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| CULTURA : bioetica : Servizio e responsabilità nei confronti della vita che incomincia , di Mons. Dante Lafranconi |
SERVIZIO E RESPONSABILITA' NEI CONFRONTI DELLA VITA CHE INCOMINCIA
di Mons. Dante Lafranconi
La famiglia ha un compito insostituibile da svolgere per comunicare il Vangelo
della Vita, una competenza acquisita sia per la quotidianità dell'esperienza
delle persone che la costituiscono, sia per il fondamentale apporto che le
famiglie danno alla costruzione di una società libera e democratica.
Pertanto i genitori cristiani oltre ad affermare la sacralità della vita ne
indicano anche l'orizzonte d'eternità: l'uomo è chiamato alla vita per una piena
comunione con Dio suo creatore. Il cammino pastorale della Chiesa è
particolarmente attento alle famiglie, volendo fare nostro l'invito del Papa
"Famiglia, diventa ciò che sei".
Testimoniare l'amore coniugale significa vivere la famiglia come un luogo e un
tempo in cui la vita dei figli, dono di Dio, possa essere sempre accolta,
protetta, educata . Tale vocazione ad essere "santuario della vita" è un
servizio e un impegno delle famiglie, per le quali chiediamo una grande
preghiera da parte di tutta la comunità cristiana.
I cristiani in quanto cittadini hanno il diritto e il dovere di porre le loro
competenze al servizio della vita umana, offrendo il loro specifico contributo
alla promozione del bene comune, alla costruzione di quella civiltà dell'amore
che ha al centro la dignità dell'uomo. Tale impegno può essere occasione di
condivisione e di discernimento con tutti coloro che riconoscono la dignità
della persona umana quale fondamento della vita civile .
A proposito della vita nascente e sul fronte dell'attuale dibattito sulle
tecniche di procreazione assistita, in coscienza nessuno si deve lasciar sviare
dalla verità circa il bene dell'uomo: affermare il valore in sé di ogni vita
umana significa garantire - anche dal punto di vista della legge positiva -
l'effettivo esercizio dei diritti della persona fin dall'inizio del
concepimento.
L'impegno per vivere la famiglia come fondamento della società, per garantire ai
figli genitori capaci di amarli, per aprire le coppie alla solidarietà, domanda
di riaffermare la verità sulla procreazione come atto umano di cui è capace ogni
uomo e ogni donna chiamati a vivere l'amore come dono di sé. Affermare questi
valori condivisibili da tutti dal punto di vista etico e giuridico anche in
riferimento alla responsabilità nei confronti della vita che incomincia è un
dovere di coscienza. E' fuori luogo, dunque, nell'attuale dibattito opporre una
visione di fede alla ricerca scientifica; si tratta invece di affermare le
ragioni umane, scientifiche, giuridiche di una "buona" medicina che serve l'uomo
e la salute, e una "cattiva" medicina che causa morte e nega il diritto e la
dignità della persona.
Di fronte all'attuale complessa analisi dal punto di vista medico, scientifico,
culturale, giuridico circa la responsabilità nei confronti della vita umana e
della procreazione assistita, occorre riaffermare molto seriamente l'impegno di
educare le coscienze e di testimoniare la verità circa la vita umana. Questo è
possibile a livello personale, assumendo coerentemente stili di vita che
esprimano la solidarietà e la promozione della giustizia. Nella mobilitazione
per una nuova cultura della vita nessuno si deve sentire escluso; ciascuno
infatti può dare un suo contributo originale nella ricerca della verità circa il
diritto alla vita applicato alle recenti forme di procreazione artificiale e
circa i metodi di intervento sugli embrioni umani.
Oggi - soprattutto - di fronte al tentativo di affermare una visione dell'uomo
slegata dai valori etici, sotto il forte condizionamento di interessi economici
e di motivazioni ideologiche che negano il primato della persona, occorre
lavorare perché nella società civile e nell'ordinamento della comunità umana la
difesa della vita umana sia fondamento di una società libera, giusta e pacifica.
Per questo è degno di stima l'impegno di tutti coloro che pongono la questione
della vita e della sua difesa come questione fondamentale per la città degli
uomini; agire a favore della vita è contribuire al rinnovamento continuo della
società. Il bene comune infatti implica il riconoscimento e la tutela del
diritto alla vita e alla procreazione come atto umano: a partire
dall'intangibilità di questo diritto, infatti, si fondano e si sviluppano tutti
gli altri diritti inalienabili della persona. In questa prospettiva ha grande
valore riaffermare sotto ogni punto di vista che la venuta all'esistenza di una
nuova creatura è sempre un dono, la persona infatti non è mai la riposta ad un
bisogno, ma è un valore in sé (ADVM, Documento di Loreto, n°.2).
Affermare che il concepito è un soggetto al quale si riconosce la piena tutela
dei diritti è segno di civiltà che accomuna credenti e uomini di buona volontà
nell'impegno comune a favore di una vera democrazia per la quale la dignità di
ogni persona è da tutti rispettata, dal momento della sua procreazione, per
tutto l¹arco della sua esistenza, fino alla sua naturale conclusione.
Dante Lafranconi
Vescovo di Cremona
Presidente della Commissione CEI
per la pastorale della Famiglia e della vita
Fonte : www.advm.org , Associazione Difendere la Vita con Maria , testo inviato da Tino Redaelli
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