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 ARTE :  poesia :  Don Carlo Papa , poesia di ispirazione cristiana

 

DON CARLO PAPA

poesia di ispirazione cristiana

 

 

 

A EDGARDO DI MONTECALVO

 

 

          

 

                    I

Venti anni e mezzo, un volto di bambino,

sopra la tua divisa di tenente

di bersagliere, e sotto la visiera

del bel cappello altissimo,

come volea lo stile sempliciotto

di quel lontano quindici diciotto.

 

 A EDGARDO MANZELLI

DOTTORE IN LEGGE, dice la "legenda"

impressa al piedistallo. Io mi domando:

"Dottore in legge un giovane ventenne?"

Allora è ver quel che di te hanno scritto

mamma e papà, Giuseppe e Giuseppina

Sombrero, là, sul retro del tuo cippo:

"IL NOSTRO ORGOGLIO E BEN NE AVEMMO DONDE
VENTI ANNI E MEZZO! ERI LA NOSTRA UNICA

FELICITA' E OR SENZA TUA LUCE

IN NOI MISERRIMI LA NOTTE BUIA

E TEMPESTOSA SOLO RESTERA' ".

 

                    II

Cent'anni fa, Edgardo, tu nascesti

nel caldo giugno del novantasette,

nel momento sbagliato della storia.

Tutte le tappe avevi già bruciate,

se a vent'anni, matrigna, lì, a Valbella

la guerra bruciò te, povero figlio,

morto di ferro austriaco, come scrisse

qualcuno su quel cippo con puntiglio.

 

Io t'ho guardato e ho pianto,

come se fossi morto in quell'istante,

anche se tua vicenda è ora storia.

Il dolore straziante dei miserrimi

l'ala del tempo portò via con essi,

ma resta l'eco dell'atroce pianto,

nel vento sibilante dei cipressi.

 

                    III

Ho pianto e ho ricordato quel che disse

Papà Vincenzo, tuo commilitone:

" Ho nelle mie pupille ancora fissa

la scena di due giovani abbracciati

ed appoggiati a un albero. Italiano

l'uno, austriaco l'altro, ma l'abbraccio

era abbraccio di morte: scintillavano

tutte intrise di sangue le baionette ".

 

                    IV

Son passati cent'anni. Alle tue spalle

vigila la chiesetta ove si prega

per tutti i morti delle infami guerre

di tutte le nazioni. Siam fratelli.

Davanti a te, due file di soldati

fanno il "presentat'arm", perenne omaggio

di un duplice filare di cipressi,

in questo cimitero di villaggio.

E davanti al cancello, due solenni

alberi fan la guardia al monumento,

mentre quattro serpenti, in fer battuto,

s'avvinghiano fra due colonne egizie,

a simbolo del MALE che è la GUERRA.

 

                    V

Oh! Se tu avessi invece, dolce Edgardo,

potuto ai tuoi nipoti, un dì, narrare

che quando avei vent'anni, nel diciotto,

eri stato turista in Austria, a Vienna,

e avevi sorseggiato un bel caffé

con un tuo amico austriaco, e poi di lì

passati ad ascoltar la Filarmonica

e l'ispirata musica di Strauss.

 

          E' solo un sogno !

Ora son qui, cent'anni dopo, a piangere,

davanti al simulacro di un "Bambino",

seduto con il volto tra le mani,

sopra un muretto, a Montecalvo Irpino.

 

Era dottore in legge, era tenente

dei Bersaglieri. Avea vent'anni e mezzo.

Nato in Irpinia, in questa terra bella;

"morto di ferro austriaco" a Valbella.

 

 

(Montecalvo, 10 agosto 2001)

 

 

 


 

 

 

OASI A MONTECALVO

 

Alle tue spalle, o Sant'Antonio, (1)

il sole,

grande disco infocato,

con fulgore,

manda gli ultimi raggi.

Uno splendore !

onde l'Oasi tutta n'è inondata.

            Qui il silenzio è preghiera,

            è tutto il bene :

            pace, umiltà, serenità, letizia;

            è mitezza, dolcezza,

            adorazione ;

            qui la giornata è chiusa nel perdono.

Qui puoi imparare l'arte del tacere,

e l'attesa paziente;

puoi vedere

le virtù dei fratelli,

in parresia,

con cuore grande,

senza gelosia.

Nell'Oasi tutto parla

del buon Dio :

L'erba dal vento accarezzata,

il viale

delle " Sorgenti della Grazia ",

il lago,

la Via Crucis, la Grotta

e il bel Presepe . (2)

           E' un vero itinerario della vita :

           con la presenza di fratelli santi,

           guidati di Francesco dal sorriso,

           la sera giunge come un paradiso.

Domani il sole,

pieno di splendore,

irraggerà il tuo volto,

o Padovano,

segno di quell'Agape,

che il Signore,

riverserà sull'Oasi

e su me.

 

 

(Montecalvo, 10 agosto 2001)

 

Note:

1) Statua di Sant'Antonio, posta da Padre Filippo nel piazzale dedicato al Santo, col volto rivolto ad Oriente.

2) L'Oasi è percorsa da molti e preziosi viali, ben tenuti, a ognuno dei quali è stato dato un nome. Sono situati nel boschetto, alcuni (Viale delle Sorgenti, della Via Crucis, del Rosario); altri, tutt'intorno alla casa (Viale di san Francesco, di Santa Chiara, di Sant'Antonio...). In alto, al limite del boschetto, v'è la Grotta di Lourdes, punto di arrivo del Viale del Rosario.

 

 

 


 

 

 

MONTECALVO DALL'OASI

 

La pineta a sinistra e sei cipressi,

a destra, son cornice a questo quadro

di naturale bellezza, sul cui sfondo

s'adagia, dolce, Montecalvo Irpino.

 

Dietro di te, l'altre colline e i monti

sfumano nell'azzurro. A palmo a palmo,

il verde ti circonda e par che neghi

il toponimo antico " monte calvo ".

 

Limpida è l'aria, fresca l'acqua e pura;

fiori dovunque, linde le vie tue,

anche se le ferite ancora mostrano

quel che soffristi nel sessantadue.

 

Belli i portali, segno di una vena

d'arte, che sempre accompagnò i tuoi figli,

gente gentile e semplice, i cui tratti

raccontano l'antica " gens irpina ".

 

Le tue casette, dolcemente in fila,

salgono sulla cima, in processione,

verso il Castello, ove l'antica chiesa

si asside come nobile matrona.

 

T'ho mirata dall'Oasi, in un meriggio,

quando il sole abbagliante ti vestiva

d'oro splendente, come una regina.

Sei bella ! Sei la perla dell'Irpinia.

 

 

(Montecalvo, 11 agosto 2001)

 

 

 


 

 

 

PACOGNANO

 

D'oro è il tramonto,

in lontananza,

i suoi riverberi

tutto indorano te,

o Sereno Soggiorno Salesiano,

" Santa Perla " di Dio, posta sul monte

di Vico Equense, là, sopra Seiano.

 

O Pacognano mia, dolce Betania,

come è caro per me questo ritorno !

qui, dove scorre il fiume della Grazia.

 

Stridono le cicale, ed il fringuello,

coi versi suoi, la lor monotonia

abbellisce, ed il "cri-cri" del grillo

rende questa natura viva e bella.

 

Che sento? Taci: l'usignolo canta!

Nei suoi gorgheggi, un'estasi d'amore.

Poi tutto tace. Nel silenzio sento

calmo, profondo, il respiro di Dio.

 

 

(Pacognano di Vico Equense, 26 luglio 2001)

 

 

 


 

 

 

NEMI

 

Il tenue rumore dei passi

sulle foglie secche,

nel silenzio del bosco,

sopra il lago di Nemi,

fa da timido sfondo

al canto gentile del fringuello.

 

Lungo il sentiero,

i piccoli fiori di bosco

bianchi viola e gialli

tremebondi mi guardano.

 

" Non abbiate paura!

Il mio morbido passo,

di lato,

non vi calpesterà. "

 

Laggiù, lontano,

il lago profondo e nero

respira appena.

E' già sera.

La luna

illumina il silenzio.

 

E' un mondo di pace !

 

Ma, lontano,

a Bethlemme,

bagliori di guerra.

 

 

(Nemi , 2 maggio 2002)

 

 

 


 

 

 

PENSO

 

I miei passi lenti

e pesanti

affondano

nel soffice tappeto

delle foglie

secche,

lungo il sentiero boschivo

di Nemi.

Sul mio capo,

nell'ombra dei rami,

un fringuello

tenta

un trillo indeciso,

solitario.

Sarebbe

l'ora della siesta.

Mi siedo su un sasso;

osservo :

lungo il viale,

ai margini,

un vecchio aratro

con due ruote moderne,

male accoppiati.

Alla rinfusa:

una tenaglia arrugginita,

una vecchia caffettiera

e un mantice ammuffito

che un giorno ha sbuffato

chi sa per chi,

... ultimi rantoli

di un mondo antico

che muore.

Mi gira intorno

una farfalla,

confusa

e solitaria.

Io

sono ancora là,

seduto su un sasso,

con la paura che spunti

una vipera.

Penso.

A un passo da me,

in un coccio di bottiglia

si specchia

il sole.

 

 

(Nemi , 2 maggio 2002)

 

 

 


 

 

 

QUESTA SERA

 

Il lago è invisibile

questa sera

senza luna.

 

Il cielo è basso

e la nebbia

offusca ed ovatta

ogni cosa

intorno.

 

Ma il sole spunterà

più bello domani

e il lago di Nemi

in tutto il suo splendore

brillerà.

 

 

(Nemi , 30 aprile 2004)

 

 

 


 

 

 

LAGO DI NEMI

 

Oh ! lago di Nemi,

com'è che ogni mattina

corro sull'ampia terrazza

per guardarti,

contemplarti

e ammirarti incantato ?

 

Quale dolce, armonica sintonia

corre

tra me e te ?

 

E perché, ogni volta che posso,

da una finestra -

da un angolo di strada -

da un belvedere -

da una terrazza di Nemi,

io corro a rimirarti ?

 

Sempre diverso

e sempre uguale,

immenso anfiteatro,

ora luminoso,

ora imbronciato

come un bimbo ribelle,

sempre bello,

hai stregato i secoli !

 

Io resto qui,

incantato,

a contemplarti,

con stupore ed amore,

Lago di Nemi.

 

 

(Nemi , 5 maggio 2004)

 

 

 


 

 

 

A UNA SUORA

 

Sguardo attento

e perspicace,

passo svelto

e premuroso,

viso dolce e severo,

insieme,

tu incedi sicura,

sorella,

serva per amore.

 

Bianca come colomba,

coi colori di Colei

che è Vergine della Mercede,

annunzia, annunzia,

con la tua vita,

la serenità

del cuore,

la serietà

della vita,

la gioia

della pace.

 

 

(Nemi , 1 maggio 2004)

 

 

 


 

 

 

A SARA , SPONSA CHRISTI

 

Dolce e affabile

sei,

Sara.

Attenta all'ascolto,

serena.

Amabile

come una mamma,

solenne e nobile

come una matrona.

Dal tuo volto traspare

un  amore grande

per Colui

che ha donato

alla tua mano

l'Anello.

Per un amore immortale.

 

 

(Nemi , 1 maggio 2004)

 

 

 


 

 

 

LA NEVE

 

E' caduta pian piano la neve

ed è bianca la strada e la pieve.

Tutto bianco è il paese e il vecchino,

chiuso in casa è vicino al camino.

 

Ma per i bimbi che festa è la neve !

Come è bello slittar lieve lieve

sulla candida coltre leggera

e scaldarsi al camino la sera.

 

 

 

 


 

 

 

IL CASTELLO DI ARECHI

 

Lassu', sulla collina te ne stai,

castello antico, forte e maestoso,

che tanti secol trascorrendo vai,

nel tuo silenzio ascoso.

 

Gli alberi verdeggianti a te d'intorno

ti fan corona e le casette intanto

sparse di qua e di là rendono adorno

il prezioso manto.

 

Gli ampi tuoi muri ormai sono ammantati

di pampini trifogli e campanelli

muri che pur essendo diroccati

ancor sembrano belli.

 

Ma, quando sul tuo capo il ciel s'oscura,

l'alto squittir della civetta sento,

uccello della notte che paura

mi fa col suo lamento.

 

Intorno ormai v'è sol silenzio e pace;

dormon gli uccelli, immobile è l'abete:

tu solo vegli, mentre tutto tace,

assiso in tua quiete.

 

 

 

 


 

 

 

TRAMONTO SUL MARE

 

Snella su l'onde adagia

l'ombra gentil la vela.

Il pescator la rete

cala con mano anela.

 

La nuvoletta indorasi

all'orizzonte e il cielo

soavemente adornasi

con rosseggiante velo.

 

Lontano, in mar s'intrecciano

dell'iride i colori.

Manda dai monti il sole

l'ultimo raggio e muore.

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

MONS. CARLO PAPA

Note biografiche

 

 

                  

 

Carlo Papa è nato a Vietri sul Mare il 26-12-1928. Risiede a Cava de’ Tirreni (SA).

È sacerdote ed è stato parroco per 36 anni in Santa Lucia di Cava (SA), e per 15 anni Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni.

Ha conseguito la licenza in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dei Padri Gesuiti di Napoli, e ha seguito i corsi di bioetica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

È stato uno dei co-fondatori del Centro Nazionale Vocazioni ed è Commendatore del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Come direttore della Caritas Diocesana, negli anni 90 realizzò il gemellaggio con la Diocesi di Sibenik, in Croazia. È Protonotario Apostolico Soprannumerario di Sua Santità Giovanni Paolo II.

Per molti anni ha tenuto la cattedra di religione al Liceo Ginnasio «Marco Galdi» di Cava de’ Tirreni. Ha scritto vari articoli di carattere teologico e molte poesie inedite. Alcune sono state inserite in antologie poetiche.

Attualmente è Rettore della Rettoria di San Vincenzo Ferreri al viale Crispi di Cava de’ Tirreni e Presidente del Comitato pro Monastero di San Liberatore, antichissimo Eremo che, dal monte Butornino, detto di San Liberatore, in uno scenario naturale d’incomparabile bellezza, si affaccia sul Golfo di Salerno e abbraccia con amore i tre Comuni di Salerno, Vietri sul Mare e Cava de’ Tirreni.

 

 


 

Fonte :  si ringrazia l'Autore Mons. Carlo Papa ( e-mail:  carlopapa28@gmail.com ) che ha gentilmente inviato la documentazione per questo articolo alla Redazione di ARTCUREL .