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Comitato Pro Monastero di San Liberatore

Associazione di Volontariato O.N.L.U.S. fondata dall'Arcidiocesi di Amalfi-Cava

Cava de' Tirreni - Vietri sul Mare - Salerno

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 Comitato  Pro Monastero di San Liberatore (SA) - Italia Chiesa di San Liberatore e Benedettine , di Don Attilio Della Porta

 

 

 

Chiesa di San Liberatore e Benedettine

 

di Don Attilio Della Porta

 

 

 

 

 

La Chiesa di San Liberatore fu fatta edificare dal principe Arechi sul finire del secolo VIII, insieme alla fortezza che proteggeva la via Nocerina.

Il Vescovo di Salerno, Giovanni, nel 979 consegnò ad una monaca salernitana, di nome Susanna, "ecclesia sancti liberatoris et sancti viti que dedicate sunt in monte apud mare non longius ab ea civiate", con tutti i beni, per fondarvi "monasterium femineum seu congregationem monacarum" con facoltà di eleggervi la Badessa, a condizione però che Susanna ne fosse la prima.

E il cenobio sorse accanto alla Chiesa dedicata a Gesù Cristo Liberatore dell'umanità; non sulla cima, dove esistono ancora i ruderi di una rocca di difesa contro piraterie saracene, ma al riparo dai venti, "in latere montis".

Senza dubbio Susanna fu dell'ordine benedettino, sia perché la regola di S. Benedetto nel 1000 vantava propaggini dappertutto, sia perché il Monastero passò presto alle dipendenze della Badia della SS. Trinità di Cava: "monasterium S. Liberatoris cum omnibus rebus suis pertinet ad monasterium cavense...".

Nel 1154 vi troviamo la Badessa Anastasia; nel 1269, Aloaria, nel 1283, Lice.

Nel secolo XIV la solitudine montana divenne pericolosa per le pie vergini, che si trasferirono nel cenobio di S. Sofia a Salerno, anche questo sotto la giurisdizione della Badia della SS. Trinità di Cava. Difatti il 2 luglio 1338 è fatta una procura "a monialibus S. Liberatoris in Monasterio S. Sophiae de Salerno" a Maestro Grillo e Nicola Funditani, dottori in fisica, perché si presentino all'Abate di Cava, per ottenere la conferma della elezione della nuova Badessa, da esse eletta, "cum sint in monasterio eidem subiecto". Il Monastero della Trinità aveva l'obbligo di fornire al cenobio monacale cibi e vestimenti, vi manteneva il cappellano, vi nominava la Badessa...

Sotto il governo episcopale di Mons. Luigi De Gennaro (1648-1670), il monastero era quasi diruto. Il Vescovo ne costituì protettore il notaio Domenico Landi, che pose a custodia del vecchio cenobio un eremita.

Il R. Portolano, Diego Gaudiosi, il 20 ottobre 1656 (dopo la famosa pestilenza) vi eresse un patronato, arricchendo altresì la chiesa di due quadri del celebre pittore napoletano Scipioncello: l'uno raffigurante S. Liberatore, l'altro S. Antonio di Padova.

Mons. Gaetano D'Afflitto (1670-1682) volle che la chiesa avesse un Rettore, e vi nominò un figlio del suddetto protettore, ossia D. Giacinto Landi. Costui si occupò della chiesa e del cenobio con vivo amore. Rifece lo stabile, acquistò vari arredi, cominciò a celebrare con solennità la festa annuale.

Mons. Giovambattista Gilberti nominò novello protettore dell'eremo il fratello di F. Giacinto, Giuseppe Landi: sotto il cui patronato, nel 1668, avvenne un violento terremoto che arrecò danni ingenti al fabbricato. Il bisogno dei restauri spinse D. Giuseppe ad allargare il programma dei miglioramenti. All'inizio della strada pose una colonna marmorea con croce; fece allargare la via per un buon chilometro; a metà della salita fece costruire una cappella dedicata alla Pietà; all'ingresso del romitaggio fece costruire una piramide con croce in marmo; volle accomodato il tetto del piccolo tempio; fece dipingere da Domenico Antonio Vaccaro, insigne pittore napoletano, verso il 1697, un nuovo bel quadro in onore della Vergine.

Poi subentrò un periodo oscuro. Sulla collina era l'abbandono. Le antiche mura si sgretolavano; le povere celle andavano in rovina: l'eremitaggio divenne richiamo sportivo.

 

 

Cristo Re Liberatore dell'Universo

che si venera nel Santuario di Monte San Liberatore

 

 

Fu un benemerito Parroco di Alessia, D. Giorgio Salierno, che volle riaccendere la fiamma della Fede millenaria. Il suo entusiasmo si comunicò ad anime generose, e cominciarono i restauri, che via via divennero rifacimento ex novo, assumendo proporzioni impreviste ed insuperate. Il piissimo Vescovo dell'epoca, Mons. Pasquale dell'Isola, diede tutto il suo appoggio. Completato il lavoro, cominciò una nuova vita sul sacro Monte, interrotta purtroppo dagli anni di guerra. Nel 1943 avvenne lo sbarco alleato nel nostro Golfo, e gli Anglo-Americani si precipitarono per conquistare questa superba posizione strategica, portandovi cannoni, per dominare la valle Metelliana, e ricacciare i Tedeschi verso Nocera. Ivi rimasero per circa due settimane a fulminare le colline cavesi, dove qualche centinaio di nemici eroici facevano buona guardia, e distruggere alcuni posti di blocco annidati lungo la via Vietri-Cava. Poi partirono, lasciando nel santuario non lievi danni. Ma la vitalità del luogo non tardò a rifiorire.

D. Giorgio Salierno provvide all'impianto della luce elettrica, ad alberare la via di accesso, dalla Valle all'Eremo, a lastricare la mulattiera per circa mezzo chilometro. Anche la chiesetta fu restaurata: l'altare, il pavimento, le pareti, il tronetto, tutto è di marmo; sull'altare troneggia la tela magnifica di Cristo Re, opera del nostro concittadino Guglielmo Coppola.

La chiesetta fu consacrata da Mons. Marchesani il 7 giugno 1948. A ricordo fu murata una lapide: "Franciscus Marchesani Caven et Sarnen Episcopus Christo Regi Templum hoc dicatum Clero fidelibusque plaudentibus ritu solemni consecravit die VII - VI - MCMXLVIII".

Il monte S. Liberatore, autentico osservatorio di bellezza, dovrebbe essere valorizzato sotto tutti i profili.

Anni or sono, il Comm. Vincenzo Adinolfi, cittadino salernitano, volle collocare, a sue spese, sullo storico monte, una grande Croce luminosa; il suolo dove la Croce fu issata fu donato dagli eredi dell'Avv. Francesco D'Amico, che vollero così onorare la memoria del loro illustre congiunto.

 

 

 

 

 


FONTE : Cava Sacra , di don Attilio Della Porta , Di Mauro, Cava de' Tirreni (SA), 1965.

Per approfondimenti: " Comitato Pro Monastero di San Liberatore " (SA) Italia , Associazione di Volontariato O.N.L.U.S. fondata dall'Arcidiocesi di Amalfi - Cava de' Tirreni