ARTCUREL : Arte, Cultura e Religione


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 TEMATICHE IN EVIDENZA :

   

ARTCUREL TEMATICHE : in evidenza 

 

 


 

 


 

 

 

 

 

Catechesi di Papa Giovanni Paolo II

 " L'AMORE UMANO NEL PIANO DIVINO "

"la redenzione del corpo e la sacramentalità del matrimonio"

( la Teologia del Corpo )

 

L'amore umano nel piano divino : la redenzione del corpo e la sacramentalità del matrimonio ,

catechesi sulla " Teologia del Corpo ", di Papa Giovanni Paolo II

 

 

 


 

 


 

 

 

" AMATE I VOSTRI NEMICI " :

la non violenza cristiana consiste nel rispondere al male con il bene

di Papa Benedetto XVI

 

Cari fratelli e sorelle!

Il Vangelo di questa domenica contiene una delle parole più tipiche e forti della predicazione di Gesù: "Amate i vostri nemici" (Lc 6,27). E’ tratta dal Vangelo di Luca, ma si trova anche in quello di Matteo (5,44), nel contesto del discorso programmatico che si apre con le famose "Beatitudini". Gesù lo pronunciò in Galilea, all’inizio della sua vita pubblica: quasi un "manifesto" presentato a tutti, sul quale Egli chiede l’adesione dei suoi discepoli, proponendo loro in termini radicali il suo modello di vita. Ma qual è il senso di questa sua parola? Perché Gesù chiede di amare i propri nemici, cioè un amore che eccede le capacità umane? In realtà, la proposta di Cristo è realistica, perché tiene conto che nel mondo c’è troppa violenza, troppa ingiustizia, e dunque non si può superare questa situazione se non contrapponendo un di più di amore, un di più di bontà. Questo "di più" viene da Dio: è la sua misericordia, che si è fatta carne in Gesù e che sola può "sbilanciare" il mondo dal male verso il bene, a partire da quel piccolo e decisivo "mondo" che è il cuore dell’uomo.

Giustamente questa pagina evangelica viene considerata la magna charta della nonviolenza cristiana, che non consiste nell’arrendersi al male – secondo una falsa interpretazione del "porgere l’altra guancia" (cfr Lc 6,29) – ma nel rispondere al male con il bene (cfr Rm 12,17-21), spezzando in tal modo la catena dell’ingiustizia. Si comprende allora che la nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità. L’amore del nemico costituisce il nucleo della "rivoluzione cristiana", una rivoluzione non basata su strategie di potere economico, politico o mediatico. La rivoluzione dell’amore, un amore che non poggia in definitiva sulle risorse umane, ma è dono di Dio che si ottiene confidando unicamente e senza riserve sulla sua bontà misericordiosa. Ecco la novità del Vangelo, che cambia il mondo senza far rumore. Ecco l’eroismo dei "piccoli", che credono nell’amore di Dio e lo diffondono anche a costo della vita. (tratto dall'Angelus del 18 febbraio 2007)

 

 

 


 

 


 

Pontificio Consiglio della Cultura

Assemblea Plenaria (27-28 marzo 2006)


La Via pulchritudinis (la Via della Bellezza)

 

cammino di evangelizzazione e di dialogo

 

 

Il Pontificio Consiglio della Cultura si è riunito il 27 e 28 marzo in Assemblea Plenaria, dedicata, quest’anno alla Via pulchritudinis, la bellezza come cammino di evangelizzazione e di dialogo. Il tema, emerso a conclusione della Plenaria del 2004, si presenta come uno strumento privilegiato di evangelizzazione. Accanto alle tradizionali prove dell’esistenza di Dio, le cinque “vie”, negli ultimi tempi si è affermata sempre più il pulchrum come modo di arrivare a Dio, somma bellezza, e per trasmettere agli uomini qualcosa della vita di Dio, sia attraverso il fascino della natura che attraverso la creazione artistica. In un tempo che diffida delle verità forti e che mette in dubbio l’esistenza di un bene universale, la bellezza può apparire come  luogo di incontro tra uomini di culture diverse, come una prima tappa nel cammino che conduce alla riscoperta del verum e del bonum.

I membri e i consultori del Pontificio della Cultura, —cardinali, vescovi, sacerdoti e laici dei cinque continenti—, convenuti a Roma per discutere questo affascinante programma, che si è articolato attorno a tre grandi questioni:

la bellezza della natura, la bellezza dell’arte, la bellezza della santità cristiana.

Questi tre grandi temi consentono un approccio al tempo stesso filosofico-teologico e pastorale, in modo tale da offrire risposte pastorali ai vescovi e a quanti operano in questo campo. Partendo dalle fondamenta di un’estetica teologica, sulla scia dei grandi pensatori del XX secolo, le successive sedute della plenaria saranno dedicate alle grandi sfide della Chiesa in questo inizio di secolo: le minacce di un nuovo laicismo e dell’indifferenza religiosa; il miraggio della bellezza nelle sette e nei nuovi movimenti religiosi; la contemplazione del creato e i nuovi dibattiti attorno all’evoluzione e alla salvaguardia della natura; lo sfruttamento del patrimonio artistico cristiano in vista di una nuova evangelizzazione; la bellezza della liturgia e, infine, la santità.

 

PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA :

Il Pontificio Consiglio della Cultura è il Dicastero della Curia Romana, che coadiuva il Sommo Pontefice nell'esercizio del Suo supremo Ufficio pastorale per il bene e il servizio della Chiesa universale e delle Chiese particolari, in ciò che concerne l'incontro tra il messaggio salvifico del Vangelo e le culture, lo studio dei gravi fenomeni di frattura fra Vangelo e culture, di indifferenza religiosa e di non credenza; le relazioni della Chiesa e della Santa Sede con il mondo della cultura, promovendo in particolare il dialogo con le varie culture del nostro tempo, affinché la civiltà dell'uomo si apra sempre di più al Vangelo, e i cultori delle scienze, delle lettere e delle arti si sentano riconosciuti dalla Chiesa come persone al servizio del vero, del buono e del bello.

Il Pontificio Consiglio della Cultura, inoltre, segue e coordina l'attività delle Pontificie Accademie e ha contatti periodici, per una reciproca collaborazione, con la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa.

La sede del Pontificio Consiglio della Cultura si trova nel Palazzo San Calisto, in Trastevere (P.za S. Calisto, 16 - 00153 ROMA). Gli uffici sono aperti da lunedì a sabato, dalle 8.00 alle 13.30, martedì e venerdì anche dalle 15.00 alle 18.00. Indirizzo postale: Pontificium Consilium de Cultura V - 00120 , Città del Vaticano ;  Telefono:  06-69893811 ;  E-mail: cultura@cultr.va  

 

 


 

 


 

LETTERA ENCICLICA


DEUS CARITAS EST

 


DEL
SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI


AI VESCOVI AI PRESBITERI E AI DIACONI ALLE PERSONE CONSACRATE E A TUTTI I FEDELI LAICI
SULL'AMORE CRISTIANO

 

 

INTRODUZIONE

 

1. « Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui » (1 Gv 4, 16). Queste parole della Prima Lettera di Giovanni esprimono con singolare chiarezza il centro della fede cristiana: l'immagine cristiana di Dio e anche la conseguente immagine dell'uomo e del suo cammino. Inoltre, in questo stesso versetto, Giovanni ci offre per così dire una formula sintetica dell'esistenza cristiana: « Noi abbiamo riconosciuto l'amore che Dio ha per noi e vi abbiamo creduto ».

Abbiamo creduto all'amore di Dio — così il cristiano può esprimere la scelta fondamentale della sua vita. All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva. Nel suo Vangelo Giovanni aveva espresso quest'avvenimento con le seguenti parole: « Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui ... abbia la vita eterna » (3, 16). Con la centralità dell'amore, la fede cristiana ha accolto quello che era il nucleo della fede d'Israele e al contempo ha dato a questo nucleo una nuova profondità e ampiezza. L'Israelita credente, infatti, prega ogni giorno con le parole del Libro del Deuteronomio, nelle quali egli sa che è racchiuso il centro della sua esistenza: « Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze » ( 6, 4-5). Gesù ha unito, facendone un unico precetto, il comandamento dell'amore di Dio con quello dell'amore del prossimo, contenuto nel Libro del Levitico : « Amerai il tuo prossimo come te stesso » (19, 18; cfr Mc 12, 29-31). Siccome Dio ci ha amati per primo (cfr 1 Gv 4, 10), l'amore adesso non è più solo un « comandamento », ma è la risposta al dono dell'amore, col quale Dio ci viene incontro.

In un mondo in cui al nome di Dio viene a volte collegata la vendetta o perfino il dovere dell'odio e della violenza, questo è un messaggio di grande attualità e di significato molto concreto. Per questo nella mia prima Enciclica desidero parlare dell'amore, del quale Dio ci ricolma e che da noi deve essere comunicato agli altri. Ecco così indicate le due grandi parti di questa Lettera, tra loro profondamente connesse. La prima avrà un'indole più speculativa, visto che in essa vorrei precisare — all'inizio del mio Pontificato — alcuni dati essenziali sull'amore che Dio, in modo misterioso e gratuito, offre all'uomo, insieme all'intrinseco legame di quell'Amore con la realtà dell'amore umano. La seconda parte avrà un carattere più concreto, poiché tratterà dell'esercizio ecclesiale del comandamento dell'amore per il prossimo. L'argomento si presenta assai vasto; una lunga trattazione, tuttavia, eccede lo scopo della presente Enciclica. È mio desiderio insistere su alcuni elementi fondamentali, così da suscitare nel mondo un rinnovato dinamismo di impegno nella risposta umana all'amore divino...

 

 

 

Fonte :  http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est_it.html

 

 


 

 


 

TERRA SANTA

      Holy Sepulchre-opening image  

Chiesa del Santo Sepolcro di Gesù a Gerusalemme (esterno e interno)

Ordo Equestris Sancti Sepulcri Hierosolymitani - OESSH  www.oessg-gm.net ; www.carlosarno.it/OESSG.htm


 

 


 

 Lettera agli Artisti di  Papa Giovanni Paolo II

(versione integrale italiano/inglese)  

 


 

 


 

 

 

 

 

" ERITIS  MIHI  TESTES "

...siate miei testimoni !

 

" Ti benedica il Signore e ti protegga .

Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio .

Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace ."

( Numeri 6,24-26 )


 

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