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 CULTURA : ecologia : Carta dei Cristiani per l'Ambiente

 

CARTA DEI CRISTIANI PER L'AMBIENTE

 

La cultura ambientalista che ha dominato la scena mondiale negli ultimi trenta anni è stata caratterizzata da un accentuato relativismo filosofico e morale. Le attività lavorative e l'identità umana sono state criticate oltremodo ed accusate di tutti i mali del pianeta. In questo contesto la stessa concezione giudeo-cristiana come espressa dalla Genesi è stata rifiutata.
Agli albori di questo terzo millennio, Roberto Leoni, presidente Sorella Natura, Rocco Chiriaco, presidente Movimento Azzurro, Saverio Quartucci e Vincenzo Tuccillo, presidente e vicepresidente di Ambiente azzurro e Antonio Gaspari direttore di Green Watch News, hanno sentito la necessità di manifestare la propria identità cristiana nel proporre una cultura ambientale coerente con gli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa.
Per questo hanno stilato una "Carta dei Cristiani per l'Ambiente" al fine di riunire le tante realtà associative in un progetto finalizzato alla lode e salvaguardia del creato secondo i principi dell'umanesimo cristiano e della difesa del bene comune.
La Carta dei Cristiani per l'ambiente è stata presentata ad Assisi il 5 giugno 2004, giornata mondiale dell'ambiente.

 

Hanno promosso la carta:

Saverio Quartucci e Vincenzo Tuccillo, Presidente e Vicepresidente Ambiente Azzurro

Rocco Chiriaco, Presidente Movimento Azzurro

Padre Paolo Luciano O.P., Presidente Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa “Girolamo Savonarola”

Roberto Leoni, Presidente Sorella Natura

Antonio Gaspari, direttore Green Watch News

Paolo Gramiccia, Presidente Umana Dimora del Lazio


 

 

CARTA DEI CRISTIANI

PER L'AMBIENTE

 


L’accresciuta sensibilità nei confronti del creato è sicuramente un fenomeno che indica un più alto livello di civiltà e una maggiore attenzione ai diritti di esseri non umani.
Quello a cui assistiamo oggi però fa parte di quella “babele dei diritti” in cui per moda o peggio per ideologia si propongono utopie radicali in cui la difesa degli animali, della flora e del mondo inanimato viene contrapposta alla vita umana.
Assistiamo ad un ritorno dell’utopismo romantico, dove prevalgono pessimismo, catastrofismo, irrazionalità, trasgressione, pensiero magico.
Il tentativo della cultura ambientalista dominante è quello di capovolgere il mandato di Dio indicato dalla Genesi: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la Terra, soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla Terra” (GN 1,28).
L’uomo, posto da Dio nel giardino dell’Eden “perché lo coltivasse e lo custodisse”, è stato considerato da una certa cultura ecologista il peggiore dei nemici. Addirittura il “cancro del pianeta”.
E la natura è stata divinizzata al punto tale da essere adorata come Gaia.
Da questo punto di vista, l’approccio e la soluzione dei problemi ambientali è stato stravolto, perché la crescita civile e lo sviluppo economico, lavorativo, tecnologico e scientifico dell’umanità sono stati considerati come aggressioni alla “madre Terra”

In questo contesto e’ rilevante notare le differenze che esistono tra l’ideologia che caratterizza le maggiori associazioni ambientaliste e il pensiero cristiano.

--Per un cristiano l’uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Per una certa cultura ambientalista l’uomo è “cancro del pianeta”.

--Per un cristiano la crescita demografica è una benedizione del Signore, per gli ambientalisti è una disgrazia, la causa di tutti i mali.

--Noi cristiani abbiamo una visione teocentrica che tende alla verticalità, dove il creato ci è stato messo a disposizione del Signore per curarlo, svilupparlo e governarlo.
Mentre il movimento ambientalista ha una visione orizzontale che tende verso il basso, con la tendenza a divinizzare la fauna e la flora.

--Il Dio in cui noi cristiani crediamo è buono, e ama alla follia l’umanità, mentre il movimento ambientalista parla di Gaia, una Dea pagana ostile e vendicativa che si ritorce contro l’uomo per ogni sua azione.

Per questi motivi auspichiamo la nascita di una più avanzata cultura ambientale che attraverso le strade della fede e della ragione giunga alla scoperta della verità.
Proprio in questi anni a cavallo del nuovo millennio, durante i quali abbiamo vissuto e viviamo l’apparente paradosso della coincidenza fra il più elevato livello di modernità industriale mai raggiunto, avvertiamo il bisogno dell’affermazione di una cultura ambientale in cui l’uomo sia fedele al mandato biblico come custode responsabile dell'ambiente nel quale è posto a vivere.

Una cultura ambientale che guardi all’uomo con più ottimismo
Un uomo che non è maledizione ma benedizione del pianeta.
Uomo che è ricchezza e non impoverimento per il mondo.
Uomo la cui prole suscita speranza e non disperazione.

--Un ambiente inteso come casa e come risorsa.
Un ambiente che si arricchisce del lavoro dell’uomo e che moltiplica i suoi frutti grazie allo sviluppo ed all’applicazione delle nuove tecnologie.
Auspicando, una maggiore responsabilità etica dell’uomo verso l’ambiente affinchè l’essere umano, unica creatura dotata del libero arbitrio, soprattutto se occupa posizioni di responsabilità, di amministrazione o governo, assuma decisioni mirate al bene collettivo ed alla salvaguardia e valorizzazione della risorsa “ambiente”, progettandone e favorendone la più equa fruizione e distribuzione possibile tra tutti gli esseri umani ed incoraggiando a ciò i popoli di ogni continente.

--Coniugare la ricerca scientifica e le applicazioni tecnologiche in una dimensione etica dello sviluppo economico significa corrispondere all’amore del Creatore.
In questo modo il benessere e lo sviluppo dell’umanità risplenderà nella bellezza del creato.

“Prega, lavora e sii lieto” ha insegnato San Benedetto
“Laudato sii mio Signore per fratello sole, sorella luna, sorella acqua....” ha recitato San Francesco
“L’uomo è fine dello sviluppo e del generare di tutto l’universo”, ha insegnato San Tommaso

“La tecnologia che inquina può anche disinquinare, la produzione che accumula può distribuire equamente, a condizione che prevalga l'etica del rispetto per la vita e la dignità dell'uomo, per i diritti delle generazioni umane presenti e di quelle che verranno” Ha detto il Pontefice Giovanni Paolo II

“La difesa della vita - ha sottolineato il Santo Padre- e la conseguente promozione della salute, specialmente nelle popolazioni più povere e in via di sviluppo sarà ad un tempo il metro e il criterio di fondo dell'orizzonte ecologico a livello regionale e mondiale”

Quanto affermato ha, oltre alla valenza religiosa che attiene ad una scelta di coscienza individuale, una valenza etica che coinvolge anche tutti coloro i quali, anche se non cristiani o non credenti, si ritrovano nei valori etici che accomunano la più antica sapienza e saggezza dell’umanità in ogni tempo ed in ogni cultura.

Questa è la cultura ambientale che i sottoscritti riconoscono come coerente con l’umanesimo cristiano del giusto del bello e del buono e per questo la promuoviamo.

 

 

 


 

Fonte :  http://www.ambienteazzurro.it/siti/appello/

Ambiente Azzurro
Componente Studentesca Ateneo FEDERICO II

www.ambienteazzurro.it