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Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| ARTE : pittura : Stefano Armellin : l'Arte e la Croce - THE OPERA |
STEFANO ARMELLIN
L'Arte e la Croce - THE OPERAIl rapporto fra individuo e sacro nella composizione artistica "The Opera" di Stefano Armellin
"...Potevo costruire una variazione visiva sul quadrato, sul cerchio, oppure sul triangolo; scegliendo altre forme, una sola linea o un punto; per vocazione ho concentrato gran parte del mio lavoro sulle due linee della Croce, perché nella Croce si ritrovano tutte le forme, e in più c'è il confronto continuo e quotidiano con il Mistero. Questo patibolo di sofferenza, in realtà è la chiave mistica della Resurrezione di un Corpo, del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo..." Stefano Armellin
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THE OPERA Fondata da Stefano Armellin il 14 settembre 1983. Composta per risolvere l'impasse creativo esistente nella storia universale dell'Arte. La composizione principale chiamata "The Opera" porta alla luce il tema chiave dell'Arte... |
THE
OPERA 1983 / 2007
L'arte di
Stefano Armellin ( Conegliano TV 18.XI.1960 ) è il ponte dal XX al XXI secolo.
Quello che è stato fatto dalle avanguardie storiche fra XIX e XX secolo
coinvolgendo molti artisti, Armellin lo realizza praticamente in solitudine
(anche se quella della solitudine è una dimensione condivisibile con molti
colleghi). Aveva già iniziato a disegnare da qualche anno quando nel 1973 muore
Picasso. Nel 1983 l'anno in cui inizia The Opera, la sua composizione
principale, muore Mirò. Dire pittura è riduttivo, nell'opera di Armellin è
l'arte che parla. Una profonda evocazione d'insieme non solo degli spiriti
creativi a lui più simili e vicini ma bensì della coscienza dell'intera umanità
nel suo rapporto con il sacro, con il divino-umano, quindi con la croce di Gesù
Cristo. Nella sua arte Armellin affronta il dialogo dell'individuo, il pensiero
della folla, il conflitto fra persona e società, persona e politica, persona e
amore; un'opera che fa pensare allo spazio dell'anima oggi ristretta e soffocata
dalla follia sia dell'Occidente sia dell'Oriente; che fa soprattutto pensare che
The Opera è il ponte fra il XX e il XXI secolo. Armellin riassume in una frase
il senso della sua ricerca: "Quello che non conosciamo è più importante di
quello che conosciamo perché determina ciò che siamo".
Composizione 1983/1985 pezzi n.900, indivisibili, formato 24 x 33 cm. su carta.
L'arte e la croce, anni '90 pezzi n.700, indivisibili, formato 24 x 33 cm. su
carta
Omaggio a Klee, 2004/2005 pezzi n. 1353, formato (con cornice) 24 x 33 cm. su
carta.
L'arte di vedere la fede, 1992/2006 pezzi n. 62 con diversi formati, supporti e
tecniche ;
Fax-Art Basilea 2006, trenta pagine :
The Opera: l’assenza come centro dell’evento.
Composizione 2006 pezzi n.110 formato 33 x 48 cm. su carta.
Composizione: Via Crucis - Via Lucis ,
2007, n. 28 disegni.
Nota: centinaia i lavori su carta fuori dalle composizioni principali.
Produzione attuale in evoluzione.
Stefano Armellin parla di THE OPERA
...A volte non si riesce a dire quel che serve con un solo quadro; serve una mostra dove il pubblico si possa esporre davanti agli anni di ricerca che sono stati necessari per realizzare un nuovo segno. La mostra nuova è quella che porta a compimento la somma di tutte le precedenti. Ma come dire qualcosa di nuovo dopo Dante, Masaccio, Michelangelo ? per fare solo tre nomi.
Il pubblico si espone alle opere come i turisti sulla spiaggia si espongono al sole. Le opere irradiano di luce propria come il sole. La galleria e il museo sono il “corpo mistico” dell’arte. Il luogo dove l’organismo mostra può aspirare a comporsi per manifestare la sua vita. Una vita autonoma, esistente anche in assenza di pubblico. L’arte di vedere la fede diventa un evento dantesco perché si cerca seriamente di stabilire un contatto cristiano-cattolico fra cielo e terra. Perciò la mia arte produce un nuovo linguaggio per tempi nuovi e ultimi.
Il perno intorno al quale ruota la mia ricerca è il progetto The Opera per la Basilica di San Pietro che qui vi allego.
Sostengo con The Opera che una teologia della coscienza mondiale possa creare una piattaforma di incontro fra i popoli del mondo. Infatti nella mia esauriente relazione di gennaio 2007 al Vescovo di Pompei Carlo Liberati, ho completato il testo della mia tesi argomentando proprio su The Opera. Interessante sarà quindi stabilire un contatto fra il Vescovo di Pompei e il Vescovo di Arezzo.
Il diritto internazionale ci insegna quanto sia difficile circoscrivere le leggi di tutti gli Stati del mondo in una costituzione universalmente valida e riconosciuta. Eppure per me ( e per Dante ) questo è il centro del tema fondamentale del nostro tempo.
L’artista può dare un contributo in questa direzione amplificando i punti di vista per sviluppare così, nuovi e indispensabili confronti d’idee. Caratteristica del mio lavoro sono le grandi composizioni su carta, non posso allegare in questo caso una foto e vi rimando alla visione del video che tratta della composizione 1983-1985 , novecento pezzi indivisibili. Ma esiste un pubblico mondiale interessato a questo tipo di ricerche ?
Continuo a rimanere sulla immagine precedentemente inviata concludendo con il testo di appoggio alla stessa :
Tornare a Giotto s’intende recuperare non solo i valori della comunità dei Santi ma anche quelli di tutti gli uomini di buona volontà.
L’interno del cerchio di Giotto è l’anima come valore primo. La forza dell’anima umana come chiave di volta alla risoluzione di ogni tipo di conflitto. Da quello individuale, alla coppia, al gruppo e ai popoli in guerra.
Dove sono, dove vado.
Dalla preghiera permanente di Assisi possiamo ascoltare l’invito a risorgere dalle macerie della cultura contemporanea. Per riscoprire così la forza dell’anima nostra.
L’Italia e l’Europa non possono risorgere da sole. O si risorge con tutta l’umanità o si cade nuovamente nell’ambiguo compromesso dell’Occidente diviso.
The Opera è un contributo significativo per la predicazione del Santo Padre.
The Opera è la comprensione del tema storico-artistico-etico dell’opera di Michelangelo, riassunto nel tamburo della cupola di San Pietro a Roma.
The Opera è quindi lo sviluppo ultimo di questo estremo tema annunciato da maestro Michelangelo :
La discesa permanente di Dio nella storia
Solleva tutta l’umanità in un solo popolo
Per portarla avanti verso la prima costituzione degli Stati Uniti del Mondo
The Opera generando un nuovo linguaggio nella storia dell’arte e dell’arte sacra moderna in particolare, consente di trovare quelle connessioni idonee per sintesi via via più precise come contributo verso un mondo unito. Non solo, quando l’opera incontra la predicazione del Santo Padre si determina un fatto nuovo, inedito, perché la cura delle anime non può essere disgiunta dalla cura delle immagini...
Stefano Armellin
IL II°
AVVENTO 1998 / 99 / 01 -
TIMOR EST
Tecnica: cera, smalto e acrilico su carton gesso
Misure: 77 cm x 95 cm
Mostre dell’Artista Stefano Armellin
1988 - Personale a Varazze
1990/91 - Personale c/o le Figlie di Maria Ausigliatrice di Varazze
1994/95 - Personale nel salone antico dell'Hotel Torretti a Varazze. Titolo: "Varchiamo le soglie della Speranza"
1996/97 - Personale a Varazze. Titolo: "L'arte e la Croce"
1997 - Personale al Santuario di Pompei.
2001 - Personale all'Artsaloon di Albisola Marina.
2001 - Esposizione del quadro "Sia lodato Gesù Cristo...sempre sia lodato. Santa Caterina da Siena" al salone parrocchiale di Sant'Ambrogio in Varazze in occasione dell'anniversario del passaggio nell'anno 1396 della Santa a Varazze.
2005 - Personale ad Albenga. Titolo "L'arte di vedere la fede".
2007 - Dal 17 aprile al 18 maggio, personale al bar gallery Sati, Ceriale SV
2007 -
Dal 26 al 30 maggio, collettiva alla galleria UCAI di Albenga
Blog: http://armellin.blogspot.com
L'artista
Stefano Armellin all'opera.
Santa Caterina da Siena Patrona di Varazze
di Stefano Armellin
L'immagine nuova è quella che porta a compimento la somma di tutte le precedenti.
Il quadro che ho fatto è raccontato in sintesi nel titolo:
1376 Sia lodato Gesù Cristo, Caterina da Siena, sempre sia lodato 2001. Narra di un fatto accaduto 625 anni fa e della sua attualità.
L'eternità non ha tempo. Emerge la centralità di Cristo crocefisso trasfigurato nel cuore della croce sanguinante che ama Caterina ; è il simbolo guida di tutta la composizione.
Il quadro è dedicato a tutti i cittadini di Varazze di ieri, di oggi e di domani...
In alto a sinistra,
il Borgo antico di Varagine dove la Santa visse il 3.4.5. ottobre 1376 di ritorno da Avignone da quella che è stata la sua missione politica più significativa : convincere Gregorio XI, ultimo Papa francese, a tornare a Roma. Non a caso Giovanni Paolo II l'ha definita la mistica della politica.
Come autore del quadro, accanto alla torre del vecchio Comune ho indicato la casa dove abito da 33 anni (la vita di Caterina) vicinissima a quella dove alloggiò la Santa nel suo passaggio a Varazze. Liberando la popolazione dalla peste. L'insieme del Borgo è definito da più punti di vista contrapposti per dare un'idea di visione simultanea. Dalla Legenda Aurea del Beato Jacopo da Varagine escono diversi personaggi che raccontano un po' la popolazione di ieri così simile a quella di oggi. Dal libro scende un rosario che incrocia in basso un accenno di planisfero. A sinistra del Borgo i nomi dei quartieri e delle frazioni di Varazze oggi. Alcune parole evangeliche mantengono l'attenzione sul senso della coscienza cristiana.
In alto a destra,
il quadro esprime la concentrazione di Caterina verso la sua missione. Lo sguardo attraversa il centro della croce indicando alla barca di Gregorio XI la giusta direzione. I gigli sul petto staccandosi dal gambo sottolineano la precisione dello sguardo, tracciando in un volo mistico il ponte del dialogo che attraversa la croce. L'ultimo giglio imbevuto del sacro sangue si ferma sopra il triregno con lo stemma di Giovanni Paolo II. Sopra il capo di Caterina la colomba dello Spirito Santo con nel becco un rametto di olivo, simbolo di pace per il prossimo Papa. Vicino la luna piena. Davanti al volto che non prevale sulla croce, il bianco mosso crea un'atmosfera assai spirituale che si espande in tutto il quadro, avvolgente e coinvolgente. Caterina è vestita del sangue del suo Sposo. Tutto il corpo è dissolto nel senso della divina missione. Le forze della natura, il mare, l'aria, il cielo e i monti, la definiscono meglio di qualunque anatomia. Ho tentato la descrizione di un corpo mistico. Caterina, la mistica del sangue, è uno spirito incarnato, che ha patito e gioito attraverso il corpo, stigmate invisibili ma reali.
In basso a sinistra,
è rappresentato il compimento della divina missione di Caterina e la sua attualità. Il papato dopo Gregorio XI rimane a Roma e, con Giovanni Paolo II raggiunge una espansione senza precedenti nei cinque continenti. La sezione della Basilica di San Pietro richiama e aggiorna il progetto the opera che il lettore può conoscere meglio visitando il sito: www.theopera.it; nella sezione Diario dell'Artista si trova descritto tutto il processo creativo di questo quadro, con inizio il 15 agosto 2001. La tecnica è mista, il formato è di 180 cm di base per 120 cm di altezza su compensato spesso 13 mm.
La Basilica è sospesa nel cielo sollevata da un volo di uccelli, nel mare nuota una balena.
In basso a destra,
l'antica chiesa di Sant' Ambrogio a Varazze, dove Caterina ebbe due documentate visioni ricorda un po' anche Siena. L'antica chiesa si incrocia con la piazza del Bernini, dall'alto scende il cuore di Caterina ricolmo di sangue, ennesimo atto di amore verso Dio, il Papa e la Chiesa tutta. Dal mare si alza la linea d'acqua del suo corpo, ricolma di cielo e di gioia. Alla fine anche il dolore più forte si trasfigura in beatitudine e sacra unione con Cristo. Sempre sia lodato. E il quadro non termina ma inizia da qui il suo viaggio nell'anima dello spettatore. Chiunque Voi siate possa il mirabile esempio di Caterina esserVi di conforto e sostegno. Perchè le pitture non contano nulla se non riescono a far vibrare nel cuore di chi le vede, un canto celeste, e una preziosa, quanto innocente e pura, nuova visione della Vita e del mondo.
Stefano Armellin
Varazze, Chiostro di San Domenico, Settembre 2001 (XVIII anno della composizione the opera)
L'opera è
esposta in permanenza al pubblico nella sala d'attesa degli uffici della
Parrocchia di Sant'Ambrogio a Varazze in Via Carattino. Committente dell'opera,
il Parroco Don Giulio Grosso.
Malocello Street Music 1993
Formato cm. 100 x 88
Tecnica : acrilico e olio su legno
Quest’opera si è sviluppata dalle due barche in basso al centro del quadro che ho chiamato Tomber 1 e Tomber 2 in ricordo dell’amico pittore di Varazze ( Sv ), città dove ho trascorso una parentesi di vita lunga trentacinque anni. Ho voluto realizzare una marina esistenziale. Un personaggio esce dalla barca a sinistra dell’osservatore per visitare il mondo. Al centro dell’opera un vaso di fiori raccolti sulle montagne che rimangono sullo sfondo. Ai lati la Madonna a sinistra dell’osservatore e San Giuseppe a destra. Un personaggio blu emerge in alto e drammaticamente testimonia la quotidiana presenza dell’angoscia di vivere del mondo. L’angoscia passata, presente e futura. Il personaggio che esce dalla barca va verso la donna che poi è Maria e qui, l’arte mia, diventa atto di fede. E’ datata 1993 ma negli anni è stata restaurata. Stefano Armellin.
Croce rosso/nera 2003
Formato: cm. 100x70
Tecnica: olio su tela
Qui tocchiamo l’essenza del cristianesimo quando la schiena flagellata del Cristo si fonde con il legno della croce. Il sangue scorre diversamente dai bianchi e immacolati pensieri della dea Ragione. Kant osa il salto nella fede auspicato da Kierkegaard. Quest’opera come le altre non può sostituirsi alla vita cristiana consapevolmente vissuta. Eppure anche questo quadro come lo stesso progetto The Opera è un disperato tentativo di re-introdurre il cristianesimo nella cristianità. Lo Spirito è sempre identico a sé stesso. Lo Spirito è forte ma il corpo-cristiano si è indebolito. Noi cristiani siamo diventati per noi stessi una minaccia più forte dell’Islam. Il vero cuore del conflitto è tutto interno a quel che siamo diventati. Perciò il rimedio che salva non solo noi ma pure il resto del mondo dovrà agire dall’interno. Come ? nelle mie opere ho provato a rispondere a questa domanda. Stefano Armellin.
Via Crucis - Via Lucis
Composizione n° 28 tav. anno 2007.
"...Posso aggiungere senza dire niente di nuovo che la vita del ricercatore artistico in Italia ma forse anche in Europa e nel resto del mondo è molto difficile. Produrre una nuova immagine del mondo è come salire una difficile e nuova parete in montagna, il denaro, sia chiaro, non toglie le difficoltà dalla parete che l’artista, tanto più è puro tanto più deve dimostrare di superarla in solitudine. Accanto solo, al respiro di Dio..." Stefano Armellin.
Opere in esposizione dell'artista Stefano Armellin
Fonte : si ringrazia l'artista Stefano Armellin per le informazioni cortesemente fornite alla Redazione di ARTCUREL.
Vedi anche su ARTCUREL gli articoli di Stefano Armellin nella Rubrica "Creatività e Sacralità dell'Arte":
Il linguaggio della fede e la pedagogia religiosa , di Stefano Armellin
L'idea del Museo. Identità, ruoli, prospettive , di Stefano Armellin
"THE OPERA" DI STEFANO ARMELLIN
Esposizione permanente in studio:
Via Tre Ponti , 200,
80045,
Pompei, NA, Italia.
Tel. 081-8504444 ; 081-8634917
E-mail: stefano.armellin@gmail.com
Blog: http://armellin.blogspot.com
BIOGRAFIA
ED ESPERIENZE DELL'ARTISTA STEFANO ARMELLIN
Stefano,Marco,Giacomo,Maria,Zago Armellin è nato a Conegliano TV il 18/11/1960.
Il trasferimento della famiglia a Varazze SV nel 1966 provocherà in lui una
nostalgia del Veneto come terra d'origine e Venezia resterà negli anni la sua
Musa ispiratrice. E' comunque a Varazze e in modo più esteso in provincia di
Savona che l'artista sviluppa il suo lavoro in armonia con la natura. Mare e
monti sono il suo ambiente ideale. La famiglia ha mezzi modesti. Primogenito di
quattro figli l'artista è però ricco di tempo per camminare e studiare a lungo
nella natura. Per fortuna non viene cacciato di casa. Nel 1980 raggiunge
abitualmente le falesie di Finale Ligure SV da Varazze in bicicletta, per
scalare anche da solo, le vie più difficili di allora. Raggiunge Lecco da
Varazze in bicicletta per conoscere il Gruppo Sassisti della Val di Mello e
salire con loro le vie più note nel teatro di roccia d'avanguardia più avanzato
al mondo in quel periodo. Con l'amico Alessandro Piccinino nel settembre del
1980 dopo la stagione di bagnino a Varazze, aveva salito la Via Cassin alla Nord
di Lavaredo, la Via Comici allo Spigolo Giallo, la Via Preuss alla Cima Piccola
subito dopo ripetuta in solitaria,( trenta minuti per una torre di duecento
metri) e sempre in solitaria lo Spigolo Dibona alla Cima Grande di Lavaredo.
Poi, con Alessandro, il Campanile Basso in Brenta. In ottobre del 1980 raggiunge
le Alpi Apuane da Varazze in bicicletta e sale da solo la Via Oppio-Colnaghi al
Pizzo d'Uccello. Ottocento metri. Armellin vive l'alpinismo sempre con l'animo
d'artista e di quel periodo è il documentario audiovisivo: Dialogo con i Monti,
alpinismo come ricerca di un primitivo rapporto fra uomo e natura. Lavoro
preceduto da Viaggio in Sud America 1977 e da Gite in montagna 1978. Il 28 marzo
1981 in due secondi l'alpinismo perde uno scalatore e l'arte cattolica guadagna
definitivamente il suo artista. Armellin precipita per circa quindici metri
dalla Via degli Allievi a Monte Cucco nel finalese, senza gravi conseguenze
fisiche ma con il trauma psichico delle vertigini. Inoltre l'artista continuerà
a "precipitare" mentalmente per anni. Risorgere dal trauma di questa caduta
sommato alla psicosi collettiva della proliferazione dell'armamento nucleare nel
mondo, sarà una delle motivazioni principali per l'inizio della composizione The
Opera che l'artista avvia in perfetta solitudine il 14 settembre 1983. La caduta
del 1981 può essere stata determinata sia da una tensione in famiglia (sempre
per le scarse possibilità economiche) sia per una delusione amorosa, ma questi
sono aspetti marginali. Armellin aveva già salito quella via in cordata e da
solo, quel giorno aveva la corda per accompagnare una persona. Il primo tratto è
stato salito in modo impeccabile e veloce, ma sopra sulla liscia placca che si
vede anche dal Santuario di Maria Ausiliatrice ad Orco-Feglino, l'artista
avverte che qualcosa non va e nello stesso istante del pensiero : "è meglio
scendere" cade! un volo questo destinato a rimanere sempre presente nella vita
dell'artista. Nel 1980 Armellin sarebbe stato in grado di affrontare l'Everest,
nel 1981 il sogno si spezza e realizza l'audiovisivo : Azzurro, riscoprire
l'azzurro nell'arte dell'arrampicata realizzando un sogno giocando un favoloso
quadro, ovvero, il ponte sospeso. Dopo la caduta Armellin inizia a dipingere e a
disegnare ad un livello superiore. Da un male è nato un bene. A questo punto la
biografia coincide sempre più con le sue opere. Va avanti con gli audiovisivi:
1981 Nel volo dei gabbiani, 1982 Limite assoluto, psicosi di un alpinista
visionario, 1983 La città di Giochiamo ! Lavoro didattico realizzato con
centocinquanta bambini della scuola elementare di Varazze, libera
interpretazione di un quadro del pittore Peter Brueghel che rappresenta
esattamente i giochi di centocinquanta bambini. Durante il servizio militare
1984/1985
per il 53° stormo di Cameri, un incidente al ginocchio sinistro all'inizio di
una partita di calcio fra avieri, mette la parola fine alla composizione The
Opera 1983/1985 che resta una singolarità nell'arte del XX° secolo. Nel 1986 due
eventi impostano The Opera nella direzione attuale, raggiunta con fatica e molta
difficoltà sempre in situazioni economiche precarie con momenti di vera
indigenza, come nell'inverno 1983 quando non c'erano i soldi per acquistare i
fogli e per ben due mesi Armellin disegna a memoria la composizione in attesa di
riversarla sulla carta quando questa si sarebbe potuta acquistare ! Ma va
ribadito che quel che conta per un artista è la ricchezza di tempo libero a
disposizione per la ricerca, e si parla di tutti gli anni della vita. Allora, il
primo evento accade il 27 ottobre, l'incontro ecumenico di Assisi voluto da
Giovanni Paolo II°, il secondo la morte in montagna di Alessandro Piccinino e
Marco Vianello il 2 novembre. Questa tragedia avrebbe spinto l'autore a
impegnarsi nella traversata solitaria delle Alpi, riuscita nel 1991 dopo i
tentativi falliti di partenza nel 1987 e 1990. Questa traversata Armellin
l'aveva già in mente nel 1980, dimenticata per la caduta del 1981, recuperata
poi, sia per ricordare la memoria degli amici scomparsi sia per trovare nuove
linee alla composizione The Opera che stava facendo sempre più complessa.
Ovviamente Armellin non aveva i pochi denari per acquistare il materiale
necessario all'impresa, fatto sta che durante un solitario allenamento sul Monte
Beigua, all'inizio della Via Crucis della frazione Le Faje, un
automobilista-alpinista di Novara chiede ad Armellin info. Sui sentieri della
zona e camminando insieme al novarese, Armellin grazie alla Provvidenza trova
gli sponsor necessari. Anche la madre in modo anonimo mette una somma a
disposizione e il 30 giugno 1991 Armellin parte a piedi, da solo, dal gruppo del
Cougourde ( San Martin de Vesubiè) dove nel 1986 erano morti i suoi amici. Il 12
agosto dopo 44 giorni raggiunge il traguardo stabilito alle Tre Cime di Lavaredo.
Lì con Alessandro nel 1980 aveva realizzato le salite più belle inoltre il luogo
è fortemente simbolico per un artista cattolico. Evidentissimo il richiamo alla
Santissima Trinità.
Padre assente ma notevole lettore della Bibbia e di temperamento buono, madre
fin troppo autoritaria e critica: "...perdi tempo, i tuoi sono disegnini
incompiuti, basta un cerino per bruciarli tutti !". Queste le caratteristiche
dei genitori. In tutta l'estensione della numerosa famiglia l'artista non ha
trovato nessuno disposto a credere e quindi investire nella sua opera. Solo
tanta indifferenza, almeno fino al 2006 l'anno in cui si scrive questo testo.
Idem i concittadini. Nel 1988 alla sua prima personale a Varazze propone la
Nuova Transavanguardia. Nel 1989 con l'aiuto della tipografia artigianale del
salesiano Don Giuseppe Bettin, l'autore fonda una piccola rivista che andrà
avanti per una ventina di numeri. Uno dei tanti tentativi falliti per portare
all'esterno The Opera. Un po' come voler svuotare il mare con un bicchiere. Nel
1990/1991 seconda mostra personale p/o le Figlie di Maria Ausiliatrice di
Varazze, viene esposta in video la composizione 1983/1985 in un contesto di
nuove opere. La locandina recita: The Opera prima risposta delle arti visive e
della cultura allo storico incontro di tutte le religioni voluto da Giovanni
Paolo II° ad Assisi il 27 ottobre 1986. La mostra è dedicata a San Tommaso D'Aquino.
Non viene capita nonostante si avverta tutta le tensione della prima guerra del
Golfo. Seguono la traversata delle Alpi, fortemente voluta, intensamente
pensata, estremamente vissuta. Il libro non pubblicato e l'audiovisivo: C'era
una volta la bianca natura selvaggia, che sviluppa gli argomenti affrontati
dieci anni prima in Dialogo con i Monti. Nell'agosto 1992 sulla spinta
dell'esperienza alpina, Armellin realizza la fantastica traversata solitaria
degli Appennini, da Varazze-Monte Beigua ad Assisi, un pellegrinaggio dedicato
all'alpinista genovese Gianni Calcagno morto qualche mese prima in scalata sul
Mc Kinley-Alaska.
Adelasiassisi, è l'ultimo prodotto audiovisivo che l'artista realizza nella
forma tradizionale della sequenza di diapositive. Nel 1994 fallisce la sua terza
traversata, dal Monte Bianco al Monte Beigua. Al primo colle uno strappo alla
schiena lo costringe al ritiro. Per "espiare" questa delusione sale 115 volte a
piedi in un anno 1994/1995 la Madonna della Guardia di Varazze, ottenendo forte
disapprovazione da parte di tutti tranne che dagli amici-maestri Emilio e Enrico
Parodi, autori al 2006 di oltre 2100 salite a piedi da Varazze al Monte Beigua e
ritorno. Una impresa difficilmente comprensibile per chi non conosca il percorso
che sale fino a 1287 msl in uno sviluppo medio di 32 chilometri a "gita".
Continua sempre senza soldi l'attività di artista e racconta al pubblico The
Opera nel salone antico dell'Hotel Torretti a Varazze nel 1994/1995 "Varchiamo
la soglia della speranza", sviluppando poi la mostra nel 1996/1997 con "L'arte e
la croce", dove emerge forte e chiara la vocazione di artista cattolico.
Prosegue la mostra anche fisicamente con l'innovativo pellegrinaggio a piedi,
dalla Porta Santa alla Tomba di San Francesco ad Assisi .E' finalmente nella
mostra personale svolta dal 12 al 16 novembre 1997 al Santuario di Pompei che
The Opera e l'arte e la croce raggiungono la forma più vicina all'ideale del suo
autore. Evidentemente l'artista non viene capito. I tempi allora non erano
maturi. Armellin continua a lavorare in solitudine, si sposa tardi, nel 1999.
Nell'Anno Santo del 2000 l'Opera preparata per anni viene ignorata dagli uomini
ma non dal Cielo. Come Vico, Armellin vede nelle sue sventure e nella cronica
mancanza di mezzi e spazi adeguati un segno della Provvidenza. Per definire
meglio l'Opera avere contro l'indifferenza del mondo si è rivelata la condizione
profetica ideale. Il sito internet www.theopera.it (chiuso nel 2004) ha
consentito una piccola visibilità. Nel 2001 nasce la figlia amatissima, Lorenza
Mariastefania, alla quale dedica la personale all'Artsaloon di Albisola Marina.
Nessun pezzo venduto. Si trasferisce con la famiglia ad Albenga il 13 ottobre
2001; il 2 ottobre per "salutare" i 35 anni trascorsi a Varazze aveva presentato
in conferenza pubblica nel salone parrocchiale di Sant'Ambrogio, il quadro: Sia
lodato Gesù Cristo...sempre sia lodato...Santa Caterina da Siena. In occasione
dell'anniversario del passaggio della Santa a Varazze nel 1376. Ad Albenga si
iscrive al corso di Magistero in Scienze Religiose, concludendo tutti gli esami
nel 2006. Nel 2005 su invito del Vescovo diocesano presenta:L'arte di vedere la
fede, mostra personale retrospettiva 1983/2005 dal 1 al 15 febbraio. Termina la
tesi: In un cammino di fede quale estetica ? ritenuta valida ma non adatta per
lo specifico corso di magistero. Nell'ottobre del 2005 un suo pezzo entra a fare
parte della collezione Sgarbi. Inizia a fare il supplente di Religione mentre
ripensa a tutta la sua ricerca nella prospettiva di un ulteriore sviluppo.
"La bellezza non è rara (Borges) di bellezza ce n'è tantissima ma alcune cose
diventano eccellenti quando puntano all'estremo, al rapporto tra la vita e la
morte, la dimostrazione concreta della volontà di vincere il tempo, per vedere
che c'è qualcosa oltre la vita: qualcosa che è Dio, che è l'immortalità, che è
il senso stesso dell'arte nella sua ambizione suprema" (Vittorio Sgarbi)
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Informazioni personali |
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Nome |
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Armellin Stefano |
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Indirizzo |
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Via Tre Ponti 200, 80045 Pompei NA |
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Telefono |
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081.850.44.44 |
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Fax |
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081.850.44.44 ( solo trasmissione) |
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stefano.armellin@gmail.com |
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Nazionalità |
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italiana |
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Data di nascita |
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18/11/1960 |
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Esperienza lavorativa |
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• Date (da – a) |
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Dal 14 settembre 1983 – attualità; Composizione The Opera Vedi: http://armellin.blogspot.com http://solleviamoilmondo.blogspot.com
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• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
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Stefano Armellin |
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• Tipo di azienda o settore |
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Comunicazione |
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• Tipo di impiego |
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Artista - Insegnante |
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• Principali mansioni e responsabilità |
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Autore
Da febbraio a giugno 2008 Scuola Secondaria di Primo Grado Parini VI Torre Annunziata NA Supplenza di Religione Cattolica; da questa esperienza è stato ideato il progetto didattico Solleviamo il Mondo vedi : http://solleviamoilmondo.blogspot.com Approvato dall’VIII Circolo Didattico Primaria di Torre del Greco NA Dirigente Dott.ssa Maria Josè Abilitato
Anno scolastico 2005/2006 Da novembre a febbraio diverse supplenze di Religione Cattolica in Provincia di Savona
Anno scolastico 1982/1983 Scuola Primaria di Varazze SV Sperimentazione Didattica : Educazione fisica e interdisciplinarietà Diretto dal Dott. Prof. Mario Gori di Arezzo Interpretazione creativa di un quadro del pittore Peter Brueghel : Giochi d’infanzia Con 150 bambini delle classi a tempo pieno della scuola, che hanno aderito al progetto finanziato dalla Città di Varazze SV
Anno scolastico 1981/1982 Insegnante di Educazione Fisica Sciola Media “Don Bosco” Varazze SV Anno scolastico 1980/1981 Dal 4/3/1981 al 25/3/1981 Supplenza temporanea di Educazione Fisica Scuola Media Statale “G.B.Cerruti” Varazze SV
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Istruzione e formazione |
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• Date (da – a) |
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Dal 13/11/2001 al 14/03/2007 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Pontificia Università della Santa Croce di Roma Centro Periferico di Albenga SV Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Specializzazione: Pedagogico-Didattica N° 35 esami superati più la tesi N° 25 corsi di aggiornamento frequentati |
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• Qualifica conseguita |
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Diploma Accademico di Magistero in Scienze Religiose con votazione 85/90 Magna cum Laude |
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• Livello nella classificazione nazionale (se pertinente) |
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Dal 15/09/2003 al 16/02/2004 Regione Liguria E.LFO Albenga Materie svolte : Comunicazione-Informatica di base-Internet-Inglese tecnico/professionale-Disegno CAD-Amministrativo/Normativo-Stage/Mercato-Professionale e Sicurezza. Specializzazione conseguita in: Tecnico del Disegno Informatico con il giudizio: sufficiente.
Dal febbraio 2000 al 31/01/2001 BIC – Business Innovation Centre Progetto Interregionale Crea Impresa Principali materie : Informatica – Normativa amministrativa .- Marketing – Psicologia – Business Plan Validazione Piano d’Impresa con finanziamento conseguito Dal 24/11/1984 al 23/11/1985 Aeronautica Militare 53°Stormo “G.Chiarini” Cameri NO Punteggio 15,714/20simi Tirocinio pratico dal 1/4/1985 al 23/11/1985 Certificato Professionale Operatore telescriventista Dal 1979 al 1982 Istituto Superiore di Educazione Fisica di Genova N° 15 esami superati
Dal 1975 al 29 luglio 1979 Liceo Artistico Statale “Arturo Martini” Savona Diploma di Maturità artistica con votazione 44/60 |
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Capacità e competenze personali Acquisite nel corso della vita e della carriera ma non necessariamente riconosciute da certificati e diplomi ufficiali. |
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Prima lingua |
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Italiano |
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Altre lingue |
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• Capacità di lettura |
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• Capacità di scrittura |
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• Capacità di espressione orale |
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Capacità e competenze relazionali Vivere e lavorare con altre persone, in ambiente multiculturale, occupando posti in cui la comunicazione è importante e in situazioni in cui è essenziale lavorare in squadra (ad es. cultura e sport), ecc. |
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Nella Scuola e negli ambienti culturali più vari ho sviluppato le capacità relazionali necessarie per portare avanti un progetto complesso come The Opera vedi : Sono state utili anche esperienze lavorative diverse tipo : bagnino di salvataggio, animatore centri vacanza, direttore fiere del libro e commesso di negozio-abbigliamento.
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Capacità e competenze organizzative Ad es. coordinamento e amministrazione di persone, progetti, bilanci; sul posto di lavoro, in attività di volontariato (ad es. cultura e sport), a casa, ecc. |
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Tutta l’attività creativa, dalla produzione dell’opera all’organizzazione di una mostra alle conferenze, hanno fatto crescere le mie capacità e competenze vedi : www.artcurel.it/artcurel/arte/pittura/stefanoarmellin.htm Esperienze di capo scout AGESCI, e alpinistiche, con il Club Alpino Italiano a livello nazionale.
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Capacità e competenze tecniche Con computer, attrezzature specifiche, macchinari, ecc. |
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Uso del computer e internet per la gestione dei Blog professionali: http://solleviamoilmondo.blogspot.com http://it.youtube.com/stefanoarmellin
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Capacità e competenze artistiche Musica, scrittura, disegno ecc. |
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Vedi i Blog sopra indicati. |
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Altre capacità e competenze Competenze non precedentemente indicate. |
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Capacità innovative nella comunicazione visiva e verbale anche applicata alla didattica. |
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Patente o patenti |
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Ulteriori informazioni |
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E’ disponibile documentazione cartacea originale di lettere autorevoli, rassegna stampa, titoli, sull’attività sopra indicata. |
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Allegati |
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Numerosi. Disponibili su richiesta dell’ente. |
Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del D.lgs. 196 del 30 giugno 2003.
Data giovedì 14 gennaio 2010 Firma Stefano Armellin