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 CULTURA : bioetica : pontificia accademia pro vita

 

Pontificia Accademia Pro Vita

    

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Con il suo Motu proprio "Vitae Mysterium" (11.2.1994), Giovanni Paolo II ha istituito la Pontificia Accademia per la Vita, il cui obiettivo è lo studio, l'informazione e la formazione, circa i principali problemi di biomedicina e di diritto, relativi alla promozione e alla difesa della vita, soprattutto nella diretta relazione che essi hanno con la morale cristiana e con le direttive del Magistero della Chiesa Cattolica. L'Accademia per la Vita collabora con i Dicasteri della Curia Romana le cui attività hanno relazione con il servizio alla vita, primo fra tutti la Congregazione per la Dottrina della Fede.

Dopo la morte del primo presidente, il Prof. Jérôme Lejeune, avvenuta nell'Aprile 1994, l'Accademia è stata guidata - e lo è a tutt'oggi - dal cileno Prof. Juan de Dios Vial Correa, che è coadiuvato dal vice-presidente, S.E. Mons. Elio Sgreccia, insieme al Consiglio Direttivo.

L'Accademia per la Vita, ad oggi, ha un organico di 48 membri ordinari, tutti di nomina pontificia, che hanno competenza in differenti settori delle scienze biomediche e delle discipline correlate con i problemi concernenti la promozione e la difesa della vita. Ai membri ordinari si aggiungono attualmente 70 membri corrispondenti, il cui contributo viene richiesto in occasioni specifiche, in relazione alla competenza particolare di ciascuno di essi.

 

 


 

 

 

Motu Proprio

Vitae Mysterium

col quale il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, l'11 Febbraio 1994, ha istituito la Pontificia Accademia per la Vita

 

   1. Il mistero della vita, di quella umana in particolare, attira in modo crescente l'attenzione degli studiosi, stimolati dalle straordinarie possibilità d'indagine che il progresso della scienza e della tecnica offre oggi alle loro ricerche. La nuova situazione, mentre apre affascinanti prospettive d'intervento sulle sorgenti stesse della vita, pone pure molteplici ed inediti interrogativi di ordine morale, che l'uomo non può trascurare senza correre il rischio di compiere passi forse irreparabili.

Consapevole di ciò, la Chiesa, che per mandato di Cristo è tenuta ad illuminare le coscienze degli uomini circa le esigenze morali che scaturiscono dalla loro natura, "dopo aver preso conoscenza dei dati della ricerca e della tecnica, intende proporre, in virtù della propria missione evangelica e del suo dovere apostolico, la dottrina morale rispondente alla dignità della persona e alla sua vocazione integrale" (Donum Vitae, 1).

Compito particolarmente urgente nel nostro tempo, se si considera che "nell'accoglienza amorosa e generosa di ogni vita , soprattutto se debole e malata, la Chiesa vive oggi un momento fondamentale della sua missione, tanto più necessaria, quanto più dominante si è fatta una cultura di morte" (Christifideles Laici, 38).

     2. La presenza della Chiesa nel campo della sanità è plurisecolare e non di rado ha anticipato gli interventi dello Stato. Mediante la sua azione assistenziale e pastorale, essa continua ancor oggi a proclamare il "Vangelo della vita" nelle variabili situazioni storiche e culturali, avvalendosi di una pedagogia fedele alla verità evangelica ed attenta ai "segni dei tempi". Nell'ambito sanitario essa avverte, in particolare, il bisogno di approfondire ogni possibile conoscenza al servizio della vita umana, perché, là dove la tecnica non è in grado di fornire risposte esaustive, possa manifestarsi la "legge della carità". Una legge che ispira l'intera sua attività missionaria e che la spinge ad esprimere in modo sempre vivo ed attuale il messaggio di Cristo, venuto per dare la vita e per donarla in abbondanza (cfr. Gv. 10,10).

     3. Istituendo, l'11 febbraio 1985, la Pontificia Commissione, ora Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari, ne indicai, tra le finalità, quella di "diffondere, spiegare e difendere gli insegnamenti della Chiesa in materia di sanità e favorirne la penetrazione nella pratica sanitaria" (Motu proprio Dolentium hominum, 6). Finalità ribadita, per il suddetto Dicastero, dalla Costit. Apost. Pastor Bonus (art. 153, §§ 3-4). Ciò richiede che tutti gli operatori sanitari siano adeguatamente formati in materia morale e sui problemi della bioetica (cfr. Assemblea speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi, 1991, Declaratio, 10), affinché sia manifesto che scienza e tecnica, poste al servizio della persona umana e dei suoi diritti fondamentali, contribuiscono al bene integrale dell'uomo e all'attuazione del progetto divino di salvezza (cfr. Gaudium et Spes, 35).

     4. In ordine al conseguimento di queste finalità, e raccogliendo le indicazioni espresse dai maggiori responsabili della pastorale sanitaria, e con la consapevolezza che, nel servizio alla vita, la Chiesa non può non incontrarsi con la scienza (Conc. Vat. II, Messaggio agli uomini di pensiero e di scienza, 8.12.1965), con il presente Motu proprio istituisco la Pontificia Accademia per la Vita che, secondo gli Statuti, è autonoma. Essa però è collegata e d opera in stretto rapporto con il Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori sanitari. Essa avrà lo specifico compito di studiare, informare e formare circa i principali problemi di biomedicina e di diritto, relativi alla promozione e alla difesa della vita, soprattutto nel diretto rapporto che essi hanno con la morale cristiana e le direttive del Magistero della Chiesa.

     5. La Pontificia Accademia per la Vita, con sede in Vaticano, sarà presieduta dal Presidente da me nominato, coadiuvato da un Consiglio e da un Consigliere ecclesiastico. Spetterà al Presidente della Pontificia Accademia convocarne l'Assemblea, stimolarne l'attività, approvarne la programmazione annua, vigilarne l'amministrazione, a norma di Statuti propri da sottoporre all'approvazione della Sede Apostolica.

I membri dell'Accademia, da me nominati, saranno rappresentativi delle varie branche delle scienze biomediche e di quelle più strettamente legate ai problemi riguardanti la promozione e la difesa della vita. Sono inoltre previsti Membri per corrispondenza.

     6. Nell'invocare la divina assistenza sull'attività della nuova Accademia, i cui lavori non mancherò di seguire con vivo interesse, mi è grato impartire a tutti i suoi Membri e Collaboratori ed a quanti si adopereranno per la migliore riuscita di tale iniziativa, una speciale Benedizione Apostolica.

 

     Dal Vaticano, 11 febbraio 1994

IOANNES PAULUS PP. II

 

 


 

 

Attestazione dei Servitori della Vita

sottoscritta da tutti coloro che sono nominati Membri dell'Accademia

 

 

     Davanti a Dio e agli uomini, noi, Servitori della Vita, affermiamo che ogni membro della specie umana è una persona.

      La dedizione dovuta a ciascuno non dipende né dalla sua età né dall'infermità che potrebbe colpirlo. Dal suo concepimento agli ultimi istanti della vita è lo stesso essere umano che si sviluppa e muore.

      I diritti della persona sono assolutamente inalienabili. L'uovo fecondato, l'embrione, il feto non possono essere né donati né venduti. Non gli si può negare il diritto ad uno sviluppo progressivo nel seno della propria madre, né può essere sottoposto a qualsivoglia sfruttamento.

      Nessuna autorità, neppure quella del padre o della madre, può attentare alla sua vita. La manipolazione e la dissezione dell'embrione e del feto, l'aborto, l' eutanasia non possono essere atti di un Servitore della Vita.

      Affermiamo altresì che i semi della vita devono essere sempre protetti. Il genoma umano di cui ogni generazione è soltanto depositaria non può essere oggetto di speculazioni ideologiche e commerciali. La composizione del genoma umano è patrimonio di tutta l'umanità e pertanto non può essere oggetto di brevetto.

      Desiderosi di perpetuare la tradizione di Ippocrate e di conformare la nostra prassi all'insegnamento della Chiesa Cattolica, respingiamo ogni deliberato deterioramento del genoma, ogni sfruttamento di gameti e qualsiasi alterazione provocata delle funzioni riproduttive.

       Il sollievo della sofferenza e la guarigione della malattia, la salvaguardia della salute e la correzione delle tare ereditarie sono lo scopo del nostro lavoro, tenendo salvo il rispetto della dignità e della sacralità della persona.

 

 

 


 

Fonte testo : www.academiavita.org