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 ARTE :  architettura : Bruno Zevi e l'APAO , di Carlo Sarno

 

Carlo Sarno

BRUNO ZEVI  E  L'A.P.A.O.

 

 

L'A.P.A.O., Associazione per l'Architettura Organica, fondata nel 1945 a Roma da Bruno Zevi ed altri, dette nuovo impulso allo sviluppo dell'architettura moderna italiana.

L'architettura moderna ha avuto in Italia un inizio travagliato. Da una parte lo sviluppo industriale, economico e sociale tarda ad attuarsi nella penisola in modo omogeneo, d'altra parte i migliori esponenti della cultura architettonica italiana del primo Novecento hanno breve vita. All'inizio del Novecento il geniale architetto Antonio Sant'Elia (1888-1916) muore giovanissimo nella prima guerra mondiale lasciando della sua idea futurista di architettura poche realizzazioni ed alcuni disegni avveniristici. Tra le due guerre identica sorte hanno i tre massimi personaggi che tentano il rinnovamento dell'architettura italiana per liberarla dal suo provincialismo: Edoardo Persico (1900-1936), Giuseppe Terragni (1904-1942) e Giuseppe Pagano (1896-1945). Tutti e tre, sacrificando la loro vita per la causa della nuova architettura italiana e i suoi nuovi valori, non vedranno la fine della seconda guerra mondiale, e l'architettura italiana si troverà di nuovo privata dei suoi migliori esponenti di levatura internazionale.

In tale situazione, nel 1944/1945, nasce a Roma per volontà di Bruno Zevi, Luigi Piccinato, Mario Ridolfi, Pier Luigi Nervi e altri l'Associazione per l'Architettura Organica, A.P.A.O., con l'intento di creare una scuola in antitesi con i modelli reazionari dell'accademismo della Facoltà di Architettura di Roma e risvegliare l'architettura moderna italiana.

Si legge nel testo della dichiarazione di principi dell'A.P.A.O. apparsa nella rivista "Metron", n°2, 1945: "… La genesi dell'architettura contemporanea si trova essenzialmente nel funzionalismo. Qualunque sia oggi l'evoluzione dell'architettura funzionale nell'architettura organica, siamo convinti che nel funzionalismo è la radice dell'architettura moderna, e non nelle correnti di stilizzazione neoclassica, non nel provincialismo degli stili minori … L'architettura organica è un'attività sociale, tecnica e artistica allo stesso tempo, diretta a creare l'ambiente per una nuova civiltà democratica. Architettura organica significa architettura per l'uomo, modellata secondo la scala umana, secondo le necessità spirituali, psicologiche e materiali dell'uomo associato …". Data l'epoca della nascita dell'A.P.A.O., troviamo nella associazione anche risvolti politici e sociali che sono comprensibili alla luce dei drammatici avvenimenti storici, atteggiamenti però che non sminuiscono ma anzi valorizzano il messaggio culturale della nascita di una architettura organica italiana, imperniata sui valori di libertà e democrazia.
L'Associazione per l'Architettura Organica dà origine a Roma nel 1945 ad una Scuola di Architettura Organica a Palazzo del Drago, con quattro corsi: Urbanistica (Luigi Piccinato), Architettura (Mario Ridolfi), Costruzioni (Pier Luigi Nervi), Materie professionali (Aldo Della Rocca) . Nasce la rivista "Metron", co-diretta da Luigi Piccinato e Mario Ridolfi, con segretaria di redazione Margherita Roesler Franz, e nel cui consiglio direttivo troviamo: Piero Bottoni, Cino Calcaprina, Luigi Figini, Eugenio Gentili, Enrico Peressutti, Luigi Piccinato, Silvio Radiconcini, Mario Ridolfi, Enrico Tedeschi, Bruno Zevi.

Nel frattempo, sempre durante l'anno 1945, esce il famoso libro di Bruno Zevi "Verso un'Architettura Organica", che farà il giro del mondo. Molto apprezzato dallo stesso fondatore dell'architettura organica Frank Lloyd Wright, è ancora oggi un punto di riferimento per chiunque voglia avvicinarsi al pensiero organico in architettura.
L'A.P.A.O. da Roma si sviluppa rapidamente in tutta Italia raccogliendo le migliori forze dell'architettura moderna, dal Piemonte alla Sicilia.

Nel 1947 si tiene il I Congresso Nazionale dell'Associazione per l'Architettura Organica; si legge nel resoconto pubblicato sulla rivista "Metron", n°23-24: "… Il Congresso dell'A.P.A.O. ha costituito la prima riunione degli architetti moderni dopo decenni di frazionamenti e divisioni. Si può dire che, dopo la fine del Movimento Razionalista, per venti e più anni gli architetti moderni in Italia sono stati senza un centro di unione, senza un'organizzazione nazionale. Il Congresso svoltosi a Roma nei giorni 6, 7 e 8 dicembre dimostra che, dopo un lavoro organizzativo di oltre tre anni, gli architetti italiani hanno raggiunto l'obiettivo di creare un comune centro di lavoro culturale, un'associazione in cui essi trovano solidarietà, mezzo di efficace scambio di idee, possibilità di affrontare e di risolvere i grandi problemi che li confrontano. Il più interessante carattere del Congresso era costituito dal fatto che erano presenti rappresentanze di tutta l'Italia. L'APAO siciliana era presente con gli architetti Caracciolo e Calandra, l'APAO campana era rappresentata dagli architetti Cosenza e Andriello, la Toscana da Gamberoni e da un folto gruppo di docenti e di studenti della facoltà di architettura, il Veneto, con il prof. Samonà, Scarpa, il pittore De Luigi e molti altri. Genova con l'ing. Devoto, Bologna con l'arch. Vaccaro, e infine l'APAO di Torino con un gruppo diretto dall'arch. Astengo. Particolare interesse dal punto di vista organizzativo ha destato la partecipazione del Movimento Studi Architettura di Milano, rappresentato dagli architetti Mucchi, Gentili e Peressutti. Con l'unione raggiunta fra le otto APAO e l'MSA di Milano, tutto il fronte dell'architettura moderna italiana si è organizzato … L'architettura moderna che, dopo il Movimento Razionalista, si era dispersa per resistere in alcuni centri di lavoro tra cui il più noto è stato quello costituito da Giuseppe Pagano intorno alla rivista Casabella, ha dimostrato con questo Congresso di avere una sua organizzazione efficace e di poter dire una parola decisiva per la ricostruzione e per la difesa dei valori culturali del nostro Paese …".

Al Congresso Bruno Zevi interviene spiegando come l'architettura organica non sia uno stile di importazione americana, ma lo spontaneo sviluppo del Funzionalismo, e così come dal Funzionalismo della Scuola di Chicago si genera l'architettura organica di Frank Lloyd Wright, così in Europa dal Funzionalismo di Le Corbusier si genera l'architettura organica di Alvar Aalto e così lo stesso avverrà anche in Italia. Bruno Zevi conclude dicendo che l'architettura organica non è uno stile ma una architettura per l'uomo, sempre nuova, che si differenzia per il suo diversificato scopo. Alla fine del suo intervento dice: " … noi architetti organici tentiamo di fondere i valori della nostra tradizione spirituale con le moderne istanze sociali, di rompere la dicotomia tra cultura e vita che da un secolo separa gli artisti dal popolo, di proporre una terza via sociale, libera, umana … per una cultura integrata, per una architettura integrata, e perciò per una vita migliore …".

Nel 1950 l'A.P.A.O., dopo aver svolto il suo ruolo di unificazione e stimolo delle forze innovatrice dell'architettura italiana, si disperderà e rimarrà sopraffatta dal "boom edilizio" della ricostruzione post-bellica, mentre le sue idee saranno disseminate in tutte le maggiori Facoltà di Architettura, dove daranno i loro frutti.

In definitiva, il messaggio ed i valori propugnati dalla Associazione per l'Architettura Organica dal 1945 al 1950, anni di intensa attività che sono testimoniati dagli articoli pubblicati sulla rivista "Metron", restano ancora oggi un valido insegnamento ed una luminosa radice culturale per una buona architettura italiana contemporanea.

 

 

 


 

Fonte : www.buildlab.com 

Articolo di Carlo Sarno pubblicato il 4/02/2003 su Buildlab, portale di architettura su internet con indirizzo web www.buidlab.com , e curato da Cristina Ribeiro , dal titolo BRUNO ZEVI E L'A.P.A.O.