ARTCUREL: Arte, Cultura e Religione

 (Art , Culture and Religion)

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 ARTE :  storia dell'arte : arte africana

 

ARTE AFRICANA
 

statua

Quando rientro a casa, e mi siedo al caminetto per meditare e fumare, le nove statue negre che mi circondano, costituiscono la lezione di umiltà che ogni pittore d'oggi dovrebbe ripetersi: ciò che abbiamo dichiarato per secoli inferiore alla nostra cultura possiede più fascino, più verità e più arte delle nostre misere immagini sacre. Picasso ha tentato di capirlo: copiò una statua negra; fu il solo quadro che accetto come opera d'arte.
Maurice de Vlaminck

Un cenno di storia

L'interesse dei padri della SMA per l'arte africana è legato alle loro radici. Marion de Brésillac, il fondatore, stimolava i suoi missionari ad apprezzare, valorizzare, far conoscere i valori e gli elementi positivi delle culture che i missionari incontravano.

Parecchi missionari si sono così interessati all'arte, e hanno iniziato a raccogliere delle opere che inviavano in Europa, dove la Società li raccolse e li presentò nei musei di Lione, in Francia, di Cadier en Keer, in Olanda, di Tenafly, Ney Jersey (Usa). Altre esposizioni esistono a Genova e a Cork, in Irlanda.



 

Arte e vita

Maschera

 

Quest'arte è il prodotto di civiltà antiche e di secoli di tradizione artistica. Diversa dall'arte delle società occidentali, l'arte tradizionale africana è funzionale e parte intrinseca della vita di ogni giorno. Sarebbe impossibile capire le culture africane senza la conoscenza della loro arte. Nelle società tradizionali africane tutto è strettamente correlato: religione, politica, educazione, lavoro, divertimento. Tutte le arti, musicali, orali, plastiche, sono parti essenziali del tessuto culturale e sociale, ed hanno un ruolo centrale nell'unire tutti i membri della comunità attraverso attività corporative.

Il Sacro si rende presente

maschera Anang

La scultura, ad esempio, ha una parte preminente nei rituali religiosi che sono l'ossatura centrale della vita africana. Le statue e le maschere sono i veicoli attraverso i quali gli spiriti e le forze spirituali si rendono presenti e visbili nello spazio umano.

Gli oggetti di utilità quotidiana, quali spole per tessere, ciotole, sgabelli, sedie, strumenti per la cucina, sono fabbricati con molta cura. Per ogni settore della cultura esistono una serie di simboli e di stili compresi dalla comunità. Anche se l'artista non segue ciecamente le indicazioni stilistiche e si lascia condurre dal proprio estro personale, tuttavvia egli lavora all'interno di parametri di accettabilità ben definiti in seno ad una data cultura. L'artista è così al servizio dell'ideologia tradizionale che esprime e valorizza, visualizzandone, credenze e valori sociali negli oggetti che fabbrica.

La chiave dell'anima

assemblaggio

L'arte é la chiave dell'anima africana. Capire l'arte africana significa entrare nella mente e nell'intimo di un popolo. Imparando ad apprezzare le loro opere d'arti, impariamo di fatto a conoscere meglio i popoli che li hanno prodotti e la loro umanità e vitalità: lotte, paure, speranze, timori. L'arte tradizionale africana ci parla di un'Africa ricca di spiritualità, di forza estetica, di fede comunitaria. Mentre contempliamo le loro opere, non vogliamo fare del romanticismo su un passato idilliaco. Cerchiamo di lasciarci impregnare dal potere di queste immagini che sono un appello e una promessa di una nuova cultura per un futuro nuovo


Forme e significati dell'arte africana
 


William Siegman
Conservatore del Museo di arte africana, pacifica e americana del Museo di Brooklyn

La scultura africana è nuova e poco conosciuta per il mondo occidentale. Essa è tuttavia il prodotto di civiltà antiche, e di secoli di tradizione artistica. A prima vista le maschere e le raffigurazioni sembrano strane e quasi grottesche, ma quando sono situate nel loro contesto culturale, le sculture africane sono molto sofisticate, forti e dinamiche.

 

Arte come vita

Maternità fanti

Diversa dall'arte delle società occidentali, l'arte tradizionale africana era funzionale e parte intrinseca della vita di ogni giorno. Sarebbe impossibile capire le culture africane senza la conoscenza della loro arte. Nelle società tradizionali africane tutto era strettamente correlato: religione, politica, educazione, lavoro, divertimento. Tutte le arti, musicali, orali, plastiche, erano parti essenziali del tessuto culturale e sociale, ed avevano un ruolo centrale nell'unire tutti i membri della comunità attraverso attività corporative. La scultura ha una parte preminente nei rituali religiosi che sono l'ossatura centrale della vita africana. Essi sono l'elemento di coesione attraverso credenze comuni e partecipazione ai rituali collettivi.

Manifestazione del sacro

Le maschere e le statue, utilizzate in questi rituali, non erano evidentemente oggetto di adorazione. Si riteneva però che il mondo fosse abitato da tanti spiriti invisibili, ognuno col suo potere e la sua personalità. Questi spiriti avevano una parte attiva nella vita degli esseri umani, sia nel bene che nel male. Le statue e le maschere erano i veicoli attraverso i quali questi spiriti si rendevano visibili e presenti nel mondo degli esseri umani. Gli oggetti, nella loro dimensione materiale, non incarnano o non contengono lo spirito. Dunque non c'è adorazione, ma solo venerazione e rispetto. Le maschere, raffiguranti e rappresentanti forze spirituali, sono particolarmente importanti nelle cerimonie che segnano momenti di passaggio nella vita individuale o eventi sociali rilevanti, come iniziazioni e cerimonie funebri. Durante le iniziazioni le maschere accompagnano spesso i giovani nel bosco sacro dove hanno luogo le cerimonie. Durante i funerali la maschera non solo rende un ultimo omaggio al defunto, ma ha anche come compito di accompagnarlo e di offrirgli un passaggio sicuro e sereno verso l'aldilà.

Arte e controllo sociale

Maschera Chi-wara La scultura riveste anche una funzione sociale in quanto rappresenta l'autorità. Essa assolve un ruolo importante di controllo sociale. Scettri regali erano talvolta portati da delegati dei capi o dei sovrani: essi rappresentavano il loro potere e la loro autorità. Spesso questi inviati parlavano in loro nome, rendendo presente colui che li inviava attraverso proverbi, visualizzati da simboli regali che ne manifestavano la potenza, la forza, il coraggio: il leopardo, il bufalo, l'elefante.
Talvolta si doveva domandare agli spiriti di intervenire per risolvere problemi e litigi troppo complessi per essere unicamente trattati da autorità temporali. In questi casi si pensava che gli spiriti facessero conoscere la loro volontà attraverso le maschere, e le decisioni annunciate dalla maschera erano da tutti accettate come aventi un peso spirituale.
Le Maschere esercitavano un controllo sociale anche in modi più sottili. Spesso le maschere servivano come elementi ausiliari nell'insegnamento. L'autorità dell'insegnante ne era accresciuta, perché la maschera rappresentava le idee e i valori che si volevano trasmettere. Mentre la maschera è sempre trattata con grande rispetto, il suo aspetto fisico può suscitare divertimento e ilarità.
L'umorismo era sempre una parte importante dell'insegnamento. Così capi e anziani potevano essere criticati per la loro ostentazione o abuso dell'autorità, attraverso gesti e caricature apparentemente comiche della maschera. In questi casi la maschera poteva deliberatamente comportarsi in modi non normalmente permessi dalla società, proponendo così un insegnamento indiretto attraverso comportamenti negativi. In questa linea anche quando sembra che l'esibizione della maschera sia improntata ad atteggiamenti puramente ludici, molto spesso ha scopi molto più seri.

Stili e creatività

Statuetta Atyole - Ghana Gli oggetti di utilità quotidiana, quali spole per tessere, ciotole, sgabelli, sedie, erano fabbricati con molta cura, sia per rendere più piacevole la vita quotidiana, sia per aumentare il prestigio di capi e dignitari. Per ogni settore della cultura esistevano una serie di simboli e di stili compresi dalla comunità. Poiché la diversità dei simboli era molto ampia fra una comunità e un'altra, c'era, di solito, all'interno di una data comunità, un forte senso di coesione, e questo ha favorito la creazione di un grande numero di stili.
Anche se gli artisti non seguivano ciecamente le indicazioni stilistiche, e ognuno poteva lasciarsi condurre dalla propria creatività ed estro personale nel produrre le proprie opere, gli artisti generalmente lavoravano all'interno di parametri di accettabilità ben definiti in seno ad una data cultura.
L'artista era così al servizio dell'ideologia tradizionale che esprimeva e valorizzava, visualizzandone credenze spirituali e valori sociali negli oggetti che fabbricava.

Una manifestazione simbolica della realtà

maschera guere

Poiché le maschere africane erano scolpite per essere utilizzate nelle cerimonie e molte sculture figurative erano usate per scopi rituali, l'arte africana risulta soprattutto simbolica piuttosto che rappresentativa. E' più tesa ad esprimere concetti più che a rappresentare accuratamente la natura.
La scultura è spesso altamente stilizzata: figure femminili scelte per esprimere idee di armonia e fertilità; forme prominenti e enfatizzate, ad esempio corna di animali, per esprimere forza e virilità; volti terrorizzati con espressioni feroci per incutere terrore e paura onde rafforzare l'ordine sociale.
Nella stessa linea l'artista spesso distorce deliberatamente le proporzioni per enfatizzare alcuni elementi che ritiene importanti. Ad esempio, nella maggior parte delle sculture africane la testa, sede della saggezza e della personalità, è abitualmente sproporzionata tanto da rappresentare un terzo o un quarto dell'altezza totale della figura umana, al posto di un settimo come è nella natura delle cose. Per contrasto le mani e piedi sono considerati poco importanti, per questo non sono molto curati, l'artista presta loro poca attenzione. Le decorazioni a forma di scarificazione, le acconciature dei capelli, ecc., sono spesso molto personali. L'artista presta grande attenzione a questi dettagli nella fabbricazione di ritratti in modo che la persona rappresentata possa essere immediatamente identificata. La gente è invariabilmente rappresentata nel fiore degli anni e nel pieno vigore, perché mostrare un individuo giovane e dipendente o un vecchio infermo, sarebbe un insulto.


I materiali usati


Legno
Il materiale più frequentemente usato dagli scultori africani era il legno. Il clima e gli insetti hanno avuto la loro parte, cosicché pochi oggetti veramente antichi sono giunti fino a noi. La maggior parte delle sculture lignee datano di questo secolo. Solo in rari casi alcune sculture in legno sono sopravvissute e sono state trovate fra i Dogon del Mali dove il clima secco le ha conservate per 400 anni e oltre.

Pietra
Le pietre sono meno usate che il legno, probabilmente perché la maggior parte delle pietre ritrovate a sud del Sahara sono vulcaniche e si sbriciolano facilmente. Ciononostante alcuni pezzi veramente antichi di scultura africana sono in pietra. Fra questi si trovano le rappresentazioni in pietra di Sherbro e Bollon della Sierra Leone che risalgano al periodo antecedente al XVI secolo, e quelle di Akwanshi e Esie in Nigeria, che appartengono rispettivamente al XIV e al X secolo.

Avorio
L'avorio era usato in modo esteso per fabbricare gioielli, trombe a soffio laterale, e corni: diversi portano elaborati dettagli geometrici. Statue in avorio non erano comunque tradizionalmente molto diffuse. Una eccezione importante si trovava nella corte del regno del Benin dove per gli altari del sovrano si usava in modo esteso l'avorio. La scultura in avorio si diffuse soltanto dopo i primi decenni del'900, soprattutto per rispondere alla domanda dei turisti.

Terracotta
I più vecchi oggetti artistici scoperti al sud del Sahara sono le terrecotte ritrovate a Nok in Nigeria: parecchie di queste opere risalgono a 500 anni prima di Cristo. Queste rappresentazioni e teste sono eccezionali non soltanto in termini di età e di bellezza, ma anche nelle proporzioni e nella forma. Come regola generale l'argilla non era usata nelle sculture figurative, probabilmente per le difficoltà di cottura di grosse opere.

La cera persa
La lavorazione dell'ottone ha una lunga storia in Africa. Tutta la lavorazione dell'ottone, del bronzo, e la maggior parte della lavorazione dell'oro, era fatta con una tecnica molto sofisticata conosciuta col nome di "cera persa". L'artista prepara prima un modello in cera e poi lo avvolge con della creta. Una volta che la creta è essiccata, la cera viene fatta sciogliere, poi vi si cola metallo fuso attraverso speciali spiragli lasciati appositamente per questo scopo. Una volta che il metallo è raffreddato, la forma in creta viene rimossa ed appare l'opera modellata. Queste opere restano uniche in quanto il modello è distrutto durante la fabbricazione.

Un arte da scoprire

Benché le forme dell'arte e lo stile degli artisti differiscano dall'uso al quale siamo avvezzi nel mondo occidentale, uno sguardo attento rivela che queste opere hanno un notevole grado di raffinatezza estetica e tecnica. Inoltre, più approfondiamo il ruolo che la scultura svolge nella vita sociale della comunità, più comprendiamo come l'arte sia una risposta non solo agli impulsi creativi e artistici, ma anche ai bisogni sociali della società che li ha prodotti.

 


Arte ed estetica
 



Charles Dordogna
Conservatore del Museo di Tenafly

A meno che vogliamo attribuire al caso le più belle opere estetiche e certe magnifiche creazioni artistiche, dobbiamo riconoscere che esisteva un impulso artistico operante in migliaia di artisti africani senza nome, le cui opere sopravvivono.
Il coinvolgimento estetico dell'arte africana investe una sfera di emozioni, alcune sottili, altre più palesi. Elementi antropologici possono aiutarci a capire un oggetto e a meglio valorizzarlo, ma, in definitiva, la risposta estetica è legata alla presenza dell'oggetto. Per sperimentare veramente un oggetto come opera d'arte bisogna stare davanti ad esso, contemplarlo da vicino, ed essere ricettivi alle emozioni che esso genera.
Il godimento estetico deriva dall'ascoltare la scultura africana che ci parla, per parafrasare Ladislav Segy. Ad ogni modo bisogna fare qualcosa di più che essere fruitori unicamente passivi. L'incontro estetico è attivo ed è intrinsecamente gratificante. Dobbiamo lasciarci trasportare dai nostri sensi, provocare dalle sensazioni, per andare al di là del puramente superficiale. Dobbiamo gustare i dettagli sottili dell'oggetto, guardare e contemplare a lungo la forma, la superficie, assaporando le sensazioni suscitate.
La scultura tradizionale africana, nelle sue più belle rappresentazioni, può essere esteticamente esaminata nei termini di forma, composizione e presenza. Gli oggetti dell'esposizione presentano queste caratteristiche, spesso con soluzioni ardite e innovative.
La scultura è una metafora rappresentante la cosmologia africana che armonizza drammaticamente umanità e cosmo, integrando individui e arte in strutture più ampie: lignaggio, clan, gruppo sociale, identità tribale. L'estetica africana modella la vita africana.
L'arte africana è veramente arte o questi oggetti sono soltanto curiosità etnografiche? Può l'arte africana essere presentata, studiata, analizzata per le sue qualità estetiche? Nell'arte tradizionale africana possiamo individuare dieci principi estetici:

creatività
realismo stilizzato
combinazione di dettagli
forma dinamica
immagini simboliche
motivi geometrici
eleganti proporzioni
armonici elementi
drammatiche risonanze
superfici estetiche
 

Questi dieci principi interpellano colui che guarda. Nelle opere in cui sono stati realizzati e armonizzati ad alti livelli questi dieci principi, il risultato è un'immagine che trascende il senso comune, e che può veramente essere considerata arte.

Creatività

Il primo principio è la creatività, o inventività, la sorprendente originalità che va al di là del semplice naturalismo. Si osservi la figura yoruba in metallo. (Afriche, 18) Qui l'artista fabbro ha trasformato il ferro, un elemento naturale e terreno, in un' immagine che evoca le forze vitali. Le mani e i piedi, allungati e allargati, sembrano scorrere via con energia attorno al torso vigoroso. Osserviamo lo zufolo Chokwe: (Afriche, 19)lo strumento musicale è stato trasformato in una figura antropomorfa. Il soffio vitale, l'animus, che esce dai nostri polmoni, fuoriesce anche dal torso dello strumento, suggerendo un' estensione della forza vitale.

Realismo stilizzato

Parecchi pezzi dell'arte tradizionale africana sono stati descritti come rispondenti ad un realismo stilizzato. La forma umana è presente, ma l'immagine sembra idealizzata o enfatizzata. Osservando le statue femminili Bamana (Afriche, 22,23) vediamo i seni a forma di cono, le gambe raccorciate che terminano con fianchi arrotondati. Vediamo chiaramente la forma umana ma l'enfasi, o la non enfasi, di certe parti corporali, suggerisce un nuovo punto di vista, un modo diverso di considerare le forme umane, quasi una liberazione da rappresentazioni strettamente realistiche.

Combinazione di dettagli

I più raffinati esempi di scultura tradizionale africana mostrano intricate fatture. Queste provengono chiaramente dalle mani dell'artista. La maternità Lumbo concentra l'essenza della relazione materna. (Afriche, 26) L'inclinazione del capo e la posa in ginocchio col piede rivolto all'indietro, fa scomparire ogni inerte rigidità. La larga mano sinistra culla l'intero bambino, mentre i grandi e pesanti occhi, rivolti verso il basso, suggeriscono serenità e pace. Ne risalta una gentile vitalità che mette in rilievo il ruolo universale della madre nutrice.

Forme dinamiche

La forma nella scultura tradizionale africana é spesso rapppresentata con dinamicità e arditezza. L'artista che scolpisce le donne Senufo, (Afriche, 27)spezza i limiti del realismo con lo scolpire seni appuntiti, mascella allungata, e braccia larghe con una straordinaria vitalità cinetica. Questi volumi pieni di forza sono in simmetria con le anche, il tutto aggettante sullo stesso piano orizzontale. L'effetto cumulativo spezza il torso aggiungendo vigore e movimento.

Simbolismo

Molte opere di arte africana sono esteticamente messe in risalto da forme simboliche. La presenza di questi pezzi è visualmente stimolante e genera modelli, come quelli che si trovano sulle porte Dogon. (Afriche, 28)Il motivo ricorrente del diamante e lo spazio aperto con le figure, é concettualmente intrigante. Similmente i simboli del torso di Djenne, arricchiscono la nostra esperienza. Vediamo serpenti che si intrecciano verticalmente attorno alla colonna vertebrale, come se fossero scarificazioni a cheloide. Questi simboli sono tipici di molti messaggi visuali espressi attraverso quest' arte.

Forme geometriche

Maschera Le forme geometriche nelle sculture tradizionali hanno attirato l'attenzione dei primi cubisti. L'iterazione dei motivi geometrici conferisce armonia all'opera. Si osservi la maschera Boa qui accanto. L'uso del cerchio e dell'ovale serve per dare espressione al volto. Anche il rilievo della maschera è integrato nella forma così come lo sono i fori perimetrali. Ne risulta un effetto aureolare che concentra la nostra attenzione sull'intensità del volto.

Eleganti proporzioni

In contrasto con le qualità più ovvie, gli artisti africani sono maestri nell'arte dell'evocazione. Nella raffinatezza delle proporzioni sono contenute brillanti risoluzioni sculturali. La figura del cavaliere in pietra Kissi possiede una forte tensione nella sua forma compatta. Gli occhi sono suggeriti da una linea sottile; un taglio incisivo, la mascella; un'incisione più profonda e verticale, il polso. (Afriche, 32-33) Questi elementi decorativi li troviamo anche nell'arte Lega. Nelle opere in avorio l'artista Lega deve tener conto dei limiti imposti dal materiale. Entrambe le statuette hanno semplici volti ma rifiniti con precisione: le due figure possiedono impatto ed energia.

Armonia delle parti

Reliquiario Mambila L'arte tradizionale africana non si riduce alle singoli parti di un oggetto: la combinazione armonica degli elementi è essenziale. Un artista Mambila del Camerun ha certamente eseguito quest'opera. Le parti della figura sono meravigliose: le gambe e le cosce compatte e angolari, la convessità ovale dell'addome, le espressive braccia circolari verso il mento, il volto concavo, la barba che irraggia luce. Maschera Ngombe Tutte le parti si combinano nel formare un'opera completa e perfettamente compiuta. Ogni sezione della figura è stimolante per se stessa: non ci sono punti morti o forme non realizzate. Questa armonia la si vede anche nella maschera Ngombe. Il volto è accuratamente suddiviso in tre parti. Gli occhi sono la parte più espressiva: doppi ovali in posizione concava e convessa, ma anche la fronte e la bocca sono vive, la prima con un rilievo verticale, la seconda con un rettangolo aperto che bilancia gli occhi.

Drammatiche risonanze

Vaso Zaramo Drammatiche risonanze sono create in diverse opere coll'assemblare elementi di origine diversa: conchiglie, ossa, crani di volatili, peli, erba, sangue, penne, terra: la lista è senza fine come lo è l'umana immaginazione. I risultati sono spesso sorprendenti nella loro espressività. La raffigurazione Bamana, conosciuta come boli, sembra gonfia di energia e di forza vitale. La maschera Loma sembra suggerire occhi in profondità creati da due corna strategicamente situate. (Afriche, 36-37) La massiccia maschera Sapo evoca un ignoto pericolo proveniente dalla foresta. Questi assemblaggi mostrano alcune delle creazioni artistiche più espressive nell'Africa tradizionale.

Superfici estetiche

Quando osserviamo un pezzo di scultura tradizionale africana, vediamo che anche le superfici sono esteticamente significative, in quanto spesso esse giocano come parti complementari della forma. Le superfici possono essere morbidamente patinate, riccamente pigmentate, erose dal tempo, o grossolanamente scolpite. Qualunque sia la qualità, esse sono un elemento essenziale per l'apprezzamento estetico, e non devono essere sottovalutate. Gli elementi materiali formano e modellano le superfici, e sono un invito per noi, spettatori, a partecipare al mondo africano. Pigmenti organici, fluidi, e le materie elementari della vita, vengono esteticamente trasformati in oggetti. Le forze naturali del mondo penetrano negli oggetti con l'energia primaria della vita africana. Arte e vita si intersecano, non in teoria, ma di fatto.

bambola akwa

 


Conclusione


La scultura tradizionale africana, la cui funzione è sempre meglio compresa attraverso studi e ricerche, ci presenta visualmente un complesso mondo di emozioni, e di associazioni di idee.
Gli individui sono legati, attraverso l'opera d'arte, alle loro tradizioni culturali. Quest'arte fornisce un elemento di continuità nel mondo africano.
Il linguaggio dell'arte è comprensibile da tutti all'interno dell'etnia. Siamo davanti ad un'arte radicata nella vita quotidiana, ma che oltrepassa la dimensione mondana nel suo significato spirituale e sociale.
L'esperienza estetica della scultura tradizionale africana, rinnova, ricrea e rigenera, il gruppo stesso che la esprime. Le immagini piene di forza infiammano l'immaginazione nella sua ricerca di realtà spirituali e rendono questa ricerca vivida e concreta.
Un'arte superba senza sentimentalismi o nostalgie parla, attraverso il tempo, ai nostri bisogni.
L'arte tradizionale africana rende lo spirituale tangibile, conferendogli una forma fisica, e permettendoci di partecipare ai suoi misteri.
La dimensione estetica della scultura tradizionale africana è una esperienza ricca e gratificante.
Questi oggetti non sono morte reliquie di un mondo che sta scomparendo, ma vive entità la cui voce ci parla attraverso i tempi.


Estratto da AFRICHE n.32, 1996/4, Arte e cultura Africana:
Alla scoperta di un volto nuovo dell'Africa,
dove si possono trovare tutte le opere cui si fa allusione nel testo.

 

 


 

 

Fonte : http://www.erga.it/sma/index/afriche/musei.htm