| ARTCUREL:
Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| ARTE : storia dell'arte : arte africana |
ARTE AFRICANA
Maurice de Vlaminck
Un cenno di storia
L'interesse dei padri della SMA per l'arte africana è legato alle loro radici. Marion de Brésillac, il fondatore, stimolava i suoi missionari ad apprezzare, valorizzare, far conoscere i valori e gli elementi positivi delle culture che i missionari incontravano.
Parecchi missionari si sono così interessati all'arte, e hanno iniziato a raccogliere delle opere che inviavano in Europa, dove la Società li raccolse e li presentò nei musei di Lione, in Francia, di Cadier en Keer, in Olanda, di Tenafly, Ney Jersey (Usa). Altre esposizioni esistono a Genova e a Cork, in Irlanda.
Arte e vita
Quest'arte è il prodotto di civiltà antiche e di secoli di tradizione artistica. Diversa dall'arte delle società occidentali, l'arte tradizionale africana è funzionale e parte intrinseca della vita di ogni giorno. Sarebbe impossibile capire le culture africane senza la conoscenza della loro arte. Nelle società tradizionali africane tutto è strettamente correlato: religione, politica, educazione, lavoro, divertimento. Tutte le arti, musicali, orali, plastiche, sono parti essenziali del tessuto culturale e sociale, ed hanno un ruolo centrale nell'unire tutti i membri della comunità attraverso attività corporative.
Il Sacro si rende presente
La scultura, ad esempio, ha una parte preminente nei rituali religiosi che sono l'ossatura centrale della vita africana. Le statue e le maschere sono i veicoli attraverso i quali gli spiriti e le forze spirituali si rendono presenti e visbili nello spazio umano.
Gli oggetti di utilità quotidiana, quali spole per tessere, ciotole, sgabelli, sedie, strumenti per la cucina, sono fabbricati con molta cura. Per ogni settore della cultura esistono una serie di simboli e di stili compresi dalla comunità. Anche se l'artista non segue ciecamente le indicazioni stilistiche e si lascia condurre dal proprio estro personale, tuttavvia egli lavora all'interno di parametri di accettabilità ben definiti in seno ad una data cultura. L'artista è così al servizio dell'ideologia tradizionale che esprime e valorizza, visualizzandone, credenze e valori sociali negli oggetti che fabbrica.
La chiave dell'anima
L'arte é la chiave dell'anima africana. Capire l'arte africana significa entrare nella mente e nell'intimo di un popolo. Imparando ad apprezzare le loro opere d'arti, impariamo di fatto a conoscere meglio i popoli che li hanno prodotti e la loro umanità e vitalità: lotte, paure, speranze, timori. L'arte tradizionale africana ci parla di un'Africa ricca di spiritualità, di forza estetica, di fede comunitaria. Mentre contempliamo le loro opere, non vogliamo fare del romanticismo su un passato idilliaco. Cerchiamo di lasciarci impregnare dal potere di queste immagini che sono un appello e una promessa di una nuova cultura per un futuro nuovo
Forme e significati
dell'arte africana
William Siegman
Conservatore del Museo di arte africana,
pacifica e americana del Museo di Brooklyn
La scultura africana è nuova e poco conosciuta per il mondo occidentale. Essa è tuttavia il prodotto di civiltà antiche, e di secoli di tradizione artistica. A prima vista le maschere e le raffigurazioni sembrano strane e quasi grottesche, ma quando sono situate nel loro contesto culturale, le sculture africane sono molto sofisticate, forti e dinamiche.
Arte come vita
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Diversa dall'arte delle società occidentali, l'arte tradizionale africana era funzionale e parte intrinseca della vita di ogni giorno. Sarebbe impossibile capire le culture africane senza la conoscenza della loro arte. Nelle società tradizionali africane tutto era strettamente correlato: religione, politica, educazione, lavoro, divertimento. Tutte le arti, musicali, orali, plastiche, erano parti essenziali del tessuto culturale e sociale, ed avevano un ruolo centrale nell'unire tutti i membri della comunità attraverso attività corporative. La scultura ha una parte preminente nei rituali religiosi che sono l'ossatura centrale della vita africana. Essi sono l'elemento di coesione attraverso credenze comuni e partecipazione ai rituali collettivi.
Manifestazione del sacro
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Le maschere e le statue, utilizzate in questi rituali, non erano evidentemente oggetto di adorazione. Si riteneva però che il mondo fosse abitato da tanti spiriti invisibili, ognuno col suo potere e la sua personalità. Questi spiriti avevano una parte attiva nella vita degli esseri umani, sia nel bene che nel male. Le statue e le maschere erano i veicoli attraverso i quali questi spiriti si rendevano visibili e presenti nel mondo degli esseri umani. Gli oggetti, nella loro dimensione materiale, non incarnano o non contengono lo spirito. Dunque non c'è adorazione, ma solo venerazione e rispetto. Le maschere, raffiguranti e rappresentanti forze spirituali, sono particolarmente importanti nelle cerimonie che segnano momenti di passaggio nella vita individuale o eventi sociali rilevanti, come iniziazioni e cerimonie funebri. Durante le iniziazioni le maschere accompagnano spesso i giovani nel bosco sacro dove hanno luogo le cerimonie. Durante i funerali la maschera non solo rende un ultimo omaggio al defunto, ma ha anche come compito di accompagnarlo e di offrirgli un passaggio sicuro e sereno verso l'aldilà.
Arte e controllo sociale
La
scultura riveste anche una funzione sociale in quanto rappresenta l'autorità.
Essa assolve un ruolo importante di controllo sociale. Scettri regali erano
talvolta portati da delegati dei capi o dei sovrani: essi rappresentavano il
loro potere e la loro autorità. Spesso questi inviati parlavano in loro nome,
rendendo presente colui che li inviava attraverso proverbi, visualizzati da
simboli regali che ne manifestavano la potenza, la forza, il coraggio: il
leopardo, il bufalo, l'elefante.
Talvolta si doveva domandare agli spiriti di intervenire per risolvere problemi
e litigi troppo complessi per essere unicamente trattati da autorità temporali.
In questi casi si pensava che gli spiriti facessero conoscere la loro volontà
attraverso le maschere, e le decisioni annunciate dalla maschera erano da tutti
accettate come aventi un peso spirituale.
Le Maschere esercitavano un controllo sociale anche in modi più sottili. Spesso
le maschere servivano come elementi ausiliari nell'insegnamento. L'autorità
dell'insegnante ne era accresciuta, perché la maschera rappresentava le idee e i
valori che si volevano trasmettere. Mentre la maschera è sempre trattata con
grande rispetto, il suo aspetto fisico può suscitare divertimento e ilarità.
L'umorismo era sempre una parte importante dell'insegnamento. Così capi e
anziani potevano essere criticati per la loro ostentazione o abuso
dell'autorità, attraverso gesti e caricature apparentemente comiche della
maschera. In questi casi la maschera poteva deliberatamente comportarsi in modi
non normalmente permessi dalla società, proponendo così un insegnamento
indiretto attraverso comportamenti negativi. In questa linea anche quando sembra
che l'esibizione della maschera sia improntata ad atteggiamenti puramente
ludici, molto spesso ha scopi molto più seri.
Stili e creatività
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Gli oggetti di utilità quotidiana, quali spole per tessere, ciotole, sgabelli,
sedie, erano fabbricati con molta cura, sia per rendere più piacevole la vita
quotidiana, sia per aumentare il prestigio di capi e dignitari. Per ogni settore
della cultura esistevano una serie di simboli e di stili compresi dalla
comunità. Poiché la diversità dei simboli era molto ampia fra una comunità e
un'altra, c'era, di solito, all'interno di una data comunità, un forte senso di
coesione, e questo ha favorito la creazione di un grande numero di stili.
Anche se gli artisti non seguivano ciecamente le indicazioni stilistiche, e
ognuno poteva lasciarsi condurre dalla propria creatività ed estro personale nel
produrre le proprie opere, gli artisti generalmente lavoravano all'interno di
parametri di accettabilità ben definiti in seno ad una data cultura.
L'artista era così al servizio dell'ideologia tradizionale che esprimeva e
valorizzava, visualizzandone credenze spirituali e valori sociali negli oggetti
che fabbricava.
Una manifestazione simbolica della realtà
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Poiché le maschere africane erano scolpite per essere utilizzate nelle
cerimonie e molte sculture figurative erano usate per scopi rituali, l'arte
africana risulta soprattutto simbolica piuttosto che rappresentativa. E' più
tesa ad esprimere concetti più che a rappresentare accuratamente la natura.
La scultura è spesso altamente stilizzata: figure femminili scelte per esprimere
idee di armonia e fertilità; forme prominenti e enfatizzate, ad esempio corna di
animali, per esprimere forza e virilità; volti terrorizzati con espressioni
feroci per incutere terrore e paura onde rafforzare l'ordine sociale.
Nella stessa linea l'artista spesso distorce deliberatamente le proporzioni per
enfatizzare alcuni elementi che ritiene importanti. Ad esempio, nella maggior
parte delle sculture africane la testa, sede della saggezza e della personalità,
è abitualmente sproporzionata tanto da rappresentare un terzo o un quarto
dell'altezza totale della figura umana, al posto di un settimo come è nella
natura delle cose. Per contrasto le mani e piedi sono considerati poco
importanti, per questo non sono molto curati, l'artista presta loro poca
attenzione. Le decorazioni a forma di scarificazione, le acconciature dei
capelli, ecc., sono spesso molto personali. L'artista presta grande attenzione a
questi dettagli nella fabbricazione di ritratti in modo che la persona
rappresentata possa essere immediatamente identificata. La gente è
invariabilmente rappresentata nel fiore degli anni e nel pieno vigore, perché
mostrare un individuo giovane e dipendente o un vecchio infermo, sarebbe un
insulto.
I materiali usati
Legno
Il materiale più frequentemente usato dagli
scultori africani era il legno. Il clima e gli insetti hanno avuto la loro
parte, cosicché pochi oggetti veramente antichi sono giunti fino a noi. La
maggior parte delle sculture lignee datano di questo secolo. Solo in rari casi
alcune sculture in legno sono sopravvissute e sono state trovate fra i Dogon del
Mali dove il clima secco le ha conservate per 400 anni e oltre.
Pietra
Avorio
L'avorio era usato in modo esteso per
fabbricare gioielli, trombe a soffio laterale, e corni: diversi portano
elaborati dettagli geometrici. Statue in avorio non erano comunque
tradizionalmente molto diffuse. Una eccezione importante si trovava nella corte
del regno del Benin dove per gli altari del sovrano si usava in modo esteso
l'avorio. La scultura in avorio si diffuse soltanto dopo i primi decenni del'900,
soprattutto per rispondere alla domanda dei turisti.
Terracotta
I più vecchi oggetti artistici
scoperti al sud del Sahara sono le terrecotte ritrovate a Nok in Nigeria:
parecchie di queste opere risalgono a 500 anni prima di Cristo. Queste
rappresentazioni e teste sono eccezionali non soltanto in termini di età e di
bellezza, ma anche nelle proporzioni e nella forma. Come regola generale
l'argilla non era usata nelle sculture figurative, probabilmente per le
difficoltà di cottura di grosse opere.
La cera persa
La lavorazione dell'ottone ha una
lunga storia in Africa. Tutta la lavorazione dell'ottone, del bronzo, e la
maggior parte della lavorazione dell'oro, era fatta con una tecnica molto
sofisticata conosciuta col nome di "cera persa". L'artista prepara prima un
modello in cera e poi lo avvolge con della creta. Una volta che la creta è
essiccata, la cera viene fatta sciogliere, poi vi si cola metallo fuso
attraverso speciali spiragli lasciati appositamente per questo scopo. Una volta
che il metallo è raffreddato, la forma in creta viene rimossa ed appare l'opera
modellata. Queste opere restano uniche in quanto il modello è distrutto durante
la fabbricazione.
Un arte da scoprire
Benché le forme dell'arte e lo stile degli artisti differiscano dall'uso al
quale siamo avvezzi nel mondo occidentale, uno sguardo attento rivela che queste
opere hanno un notevole grado di raffinatezza estetica e tecnica. Inoltre, più
approfondiamo il ruolo che la scultura svolge nella vita sociale della comunità,
più comprendiamo come l'arte sia una risposta non solo agli impulsi creativi e
artistici, ma anche ai bisogni sociali della società che li ha prodotti.
Arte ed estetica
Charles Dordogna
Conservatore del Museo di Tenafly
A meno che vogliamo attribuire al caso le più belle opere estetiche e certe
magnifiche creazioni artistiche, dobbiamo riconoscere che esisteva un impulso
artistico operante in migliaia di artisti africani senza nome, le cui opere
sopravvivono.
Il coinvolgimento estetico dell'arte africana investe una sfera di emozioni,
alcune sottili, altre più palesi. Elementi antropologici possono aiutarci a
capire un oggetto e a meglio valorizzarlo, ma, in definitiva, la risposta
estetica è legata alla presenza dell'oggetto. Per sperimentare veramente un
oggetto come opera d'arte bisogna stare davanti ad esso, contemplarlo da vicino,
ed essere ricettivi alle emozioni che esso genera.
Il godimento estetico deriva dall'ascoltare la scultura africana che ci parla,
per parafrasare Ladislav Segy. Ad ogni modo bisogna fare qualcosa di più che
essere fruitori unicamente passivi. L'incontro estetico è attivo ed è
intrinsecamente gratificante. Dobbiamo lasciarci trasportare dai nostri sensi,
provocare dalle sensazioni, per andare al di là del puramente superficiale.
Dobbiamo gustare i dettagli sottili dell'oggetto, guardare e contemplare a lungo
la forma, la superficie, assaporando le sensazioni suscitate.
La scultura tradizionale africana, nelle sue più belle rappresentazioni, può
essere esteticamente esaminata nei termini di forma, composizione e presenza.
Gli oggetti dell'esposizione presentano queste caratteristiche, spesso con
soluzioni ardite e innovative.
La scultura è una metafora rappresentante la cosmologia africana che armonizza
drammaticamente umanità e cosmo, integrando individui e arte in strutture più
ampie: lignaggio, clan, gruppo sociale, identità tribale. L'estetica africana
modella la vita africana.
L'arte africana è veramente arte o questi oggetti sono soltanto curiosità
etnografiche? Può l'arte africana essere presentata, studiata, analizzata per le
sue qualità estetiche? Nell'arte tradizionale africana possiamo individuare
dieci principi estetici:
creatività
realismo stilizzato
combinazione di dettagli
forma dinamica
immagini simboliche
motivi geometrici
eleganti proporzioni
armonici elementi
drammatiche risonanze
superfici estetiche
Questi dieci principi interpellano colui che guarda. Nelle opere in cui sono stati realizzati e armonizzati ad alti livelli questi dieci principi, il risultato è un'immagine che trascende il senso comune, e che può veramente essere considerata arte.
Creatività
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Il primo principio è la creatività, o inventività, la sorprendente originalità che va al di là del semplice naturalismo. Si osservi la figura yoruba in metallo. (Afriche, 18) Qui l'artista fabbro ha trasformato il ferro, un elemento naturale e terreno, in un' immagine che evoca le forze vitali. Le mani e i piedi, allungati e allargati, sembrano scorrere via con energia attorno al torso vigoroso. Osserviamo lo zufolo Chokwe: (Afriche, 19)lo strumento musicale è stato trasformato in una figura antropomorfa. Il soffio vitale, l'animus, che esce dai nostri polmoni, fuoriesce anche dal torso dello strumento, suggerendo un' estensione della forza vitale.
Realismo stilizzato
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Parecchi pezzi dell'arte tradizionale africana sono stati descritti come rispondenti ad un realismo stilizzato. La forma umana è presente, ma l'immagine sembra idealizzata o enfatizzata. Osservando le statue femminili Bamana (Afriche, 22,23) vediamo i seni a forma di cono, le gambe raccorciate che terminano con fianchi arrotondati. Vediamo chiaramente la forma umana ma l'enfasi, o la non enfasi, di certe parti corporali, suggerisce un nuovo punto di vista, un modo diverso di considerare le forme umane, quasi una liberazione da rappresentazioni strettamente realistiche.
Combinazione di dettagli
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I più raffinati esempi di scultura tradizionale africana mostrano intricate fatture. Queste provengono chiaramente dalle mani dell'artista. La maternità Lumbo concentra l'essenza della relazione materna. (Afriche, 26) L'inclinazione del capo e la posa in ginocchio col piede rivolto all'indietro, fa scomparire ogni inerte rigidità. La larga mano sinistra culla l'intero bambino, mentre i grandi e pesanti occhi, rivolti verso il basso, suggeriscono serenità e pace. Ne risalta una gentile vitalità che mette in rilievo il ruolo universale della madre nutrice.
Forme dinamiche
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La forma nella scultura tradizionale africana é spesso rapppresentata con dinamicità e arditezza. L'artista che scolpisce le donne Senufo, (Afriche, 27)spezza i limiti del realismo con lo scolpire seni appuntiti, mascella allungata, e braccia larghe con una straordinaria vitalità cinetica. Questi volumi pieni di forza sono in simmetria con le anche, il tutto aggettante sullo stesso piano orizzontale. L'effetto cumulativo spezza il torso aggiungendo vigore e movimento.
Simbolismo
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Molte opere di arte africana sono esteticamente messe in risalto da forme simboliche. La presenza di questi pezzi è visualmente stimolante e genera modelli, come quelli che si trovano sulle porte Dogon. (Afriche, 28)Il motivo ricorrente del diamante e lo spazio aperto con le figure, é concettualmente intrigante. Similmente i simboli del torso di Djenne, arricchiscono la nostra esperienza. Vediamo serpenti che si intrecciano verticalmente attorno alla colonna vertebrale, come se fossero scarificazioni a cheloide. Questi simboli sono tipici di molti messaggi visuali espressi attraverso quest' arte.
Forme geometriche
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Le forme geometriche nelle sculture tradizionali hanno attirato l'attenzione dei
primi cubisti. L'iterazione dei motivi geometrici conferisce armonia all'opera.
Si osservi la maschera Boa qui accanto. L'uso del cerchio e dell'ovale serve per
dare espressione al volto. Anche il rilievo della maschera è integrato nella
forma così come lo sono i fori perimetrali. Ne risulta un effetto aureolare che
concentra la nostra attenzione sull'intensità del volto.
Eleganti proporzioni
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In contrasto con le qualità più ovvie, gli artisti africani sono maestri nell'arte dell'evocazione. Nella raffinatezza delle proporzioni sono contenute brillanti risoluzioni sculturali. La figura del cavaliere in pietra Kissi possiede una forte tensione nella sua forma compatta. Gli occhi sono suggeriti da una linea sottile; un taglio incisivo, la mascella; un'incisione più profonda e verticale, il polso. (Afriche, 32-33) Questi elementi decorativi li troviamo anche nell'arte Lega. Nelle opere in avorio l'artista Lega deve tener conto dei limiti imposti dal materiale. Entrambe le statuette hanno semplici volti ma rifiniti con precisione: le due figure possiedono impatto ed energia.
Armonia delle parti
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L'arte tradizionale africana non si riduce alle singoli parti di
un oggetto: la combinazione armonica degli elementi è essenziale. Un artista
Mambila del Camerun ha certamente eseguito quest'opera. Le parti della figura
sono meravigliose: le gambe e le cosce compatte e angolari, la convessità ovale
dell'addome, le espressive braccia circolari verso il mento, il volto concavo,
la barba che irraggia luce.
Tutte le
parti si combinano nel formare un'opera completa e perfettamente compiuta. Ogni
sezione della figura è stimolante per se stessa: non ci sono punti morti o forme
non realizzate. Questa armonia la si vede anche nella maschera Ngombe. Il volto
è accuratamente suddiviso in tre parti. Gli occhi sono la parte più espressiva:
doppi ovali in posizione concava e convessa, ma anche la fronte e la bocca sono
vive, la prima con un rilievo verticale, la seconda con un rettangolo aperto che
bilancia gli occhi.
Drammatiche risonanze
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Drammatiche risonanze sono create in diverse opere coll'assemblare
elementi di origine diversa: conchiglie, ossa, crani di volatili, peli, erba,
sangue, penne, terra: la lista è senza fine come lo è l'umana immaginazione. I
risultati sono spesso sorprendenti nella loro espressività. La raffigurazione
Bamana, conosciuta come boli, sembra gonfia di energia e di forza vitale.
La maschera Loma sembra suggerire occhi in profondità creati da due corna
strategicamente situate. (Afriche, 36-37) La massiccia maschera Sapo
evoca un ignoto pericolo proveniente dalla foresta. Questi assemblaggi mostrano
alcune delle creazioni artistiche più espressive nell'Africa tradizionale.
Superfici estetiche
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Quando osserviamo un pezzo di scultura tradizionale africana,
vediamo che anche le superfici sono esteticamente significative, in quanto
spesso esse giocano come parti complementari della forma. Le superfici possono
essere morbidamente patinate, riccamente pigmentate, erose dal tempo, o
grossolanamente scolpite. Qualunque sia la qualità, esse sono un elemento
essenziale per l'apprezzamento estetico, e non devono essere sottovalutate. Gli
elementi materiali formano e modellano le superfici, e sono un invito per noi,
spettatori, a partecipare al mondo africano. Pigmenti organici, fluidi, e le
materie elementari della vita, vengono esteticamente trasformati in oggetti. Le
forze naturali del mondo penetrano negli oggetti con l'energia primaria della
vita africana. Arte e vita si intersecano, non in teoria, ma di fatto.
Conclusione
La scultura tradizionale africana, la cui
funzione è sempre meglio compresa attraverso studi e ricerche, ci presenta
visualmente un complesso mondo di emozioni, e di associazioni di idee.
Gli individui sono legati, attraverso l'opera d'arte, alle loro tradizioni
culturali. Quest'arte fornisce un elemento di continuità nel mondo africano.
Il linguaggio dell'arte è comprensibile da tutti all'interno dell'etnia. Siamo
davanti ad un'arte radicata nella vita quotidiana, ma che oltrepassa la
dimensione mondana nel suo significato spirituale e sociale.
L'esperienza estetica della scultura tradizionale africana, rinnova, ricrea e
rigenera, il gruppo stesso che la esprime. Le immagini piene di forza infiammano
l'immaginazione nella sua ricerca di realtà spirituali e rendono questa ricerca
vivida e concreta.
Un'arte superba senza sentimentalismi o nostalgie parla, attraverso il tempo, ai
nostri bisogni.
L'arte tradizionale africana rende lo spirituale tangibile, conferendogli una
forma fisica, e permettendoci di partecipare ai suoi misteri.
La dimensione estetica della scultura tradizionale africana è una esperienza
ricca e gratificante.
Questi oggetti non sono morte reliquie di un mondo che sta scomparendo, ma
vive entità la cui voce ci parla attraverso i tempi.
Estratto da AFRICHE n.32, 1996/4, Arte e
cultura Africana:
Alla scoperta di un volto nuovo dell'Africa, dove si possono
trovare tutte le opere cui si fa allusione nel testo.
Fonte : http://www.erga.it/sma/index/afriche/musei.htm