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Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| ARTE : pittura : Alessio Varisco , pittura e teologia |
ALESSIO VARISCO
pittura e teologia
Theotokos
... Lunimosità . Creaturalità . Queste le aggettivazioni più calzanti alla mia riflessione sul dogma della “Madre di Dio”, in greco antico “Theotokos”, questione tagliente, pertinente alla teologia più profonda e al primigenio discorso di antropologia cristiana. L’intuizione non è certo casuale; essa trova la sua radice nella ricerca personale circa l’esercizio dell’identità religiosa e funzionale. E’ una forma di riflessione, di lode autentica che sperimenta la infallibilità del discorso teologico nella immediatezza di un grafo segno veloce, dinamico, colorato. Il segno iniziale era nero. Esterno al campo della raffigurazione. Per manifestare -in modo diretto ed esplicito- la umbratilità della carne, la pochezza dell’uomo, dinanzi a Dio. Ed è l’esterno, la parte più “somatica”, contornato dall’oscurità -seguendo la logica dell’addensamento e rarefazione- sta invece il grigio, un colore “medium” una sorta di ponte e di collante fra la materia corporea e la luce più profonda e più fulgente. Al centro uno squarcio curvilineo, accecante: il “logos”, il Verbo. Cristo. Mutuazione ed emblema del “parlato contorto”, una della tre forme del nostro linguaggio, a sintesi del “non disdegnò farsi carne nell’utero di una Donna” Questa semplicità, sinuosa e flessuosa, a dire la velocità della nascita, del gesto di un parto divino eppure così umano e simile a tutti noi. Dono unico all’uomo il farsi simile a lui. Sintomo di un’ “umanità” sfrenata e gratuita, del donarsi al mondo e di determinare un piano ancora più alto, sulla linea della Salvezza nella nuova Alleanza... ( Alessio Varisco , Monza, 22 maggio 1994 ) .
Engadina
...Già la luce, l’elemento principale della mia pittura “alpina” che da monzese mi lega alle catene delle prealpi lecchesi in cui sono cresciuto fra: Grignone, Grignetta e Resegone in età infantile. I primi oli sono le visioni che scorgevo dal terrazzo di casa nei bei tramonti su quel cielo di Lombardia di manzoniana memoria. Il mio fare arte ha un approccio con la montagna emozionale, forse più che con il tema “mare”. Montagna è: avventura, libertà e scoperta. Superamento dei propri limiti, ossigenazione artistica e forse riflessione interiore mai sufficiente. Dinanzi al monte provo un senso di stupore. Non è come per l’acqua del mare che mi è forse più naturale. L’ambiente più amato tra i molti che ho visitato è certamente l’ineguagliabile Engadina . È molle e verde verso maggio e tinta di una intensa tinta che pare cantare… Le cime del Bernina fan da contrasto sui tersi cieli di quei 322 giorni l’anno di sole. Sembra veramente il paradiso. Da perfetto romantico, alla Friedrich , percorro le Alpi con l’idea del Gran Tour. Tutto si rasserena. E diviene Sturm und Drang in cui lo sgomento e la furia esprimono la malinconia e l’angoscia esistenziale dell’umano dinanzi al creato. La Natura è per me simbolo ed arcana identità. È stupore. Meraviglia, lode... ( Alessio Varisco ).
Il prof. Alessio Varisco in Piazza S. Pietro a Roma
( durante Udienza Generale di mercoledì 17-3-2004 con la classe 4 A Liceo Scientifico Statale "Enriques" di Lissone )
BIOGRAFIA
Alessio Varisco nasce a Monza dove studia e
lavora. Sovente in arte si firma: AV76.
Residente a Monza (MI).
Come il nonno materno, futurista allievo di Pio Semeghini e Arturo Martini,
frequenta la scuola d'arte Monzese ubicata nelle scuderie dell'ala sud della
Villa Imperiale di Monza.
Si specializza in Industrial Design e consegue la maturità artistica in Arte
Applicate Disegno Industriale ed Ambiente nel 1996 presso l'Istituto Statale
Sperimentale d'Arte, Dipartimento per la Progettazione della Comunicazione
Visiva, del Disegno Industriale e dell'Ambiente di Monza.
E' "Maestro d'Arte".
Laureato in Magistero Teologico presso la Facoltà
Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano, Istituto Superiore di Scienze
Religiose di Milano; tesi di laurea «Il Giudizio di Dio nella storia: il
simbolismo teriomorfo del cavallo bianco in Ap 19 -metonimia del simbolo
cristico-, contributo per la cristologia dell'arte».
Frequenta master di perfezionamento in Storia del Monachesimo e della Chiesa
promossi dall'Università Sacro Cuore di Milano e dalla Pontificia Sant'Anselmo
di Roma.
Ha frequentato corsi di specializzazione in:
· Storia dell'Arte Sacra,
· Estetica Teologica,
· Comunicazioni Sociali,
· Teologia delle religioni,
· Psicologia e Sociologia delle Religioni,
· Antropologia e Teologia delle Religioni
presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano durante i qualii ha
prodotto elaborati scritti che ha pubblicato.
Ha realizzato:
· diversi progetti grafici in occasione della Festa Internazionale della Donna
1996 per diverse categorie della C. d. L. T. di Monza. Annualmente rinnova gli
auguri tramite Tecne® alle donne in occasione dell'8 marzo elaborando la veste
grafica dei disegni poi realizzati in pieghevoli.
· l'Elaborazione dell'epistemologia dell'incomunicabilità sulla scia dei segni
scritturistici amati dal nonno materno, Mario Varisco, di cui è prossima la
pubblicazione del manifesto programmatico.
· le riprese fotografiche dei quadri di L50 per cui ha progettato, a livello
grafico, il catalogo delle opere -L50. Opere, 1968-1998 -, disponibile su
supporto magnetico.
· la veste grafica ed il coordinamento editoriale
1. della Monografia della Mostra di L50 presso la Basilica di San Carlo al Corso
di Milano, (Lavori in corso) Alhqeia, Nostalgia dell'origine (testo di FRANCO
GIULIO BRAMBILLA, Docente di Cristologia, Preside della Sezione Parallela),
edita da Tècne®
2. del catalogo "Ritorno al Padre di tutti" di L50 e AV76 di illustrazione della
tematica sviluppata dall'Arcivescovo di Milano Card. CARLO MARIA MARTINI, edito
da Tècne®.
3. del catalogo "Preghiera di Natale" di L50 illustrazione della poesia
dell'indimenticabile Rettore Maggiore Seminari Arcidiocesi di Milano mons. LUIGI
SERENTHA', edito da Tecne®.
4. del catalogo "TRACCE" di cui è anche curatore della presentazione dei
dipinti; testi poetici introdotti dal Presidente Emerito Mons. Giovanni Merlini.
Quarto volume edito da Tècne®.
5. del catalogo "Duc in Altum" di L50, illustrazione dell'omonima Lettera di Sua
Santità Giovanni Paolo II, di cui è anche curatore della presentazione;
l'introduzione è di Sua Eccellenza Rev.ma + COSMO FRANCESCO RUPPI, Arcivescovo
Metropolita di Lecce, Presidente della Conferenza Episcopale della Puglia.
Quinto volume edito da Técne®.
Collabora con Tècne®, Associazione Culturale-Artistica al servizio dell'arte per
la promozione e la diffusione del sapere artistico.
Ha presentato:
1. la personale delle opere di L50 presso l'Antico Convento delle Clarisse di
Rapallo, ove, ospitato dalla pittrice, ha esposto diversi "segni scritturistici
significanti" quali la frase "E' luce su Luce" (Corano XXIV, 35) e diversi segni
sulla "Comunicabilità" nonché "IO Sarò con te!" (Bibbia, Esodo) dall'Ebraico
Antico;
2. le installazioni "Itinerari della mente in Dio" proposte in Centr'Italia nel
luglio 2000 (con inizio a Bagnoregio, paese natale di San Bonaventura) poi
presentate nella Diocesi di Orvieto-Todi nell'agosto 2000 dal Vicario Episcopale
Mons. ERALDO ROSATELLI, Delegato Arte Sacra.
3. l'analisi critica delle opere pittoriche della quarta pubblicazione di Tècne®
Técne Art Studio®.
4. le opere del Monaco Cistercense Fra' Pier Luigi Cavezzale nel catalogo
"Tracce".
Ha ultimamente prodotto Squarci di Natività, meditazione sullo Spirituale
nell'Arte e relativa analisi.
Curatore e coordinatore artistico delle iniziative espositive realizzate
dall'Associazione Culturale Técne Art Studio® iscritta all'Ufficio del Registro
di Lecco e ai Registri Provinciali.
Ora si accinge a ultimare l'ultima fase dei suoi lavori meditati sul Mistero
della QeotokoV, ossia la "Madre di Dio" dopo un'attenta interiorizzazione ha
trovato la sua giusta ispirazione meditando e avvicinandosi alla Materna voce di
Gv. 2,5 ed una riflessione per immagini sul "Ritorno al Padre di tutti" lettera
pastorale 1998 di Carlo Maria Martini attraverso percorsi e "ritorni" al Padre e
alla "Semplicitas" dell'iconografia classica negli esiti luministici.
Ultimamente produce diversi Percorsi, ad olio (o tecniche miste) su legno e su tela unitamente ad una ricerca sulla morfologia e movimenti dei cavalli, realizzati sia al tratto che ad olio; ha illustrato i cavalli dell'Apocalisse.

Cavallo Bianco dell'Apocalisse
Esortazione, ammonimento, trasfigurazione del reale , questi alcuni aspetti fondamentali dell’Arte di Alessio Varisco.
La realtà è rappresentata per trasmettere ciò che è “oltre”, ciò che ci invita ad un dialogo con la nostra coscienza e con il nostro essere nel mondo, esistenza storica benché protesa verso l’assoluto e l’eternità.
"Pellegrino" consapevole del significato del suo viaggio, Varisco raccoglie impressioni di percorso che esprime nella sua Arte – al di là di freddi preziosismi tecnici - con sentimento, libertà, verità e amore.
O che sia paesaggio – vedi Engadina -, o rappresentazione astratta della Theotokos, o i Cavalli della libertà , dovunque nella pittura di Varisco troviamo una tensione comunicativa rivolta ad ammonirci, esortarci, a guardare dentro di noi, a vedere nella natura - interpretata come creatura di Dio - la presenza dello Spirito di Dio.
Nella sua Arte abbiamo il superamento di una pittura meramente astratta per un recupero del soggetto, del contenuto come segno vivo al di là dell’immagine, del sentimento che anima il soggetto e che comunica e si riflette nello sguardo di colui che percepisce empaticamente la sua opera. In tal senso va anche interpretata una sua particolarissima attenzione per il mistero dell’incarnazione di Dio, che si è fatto uomo, carne in Maria, per la nostra redenzione e santificazione.
L’Arte di Varisco non prescinde da questo momento fondamentale dell’ingresso nella storia di Gesù Cristo, e in tal senso la sua pittura diviene discorso teologico : Alessio Varisco è consapevole che da quell’istante tutta la realtà ha assunto un significato escatologico, tutta la realtà ne risulta trasfigurata nell’anelito dell’unione con Dio, nel ritorno al Padre.
La sua pittura si fa interprete di questo anelito, le sue opere si cimentano nell'ardua impresa di esprimere la bellezza e verità dell’inesprimibile, raggiungendo altissimi livelli lirici ed espressivi. Gli stessi colori della sua tavolozza risultano trasfigurati dalla Luce rivelatrice del Creatore. Da ciò "fiorisce" - ab intra ad extra - nella sua pittura il senso di meraviglia, stupore, lode per la "santa bellezza" del creato.
In definitiva, la pittura di Alessio Varisco nasce chiaramente dal suo puro cuore di artista per comunicare a tutti noi ciò che non riusciamo a vedere ma che con la sua Arte anche noi possiamo “sentire”. Grazie Alessio Varisco! Carlo Sarno
" Quanti modi di dipingere, quanti modi per dipingere. Vi è anche quello di abbandonarsi al segno, di lasciarsi andare al colore, e di iniziare un dialogo oltre le parole con i sentimenti che segni, colore e parole indicano ma che solo la pittura evidenzia. Questo, per me, è Varisco.
Cerchiamo l’assoluto, e maceriamo la mente nel tentativo di depurare al massimo – quasi fossimo monaci Zen – i nostri complessi elaborati dovuti al contesto complesso ed elaborato in cui viviamo. Eppure è così semplice: basta sentire. Questo per me è Varisco.
Così me lo intuisco genuino e schietto, robusto e dolce all’un tempo, delicato sensibile e forte. Che è mai questo? È come il cavallo, che è un animale sensibile e forte, dolce e forte, gentile e forte: corre libero per i campi ma sa combattere in aspre battaglie reggendo il cavaliere catafratto: il bene e il male, la gioia e il dolore. Ecco perché Varisco dipinge con acutezza cavalli, e sa restituircene tutti questi aspetti con un sol segno, un solo animale raffigurato.
Poi c’è il suo amore per la natura. Par quasi stemperare i paesaggi in un ruscello di montagna, non soffermandosi su dirupi e anfratti ma dolcemente restituendo il sentore del fieno essiccato, dell’acqua fresca. Non insiste nel particolare: suggerisce. Non violenta la tecnica: l’asseconda. Non intende mostrare una sua bravura nell’accademia formale, ma coglie la poetica del momento scelto, e ce la fa gustare. Per questo, prima volta nella mia vita e unica volta, ho scritto un testo senza elaborarlo, senza rileggerlo, senza correggerlo, di getto così come è uscito.
Poiché per uno che come me ama i dolci, e divora i gelati, ecco: questa pittura è come una torta con crema e castagne e cioccolata, oppure una Sacher... Non accusatemi di rendere gustosa la pittura, è Varisco che ce la rende gustosa, per il nostro piacere bambino di mangiare dolci e sonetti e sogni.... Questa è per me la grande arte di questo semplice, genuino e poetico pittore di paesaggi e cavalli, di momenti astratti e di sensazioni dell’anima. E ne abbiamo proprio tanto bisogno, in un tempo come l’attuale, buio triste feroce e senza fede. "
Prof. GABRIELE MANDEL
Direttore emerito dell’Istituto di Storia dell’Arte
all’Università IULM di Milano
Fonte :
Prof. ALESSIO VARISCO
Residente in Monza (MI).
Designer - Magister Artium
Art Director Técne Art Studio
www.alessiovarisco.it
http://architetture.splinder.com/