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| ARTE : pittura : Simone Lammardo , pittura di "sospensione" ed eticantropia |
SIMONE LAMMARDO
pittura di "sospensione" ed eticantropia
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40x50 cm , acrilico su tela

Simone
Lammardo e' nato a Genova. Ha conseguito il titolo di Maestro d'Arte presso
l'Istituto Statale d'Arte "Walter Gropius" di Imperia nel 2000, ottenendo alcuni
primi riconoscimenti artistici d'impronta storico-sociale. Ha realizzato la
seguente attività espositiva:
Mostra personale privata, Loano, 2001.
Mostra comunale, Giustenice, 2001.
Mostra collettiva Galleria d'Arte 2000, Milano, 2001.
Mostra collettiva "Arte Contemporanea", Galleria d'Arte Ghisolfi, Loano, 2002.
Mostra collettiva comunale, Palazzo Doria, Loano, 2002.
Esposizione Rassegna d'Arte Contemporanea "Magica", Castello Estense, Ferrara,
2002.
Mostra collettiva Galleria d'Arte 2000, Milano 2002.
Mostra personale Sala Olimpia di Artecultura, Milano Brera, gennaio-febbraio
2003.
Mostra personale "OniricaMente" presso la Biblioteca civica internazionale di
Bordighera (Im), giugno-luglio 2003.
Opere in permanenza sino ad aprile 2004 a La Spina Art Gallery, Pisa.
Mostra presso il centro commerciale 'Morbella', Latina, 2003 con allestimento di
Alessia D'Epiro.
Mostra collettiva XVIII Rassegna d'Arte Contemporanea di Borghetto S. Spirito,
2003.
Ha ottenuto inoltre i seguenti riconoscimenti: Premio speciale XIV Concorso
nazionale di pittura Biennale di Osio, Bergamo.
Presente al Il Gran Premio internazionale dell'Arte, Galleria Il Collezionista,
Roma, con esposizioni nel corso 2003 a Roma, Barcellona, Bruxelles, Firenze.
Collabora con Art Manager (Latina), discoteca Dalì (Bardineto), Viaducatiarte
(Bologna), gallerista Anna Oberti (Bergamo).
Nel mese di marzo 2003 ha realizzato la copertina per la rivista mensile "Artecultura".
Mostra presso "Artcafé" di Alassio, gennaio-febbraio 2004.
Mostra collettiva Galleria d'Arte 2000, via Statuto, Milano, 15 aprile - 29
aprile 2004.
Opere in permanenza presso lo Studio Valter Boj, Albissola, 2004.
Collettiva "BruttaBestia", Galleria Studio Logos, Roma, dal 26 Maggio 2004.
Medaglia d'oro XV Concorso nazionale di pittura Biennale di Osio, Bergamo, 2004.
Opere in permanenza alla "Neoart Gallery", Roma, 2004.
Opere in permanenza alla Galleria "La Telaccia", Torino, 2004.
Presente come collaboratore nel catalogo della mostra "Gli artisti e la ceramica
oggi: tra tradizione e sperimentazione" di Boj, Cascella, Ceccobelli, Esposito,
Galleria "Excalibur", Solcio di Lesa, 2004-2005.
Finalista concorso "casTiNg", Venezia, 2005.
Mostra personale privata "Forma e contenuto", Via Stella, Loano, 2005.
Collabora con World Wide Artists Gallery, Roma, 2005.
Presente nel catalogo Biennale di Genova 2005, Associazione "Satura".
Collabora con Memoli Arte Contemporanea, Busto Arsizio (Va); Artesnova, San
Marcellino (Caserta); Greco Arte, (Bari).
Selezionato al concorso "Diamo voce all'Africa", Roma, 2005.
Presente alla XX Rassegna d'Arte Contemporanea, Comune di Borghetto S. Spirito,
2005.
Mostra "Immagini: realtà interpretazione" con il fotografo Achille Blini, Loano,
2005.
"Dreams in Italian painting", Memoli Arte Contemporanea, Busto Arsizio (Va),
2005.
"L'Arte incontra Fiat Punto", Alassio, Collezione Grande Punto, 2005.
Mostra "Eticantropia" , Eventi Legrenzi , Osteria Legrenzi, Corte Legrenzi, 32 Mestre-Venezia, 2006.
Catarsi
50x70 acrilico su tela
UNA PITTURA DI SOSPENSIONE
di Simone Lammardo
La pittura di sospensione – intendendo con " sospensione" una connotazione che
ricorda il metropolismo – è una pittura essenzialmente simbolica, tesa a
riprodurre lo smarrimento delle coordinate spazio-temporali. La rappresentazione
eroica e mitica delle figure umane accenna alla gloria d’un tempo, ad un
paradiso perduto o ad un’età dell’oro che si vorrebbero ancora presenti.
L’irriducibilità dello spazio e del tempo a categorie fisse, tradotta nelle
architetture metalliche, nei monoliti e nei parallelepipedi, esprime la volontà
di rinascere e ricreare. La tradizione non è rifiutata né rivisitata, è
piuttosto decostruita e resa strumento per l’edificazione di nuovi valori. Il
risultato che ne emerge è un senso di spaesamento, di perdita dell’abituale
orizzonte culturale, quasi fosse un’impressione di musica atonale. Il colore
rimane materia e come tale riflette la luce, assolvendo così al suo compito
primario: come scheletro il disegno, come carne il colore. La radice surrealista
e l’influenza dell’astrattismo sono evidenti nelle caratteristiche visionarie
della pittura di sospensione. L’idea è sempre quella di dar corpo ad un universo
parallelo; in questo caso, gli sfondi ed i paesaggi spesso metafisici danno
risalto al realismo dei personaggi, frutto di combinazione di parti
riconoscibili eppure privi di naturalismo anatomico. Si tratta di una realtà
pittorica distorta, grottesca, a volte astratta, che risente degli stimoli delle
avanguardie, pur rifiutandone recisamente la paternità. I paesaggi lunari
segnalano una ricollocazione dell’uomo, una restituzione dell’uomo alla libertà
primigenia, quella dell’immaginazione, senza dimenticare i legami con
l’esperienza storica e particolari compagini sociali. Il linguaggio della
pittura di sospensione nasce dall’esigenza d’imprimere un carattere al movimento
per quanto possibile svincolato dai mezzi meccanici o dagli agenti naturali. E’
la pretesa del motore immoto: creare un movimento mentale, psichico in colui che
osserva. E’ anche il tentativo di escludere al massimo la mano dell’artista, in
modo tale da instaurare un rapporto esclusivo fra l’opera e lo spettatore.
Quanto più è alta la forza cinetica che la tela riesce a liberare, tanto più
l’opera si fa semplice specchio delle emozioni di chi la guarda. Si dimentica
per un attimo la tecnica, l’artificio, e ci si concentra sull’immagine. La
ricerca di tensione comunicativa è costante. Non c’è opera pittorica in cui non
si possa riconoscere una violenza del supporto. L’arte visiva è spazio
violentato: dalle linee, dalle prospettive, dalle tonalità, dai volumi.
L’immaginario onirico non è più un rifugio protetto, sicuro, ma – aperto alla
dimensione pubblica, la dimensione della condivisione – diventa il teatro di
violenti conflitti emotivi. Le immagini subconscie, trasferite sulla tela in
chiave concettuale, vogliono guadagnare un sempre nuovo equilibrio. Questo
significa riconsegnare all’arte il suo valore esorcistico e rituale. Come per
Mario Schifano prima e Mirco Pagliacci oggi, il problema della comunicazione è
centrale; in particolare è chiara la riflessione sui media contemporanei e sul
tubo catodico. Il televisore è oggetto fisico e feticcio, ma spento, esautorato:
è una natura morta. L’arte sopravvive cambiando, sperimentando, adattandosi
all’oggi, ma non perde mai la sua funzione comunicativa; possono cambiare anche
radicalmente i rapporti che legano l’artista ai suoi strumenti, ma non cambia la
volontà di “dire qualcosa”. E comunicare può anche significare sospensione del
giudizio, abbandono momentaneo delle certezze. Alcune tele bianche sono state
arte, le altre sono rimaste tele bianche: l’opera pittorica è squisitamente
presente. Con Goya l’arte diventa poesia, proiezione di visioni istintive; la
pittura di sospensione, nella sua vocazione visionaria e multiforme, è
glorificazione per immagini.
Al limite
40x80 cm olio su tela
Fonte : Sito ufficiale dell'artista Simone Lammardo www.lammardo.it