ARTCUREL: Arte, Cultura e Religione

 (Art , Culture and Religion)

   www.artcurel.it   ---  info@artcurel.it   ---   prima pagina                                                                    

  RUBRICHE AUTORI : Ugo Abate  : Riflessioni Teologico Spirituali

  

Ugo  Abate

Ancora contro l'eutanasia e l'incommensurabile dono e valore della preghiera nella sofferenza e nella vecchiaia

 

 

 

SULL’IMMENSO VALORE DELLA PREGHIERA NELL’INFERMITA’ E NELLA SOFFERENZA E NELLA VECCHIAIA . CRISTO STESSO PREGA IN COSTORO ED E’ PRESENTE IN COSTORO . ALLA MEDICINA SOLO IL COMPITO DI CERCARE D’ALLEVIARE QUANTO PIU’ POSSIBILE QUESTE SOFFERENZE.

 

 

Abbiamo solo accennato (nelle riflessioni precedenti) al perché del valore d’ogni vita umana in qualunque fase essa si trovi, ma si è fatto specialmente riferimento alla condizione dei sofferenti, specie di quelli più gravi e cronici, per i quali alcune società moderne avrebbero prospettato, quale “soluzione” estrema “la dolce morte” o Eutanasia!  Per gli anziani, spesso, viene fatto valere lo stesso discorso, ma, sia per i primi, i gravi sofferenti in genere, che per i secondi, che accettano una tale soluzione quale rimedio al loro stato cronico, c’è da dire qualcosa che costoro non considerano affatto.

Prima di tutto, tale pensiero viene fuori da una mentalità materialistica, immanentistica ed atea. Per coloro che la pensano così, Dio o non esiste affatto, così come la Vita Eterna, oppure, se un Dio esiste non è considerato un vero Padre d’Amore e di Bontà e la vita, qualunque essa sia non è considerata quale essa è veramente: cioè un dono d’amore che, comunque, va vissuta fino a quando l’amoroso piano personale del nostro Creatore si è più o meno realizzato su ciascuno di noi, per raggiungere la Vita Eterna.

C’è da dire, ancora, che talvolta la croce che c’è toccata non è frutto di un amoroso imperscrutabile disegno divino, bensì o come conseguenza di nostre cattive scelte di vita o conseguenza di voleri negativi di terze persone o dal Maligno stesso in persona, Satana, od a volte (vedi riflessione“I perché della sofferenza” e schema relativo). 

Comunque sia, il sofferente è un Crocifisso orante e, come tale, è sacro. Cristo in persona è seduto in quella sofferenza ed intercede presso il Padre o per la salvezza e santificazione di questa persona e/o per quella dei suoi congiunti o persino per l’Umanità intera.

Ecco perché, seconda cosa da dire, la preghiera di tutti costoro è preziosissima agli occhi di Dio più d’ogni altra cosa e fa tremare gli Inferi! E, se all’infermità ed alla sofferenza si associa anche l’età avanzata, la vecchiaia, la preghiera di queste anime sono ancor più onnipotenti presso Dio, sono ancor più la Sua debolezza e qualsiasi grazia ottengono, la remissione di qualsiasi peccato personale, la salvezza di qualsiasi anima che si trovi in uno stato di dannazione già in vita! Non a caso in molte rivelazioni private la Madonna sofferente si lamenta perché pochi o nessuno prega per coloro che stanno per dannarsi per l’eternità!

E’ chiaro, dunque, il perché del come e del quanto tutto ciò sia combattuto dal Maligno Satana, che è terrorizzato da qualunque sofferenza accettata pazientemente per amore di Cristo. Ed ecco perché il Maligno Satana spesso suole disseminare mentalità erronee che egli stesso infiltra subdolamente nella nostra Umanità, per indurre uomini, anche molto influenti, a dare “valide” giustificazioni alle stesse erronee e perniciose mentalità, divulgandole invasivamente attraverso tutti i mezzi di comunicazione di massa: radio, giornali, televisioni, internet!

Così ha fatto con la droga, così ha fatto col divorzio, così ha fatto con le unioni di fatto (convivenze) ed i matrimoni solo civili, così ha fatto e fa con l’aborto d’ogni tipo (sin dalla pillola del giorno dopo), così ha fatto e fa con l’inseminazione artificiale eterologa, con l’utero in affitto, la clonazione, il congelamento degli embrioni umani, le guerre sante e le guerre etniche, il razzismo.

Se non c’è una retta coscienza, possibile solo con una vita in grazia di Dio, di Sacramenti, di preghiera e di vita onesta, la coscienza è messa a tacere e diventa come se fosse “morta”, anche se essa non può mai morire perché spirito. “Morta” vuol dire “erronea”, cieca, cioè che considera non peccato quello che è peccato, lecito (non peccato) quello che in realtà è peccato o persino abominio agli occhi di Dio (vedi aborto, clonazione, eutanasia, pena di morte, incesto, rapporti omosessuali, lesbici, zoofilia o anche detti rapporti di bestialità, divinazione e magia, negromanzia e simili: cfr. Lv 18,6-29; Lv 19,6-27; Lv 20,15; Lm 19,31; Lm 20,6;)!

Oggi come oggi, se ci si riflette, l’edonismo (il gusto del piacere per il piacere), il consumismo, l’estetismo (piace ed è accettabile solo quello che è gradevole e piacevole ai nostri sensi), l’egoismo sempre più crescente, lasciano ben poco posto ai concepiti, ai malati in genere, agli handicappati in special modo ed agli anziani non più autosufficienti.

Ci si accoppia sempre più in giovane età, usando ogni tipo di anticoncezionale, per prevenire l’eventuale concepimento e, come se non bastasse, per essere più sicuri di non dover raccogliere i frutti di un atto sessuale completo, pienamente appagante i sensi, si è pensato persino alla pillola del giorno dopo, la 194, potenziale abortivo ed abortivo a tutti gli effetti, poiché non permette all’eventuale ovulo, fecondato nelle subitanee successive ore del rapporto completo, di annidarsi nella parete dell’utero e viene così “tranquillamente” eliminato, con non pochi rischi e pericoli per la stessa donna, pericoli e rischi messi in conto persino dagli stessi scienziati che hanno costruito e messo in commercio una tale pillola.

 

 

Ugo Abate

Teologo

 ugoabate@libero.it 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Fonte : Dal libro "Un figlio di un grande albero" , di Ugo Abate; chi è interessato al libro, essendo edito in proprio,  può contattare l'Autore scrivendo a ugoabate2003@libero.it , oppure telefonando al n° 3291861293.