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  RUBRICHE AUTORI : Ugo Abate  : Riflessioni Teologico Spirituali

  

Ugo  Abate

Ecco come una matta può diventare un mezzo per amare Dio :  la fantasia   ( ascesi cristiana )

 

 

 

 

 

 

Non è forse la fantasia, questa nostra matta, compagna inseparabile, fonte ogni dì di tante stranezze e distrazioni continue della nostra mente!?

Si, è lei senza dubbio. Quante ce ne fa pensare!!! Ognuno di noi ne ha un bagaglio e, se talvolta non la si frena in tempo, chissà dove ci porterebbe, dove ci farebbe arrivare!

Certo l’Io con il Demonio la usa per portarci a peccare, poiché, quand’appena abbiamo assecondato o coniato noi stessi una certa nebbiolina in essa e via via arricchendosi di colori, suoni, sensazioni, ricordi spesso piacevoli (ma talvolta anche spiacevoli) per poterci condurre ora alle passioni dei sensi, ora alla nostalgia di un peccato, ora ad un sentimento di invidia, ora di rabbia, ora di gelosia, ora di rancore, ora ad altro, non appena si è fatta forte nella nostra fantasia una tale nebbiolina, tal che la volontà è giunta, infine, ad una adesione compiacevole e compiacente, libera, cosciente, consenziente, ecco, allora è nato il peccato! Quando in cuor tuo desideri una donna…già hai commesso adulterio” (Cfr. Santo Vangelo).

Orbene, c’è però anche un modo ben diverso, a riguardo del fine, di usare questa nostra matta fantasia e cioè: per portare meriti, per amare Dio, poiché è primo nell’atto della volontà il volere cioè con forza un semplice pensiero, che porta già merito.

Per ottenere ciò occorre seguire lo stesso preciso ed identico modo in cui l’Io e/o il Maligno usano questa matta, la fantasia, per farci peccare già solo col pensiero. Niente di più, niente di meno! L’unica differenza, certo, è il diverso oggetto che volontariamente vogliamo seminare nella nostra fantasia, che è lì: a lei non interessa tanto cosa le facciamo immaginare, perché ne è felice sempre. Anzi, essa è veramente felice e si sente gratificata se viene usata da noi per elevarci a Dio, per acquisire meriti attraverso di essa: n’è l’indispensabile strumento.

Occorre ora “annebbiare” la nostra mente con una nebbia positiva anziché negativa od apparentemente positiva, cioè presentata a noi come tale. A volte, infatti, partiamo da un pensiero buono ma che è stato fatto nascere o dal proprio Io, oppure, dal Demonio, ma per un fine cattivo. Ecco perché Gesù c’invita a vigilare per non cascare in questi tranelli sottili che sono le tentazioni, per non assecondare queste nebbioline ci vengono tese o nascono dai noi stessi, dalle nostre concupiscenze o tese da Satana per portarci specialmente al peccato mortale, al peccato grave. Occorre, inoltre, abituarsi a rivolgere il pensiero a cose buone non appena ci si accorge di situazioni del genere, facendo, intanto, subito un atto di rifiuto con la volontà, anche se a volte ciò avviene tra tentennamenti, cosa che non è avvenuta mai per Gesù, che per mettersi al nostro pari si è lasciato tentare da Satana ma mai ha tentennato ed ha risposto sempre con risoluzione agli accattivanti inviti a fare il male. Maria ha fatto anche Lei così e lo ha messo in atto per tutta la Sua vita. Ecco perché essi non hanno mai peccato!

Quando, dunque, siamo tentati, specie se quando la tentazione incalza con insistenza, poniamoci a pensare alla cosa più meritoria che esista, nel mondo e nell’Universo: la Passione di Gesù! Quanto Gesù ci ha atteso perché con questo esercizio e ci portassimo, seppure a duemila anni di distanza dalla Sua morte, realmente lì da Lui, realmente, perché quell’evento avvenuto nel tempo duemila anni fa, ha una presenza ed una portata eterna ed infinita ed ormai dentro e fuori della storia e del tempo. Ecco perché è reale il portarci con lo spirito e con il pensiero ora nell’Orto degli ulivi, ora lungo il Calvario, ora sulla Croce, ora solo, sul marmo del Sepolcro, ove la Sua Divinità non ha mai abbandonato il suo corpo, ma ha abbandonato quest’ultimo solo la sua anima.

La Passione di Gesù è ora nell’Eternità, ecco perché possiamo portarci col pensiero e con la fantasia  a quella realtà, che è la stessa  che ogni giorno si riattualizza sull’altare, nella  S. Messa.

E quando l’immaginazione si è resa tanto forte da sentire il nostro spirito proprio lì, in quel luogo benedetto, in quei momenti, ecco: è quello il momento in cui la nostra matta ci ha reso, e ci rende il più alto e santo e meritorio servizio. E se Gesù ci concederà di toccare anche sensibilmente non solo Lui ma anche le Grazie che così attireremo verso di noi e quelli per mezzo di noi, avremo la controprova che è reale il nostro “andare”, il nostro toccare, il nostro volere, le nostre sensazioni, il nostro adorare, il nostro Amare!

Non è un illudersi, perché, quando toccheremo con mano quelle grazie ricevute dopo questi momenti d’adorazione del Mistero dei misteri, come potremo dire che esse non ci sono, che esse sono delle illusioni! Se accadesse una cosa del genere, allora sarebbe come Gesù dice nel Vangelo: e che cioè, che taluni si ostinano a non credere, persino se vedessero un morto risuscitare!

Ciò che è avvenuto e spiegato qui sopra, non avveniva forse così nella compiacenza di cose e di immagini cattive e che sono peccato?! Se compiacersi di un solo pensare od immaginare peccaminoso non fosse peccato, Gesù non ci avrebbe parlato così: ” Se in cuor tuo…”. Il cuore è la parte più profonda di noi stessi, la parte più intima e spirituale dell’essere umano. Ecco, questa parte  Gesù chiama ‘cuore’ e che la tradizione cristiana raffigura e rappresenta con il cuore di carne e così Gesù si comunica a noi nelle espressioni mistiche!

Come, dunque, nel male, così nel bene: avremo toccato, sospirato, visto, pianto, riparato, interceduto, amato, già nel nostro cuore! E non occorre tanto tempo! A volte basta un attimo, chiudere, se se ne ha la possibilità, un momento gli occhi od anche senza chiuderli: in treno, in macchina, in una sala d’attesa, in cucina vicina ad una pentola, mentre si asciugano i piatti o si lava per terra, mentre si lava un anziano infermo o lo si veste ormai privo di vita, mentre si da una carezza ad un bimbo, pregando per i bisogni futuri della sua anima! Quante anime si dannano perché nessuna prega per loro!!! Dio Padre accoglierà queste particolarissime preghiere, già ora, per applicarle quando quelle anime si troveranno nel bisogno. E se fra queste ve ne fossero alcune che non ne avessero particolare bisogno? L’Amore, la preghiera non si disperde mai nel nulla: avete amato! E l ‘Amore resta per l’Eternità e Dio saprà come utilizzarlo e non verrà perso il merito acquisito con un pur minimo atto di amore. Dio potrà applicarlo ad un’anima che è nel purgatorio o per un’anima che sta per cadere per sempre nell’Inferno al momento dell’ultimo respiro di vita.

Più forte sarà l’immagine, più fortemente con la fantasia cercate, costruite e vivete l’immagine santa in voi, più forte sarà l’atto della volontà e l’atto di Amore coi quali vi portate verso quella realtà concepita in voi, e più grande sarà la vostra forza di ottenere grazie da parte di Dio, poiché, ad un più forte atto di Amore più Amore da Dio esce ed è concesso e, con Esso, Grazie e doni ed il Suo stesso Spirito.

 

 

 

IL GETSEMANI

 

 

Gesù è lì, solo, inginocchiato, nella notte in cui traluce la luna. E’ appoggiato ad un grosso masso. Avvicinati a Lui, ti sta aspettando! Si… ecco Gesù è qui, ti sta aspettando! Già duemila anni fa sapeva di questo momento in cui tu, dal tempo futuro ma a lui presente, avresti portato il tuo spirito accanto a Lui, portandoti nel tempo passato ma che in realtà è presente nella dimensione dello spirito, che è senza tempo, passato eterno come diventa eterno ogni attimo vissuto in terra! Persino un semplice pensiero fatto resta per l’Eternità e lo ritroveremo nell’Eternità! Nulla sfugge all’Infinito Dio ed all’Infinito film dell’Universo!

Gesù è lì, ti aspetta, aspetta questo momento e ti sente già vicino, tu che nel tempo esisterai, ed ora, infatti, esisti ma, allora, Gesù già sapeva, essendo Dio prima che uomo, che tu saresti esistito nella storia, nel tempo!

Gesù ti sentì e ti sente vicino, ti guarda, sente il tuo respiro, il tuo Amore, la tua pietà! Egli sente i tuoi passi, il tuo cuore, i tuoi sentimenti. E’ notte! Gesù è lì anche per te, per me, ma è in angoscia, un’angoscia alleviata un pochino dalla tua presenza, dal tuo cuore, dalla tua vicinanza, dalla tua confidenza. Questo, però, se veramente hai voluto portarti con fede e senza timore accanto a Lui!

Non temere di accostarti a Lui, anche se gli vedi calare il sangue dai pori della pelle come sudore! E non temere di bagnarti ed intrinserti di questo Suo sangue, benedetto e santo, nello stringerti a Lui per AmarLo e farGli conforto col tuo Amore, perché se così temeresti, certamente l’angoscia e l’agonia tu Gli aumenteresti. L’Amore non teme! L’Amore travolge, l’Amore non pensa: Ama!

Allora, vedrai Gesù che con il Suo Spirito, non appena ti sentirà vicino Gli avrai mostrato di volerGli stare accanto per fargli compagnia in quest’ora di tremenda solitudine del cuore, ti stringerà al Suo cuore se tu lo vorrai e Glielo chiedi. Gesù è angosciato non tanto per Se stesso, bensì per altro! Condividi, amante con l’Amato, il Suo cuore: Egli è angosciato specie per quanti, nonostante la Sua Passione, le Sue Infinite sofferenze, vede che rifiutano il Suo Amore e la Sua Misericordia e precipitare all’Inferno!

Dì pure a Gesù, in quest’Ora, che sei lì, vicino a Lui, per bagnarti del Suo sangue ed a motivo dello Stesso sangue e per l’intimità con la quale ti sei portata a Lui, diGli pure, Egli ti ascolta, ha atteso questo momento per ascoltarti, per esaudirti, poiché Egli gioisce nel donare! Dì: “Gesù, per queste gocce di sangue, stretto vicino a Te, Ti prego, salva anime che in quest’ora stanno per dannarsi ed ormai nulla sarebbe più possibile per salvarle, poiché hanno dissipato il tempo che Dio aveva loro concesso per meritarsi la salvezza col Suo aiuto! Salva queste anime che sono al trapasso. Misericordia Infinita ed Eterna per loro! Seppur nell’ultimo angolo del Purgatorio, salvale, affinché esse siano in Cielo per la Tua somma gioia e la mia e quando, uniti in Cielo per la stessa unica Misericordia, esse ti osanneranno riconoscenti più d’altre, poiché vedranno l’Abisso Eterno, Infernale al quale ormai erano state destinate. Esse saranno la tua gioia, Padre, perché strappate all’ormai inevitabile fuoco eterno! E gioiranno gli Angeli perché ai novantanove giusti si è aggiunta la salvezza di un peccatore: e faranno ancor più festa, come dice Gesù nel Vangelo: e cioè che si fa più festa in Cielo per un peccatore pentito e che, quindi, sarà salvato, che per novantanove giusti già destinati alla Salvezza!

E la gioia di queste anime sia la mia gioia e la mia gioia la Tua e la Tua la mia e la nostra la Tua, poiché Tu non godi per la rovina di una sola anima persino!

Gocce di sangue di Gesù a cui mi stringo! Gesù ti son vicino! Lo so mi aspettavi! Ecco, sono venuto dal futuro per farti compagnia! T’Amo per le anime che stai vedendo dannare! Per esse ti prego: salvane dalla dannazione eterna, a motivo della Tua Infinita Misericordia, perché questa è la mia gioia, e la mia gioia la Tua e la loro gioia la nostra!

Piovono, piovono, piovono anime all’Inferno! Tu puoi, Gesù! Salvane, salvane per eccesso della Tua Misericordia!

Cosa sarà aver salvato dalla dannazione non probabile ma certa una sola anima!? Ma l’Amore non si accontenta per e di una, ma certo, dopo una ne desidera un’altra ed un’altra e poi ancora un’altra ed un’altra ancora, poiché l’Amore osa, non teme, sa osare, sicura di essere esaudita, perché la sicurezza per e di una persona è fiducia ed Amore verso la stessa! E Gesù, a chi Ama nulla rifiuta! Attende, si, a volte, ad esaudire ma certamente esaudisce! Nell’intimità vera Gesù non può non esaudire! E poi l’Amore è personale: ognuno ha un proprio modo per esprimerlo nella più profonda intimità. Quest’ultima non ha bisogno di parole suggerite, ma è  in essa  è tutto lasciato alla voce libera  e personale di ogni cuore, di ogni amante. L’Amore si insegna, ma il modo no, è personale, è libero e mai tradisce i principii che lo regolano!

 

 

COSI’, SEGUENDO GESU’, DAL GETSEMANI AI CAPI DEL SINEDRIO

GESU’, GIA’ PIAGATO, PIENO D’EMATOMI NEL VOLTO E NEL CORPO, SOLO, ABBANDONATO NELLA PRIGIONE

GESU’ FLAGELLATO E CORONATO DI SPINE

GESU’ LUNGO IL CAMMINO VERSO IL CALVARIO

GESU’ CONFITTO CON TRE GROSSI CHIODI SUL LEGNO DELLA CROCE

A tutto ciò non si possono suggerire parole! Esse devono sgorgare dal fin troppo intimo di noi stessi per poterle trasmettere! Ma Amore ed Intimità sono un tutt’uno! Ognuno ne diventi, perciò, fonte con lo Spirito Santo, fonte.

GESU’ SOLISSIMO, STESO SUL FREDDO MARMO DEL SEPOLCRO CHIUSO.

 

Le piaghe ancora fresche, la Divinità sempre lì presente, poiché mai lo ha abbandonato, ma solo l’anima è lontana dal suo corpo. Gesù ci aspetta lì dentro, nella solitudine dell’incontro, Lui, il Verbo, lì sempre vivo, che attende di Amoreggiare Divinamente con noi, nella contemplazione delle sue piaghe, tutte aperte, fresche, specie quella del costato, fornace di Amore e di Misericordia e nella quale Gesù attende che noi vi ci buttiamo, vi ci rifugiamo, noi col nostro cuore, coi bisogni di tutti coloro che sono in questo cuore, specie le anime più in pericolo di dannazione eterna.

Bagnamoci in questa piaga, avvolgiamoci nel suo sangue, che è ancora umido al suo interno e portiamoci a rinchiuderci fin nel suo cuore attraverso la ferita aperta dalla lancia! E restiamo lì, per ottenere protezione sicura dagli attacchi del nostro nemico infernale, che da quelle piaghe è stato sconfitto per sempre. Affidiamoci qui a Gesù e non dobbiamo più temere. Stiamo perciò sereni, dopo aver amato e contemplato tanto Amore e Misericordia!

 

 

 

 

 


 

Fonte : Dal libro "Un figlio di un grande albero" , di Ugo Abate; chi è interessato al libro, essendo edito in proprio,  può contattare l'Autore scrivendo a ugoabate@libero.it  , oppure telefonando al n° 3291861293.