
Un messaggio forte e determinante, unico forse per scuotere le coscienze
addormentate, vero per infondere nel cuore dei partecipanti speranza certa e
carità autentica. A questo si aggiunge poi come ultimo elemento, non per
importanza ma per idea emersa, quello del reverendo Nobuo Nagao, missionario del
Tenrikyo in Giappone, che rifacendosi allo stile di vita e agli insegnamenti
della fondatrice, Nakayama Miki, ricorda che l’uomo è stato creato insieme agli
altri uomini per vivere
nella società: “Gli uomini -ha asserito -esistono perché devono aiutarsi
vicendevolmente e vivere in comunione”.
Ebbene, lasciamoci inondare dalla grazia che abbiamo ricevuto in questi giorni,
affinché ogni uomo diventi costruttore della civiltà dell’amore, operatore di
pace e testimone della giustizia, solo in questo modo può salire sulla montagna
delle Beatitudini ed entrare a far parte della schiera dei “beati”.
Fonte : scritti e appunti del dott. Carlo Pelliccia , e-mail: shomei@libero.it .